Parchi e aree protette

Parco naturale Rocca di Cavour

Avviata la fase di consultazione del Piano di Gestione della Rocca di Cavour

La Città metropolitana di Torino, in qualità di Ente gestore della Zona speciale di conservazione “IT1110001 – ROCCA DI CAVOUR” pubblica la proposta di PIANO DI GESTIONE DEL SITO e avvia la fase di consultazione.

Si invitano tutti gli interessati e gli stakeholders, qualora lo ritenessero necessario, a far pervenire le osservazioni entro il termine perentorio del 12 Dicembre 2017 tramite una delle seguenti modalità:

Il Piano di Gestione del S.I.C. IT 1110001 Rocca di Cavour è stato redatto in base all'art. 42 della Legge Regionale 22 giugno 2009, n, 19, e s.m.i. il quale dispone che: “i soggetti gestori delle aree della Rete Natura 2000 predispongono su direttiva regionale, qualora ritenuto necessario, il relativo piano di gestione, in base alle disposizioni di cui al decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio del 3 settembre 2002 (Linee guida per la gestione dei siti Natura 2000), finalizzato a garantire il raggiungimento degli obiettivi di conservazione degli habitat e delle specie che caratterizzano le singole aree nell'ambito di un uso sostenibile delle risorse.

Il soggetto gestore adotta il piano di gestione a seguito di consultazione degli enti locali coinvolti, dei comprensori alpini e degli ambiti territoriali di caccia territorialmente interessati e delle associazioni agricole, venatorie e di protezione ambientale riconosciute dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Il soggetto gestore invia il piano adottato alla Giunta regionale per l'approvazione"

Di seguito sono disponibili i files di illustrazione del progetto:

La Rocca, situata nel territorio del comune di Cavour, è un rilievo che costituisce un insolito elemento di distacco rispetto al paesaggio intorno, innalzandosi nella pianura pinerolese come uno scoglio solitario, a distanza di alcuni chilometri dalla cerchia alpina circostante.

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Rete Natura 2000

    Per proteggere il proprio patrimonio naturale l'Unione europea ha dato vita a “Rete Natura 2000”, una vasta rete di siti protetti distribuiti sul territorio dei Paesi membri. 

    La rete è composta da due tipologie di aree protette, i SIC - Siti di Importanza Comunitaria - come il Parco naturale del Lago di Candia e le ZPS - Zone di Protezione speciale - le prime danno attuazione alla direttiva Habitat (1992), che nei suoi allegati elenca tipi di ambienti e specie animali e vegetali che è indispensabile tutelare; le seconde salvaguardano i volatili, in particolar modo le specie inserite negli allegati della direttivaUccelli (1979).
    Ogni Stato membro propone alla Commissione europea l’elenco dei propri SIC e delle proprie ZPS; una volta approvati dalla Commissione Europea, SIC e ZPS entrano a far parte di Rete Natura 2000, che rappresenta dunque il più importante strumento comunitario per la conservazione della biodiversità del continente europeo; in Piemonte si trovano 122 SIC e 50 ZPS, per una superficie totale pari al 15,6% del territorio regionale.
     
    Le aree che compongono la Rete Natura 2000 non sono riserve rigidamente protette dove le attività umane sono escluse; obiettivo della Direttiva Habitat è garantire la protezione della natura tenendo anche "conto delle esigenze economiche, sociali e culturali, nonché delle particolarità regionali e locali".
 
