Rifiuti

Ciclo integrato rifiuti

L'Ufficio Ciclo Integrato Rifiuti in primo luogo predispone ed aggiorna i documenti di programmazione di area vasta nell'ambito della gestione dei rifiuti, in accordo con la legislazione vigente a livello europeo, nazionale e regionale e con il concorso dei Comuni.

L'attuazione della programmazione avviene tramite politiche e progetti (supporto tecnico e finanziario, comunicazione, ecc.) anche in collaborazione con i Consorzi di Bacino per i servizi di raccolta e avvio a recupero, nonché con l'Associazione d'Ambito Territoriale Ottimale (ATO-R) nell'attività di localizzazione degli impianti tecnologici di recupero e smaltimento e nel coordinamento delle funzioni di realizzazione e gestione degli stessi:


27/08/2020 - Cibo e clima: cambiare i consumi per vivere meglio.

Una crisi globale come quella del clima si risolve solo con azioni collettive (e politiche), in grado di guidare i comportamenti individuali, ma iniziare dando il buon esempio è sempre una buona idea: come? Ad esempio partendo dal cibo che consumiamo ogni giorno. Secondo la Fondazione Barilla ripensare il nostro approccio al cibo, eliminando gli sprechi alimentari, prediligendo alimenti stagionali, scegliendo prodotti sostenibili e seguendo diete più sane, bilanciate e a base vegetale, potrebbe far spostare l’Overshoot day (cioè il giorno nel quale l'umanità consuma interamente le risorse prodotte dal pianeta nell'intero anno) in avanti di ben 32 giorni. Basti ad esempio pensare che nel 2020, grazie al lockdown da pandemia Covid-19, l'Overshoot Day è caduto il 22 agosto, mentre nel 2019 si era verificato il 29 luglio: ben 23 giorni di differenza! Gli attuali sistemi alimentari, oltre a determinare grandi sprechi di suolo coltivabile, acqua, biodiversità, richiedono alte quantità di energia e dipendono ancora molto dai combustibili fossili. Questa dipendenza è più alta per la produzione di alimenti di origine animale, tuttavia anche molte colture viaggiano spesso su lunghe distanze prima di raggiungere i consumatori. L’intero sistema alimentare, come viene sottolineato nell'ultimo report pubblicato dall’IPCC (n.d.r. Intergovernmental Panel on Climate Change, il principale organismo internazionale per la valutazione dei cambiamenti climatici) contribuisce fino al 37% delle emissioni globali di gas serra responsabili del Cimate change. Come possiamo quindi fare la nostra parte?.

La Fondazione Barilla ha elaborato alcuni semplici consigli che si possono mettere in pratica tutti i giorni:

  • preferire alimenti a base vegetale;
  • acquistare dagli agricoltori locali seguendo la stagionalità;
  • scegliere alimenti prodotti con pratiche agricole sostenibili;
  • seguire regimi alimentari sani e sostenibili, come la dieta mediterranea.

Fonte: Green Report


27/08/2020 - Covid-19 e mense scolastiche: stop a “lunch box” e monoporzioni. Per tutelare sia la salute sia l'ambiente.

L’introduzione delle “lunch box” e delle monoporzioni nelle mense scolastiche, misura inizialmente prevista tra quelle indicate per la prossima riapertura delle scuole nel documento del Comitato Tecnico Scientifico della Protezione Civile, è stata recentemente oggetto di un’importante precisazione. Il Comitato, interpellato dal Ministero dell’Istruzione, ha infatti specificato che l’uso delle lunch box e delle monoporzioni rappresenta una misura proposta da attuarsi qualora le modalità di fruizione tradizionale (in refettorio) non permettano di rispettare i criteri di prevenzione citati.” Inoltre con questo parere viene restituita ai Comuni autonomia nella scelta della modalità di erogazione del servizio di ristorazione a scuola purché nel rispetto dei criteri stabiliti dal CTS. Si tratta di un traguardo molto importante poichè, come già messo in evidenza nei mesi scorsi da più parti (Foodinsider, Slowfood ...) l’introduzione nelle mense del pasto in monoporzioni, (che ricordiamo non tutela dalla trasmissione del virus che non si trasmette attraverso il cibo) avrebbe con buona probabilità causato tutta una serie di importanti ricadute negative tra cui quelle:

  • sull’ambiente (aumento plastica e cibo rifiutato, quindi gettato via );
  • sulla salute dei bambini e l’educazione alimentare (decadimento del valore del pasto: riduzione potere nutrizionale dei piatti – incremento somministrazione cibo processato);
  • sulla filiera alimentare (impoverimento del tessuto economico locale);
  • sull’impiego (riduzione della forza lavoro);
  • sul consenso politico (conflittualità tra famiglie e Amministrazione a fronte dell’aumento delle tariffe/decadimento qualità).

Una petizione  lanciata nei mesi scorsi da Foodinsider.it con FOOD WATCHER, MenoPerPiù e Slow Food promossa anche da AIAB, Centro Ricerca Rifiuti Zero, FederBIO, FirenzeBIO, Genima genitori in rete, Zero Waste Italy (sottoscritta in breve tempo da oltre 33.000 persone!), ha messo in luce il problema, contribuendo così a raggiungere questo importante obiettivo.

