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Cittàmetropolitana di Torino

Progetto Luigi

Sono i cittadini e le comunità locali i veri protagonisti della ricerca fotografica in atto nel Canavese a cura di Urban Reports, il gruppo di esperti - incaricati da Città metropolitana nell'ambito del progetto europeo Luigi - impegnati in una vera e propria indagine fatta di immagini, commenti, storie per creare la narrazione fotografica delle comunità dell'area dei 5 laghi di Ivrea.

Gli incontri hanno avuto inizio domenica 6 giugno da Cascinette d'Ivrea dove il sindaco Davide Guarino ha accolto gli esperti Viviana Rubbo e Alessandro Guida, l'indomani la tappa è stata a Burolo nella piazza del centro culturale polivalente con il sindaco Franco a Cominetto, martedi a Borgofranco d'Ivrea presso Palazzo Marini con il sindaco Fausto Francisca, e l'Agenzia del Turismo Formont.
- Galleria fotografica

Il progetto europeo LUIGI - Linking Urban and Inner Alpine Green Infrastructures, finanziato dal programma Spazio Alpino, nasce per valutare, conservare e valorizzare le infrastrutture verdi che possono favorire una connessione ecologica, economica e culturale tra territori rurali e urbani, favorendone l'arricchimento sociale ed economico; questa Città metropolitana ha individuato come area di intervento il sito di interesse comunitario dei 5 laghi di Ivrea.


Le tappe del progetto

Maggio 2021: il punto sulle attività di ricerca realizzate sul territorio

Si celebra sabato 22 maggio la Giornata Mondiale della Biodiversità: un'iniziativa a cui è particolarmente sensibile la Città metropolitana di Torino, che ha inserito nei propri strumenti di pianificazione strategica e territoriale l'obiettivo di conservare gli ecosistemi naturali del territorio e connetterli tra loro. L'Ente gestisce 8 aree naturali protette e 21 Siti della Rete Natura 2000, perseguendo appunto la tutela della biodiversità e la garanzia del mantenimento dei servizi ecosistemici. Attraverso il progetto europeo LUIGI la Città metropolitana prosegue l'attività di studio e valorizzazione del caso pilota, i Cinque Laghi di Ivrea.

Mercoledi 26 maggio dalle 14 alle 17 al teatro Bertagnolio di Chiaverano, in via del Teatro 19, è in programma una tavola rotonda in presenza, per fare il punto sulle prime attività di ricerca realizzate sul territorio, affrontare in forma partecipata la lettura della realtà presente e condividere prospettive di sviluppi futuri. La tavola rotonda è riservata agli amministratori dei Comuni di Ivrea, Borgofranco d'Ivrea, Burolo, Cascinette d'Ivrea, Chiaverano e Montalto Dora, per esplorare insieme il tema dei servizi ecosistemici e delle ricadute sull'area dei 5 Laghi.
L'incontro sarà seguito da un'attività sul territorio che coinvolgerà la cittadinanza dal 6 al 12 giugno.

Marzo 2021: il progetto fotografico

L'indagine e l'interpretazione fotografica dedicate all'area dei 5 Laghi, parte integrante del progetto europeo LUIGI-Linking Urban and Inner Alpine Green Infrastructures, sono state al centro di un incontro pubblico di presentazione, che si è tenuto giovedì 4 marzo al parco della Polveriera ad Ivrea. L'iniziativa è nata dall'esigenza della Città metropolitana di Torino, partner del progetto europeo finanziato dal programma Spazio Alpino, di presentare insieme all'amministrazione comunale eporediese e ad una serie di attori territoriali l'attività del team di Urban Reports, che sta realizzando sopralluoghi fotografici nei Comuni coinvolti dal progetto pilota. Nel territorio dei 5 Laghi il progetto LUIGI ha individuato l'obiettivo di indagare valutare, conservare e valorizzare le infrastrutture verdi che possono favorire la connessione ecologica, economica e culturale tra territori rurali e urbani.
All'incontro erano presenti gli amministratori locali e i rappresentanti delle associazioni del territorio, tra tra cui quelle che già presidiano il parco della Polveriera e hanno stipulato un patto di cura e valorizzazione con l'amministrazione comunale: Serra Morena APS, Ivrea Canoa Club, Nordic Walking Andrate, Circolo Legambiente Dora Baltea, Fagiolata Benefica Rione San Lorenzo, associazione Gessetti Colorati, associazione Specialmente Ads e Geodidalab. Presenti anche l'Osservatorio paesaggio per l'Anfiteatro Morenico d'Ivrea, l'Ecomuseo AMI, l'Atl Turismo Torino e provincia, l'associazione Via Francigena, il Club per Unesco, il FAI, l'Albo delle associazioni socio-assistenziali, l'associazione culturale "Il Diamante", un redattore de "Il giornale d'Ivrea e dell'Eporediese", il gruppo sportivo AVIS-Corsa 5 laghi, la Fondazione Guelpa, Visit Canavese.


