Visita Palazzo Cisterna

Il Giardino dei Principi di Palazzo Cisterna

Un po' di storia

Madama Reale Cristina di Francia aveva inteso uno sviluppo urbanistico della città per isole e quella dell'Assunta, ove sarebbe sorto il palazzo Ripa di Giaglione poi acquisito dai Dal Pozzo della Cisterna, come le altre, doveva comprendere al suo interno spazi atti a distribuire i percorsi di servizio e a creare quel verde urbano proprio dei giardini delle dimore patrizie.

Si può far risalire al 1673 il primo embrione di giardino. Una prima immagine ci è tramandata dal disegno del 1707 dell'ing. Antonio Bertola, il palazzo è incompleto, ma il giardino è diviso in sei rettangoli con una scansione estranea alla tipologia dell'epoca. Nel 1711 permane questa forma nel disegno del misuratore Tomaso Sevalle, per cui si può pensare si tratti di una sistemazione ancora non ben definita, forse un giardino all'italiana, con siepi di contorno e fiori. In una mappa relativa all'isola dell'Assunta, con riferimento ai proprietari, databile al 1754 il giardino compare disegnato su due rettangoli in posizione trasversale, divisi da due viottoli, che formano una croce individuando al centro ciascheduno un'aiuola ellissoidale.

Planimetria giardino del 1806
Schema compositivo del giardino (Joseph Conti, ufficiale del Genio 1806, 22 dicembre).

Dieci anni dopo, in una mappa della città di Torino del 1765, il giardino cambia forma forse su modello francese: il grande spazio è diviso in quattro rettangoli separati da due percorsi a croce che, incontrandosi al centro, formano un largo spazio tondo atto ad ospitare una fontana. In un possibile progetto del 1790, cambiano le proporzioni degli elementi, il giardino si affaccia sul cortile del palazzo con un emiciclo che dalla parte opposta si chiude con un muro e un'esedra, in mezzo alla quale c'è probabilmente una fontana; i settori fioriti non sono più quattro, ma due. Sorge però il dubbio che questo sia stato solo un progetto, perché nella planimetria di Torino in pianta dimostrativa del 1796, il giardino risulta un rettangolo diviso da due viottoli in croce di S. Andrea.

Questo modello di giardino neoclassico non è confermato dalla mappa del 1823 dove compare ancora come nel 1765. Il giardino era per la maggior parte affittato ad un giardiniere, che dal 1797 lo usava per le sue coltivazioni, mentre il principe pare vi tenesse solo piante di limoni. Un'ulteriore versione del giardino si trova su di un'altra mappa della città di Torino, dove la presenza di una vasca ovale centrale con sentierini a raggiera desta il sospetto dell'estrema mutabilità del giardino stesso. In data 22 dicembre 1806 vi è una rappresentazione squisitamente romantica del giardino, con quattro spazi irregolari, di cui due coltivati a fiori e due coltivati a boschetti, solcati da percorsi tortuosi a firma di Joseph Conti, ufficiale del Genio. Rimane peraltro anche qui il dubbio che si sia trattato solo di un progetto. Una mappa catastale datata intorno al 1820, ma certamente più tarda del 1823, ripresenta la sistemazione già osservata nel 1765. La rappresentazione del 1819 del Bertozzi pare, di conseguenza, un prodotto di fantasia. Il quadro pubblicato dal Cicotero, che rappresenta il palazzo Cisterna sotto la neve nel 1831, sembra dare un'immagine del giardino più simile alla mappa del 1796, nonostante, più che una croce di S. Andrea tracciata con i sentierini, vi si trovi una losanga inscritta in un rettangolo. Al ritorno dall'esilio il principe, secondo il progetto del 27 maggio 1855 del geom. Delfino Colombo, realizza un grande prato centrale contornato da un sentiero che definisce lo spazio degli alberi a boschetto lungo il muro di cinta.

Planimetria giardino con fontana
Schema compositivo del giardino con fontana circolare al centro dell'aiuola.

Questa soluzione non piace e non dura a lungo. Il 22 marzo 1859 il geom. Giovanni Gibello progetta un'aiuola centrale ellissoidale con una fontana al centro, mentre attorno ci sono aiuole di varie forme divise da sentierini che definiscono prati, boschetti e coltivazioni di fiori, come si confà ad una natura che vuol sembrare rigogliosamente spontanea. Alcuni schizzi d'archivio confermerebbero il progetto di una fontana con i suoi condotti di adduzione delle acque, mentre un altro disegno rappresenta tre fontane, probabile progetto di completamento del 1765. Attualmente la risistemazione del giardino tende a recuperare l'antica forma con la fontana centrale, cioè quella che compare con più frequenza, tracciandone l'immagine come memoria. Non è infatti facile ricostruire una cronologia con mappe dove il disegno non permette di distinguere tra progetto e realizzazione, essendo sovente il disegno convenzionale o simbolico.

 

(Tratta dagli scritti di Paolo Edoardo Fiora di Centocroci)

 

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