Fonte: Foodinsider.it


03/08/2020 -Let’s Clean Up Europe 2020: si riparte!

Dopo mesi di isolamento che hanno costretto a rimandare le azioni di pulizia, finalmente torna il Let’s Clean Up Europe, la campagna europea contro il littering e l’abbandono dei rifiuti, che vedrà la partecipazione di numerosi Stati europei e non. L’edizione di quest’ anno vedrà un’importante novità: il LCUE si unisce a Let’s Do It! Italy e le azioni di pulizia si svolgeranno SOLO il 19 e il 20 settembre, date del World Cleanup Day 2020. Le iscrizioni si sono aperte il 15 Luglio e sarà possibile iscriversi ancora fino al 13 settembre.Partecipare a Let’s Clean Up Europe è semplicissimo: basta compilare la scheda di registrazione, che è esclusivamente on-line. E ricordatevi di fare foto e video dell’evento, di condividerle sui social network (Facebook e Twitter) utilizzando l’hashtag: #cleanupeurope, #letsdoitworld, #worldcleanupday, #letsdoitItaly e inviarle a serr@envi.info! Per informazioni è possibile scrivere a serr@envi.info


03/08/2020 - Gli italiani amano l’acqua del rubinetto: il 78% degli intervistati italiani la beve.

Una recente ricerca effettuata da Open Mind Research su un campione di 2.000 persone ha indagato il profilo socio-demografico di quanti, negli ultimi 12 mesi, hanno bevuto acqua del rubinetto trattata e non, a casa propria o fuori casa, e la frequenza di consumo. Dalla ricerca è risultato che l’ “acqua del Sindaco” piace al 78% circa degli intervistati, corrispondente ad un tasso di crescita sul 2018 che sfiora il 4%. La metà di queste persone dichiara di farlo sempre o quasi sempre, per la comodità (25%), per l’ambiente (24,8%) o perché in questo modo si evita di trasportare e smaltire bottiglie di plastica. Oltre all’uso dei sistemi di filtrazione domestica per migliorare le caratteristiche organolettiche dell’acqua, gli intervistati hanno dichiarato di essere propensi a bere acqua trattata del rubinetto anche fuori casa: il 27% degli intervistati la beve negli esercizi commerciali (+3,6% rispetto al 2018) e il 51% la berrebbe se gliela offrissero. Per quanto riguarda infine le “casette dell’acqua”, i chioschi a disposizione dei cittadini che distribuiscono acqua potabile (trattata o non trattata, refrigerata o addizionata di anidride carbonica) la metà dei comuni ne ha collocata almeno una sul territorio. Le casette dell’acqua sono presenti anche sul territorio della Città metropolitana di Torino: per conoscerne la localizzazione è possibile consultare il sito della SMAT.

Una scelta ambientalmente sostenibile, considerando gli elevati impatti ambientali che il consumo di acqua in bottiglia può generare, ad esempio:

  • per produrre le bottiglie che ogni anno vengono utilizzate in Italia occorrono 350.000 t di PET (ovvero 665.000 t di petrolio) e si emettono in atmosfera 910.000 t di CO2eq.
  • per il trasporto delle bottiglie, prevalentemente tramite camion, si ha l’emissione di 265.000 t di CO2.
  • le bottiglie di plastica diventano rifiuto normalmente dopo un solo utilizzo

Fonti:

Acqua del rubinetto il 78% degli italiani la beve. Molti usano caraffe o sistemi di filtrazione. Successo per le casette dell’acqua – Il fatto alimentare

Acqua in bottiglia di plastica, quali gli impatti ambientali?- Arpal Liguria
 


03/08/2020 - La strategia europea "From farm to fork": verso la sostenibilità della filiera alimentare

La nuova Commissione europea ha dichiarato, fin dagli esordi del suo mandato, di voler attuare un programma ambizioso e innovativo per rendere l’economia dell’Unione Europea più sostenibile. E' nato così il Green Deal, che mira a migliorare il benessere delle persone, a rendere l’Europa climaticamente neutra e a proteggere l'habitat naturale. In concreto il Green Deal europeo sarà una «strategia», cioè si attuerà attraverso una serie di misure di diversa natura – fra cui soprattutto nuove leggi e investimenti – che saranno realizzate nei prossimi trent’anni. Tra le misure specifiche legate all'attuazione del Green deal ricordiamo che, lo scorso 22 maggio, la Commissione europea ha ufficialmente lanciato la strategia From Farm to Fork Strategy”, cioè il piano decennale messo a punto per guidare la transizione verso un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente. È la prima volta che l’Unione europea cerca di progettare una politica alimentare che proponga misure e obiettivi che coinvolgono l’intera filiera alimentare, dalla produzione al consumo, passando naturalmente per la distribuzione.

La strategia annovera ben 27 obiettivi da raggiungere entro il 2030; molto ambiziose le azioni e i risultati attesi, tra i quali:

  • riduzione dell’utilizzo di pesticidi del 50% e dei fertilizzanti del 20%
  • riduzione del 50% dell’uso di antibiotici per gli allevamenti e l’acquacoltura
  • raggiungimento di almeno il 25% della superficie agricola all’agricoltura biologica
  • dimezzamento degli sprechi alimentari pro capite (vendita al dettaglio e consumatori)
  • sostegno all'uso di imballaggi per alimentari innovativi e sostenibili (materiali ecologici, riutilizzabili e riciclabili)
  • emanazione normativa sulla sostituzione nei servizi di ristorazione degli imballaggi alimentari e delle posate monouso con prodotti riutilizzabili.