Coinvolgere il territorio

L'incontro è servito ad inquadrare le azioni del progetto LUIGI nella prospettiva di un coinvolgimento del territorio in vista dell'istituzione del Parco dei 5 Laghi. La zona protetta è intesa come un valore collettivo, che prende forma attraverso la costruzione di una rete di associazioni del territorio, per mettere a sistema idee e competenze, ottimizzando la gestione e il recupero delle risorse necessarie alla cura e alla manutenzione del parco e del territorio. I primi passi da compiere sono la ricognizione della realtà attuale e la raccolta di input, suggestioni, commenti e indicazioni da inserire nel racconto fotografico. I fotografi-ricercatori di Urban Reports supportano un processo di identificazione, riconoscimento e valorizzazione delle valenze territoriali, per una riflessione collettiva sul recupero delle risorse locali volto alla salvaguardia e allo sviluppo sostenibile.
La fotografia è intesa come uno strumento di indagine per accrescere la consapevolezza sul valore del paesaggio e sull'utilizzo delle risorse ambientali, culturali e storiche. L'immagine fotografica è anche uno strumento culturale e narrativo, per dare voce alla complessità dei sistemi territoriali e nutrire nuovi immaginari e una riflessione di lungo periodo sul futuro dei territori e loro trasformazioni. La narrazione visuale può coinvolgere le comunità, attraverso il dialogo e il confronto multiattoriale e multidisciplinare, attivando un processo di recupero e riappropriazione del territorio.
Il responsabile della Direzione sistemi naturali della Città metropolitana. Gabriele Bovo, ha sottolineato che l'interpretazione visiva del territorio è utile per capire quali sono le realtà che già esistenti a livello locale e quali azioni hanno intrapreso. Il parco ha come obiettivo la tutela delle biodiversità e degli ecosistemi, ma anche lo sviluppo di un'economia locale che parta dalla valorizzazione delle risorse endogene.
L'incontro è anche stato l'occasione del ribadire il concetto di servizi ecosistemici, che fa riferimento ad un'ampia gamma di benefici che i sistemi naturali forniscono gratuitamente all'intero genere umano. La ricerca di un ritrovato equilibrio ecosistemico passa necessariamente attraverso l'informazione e il coinvolgimento delle istituzioni e dei cittadini che, nel caso specifico, parteciperanno gestione del parco dei 5 Laghi, un territorio in cui il sistema dell'acqua è un servizio di regolazione da osservare e preservare con attenzione. Senza dimenticare, naturalmente i servizi ecosistemici di tipo turistico, che riguardano la dimensione storico-culturale dei luoghi.


