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Cittàmetropolitana di Torino

Progetto Luigi

Per un paio di mesi il lockdown, che ha confinato la maggior parte di noi tra le mura domestiche, ha dimostrato l’indispensabilità dei servizi ecosistemici garantiti dagli ambienti naturali conservati e tutelati correttamente. Fare una passeggiata in campagna, in un bosco di montagna o in riva al mare è un desiderio che molti di noi hanno sentito come pressante.
Se l’opinione pubblica ha iniziato a comprendere quali sono le funzioni che gli ecosistemi sviluppano è lecito sperare in una crescente attenzione dei decisori pubblici per la tutela degli ambienti naturali, siano essi compresi nelle aree urbane, a loro vicine o raggiungibili con brevi viaggi.

Ed è proprio per valutare, conservare e valorizzare le infrastrutture verdi che possono favorire una connessione ecologica, economica e culturale tra territori rurali e urbani, che è nato il progetto europeo LUIGI-Linking Urban and Inner Alpine Green Infrastructures, che potrà fruire della linea di finanziamento Spazio Alpino dell’Unione Europea.
È un progetto che ha l’ambizione di favorire l’arricchimento sociale ed economico delle vallate, delle campagne e delle aree urbane a loro più vicine.

LUIGI vede come capofila la Città metropolitana di Milano, che ha unito le forze con altri quattordici partner istituzionali di Germania, Slovenia, Francia, Austria, Svizzera ed Italia, tra i quali questa Città metropolitana.
Dall’Engadina grigionese all’area metropolitana milanese, dal Canavese alla Slovenia occidentale, dalla Città metropolitana di Grenoble alla Provincia autonoma di Bolzano, i partner del progetto si sono impegnati a valorizzare in tutto l’arco alpino e nelle aree urbane che gli sono più vicine l'erogazione di servizi ecosistemici legati all'economia e alla cultura, coinvolgere e responsabilizzare i decisori politici locali e gli altri attori strategici dei territori, favorire e stimolare investimenti pubblici e privati sulle infrastrutture verdi.

Tra gli studiosi più autorevoli sul tema spicca il professor Riccardo Santolini, docente di Ecologia dell’Università di Urbino e membro del Comitato per il Capitale Naturale, l’organismo creato dal Ministero dell’Ambiente per promuovere misure di green economy e ridurre il consumo di risorse naturali, in applicazione della legge 221 del 2015. “La natura ci offre la possibilità di fare una passeggiata, utilizzare il legname di un bosco o di pescare nei fiumi e nei laghi. - spiega il professor Santolini - Ma ancora più importanti sono i servizi ecosistemici di regolazione, meccanismi che permettono agli ecosistemici di funzionare correttamente, fissando l’anidride carbonica, difendendo i suoli e stabilizzando i versanti montani, regolando il ciclo dell’acqua e garantendone la qualità. Qui entra in gioco il concetto di capitale naturale, cioè l’insieme di beni e di servizi che ci aiutano a comprendere quanto il lavoro della natura sia importante per il nostro benessere”.

Diventa quindi importante mappare le funzioni ecologiche, analizzando come interagiscono con le attività umane, che possono essere più o meno compatibili con la natura. “Nei contesti urbani, - sottolinea il professor Santolini – occorre ripercorrere i principi della natura. Concetti come il metabolismo urbano e l’economia circolare significano in concreto produrre e rilasciare la minore quantità possibile di rifiuti e incamerare la maggiore quantità di energia possibile, diventando energeticamente indipendenti”.
L’obiettivo è quindi quello di realizzare un funzionamento dei contesti urbani armonico con la natura.
La pianificazione del territorio e delle attività economiche e la relativa progettazione devono quindi puntare a preservare le infrastrutture verdi e il capitale naturale.