La Commissione intende premiare tutti coloro che hanno già attuato misure di sostenibilità e sostenere nella transizione gli operatori in difficoltà. Lo strumento finanziario individuato è la Politica agricola comune che, fin dal suo esordio nel 1962, rappresenta una stretta intesa tra agricoltura e società, tra l'Europa e i suoi agricoltori e che in questa nuova fase, si prevede, destinerà circa il 40 % del suo budget totale alle azioni legate all’ambiente.

Fonti:

Green Deal ecco cosa prevede il progetto europeo della Commissione, in un articolo di Food Hub - Il fatto alimentare

Il Green Deal europeo, spiegato bene - Il Post

Dal produttore al consumatore. Il nostro cibo, la nostra salute, il nostro pianeta, il nostro futuro.


21/07/2020 - “Voglio un pianeta così”, la campagna social per l'ambiente del Parlamento Ue. Partecipa anche tu!

La rappresentanza italiana del Parlamento europeo ha lanciato una nuova iniziativa di comunicazione video via social, pensata per sensibilizzare i cittadini sui temi legati alla sostenibilità e al rispetto dell’ambiente. E' nata quindi la campagna "Voglio un pianeta così" che, sia attraverso la testimonianza di personaggi dello spettacolo e della cultura, sia coinvolgendo persone meno note, racconterà la percezione che gli italiani hanno delle tematiche ambientali e descriverà realtà e progetti del nostro Paese per la promozione della sostenibilità. L'iniziativa, partita in questi giorni, si incentrerà in particolare su alcuni temi come spreco alimentare, inquinamento atmosferico, biodiversità, utilizzo della plastica e impatto dei cambiamenti climatici. Tutti possono partecipare per condividere via social la propria visione ambientale del mondo e dare il proprio contributo. Per partecipare la richiesta è di utilizzare l’hashtag #vogliounpianetacosì ed eventualmente taggare le pagine del Parlamento europeo in Italia

Facebook @PEItalia
Twitter @PE_Italia
e Instagram @PE_Italia

Fonte: Helpconsumatori
           Parlamento europeo in Italia


21/07/2020 - ANCI e Ministero dell’Ambiente alleati contro lo spreco di cibo: on line il sito dedicato al Progetto.

Lo spreco alimentare, come spesso abbiamo ricordato dalle pagine del nostro sito, è un fenomeno diffuso a livello globale che, si stima, determina lo smaltimento di circa 1/3 di tutto il cibo prodotto annualmente e destinato al consumo umano. Molteplici le cause e devastanti gli impatti sull’ambiente e sulla società. In Italia, nonostante il grande fiorire di moltissime e spesso lodevoli iniziative, mancano ancora dei piani coordinati di informazione ed educazione sul comportamento alimentare e sulle condotte di spreco, nonché accordi tra gli attori della filiera alimentare e ristorativa; ecco quindi che talvolta le azioni indirizzate al contenimento degli sprechi alimentari sono frammentarie e poco incisive. ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e il Ministero dell’ambiente avevano sottoscritto, già nel 2017, un Protocollo d’intesa, seguito nel 2018 da un Accordo attuativo finalizzato all’implementazione e allo sviluppo di azioni a supporto dei Comuni. Le azioni previste dall’Accordo sono sviluppate su 4 aree tematiche che, a loro volta, si declinano in specifiche sottoazioni:
1) Prevenzione degli sprechi alimentari nella ristorazione scolastica
2) Prevenzione degli sprechi alimentari nella ristorazione commerciale
3) Misurazione dei rifiuti evitati attraverso l’utilizzo dei doggy/family bag
4) Redazione di quaderni operativi (per gli operatori commerciali e i ristoratori)

Da pochi giorni è on line il sito web del Progetto che fornisce informazioni dettagliate sulle attività previste, rende disponibili i materiali e gli ulteriori documenti elaborati nell’ambito delle attività di progetto, promuove e rende disponibili i materiali della campagna nazionale sulla diffusione della “food-bag” nella ristorazione commerciale.


07/07/2020 - “100% Plastica”. Il 15 luglio 2020 Conferenza finale del Progetto di Cooperazione internazionale con l’Etiopia

Il progetto di Cooperazione internazionale “100% plastica”, finanziato dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e partito nell’aprile del 2017 per contribuire alla riduzione dell'inquinamento ambientale in Etiopia e avviare la raccolta differenziata della plastica da destinare al riciclo in un impianto locale, è giunto alla sua conclusione. La Città metropolitana di Torino ha partecipato in qualità di partner  occupandosi nello specifico, insieme a Corintea soc. coop., l'Università di Awassa e CIFA Onlus - capofila del progetto-, della realizzazione di un Piano di medio termine sulla gestione dei rifiuti. I risultati di questi tre anni di intenso e proficuo lavoro saranno presentati durante la Conferenza finale, prevista in modalità on-line per il prossimo 15 luglio 2020 dalle ore 9.00 alle 13.00.  Tutti i dettagli dell'evento nella Locandina. Appuntamento sulla pagina Facebook di CIFA Onlus e sulla piattaforma https://streamyard.com/


15/06/2020 - Primo quadrimestre: calano i rifiuti totali e anche la raccolta differenziata, crescono vetro e plastica.