Criticità, progettualità e valori in evidenza

Ai partecipanti all'incontro del 4 marzo è stato chiesto di segnalare criticità, progettualità e valori di cui il territorio è portatore. Tra le criticità emerse vi sono il delicato equilibrio dei sistemi idrici, la frammentazione fondiaria, l'impatto del turismo e la non facile ricerca di un modello di fruizione adatto ai 5 Laghi, l'assenza di connessioni e raccordo tra l'ex Polveriera e il lago San Michele da un lato e gli altri quattro laghi dall'altro, l'esigenza di recuperare l'area dismessa del parco della Polveriera che è tuttora di proprietà privata. Altre criticità segnalate dai partecipanti all'incontro sono il calo demografico, l'atteggiamento campanilistico di chiusura verso una politica territoriale che vada oltre i limiti amministrativi, la condivisione e il coinvolgimento della popolazione ancora insufficienti, la necessità che la riappropriazione del territorio parta dal basso, il degrado dei laghi, l'abbandono dei boschi, la perdita di qualità delle acque, l'eutrofizzazione dei laghi, l'eccessivo carico antropico sul territorio, l'abbandono delle aree agricole, dei boschi e dei terrazzamenti, la viabilità da migliorare sotto il profilo della sicurezza, l'assenza di connessioni pedonali e ciclabili per il collegamento quotidiano tra i Comuni dell'area, la gestione delle sponde, l'inquinamento del lago San Michele. Più in generale, pesano l'assenza di una visione territoriale e di un coordinamento tra le realtà esistenti e la mancanza di un vero progetto di turismo ambientale. È un elenco di criticità da far tremare i polsi, ma che sembra non spaventare gli attori presenti il 4 marzo nel parco della Polveriera.
Tra i valori emersi dal confronto figura la memoria storica dei luoghi toccati dalla Via Francigena, ma anche la qualità e la peculiarità del paesaggio. Il parco della Polveriera e il patto che ne regola il recupero sono già oggi percepiti come valori, così come i caratteri geomorfologici dell'Anfiteatro Morenico di Ivrea e dell'area dei 5 Laghi che ne è parte integrante. Così come sono valori importanti l'agricoltura e la viticoltura eroica, la ricchezza del mondo associativo, la vita sociale e la dimensione ricreativa, la balneabilità di alcuni laghi, i sentieri pedonali e ciclabili, la fauna, la flora e i prodotti a chilometri zero.
In tema di progettualità si è fatto riferimento al patto della Polveriera che riguarda il lago San Michele, alla valorizzazione della palude dell'ex lago di Città, all'orto sociale di Ivrea, alla cura dei luoghi come prassi diffusa, alla promozione della mobilità lenta e del turismo dolce, ai progetti per la comunicazione del territorio, delle sue esperienze positive e dei suoi prodotti agroalimentari tipici, le attività dei gruppi sportivi che promuovono le discipline motorie outdoor.