L'area pilota nel territorio metropolitano: i cinque laghi di Ivrea 

Nell’ambito del progetto LUIGI, questa Città metropolitana ha individuato come area pilota su cui intende lavorare il sito di interesse comunitario dei laghi di Ivrea, che comprende porzioni di territorio dei comuni di Borgofanco d’IvreaBuroloCascinette d’IvreaChiaveranoIvrea e Montalto Dora, con una superficie totale di 1.599 ettari. L’area è stata dichiarata Zona Speciale di Conservazione nel 2016, con misure specifiche di preservazione. La Regione Piemonte ne ha delegato la gestione alla Città metropolitana di Torino nel giugno 2018. Su richiesta dei Comuni interessati, la Direzione sistemi naturali della Città metropolitana sta elaborando la proposta di istituzione un parco naturale. I Comuni devono esaminare e approvare il dossier di candidatura predisposto dalla Città metropolitana in vista della richiesta alla Regione Piemonte di avviare l’iter legislativo che porterà all’istituzione del parco.  L’istituzione della nuova area protetta è l’occasione per costruire un nuovo sistema di governance ambientale, che crei i presupposti per una gestione più efficace degli habitat e delle specie animali e vegetali identificati dalle Direttive Habitat e Uccelli dell’Unione Europea. Occorre elaborare una valutazione biofisica, qualitativa e quantitativa dei servizi ecosistemici prodotti dagli habitat tutelati, fornendo agli amministratori locali strumenti di gestione e di autofinanziamento delle attività di tutela. Gli strumenti di autofinanziamento che la Città metropolitana intende valutare e sviluppare sono i Pagamenti per i servizi ecosistemici e ambientali PSEA previsti dalla legge 221 del 2015, i meccanismi come la commercializzazione di crediti di carbonio previsti da leggi e decreti della Regione Piemonte, i permessi negoziabili, le tasse per l’utilizzazione dei servizi, le attività commerciali innovative e le donazioni.

Tappe e strumenti del progetto

Le tappe del processo, sviluppate con il coinvolgimento diretto e costante degli amministratori e tecnici dei comuni di Borgofanco d’IvreaBuroloCascinette d’IvreaChiaveranoIvrea e Montalto Dora, sono:
- l’analisi dei servizi ecosistemici peculiari e associabili all'habitat e la loro misurazione;
- la valutazione del grado di funzionalità ecologica e delle azioni opportune per un suo miglioramento;
- l'adozione di strumenti operativi per la valutazione economica dei servizi;
- l'inclusione di misure idonee a consentirne l'utilizzo negli strumenti di gestione, nel Piano di gestione del SIC e nel futuro Piano d'area del parco;
- la definizione di un quadro completo della governance del parco.
Uno strumento che si è rivelato idoneo a le attività è il Contratto di Lago, già sperimentato dalla Città metropolitana e dalla Regione Piemonte per i Laghi di Avigliana, mentre i Contratti di Fiume hanno riguardato il Sangone, la Stura di Lanzo, la Dora Baltea e il Pellice. Si tratta di strumenti di governance territoriale grazie ai quali tutti gli attori territoriali interessati condividono finalità, strategie e piani di azione per raggiungere obiettivi di valore ecosistemico generale o puntuale, come nel caso delle infrastrutture verdi.
È prevista la condivisione di politiche e pratiche di gestione rurale sostenibili ambientalmente ed economicamente, in modo da poter coinvolgere gli agricoltori nell’adozione di pratiche colturali che garantiscano la salvaguardia e la produzione dei servizi ecosistemici.

Coinvolgere l’opinione pubblica

Nel progetto LUIGI grande importanza viene attribuita al rapporto con l’opinione pubblica locale, attraverso azioni ed eventi rivolti ad un pubblico ampio a scopo dimostrativo e divulgativo, per far comprendere al maggior numero possibile di cittadini il contributo che i sistemi naturali, gli habitat e le azioni a tutela della biodiversità forniscono alla collettività.
Accanto all’attività di comunicazione istituzionale che rientrerà a pieno titolo nel programma complessivo del progetto, la Città metropolitana intende avviare una serie di azioni:
- sensibilizzazione mirata per coinvolgimento gli attori del territorio, anche ricorrendo ad azioni come il teatro sociale, con una logica bottom-up, facendo cioè nascere il bisogno di partecipazione e coinvolgendo gruppi di popolazione locale nelle politiche attive sulle infrastrutture verdi, i servizi ecosistemici, la pianificazione territoriale, ambientale e strategica;
- programmazione di cicli di webinar dedicati all’attività di rinforzo delle capacità istituzionali e gestionali di sindaci, tecnici e amministratori dei piccoli Comuni del territorio interessato dal pilot nelle attività di bilancio sociale, pianificazione ambientale, strategica, valutazione economica dei servizi ecosistemici;
- costante attività di disseminazione dei temi dell’area pilota attraverso l’attività giornalistica dell’ufficio stampa della Città metropolitana, declinata a seconda dei vari canali e strumenti attivi: sito internet, social media, comunicati stampavideocomunicati, agenzia settimanale “Cronache da Palazzo Cisterna”.

 

(09 giugno 2020)