L'Osservatorio rifiuti della Città metropolitana di Torino ha di recente ripreso la sua piena attività, pubblicando i dati di raccolta dei rifiuti per il primo quadrimestre 2020 che, com'è noto, ha anche coinciso con il lock down da pandemia Covid-19. Com'è mutata la produzione di rifiuti e la raccolta differenziata nel territorio metropolitano in questo particolare periodo? Nelle righe che seguono un sintetico ma dettagliato resoconto  anche ripreso dal Corriere della Sera, edizione di Torino.

Primo quadrimestre 2020

Nel mese di aprile 2020 si conferma la riduzione generale dei rifiuti già registrata a marzo ed anzi risulta più marcata. In particolare Torino città fa registrare oltre il 26% in meno di produzione totale nel mese di aprile 2020 rispetto all’aprile 2019. Tutti gli ambiti prossimi alla Città di Torino registrano riduzioni a doppia cifra (marzo 20/marzo 19) a questi si aggiunge l’Alta Valle di Susa. Nei territori più esterni della provincia (Pinerolese e tutto il Canavese) la riduzione è più contenuta e varia fra il -8% e il -9,5%. Questa generale riduzione incide ulteriormente sul bilancio del primo quadrimestre che risulta in tutti gli ambiti della provincia di Torino negativo rispetto al primo quadrimestre del 2019, con la punta di -13,7% della Città di Torino; si registrano invece riduzioni più contenute in tutti gli altri ambiti. Uniche eccezioni sono il Pinerolese, l’Alto Canavese e l’ambito di Settimo-Chivasso e comuni della collina torinese, la cui produzione è pressoché identica ai primi 4 mesi del 2019. Complessivamente la riduzione dei primi quattro mesi di quest’anno rispetto al 2019 a livello metropolitano è pari a circa l’8%.

Raccolta differenziata

In tutto il territorio provinciale nel mese di aprile 2020 cala in maniera significativa la percentuale di raccolta differenziata rispetto allo stesso mese del 2019, con percentuali comprese fra il -3,9% e il -8,9%; fa eccezione la Città di Torino che invece registra un +0,3% nel mese di aprile di quest’anno rispetto allo stesso mese dello scorso anno. La riduzione della raccolta differenziata è solo in parte determinata dal calo della produzione totale dei rifiuti, ma si registra rispetto allo stesso mese dello scorso anno una diminuzione, seppur più moderata, delle quantità intercettate in maniera differenziata, sempre con l’eccezione della Città di Torino che risulta pressoché stabile. Considerato che nell’ultimo anno è stato esteso il servizio domiciliare di raccolta, che come noto consente una maggiore intercettazione, è possibile affermare che anche per la Città di Torino si registra una riduzione, benché non immediatamente quantificabile. Nel resto dell’ambito metropolitano, essendo consolidati i sistemi di raccolta, le variazioni sono più facilmente registrabili. Sarà interessante verificare i valori del mese di maggio e giugno per capire se, anche con l’apertura delle attività di ristorazione e più in generale del commercio al dettaglio, i trend di riduzione della produzione e della raccolta differenziata verranno confermati o si registrerà invece una inversione.

Intercettazione principali frazioni di rifiuto

Nonostante la generale riduzione della produzione dei rifiuti, si conferma ed anzi aumenta l’incremento della produzione di plastica (+6,5%) e vetro (+10,6%). Molto marcata invece la riduzione di carta/cartone di aprile (-13,9%) rispetto all’aprile 2019 e dell’indifferenziato (-15,4%), meno marcata invece quella dell’organico (-3%). Complessivamente nei primi quattro mesi di quest’anno rispetto al 2019, si registra un aumento del 7,7% del vetro e del 6,3% della plastica, carta/cartone e organico sono invece pressoché stabili (-1,3% la prima, +0,9% il secondo) e una riduzione dell’indifferenziato dell’8%.

I dati mensili di produzione, per comune e per ambito territoriale, pubblicati dall’Osservatorio Metropolitano Rifiuti , sono consultabili alla pagina dedicata


21/05/2020 - Una pausa pranzo “usa e getta”: la quantità di rifiuti è disarmante.