Gli interventi delle associazioni e degli amministratori locali

Roberto Danieli dell'associazione Serra Morena ha affermato che sarebbe auspicabile un nuovo patto che riunisca tutte le associazioni interessate alla cura dei 5 Laghi, anche se non è semplice mettere a sistema le sensibilità delle diverse tipologie di fruitori. In questo senso, come ha ricordato Gabriele Bovo, possono essere utili gli strumenti delle comunità e dei tavoli dei parchi, già sperimentati positivamente in contesti territoriali come il Monte San Giorgio di Piossasco. Nella visione della Città metropolitana, l'istituzione di un parco è il punto di arrivo di una concertazione e il punto di partenza per un futuro sostenibile costruito nella condivisione degli obiettivi.
Nevio Perna di Legambiente ha sottolineato che i 5 Laghi condividono le fragilità e le sfide con cui si confronta l'intero Anfiteatro Morenico: ad esempio il dissesto idrogeologico. Legambiente e l'associazione Movimento Lento sono impegnati a far conoscere le tante esperienze di cui il territorio è ricco, in particolare per quanto riguarda le filiere del cibo e le trasformazioni che la viticoltura ha introdotto nei secoli scorsi nell'ambiente e nel paesaggio, attraverso il sistema dei terrazzamenti realizzati con i muri a secco.
Diego Corradin, presidente dell'Osservatorio dell'Anfiteatro Morenico, ha posto l'accento sui collegamenti idrici tra i laghi, che sono stati abbandonati, ma anche sulla presenza di altri piccoli specchi d'acqua. Corradin ha inoltre sottolineato l'esigenza di coinvolgere nelle progettualità i proprietari di terreni e la difficoltà di raggiungere un nuovo equilibrio ecosistemico in un'area che era legata ad un'economia rurale ormai scomparsa.
Giuliano Canavese dell'Ecomuseo dell'Anfiteatro Morenico ha sottolineato che il parco e il progetto LUIGI debbono essere sostenuti dalla popolazione locale, che deve essere coinvolta garantendo il rispetto delle opinioni e delle esigenze. In questo senso l'indagine fotografica può aiutare ad acquisire consapevolezza delle criticità e delle opportunità, ben sapendo però che il paesaggio costruito dall'uomo in secoli di lavoro è recuperabile solo in parte.
Marilisa Schellino di Legambiente si è soffermata sull'ex Lago di città, un'area di drenaggio e di collegamento tra i diversi specchi d'acqua oggetto di un patto di valorizzazione dell'ex palude che fiancheggia l'area mercatale. La nascita di un orto sociale ha consentito a molte persone di lavorare ad un progetto comune.
Laura Morezzi dell'associazione Serra Morena ha auspicato una maggiore collaborazione tra soggetti pubblici e privati. Ha citato come criticità il calo demografico in atto e le scarse prospettive sociali ed economiche dei giovani.
Massimo Fresc, consigliere comunale di Ivrea, si è soffermato sulla scarsa accessibilità ciclabile e pedonale ai 5 Laghi. A suo giudizio una narrazione fotografica può inoltre dar conto delle storie familiari e della memoria collettiva di un territorio che è cambiato fortemente nel giro di pochi decenni.
Annalisa Giansetto e Stefano De Bernardi del centro di ricerca e di educazione ambientale Geodidalab hanno posto l'accento sulla sensibilizzazione dei cittadini sulle peculiarità geomorfologiche e naturalistiche del territorio, che può aiutare a superare definitivamente una fruizione turistica poco rispettosa dell'ambiente. Geodidalab ha tra l'altro in corso campionamenti delle acque finalizzati allo studio sui processi di eutrofizzazione dei laghi.
Il sindaco di Ivrea Stefano Sertoli e altri amministratori comunali si sono mostrati consapevoli delle peculiarità naturalistiche e delle numerose criticità che riguardano l'area dei 5 Laghi: dalla viabilità non adatta alla circolazione di pedoni e ciclisti alla gestione delle sponde lacustri, dalla gestione del patrimonio forestale all'inquinamento del lago San Michele. Sertoli ha anche riconosciuto la scarsa propensione dei suoi concittadini ad utilizzare il servizio di bus navetta che collega la città ai laghi.
Stefania Ricci del Club per l'Unesco ha ricordato che il territorio può contare su persone esperte in materie come l'archeologia, che è una possibile chiave di lettura del territorio stesso. Dall'incontro è infine emerso che anche il mondo sportivo può giocare un ruolo importante: Marco Origlia, presidente del gruppo sportivo AVIS Ivrea, che fa parte del comitato organizzatore della Corsa dei 5 Laghi, ha ricordato che molti podisti eporediesi tengono pulito il percorso tutto l'anno.

Novembre 2020: aperti ufficialmente i lavori

LUIGI - Linking Urban and Inner Alpine Green Infrastructures, è un progetto europeo che nasce per valutare, conservare e valorizzare le infrastrutture verdi che possono favorire una connessione ecologica, economica e culturale tra territori rurali e urbani, favorendone l'arricchimento sociale ed economico; questa Città metropolitana ha individuato come area pilota su cui intende lavorare il sito di interesse comunitario dei 5 laghi di Ivrea.

Chi è Luigi? Dove sono i 5 laghi? Cosa sono i servizi ecosistemici?
Le risposte a queste domande, la spiegazione del progetto e gli obiettivi da raggiungere, in una serie di video dedicati.

Con la videoconferenza del 20 novembre "Servizi ecosistemici per territori più vivibili: il caso dei 5 Laghi di Ivrea" si sono aperti ufficialmente i lavori legati non solo all'istituzione del parco dei 5 laghi ma anche del progetto LUIGI. Alla videoconferenza hanno partecipato amministratori locali ed esponenti di associazioni e gruppi di persone interessati alla valorizzazione di un patrimonio ambientale di rilevante valore. L'incontro è stato utile e costruttivo in previsione dei vari interventi da mettere in campo e sono stati illustrati i progetti presentati.

Obiettivo realizzare contesti urbani in armonia con la natura

Per un paio di mesi il lockdown, che ha confinato la maggior parte di noi tra le mura domestiche, ha dimostrato l'indispensabilità dei servizi ecosistemici garantiti dagli ambienti naturali conservati e tutelati correttamente. Fare una passeggiata in campagna, in un bosco di montagna o in riva al mare è un desiderio che molti di noi hanno sentito come pressante.
Se l'opinione pubblica ha iniziato a comprendere quali sono le funzioni che gli ecosistemi sviluppano è lecito sperare in una crescente attenzione dei decisori pubblici per la tutela degli ambienti naturali, siano essi compresi nelle aree urbane, a loro vicine o raggiungibili con brevi viaggi.

Ed è proprio per valutare, conservare e valorizzare le infrastrutture verdi che possono favorire una connessione ecologica, economica e culturale tra territori rurali e urbani, che è nato il progetto europeo LUIGI-Linking Urban and Inner Alpine Green Infrastructures, che potrà fruire della linea di finanziamento Spazio Alpino dell'Unione Europea.
È un progetto che ha l'ambizione di favorire l'arricchimento sociale ed economico delle vallate, delle campagne e delle aree urbane a loro più vicine.

LUIGI vede come capofila la Città metropolitana di Milano, che ha unito le forze con altri quattordici partner istituzionali di Germania, Slovenia, Francia, Austria, Svizzera ed Italia, tra i quali questa Città metropolitana.
Dall'Engadina grigionese all'area metropolitana milanese, dal Canavese alla Slovenia occidentale, dalla Città metropolitana di Grenoble alla Provincia autonoma di Bolzano, i partner del progetto si sono impegnati a valorizzare in tutto l'arco alpino e nelle aree urbane che gli sono più vicine l'erogazione di servizi ecosistemici legati all'economia e alla cultura, coinvolgere e responsabilizzare i decisori politici locali e gli altri attori strategici dei territori, favorire e stimolare investimenti pubblici e privati sulle infrastrutture verdi.

Tra gli studiosi più autorevoli sul tema spicca il professor Riccardo Santolini, docente di Ecologia dell'Università di Urbino e membro del Comitato per il Capitale Naturale, l'organismo creato dal Ministero dell'Ambiente per promuovere misure di green economy e ridurre il consumo di risorse naturali, in applicazione della legge 221 del 2015. "La natura ci offre la possibilità di fare una passeggiata, utilizzare il legname di un bosco o di pescare nei fiumi e nei laghi. - spiega il professor Santolini - Ma ancora più importanti sono i servizi ecosistemici di regolazione, meccanismi che permettono agli ecosistemici di funzionare correttamente, fissando l'anidride carbonica, difendendo i suoli e stabilizzando i versanti montani, regolando il ciclo dell'acqua e garantendone la qualità. Qui entra in gioco il concetto di capitale naturale, cioè l'insieme di beni e di servizi che ci aiutano a comprendere quanto il lavoro della natura sia importante per il nostro benessere".

Diventa quindi importante mappare le funzioni ecologiche, analizzando come interagiscono con le attività umane, che possono essere più o meno compatibili con la natura. "Nei contesti urbani, - sottolinea il professor Santolini – occorre ripercorrere i principi della natura. Concetti come il metabolismo urbano e l'economia circolare significano in concreto produrre e rilasciare la minore quantità possibile di rifiuti e incamerare la maggiore quantità di energia possibile, diventando energeticamente indipendenti".
L'obiettivo è quindi quello di realizzare un funzionamento dei contesti urbani armonico con la natura.
La pianificazione del territorio e delle attività economiche e la relativa progettazione devono quindi puntare a preservare le infrastrutture verdi e il capitale naturale.


Schede riepilogative
L'area pilota nel territorio metropolitano: i cinque laghi di Ivrea