La Fase 2 e il ritorno graduale all’attività negli uffici sono legate a doppio filo con l’esigenza quotidiana di poter gestire un momento “topico” della giornata tipo di un impiegato: la pausa pranzo. Come si coniugano questa esigenza con la necessità di ridurre il più possibile i rifiuti prodotti giornalmente da ciascuno di noi? Agata Fortunato, funzionario della Città metropolitana di Torino, riflette sul tema con alcune amare considerazioni: “ Un solo giorno, un solo pasto, per una sola persona; la quantità di rifiuti prodotti è disarmante. Lo è per me che normalmente non utilizzo servizi di asporto/delivery, lo è per me che penso alla montagna di rifiuti prodotti normalmente per questo segmento di consumo, prospero non solo per la necessità contingente”. E le alternative No-waste, prosegue Fortunato sono praticamente inesistenti : “L’alternativa riutilizzabile in Italia è pressoché fantascienza, non utilizzata, non richiesta, non promossa, salvo poi inveire per i troppi rifiuti prodotti, per le difficoltà derivanti dalla loro gestione (per carenza di impianti, per i costi sempre crescenti, per gli impatti degli impianti esistenti)”. E per il futuro? Conclude Fortunato “ … il virus ci ha sorpreso incapaci di affrontare razionalmente l’emergenza e la spinta verso un modello di consumo tutt’altro che circolare è più forte che mai e chi dovrebbe indicarci una via d’uscita, ci spiega invece che tutto sommato basta che le stoviglie monouso siano compostabili.” Forse è davvero ora che ciascuno di noi faccia una profonda riflessione e agisca di conseguenza.

Fonte: Eco dalle Città

Nota: il racconto è stato scritto nella settimana precedente il 18 maggio, data in cui sono entrate in vigore le nuove norme del DPCM che regola la riapertura di bar e ristoranti anche al pubblico


21/05/2020 - Il cambiamento climatico spaventa quanto il Covid-19: secondo gli italiani bisogna agire subito per contrastarlo.

Il 22 aprile in occasione della “Giornata della terra” (ndR: vedi la nostra News) l’ istituto IPSOS ha pubblicato il suo consueto sondaggio sulla percezione dei cittadini mondiali rispetto all’emergenza climatica. Quest’anno il sondaggio ha aperto con la domanda: “credete che nel lungo periodo il cambiamento climatico sia una crisi seria quanto quella del COVID-19?”. Per 7 intervistati su 10 la risposta è stata un sì. L’indagine, condotta in 14 Paesi:” ...mostra un ampio sostegno alle azioni dei governi per dare priorità al cambiamento climatico nella ripresa economica dopo il COVID-19, con il 65% degli intervistati a livello globale che concorda sull’importanza di questo aspetto. ” Inoltre, è interessante notare che il 50% degli italiani non è disposto ad accettare misure che mettano a rischio l’ambiente, sebbene possano servire a rilanciare l’economia. Uno spunto interessante per ricordare a tutti i nostri lettori come anche la corretta gestione dei rifiuti incida significativamente sullo stato di salute del clima: ad esempio vi ricordiamo che se lo spreco alimentare fosse una Nazione, occuperebbe il terzo posto per emissione di gas climalteranti, dopo gli USA e la Cina.

Fonte: Pressenza


14/05/2020 - Piccoli rifiuti elettronici: come gestire al meglio quelli trovati in casa durante la quarantena? Dal Consorzio Ecolight il vademecum.

Costretti in casa dal lockdown, molti di noi si sono dedicati anche al riordino domestico ritrovando, abbandonati in fondo ai cassetti, piccoli elettrodomestici non più utilizzati. Frullatori, telecomandi, joystick, caricabatterie, ma anche lampadine, cavi elettrici e via di seguito. Tutti questi piccoli rifiuti, che fanno parte della grande famiglia dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), vanno smaltiti nel modo più corretto, non solo per una maggiore tutela dell’ambiente ma anche perché, se opportunamente trattati, sono riciclabili fino a oltre il 95% del loro peso. Purtroppo, secondo il direttore generale di Ecolight, (Consorzio nazionale senza fini di lucro che raccoglie oltre 1.700 aziende operanti nel settore) soltanto uno su cinque viene raccolto e gestito correttamente. Ecco quindi che lo stesso Consorzio ha redatto un utile Vademecum che potrà agevolare ognuno di noi nella gestione di questi rifiuti. Buona lettura!
Fonte: Help Consumatori


14/05/2020 - Mascherine protettive: come ridurre l’impatto ambientale e la spesa delle famiglie? Dalla stampa alcuni suggerimenti utili.

L’uso obbligatorio delle mascherine, fondamentale per affrontare correttamente la Fase 2, rischia di determinare, come abbiamo già evidenziato in più di un’occasione, una grave emergenza ambientale. Infatti, secondo stime del Politecnico di Torino, il fabbisogno mensile di mascherine in Italia potrebbe essere di un miliardo al mese, in gran parte monouso. Ovviamente la prima regola da seguire è quella di smaltire correttamente questi rifiuti, evitando di abbandonarli nell’ambiente: secondo il WWF se soltanto l’1% delle mascherine finisse in natura avremmo circa 10 milioni di pezzi dispersi ogni mese. (1) Oltre a questo però da più parti si richiama l’attenzione sulla necessità di pensare a una diversa gestione di un rifiuto che rischia di sommergerci. I dispositivi più utilizzati infatti provengono per lo più dall’estero e sono realizzati da più strati di polimeri diversi e da più materiali: questo li rende praticamente impossibili da riciclare, destinandoli allo smaltimento nei termovalorizzatori. (2) In attesa che l’industria realizzi e metta in commercio mascherine tutte o in parte riciclabili, è possibile adottare degli accorgimenti che, salvaguardando la salute, consentano di proteggere l’ambiente e, perché no, anche un certo risparmio economico. Stiamo parlando delle mascherine lavabili, che dovrebbero ormai essere disponibili nella maggior parte delle farmacie. I diversi modelli proposti, che garantiscono una buona protezione per un numero di lavaggi variabile (tra 10 e 50 a seconda delle marche), sono in vendita tra i 5 e i 15 euro. Per contro, secondo una stima de Il Sole 24 Ore, la spesa che le famiglie dovrebbero sopportare per l’acquisto di prodotti monouso potrebbe arrivare fino a circa 200 euro al mese per un nucleo di 4 persone (3), anche perché, come evidenzia la rivista Altroconsumo, le mascherine chirurgiche a prezzo “calmierato” per il momento sono reperibili solo in una farmacia su quattro (4). A conti fatti quindi la scelta delle mascherine lavabili potrebbe essere un’alternativa interessante, non solo per il bene del Pianeta.
L’ultima possibilità, prevista anche dal nuovo DPCM 26/4/2020, è quella di usare le cosiddette mascherine di comunità cioè “mascherine lavabili anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso”.(5) Il loro uso è stato approvato anche dalla comunità scientifica: secondo Trisha Greenhalgh dell’Università di Oxford e Jeremy Howard dell’Università di San Francisco se indossate da un soggetto infetto, sono in grado di ridurre di 36 volte la quantità di virus trasmessa.(6)

Nella breve Rassegna stampa alcuni articoli sul tema, compreso un approfondimento sulle mascherine fai da te. (7)

Buona lettura!

Note


07/05/2020 - Rifiuti e raccolta differenziata nel territorio metropolitano di Torino. Come cambia con il Covid-19?

In una breve intervista Agata Fortunato, funzionario della Città Metropolitana di Torino, fa il punto sull’andamento della produzione dei rifiuti nel territorio in questo periodo di emergenza sanitaria. Per prima cosa, evidenzia Fortunato, è interessante notare come i rifiuti nel mese di marzo siano diminuiti in maniera consistente, arrivando ad un dato complessivo del -11,5% rispetto al marzo 2019, numeri che non erano stati registrati neppure a seguito della crisi del 2008-2009. Sul fronte raccolte differenziate i segnali sono per il momento confortanti: infatti il calo è stato dello 0,6% rispetto allo scorso anno, ma dati più aderenti alla realtà si avranno con il raffronto tra marzo 2020 ed i mesi successivi. Quello che preoccupa Fortunato è la “probabile crescita del consumo di materiali usa e getta, non solo guanti e mascherine, ma anche e soprattutto imballaggi a seguito dell’aumento delle vendite on-line e del delivery. “ Inoltre, conclude, “Mi preoccupa non solo la crescita di questi rifiuti, la scarsa attenzione di alcuni cittadini nel conferimento – ormai quotidianamente leggiamo di guanti e mascherine abbandonati – ma anche la scarsa attenzione, anche a livello centrale, alla prevenzione.” Tematica questa già affrontata in più di un’occasione dalla nostra Redazione. Vi ricordiamo che guanti, mascherine, fazzoletti e salviette monouso, sono allo stato attuale rifiuto non recuperabile e una volta dismessi devono essere conferiti nella raccolta indifferenziata, tenuto comunque conto delle indicazioni dell'Istituto Superiore di Sanità sia nel caso di soggetti positivi al tampone o in quarantena obbligatoria che per tutti gli altri soggetti. Seguiamo tutti queste semplici norme, è importante! Grazie.

Fonte: Eco dalle Città


07/05/2020 - L’Osservatorio rifiuti della Città metropolitana di Torino riprende la sua attività: on line i dati del 2019 e del primo trimestre 2020.

L'Osservatorio Rifiuti della Città metropolitana di Torino gestisce, fin dal 1996, una nutrita banca dati sui rifiuti urbani. I dati, raccolti mensilmente e elaborati in tabelle e grafici, sono uno strumento fondamentale per il monitoraggio ed il supporto  nell'attuazione della programmazione territoriale in materia di rifiuti.  Dopo un periodo di stop forzato, legato a modifiche dell’organizzazione interna dell’Ente, il lavoro dell’Osservatorio riprende a pieno ritmo. Da oggi, 7 maggio 2020, sono disponibili sulla pagina dedicata sia i dati dell'anno 2019 sia quelli relativi al primo trimestre 2020, suddivisi per singoli Comuni e per Consorzi di bacino per la gestione dei rifiuti. Per conoscere appieno le funzionalità del Servizio è possibile effettuare un breve tour guidato. Buona lettura!


04/05/2020 - Rifiuti assimilabili prodotti dalle aziende: autorizzato lo smaltimento presso i Centri pubblici per il conferimento.