Nell'ambito del progetto LUIGI, questa Città metropolitana ha individuato come area pilota su cui intende lavorare il sito di interesse comunitario dei laghi di Ivrea, che comprende porzioni di territorio dei comuni di Borgofanco d'IvreaBuroloCascinette d'IvreaChiaveranoIvrea e Montalto Dora, con una superficie totale di 1.599 ettari. L'area è stata dichiarata Zona Speciale di Conservazione nel 2016, con misure specifiche di preservazione. La Regione Piemonte ne ha delegato la gestione alla Città metropolitana di Torino nel giugno 2018. Su richiesta dei Comuni interessati, la Direzione sistemi naturali della Città metropolitana sta elaborando la proposta di istituzione un parco naturale. I Comuni devono esaminare e approvare il dossier di candidatura predisposto dalla Città metropolitana in vista della richiesta alla Regione Piemonte di avviare l'iter legislativo che porterà all'istituzione del parco.  L'istituzione della nuova area protetta è l'occasione per costruire un nuovo sistema di governance ambientale, che crei i presupposti per una gestione più efficace degli habitat e delle specie animali e vegetali identificati dalle Direttive Habitat e Uccelli dell'Unione Europea. Occorre elaborare una valutazione biofisica, qualitativa e quantitativa dei servizi ecosistemici prodotti dagli habitat tutelati, fornendo agli amministratori locali strumenti di gestione e di autofinanziamento delle attività di tutela. Gli strumenti di autofinanziamento che la Città metropolitana intende valutare e sviluppare sono i Pagamenti per i servizi ecosistemici e ambientali PSEA previsti dalla legge 221 del 2015, i meccanismi come la commercializzazione di crediti di carbonio previsti da leggi e decreti della Regione Piemonte, i permessi negoziabili, le tasse per l'utilizzazione dei servizi, le attività commerciali innovative e le donazioni.

Tappe e strumenti del progetto

Le tappe del processo, sviluppate con il coinvolgimento diretto e costante degli amministratori e tecnici dei comuni di Borgofanco d'IvreaBuroloCascinette d'IvreaChiaveranoIvrea e Montalto Dora, sono:

  • l'analisi dei servizi ecosistemici peculiari e associabili all'habitat e la loro misurazione;
  • la valutazione del grado di funzionalità ecologica e delle azioni opportune per un suo miglioramento;
  • l'adozione di strumenti operativi per la valutazione economica dei servizi;
  • l'inclusione di misure idonee a consentirne l'utilizzo negli strumenti di gestione, nel Piano di gestione del SIC e nel futuro Piano d'area del parco;
  • la definizione di un quadro completo della governance del parco.

Uno strumento che si è rivelato idoneo a le attività è il Contratto di Lago, già sperimentato dalla Città metropolitana e dalla Regione Piemonte per i Laghi di Avigliana, mentre i Contratti di Fiume hanno riguardato il Sangone, la Stura di Lanzo, la Dora Baltea e il Pellice. Si tratta di strumenti di governance territoriale grazie ai quali tutti gli attori territoriali interessati condividono finalità, strategie e piani di azione per raggiungere obiettivi di valore ecosistemico generale o puntuale, come nel caso delle infrastrutture verdi.
È prevista la condivisione di politiche e pratiche di gestione rurale sostenibili ambientalmente ed economicamente, in modo da poter coinvolgere gli agricoltori nell'adozione di pratiche colturali che garantiscano la salvaguardia e la produzione dei servizi ecosistemici.

Coinvolgere l'opinione pubblica

Nel progetto LUIGI grande importanza viene attribuita al rapporto con l'opinione pubblica locale, attraverso azioni ed eventi rivolti ad un pubblico ampio a scopo dimostrativo e divulgativo, per far comprendere al maggior numero possibile di cittadini il contributo che i sistemi naturali, gli habitat e le azioni a tutela della biodiversità forniscono alla collettività.
Accanto all'attività di comunicazione istituzionale che rientrerà a pieno titolo nel programma complessivo del progetto, la Città metropolitana intende avviare una serie di azioni:

  • sensibilizzazione mirata per coinvolgimento gli attori del territorio, anche ricorrendo ad azioni come il teatro sociale, con una logica bottom-up, facendo cioè nascere il bisogno di partecipazione e coinvolgendo gruppi di popolazione locale nelle politiche attive sulle infrastrutture verdi, i servizi ecosistemici, la pianificazione territoriale, ambientale e strategica;
  • programmazione di cicli di webinar dedicati all'attività di rinforzo delle capacità istituzionali e gestionali di sindaci, tecnici e amministratori dei piccoli Comuni del territorio interessato dal pilot nelle attività di bilancio sociale, pianificazione ambientale, strategica, valutazione economica dei servizi ecosistemici;
  • costante attività di disseminazione dei temi dell'area pilota attraverso l'attività giornalistica dell'ufficio stampa della Città metropolitana, declinata a seconda dei vari canali e strumenti attivi: sito internet, social media, comunicati stampavideocomunicati, agenzia settimanale "Cronache da Palazzo Cisterna".

 

(10 giugno 2021)