I centri di conferimento dislocati sul territorio piemontese attualmente sono a disposizione, oltre che per lo smaltimento di sfalci e potature dei privati cittadini, anche per accogliere i rifiuti assimilabili (ad esempio gli imballaggi in carta, legno e plastica) provenienti dalle aziende. La precisazione è contenuta in una nota dello scorso 30/4/2020 a firma dell’Assessore all’Ambiente della Regione Piemonte, Matteo Marnati. I conferimenti sono possibili alle seguenti condizioni:

  • il Centro deve aver stipulato apposite convenzioni con ditte private per il conferimento di rifiuti assimilabili (es. imballaggi in carta, plastica, legno) e di sfalci e potature
  • l’attività dell’azienda deve rientrare tra quelle consentite dai provvedimenti nazionali e/o regionali in vigore
  • devono essere scrupolosamente rispettate tutte le disposizioni sanitarie, già definite in precedenza (vedi nota della Regione Piemonte del 22/04/2020), per l’accesso ai Centri.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il testo integrale della nota della Regione Piemonte. Inoltre vi invitiamo a consultare i canali informativi del Consorzio di gestione dei rifiuti del vostro Comune. La redazione vi terrà aggiornati su eventuali modifiche, grazie!


04/05/2020 - Coronavirus, cibo e ambiente: un’occasione per ridurre l’impatto sul Pianeta?

La quarantena da pandemia Coronavirus ha cambiato molte abitudini della nostra vita quotidiana e tra queste, in primo luogo, anche quelle che hanno a che fare con la nostra alimentazione e con la spesa. Molti hanno scritto a proposito di questi mutamenti, evidenziando tra gli aspetti più interessanti quelli più strettamente legati alle emergenze ambientali che caratterizzano il nostro tempo. La catena di produzione, trasformazione, distribuzione e consumo del cibo su scala globale può infatti essere annoverata tra i processi corresponsabili di molti tra i fenomeni più impattanti sull’ambiente: deforestazione, perdita di biodiversità, consumo abnorme di suolo e di acqua, emissione di gas serra, spreco di enormi quantità di cibo ancora commestibile ….  La pandemia potrebbe dunque essere un’importante occasione per riflettere su come provare a ridurre il nostro impatto sul Pianeta. Nella breve rassegna stampa abbiamo raccolto alcuni scritti: buona lettura!


24/4/2020 - Smaltimento di sfalci e potature: la Regione Piemonte riapre i Centri per il conferimento.

La Regione, visto il prolungamento delle restrizioni causa Covid 19, ha stabilito che per venire incontro sopratutto alle esigenze di quanti abbiano in questo periodo sfalci d’erba e potature da smaltire, si possano riaprire i Centri per il conferimento dislocati sul territorio. Naturalmente l’accesso alle aree sarà contingentato e rigidamente regolato attraverso:

  • orari di accesso limitati e eventualmente su prenotazione.
  • limitazioni nel numero di accessi per uno stesso utente.
  • accesso alle aree con mascherine e guanti.
  • presenza di un servizio d’ordine per mantenere le distanze tra gli utenti.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il testo integrale della nota della Regione Piemonte. Inoltre vi invitiamo a consultare i canali informativi del Consorzio di gestione dei rifiuti del vostro Comune.La redazione vi terrà aggiornati su eventuali modifiche, grazie!

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24/4/2020 - La cinquantesima Giornata mondiale della Terra: dall’Apollo 8 al Covid-19

Una famosa foto scattata dall’ Apollo 8 alla vigila di Natale del 1968 rese evidente a tutti la fragilità del nostro pianeta, sottolineando come la Terra fosse davvero qualcosa di speciale e di unico nel sistema solare. Due anni dopo negli Stati Uniti, in seguito al grande clamore suscitato da un disastro ambientale accaduto in California, prese vita l'Earth Day che, in quella prima edizione, mobilitò 20 milioni di cittadini americani. A distanza di 50 anni la pandemia Covid-19 sta svolgendo una funzione analoga a quella della fotografia del 1968, facendoci scoprire, non solo la fragilità della Terra, ma soprattutto quella del suo equipaggio umano. Infatti, come postulato nella teoria del “Cowboy e della navicella spaziale” di Boulding l’Umanità viaggia su una stessa astronave, il nostro Pianeta. Tutti noi siamo passeggeri, ma anche piloti: ognuno può e deve fare qualcosa perché l’astronave non imbocchi una rotta sbagliata. Tra gli innumerevoli articoli scritti su questa giornata ne abbiamo selezionati alcuni, che potrete leggere nella rassegna stampa. Buona lettura !


16/4/2020 - Coronavirus: fondamentale il corretto smaltimento di mascherine e guanti, anche per tutelare l’ambiente.
La pandemia Covid-19 sta provocando un aumento esponenziale nel consumo di mascherine e guanti monouso. Secondo alcune proiezioni da qui alla fine dell'anno avremo consumato almeno 1 miliardo e 200 milioni di mascherine, solo in Italia. Vista l'enorme quantità di questi rifiuti è necessario fare più attenzione del solito alla loro corretta raccolta che spesso, ci viene segnalato, vengono invece abbandonati sui marciapiedi, sul bordo delle strade e anche nei corsi d’acqua. Questo comportamento incivile può causare gravi fenomeni di inquinamento dell'ambiente naturale e in particolare delle acque con la conseguenza di un incremento drammatico del marine littering, cioè della presenza nei mari di rifiuti, soprattutto di microplastiche. Ricordiamo che guanti, mascherine, fazzoletti e salviette monouso, sono allo stato attuale rifiuto non recuperabile e una volta dismessi devono essere conferiti nella raccolta indifferenziata, tenuto comunque conto delle indicazioni dell'Istituto Superiore di Sanità sia nel caso di soggetti positivi al tampone o in quarantena obbligatoria che per tutti gli altri soggetti. Seguiamo tutti queste semplici norme, è importante! Grazie.

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6/4/2020 - Beata la differenziata: on line il nuovo sito!
Il nostro sito, dedicato ai rifiuti e alle azioni quotidiane che si possono adottare per contribuire alla tutela dell’ambiente, si presenta completamente rinnovato, sia nella veste sia nei contenuti. Nato nel 2012 come complemento alla campagna di sensibilizzazione sulla corretta raccolta differenziata che la Provincia di Torino aveva realizzato, è stato aggiornato e ampliato introducendo delle importanti novità, come per esempio la versione in lingua inglese.
Il sito è strutturato in diverse sezioni: oltre a dare tutta una serie di informazioni a livello divulgativo sul ciclo dei rifiuti (dalla produzione allo smaltimento finale), vuole essere un utile strumento a disposizione dei cittadini per dare un aiuto concreto nella vita quotidiana per
  • sapere quali comportamenti di consumo sostenibile e consapevole si possono adottare per ridurre la produzione dei rifiuti.
  • avere informazioni pratiche su dove effettuare acquisti consapevoli nel territorio Metropolitano, anche attraverso mappe ed elenchi dedicati ai cosiddetti “Punti riduci e riusa”.
  • sapere come e dove fare una corretta raccolta differenziata, consultando il Dizionario dei rifiuti (che comprende più di 450 voci).
  • essere costantemente aggiornati sulle novità, attraverso la sezione Notizie ed eventi.
  • avere un  canale di comunicazione diretto con la Città metropolitana di Torino, sia segnalando nuovi rifiuti da inserire nel Dizionario dei rifiuti sia di nuovi Punti riduci e riusa attraverso la compilazione di questionari che abbiamo realizzato appositamente.

Il sito sarà costantemente revisionato, aggiornato e ampliato e per ciò contiamo anche sul vostro prezioso aiuto.Grazie e buona navigazione!.

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20/3/2020 - Emergenza Covid-19: come gestire i rifiuti urbani ?

La situazione di emergenza che stiamo tutti vivendo sta facendo emergere, soprattutto rispetto alle limitazioni previste dal Decreto del Presidente del Consiglio, dei dubbi a proposito delle normali attività quotidiane, tra cui anche la gestione dei rifiuti prodotti dalle famiglie e dalle utenze non domestiche. La Regione Piemonte ha trasmesso lo scorso 19/3/2020 una nota ufficiale che, in sintesi, prevede:

  • la prosecuzione sul territorio delle attività di gestione dei rifiuti, compresa la raccolta differenziata, in quanto Servizio di pubblica utilità e quindi non sottoposta a limitazioni
  • la chiusura temporanea ed immediata dei Centri di raccolta comunali e consortili e dei Centri del riuso a disposizione dei cittadini, poichè si tratterebbe di effettuare spostamenti non indifferibili e urgenti
  • la possibilità, a discrezione di Enti ed Aziende di gestione dei rifiuti, di avviare forme alternative di raccolta presso le utenze domestiche dei rifiuti temporaneamente non più conferibili ai Centri di Raccolta
  • la possibilità, a discrezione di Comuni e Consorzi di gestione dei rifiuti e solo se in situazioni di indifferibilità ed urgenza, di aprire i Centri di raccolta per un tempo limitato ed esclusivamente per le utenze non domestiche.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il testo integrale della nota della Regione Piemonte.

Inoltre vi ricordiamo che, secondo quanto comunicato dall’Istituto Superiore di Sanità, particolare cura va prestata allo smaltimento dei rifiuti prodotti in famiglie con pazienti positivi al coronavirus in isolamento domiciliare. Nell’ infografica tutti i dettagli. La redazione vi terrà aggiornati su eventuali modifiche, grazie!

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17/2/2020 - Progetto "100% plastica": la Città metropolitana ospita una delegazione etiope.

Una delegazione proveniente dalla città etiope di Awassa ha effettuato, dal 10 al 14 febbraio 2020, una visita studio nel territorio della Città metropolitana di Torino. La visita era prevista nell'ambito del Progetto di cooperazione allo sviluppo “100% Plastica: intervento di sviluppo del settore di raccolta e riciclo dei rifiuti plastici a Awassa”, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, cui la Città metropolitana di Torino ha partecipato in qualità di partner. Durante la loro permanenza i delegati hanno potuto conoscere non solo i principali aspetti della governance nazionale e locale nella gestione integrata dei rifiuti solidi urbani, ma anche "toccare con mano" alcune tra le realtà impiantistiche più interessanti ed attive del territorio. Sul sito istituzionale della Città metropolitana uno speciale sulla visita.

 

 

 

 

 

 


Ciao Giorgio.

Difficile trovare le parole con cui la nostra Redazione vorrebbe salutare un collega e amico che, troppo presto, ci ha lasciati. Abbiamo avuto la fortuna di lavorare accanto a lui per molti anni e, sicuramente, non sarà facile dimenticarlo. Vi lasciamo con un breve scritto di Agata Fortunato dell'Ufficio Ciclo Integrato Rifiuti che, in poche righe, lo ricorda con affetto.