 

L'Area protetta

  • Istituzione: legge Regionale n.32 del 8 novembre 2004, modificata con Legge Regionale n° 19/2009
  • Gestione: Città Metropolitana di Torino
  • Sede legale: Via Maria Vittoria, 12 - Torino
  • Sede amministrativa: Corso Inghilterra 7 - 10138 Torino
  • Numero verde Sala operativa Gev: 800 167761
  • Fax: 011 8614272
  • Superficie: 71,51 ha
  • E-mail: areeprotette@cittametropolitana.torino.it

La natura nel Parco

  • Geomorfologia

    L’origine della Rocca risale al complesso fenomeno dell’orogenesi alpina (circa 30 milioni di anni fa), ovvero quell’insieme di deformazioni ed accavallamenti degli strati rocciosi, derivanti dalla collisione della zolla africana con quella europea.
    Nel Quaternario, a seguito delle alluvioni conseguenti lo scioglimento dei ghiacciai, gli immensi depositi che colmarono la Pianura Padana sommersero parzialmente la Rocca, isolandola dalle altre vette. Per la sua particolare conformazione è un esempio tipico di “inselberg” (letteralmente “montagna-isola”, proprio per il suo emergere dalla pianura come un’isola dal mare).
    Dal punto di vista mineralogico, questa formazione è ricca di quarzo, di gneiss occhiadini, micascisti e scisti.
    Geomorfologicamente il sito comprende una zona pianeggiante ed una in rilievo, la Rocca appunto; tale rilievo presenta due sommità, denominate il “Pilone” ed il “Torrione”, che, partendo dai 300 m della pianura, raggiungono l’altezza massima di 462 m s.l.m. Un terzo spuntone, posto ad est del Torrione, è noto in loco come “Rocca Crovet”.

  • Vegetazione

    Il Parco, per la sua posizione e il suo clima, ha uno sviluppo vegetazionale particolare, che consente la convivenza di piante tipicamente montane con altre a carattere mediterraneo.
    Sul fresco versante nord crescono castagni, latifoglie (acero di monte, ciliegio, frassino, tiglio, farnia, carpino bianco) alternate a rovere, betulla e robinia; nel sottobosco si trovano specie in prevalenza montane come mirtillo, brugo, giglio di San Giovanni e ginestre.
    Sui versanti ovest e sud, con clima caldo, si sviluppano rovere, roverella, robinia, ailanto e, con minor densità rispetto al lato nord, castagni. Peculiare è la presenza di origano, timo e cappero (Capparis spinosa), quest’ultimo probabile eredità di un’introduzione in epoca medievale e dei commerci con la Liguria.
    Il versante sud-orientale offre una fascia rocciosa con scarsa vegetazione, ma molto interessante per la presenza di rapaci nidificanti (falco pellegrino).
    Sulle sommità, con clima caldo d’estate e mite d’inverno, prevalgono alberi a portamento cespuglioso come bagolari, prugnoli, robinie e, nelle aree più scoperte, i rovi.
    Alla base del rilievo, nelle zone meno ripide e ben esposte, permangono alcune coltivazioni agricole, in particolare frutteti, prati da sfalcio e, soprattutto, vigneti.
    Nel sito sono stati rilevati due ambienti di interesse comunitario: la vegetazione rupicola delle pareti rocciose silicee, composta da vegetazione rupestre specializzata come Campanula elatines, Silene rupestris e varie specie del genere Sedum, e i boschi di castagno, che annoverano alcuni esemplari secolari.

  • Fauna

    La Rocca di Cavour riveste una particolare importanza per l’avifauna.
    La collocazione dominante rispetto alla pianura e la presenza di ambienti differenziati (zone boschive, aree aperte e con cespugli, colture agricole) rendono il sito un punto di riferimento per gli uccelli stanziali e migratori, nonchè un habitat ideale per gli uccelli da preda.
    Di particolare interesse è la presenza dell’averla minore (Lanius collurio), della magnanina (Sylvia undata), del nibbio reale (Milvus milvus), del falco pellegrino (Falco peregrinus), della taccola (Corvus monedula). Singolare la compresenza di tre specie di luì: piccolo, bianco e verde (Phylloscopus collybita, P. bonelli e P. sibilatrix), caratterizzati da esigenze ecologiche differenti; il luì piccolo è quello più eclettico, il luì bianco preferisce i territori caldi a sud, mentre il luì verde abita i castagneti della zona nord.
    L’erpetofauna è abbastanza numerosa; sono segnalati alcuni rettili, come il biacco (Hierophis viridiflavus) o la natrice dal collare (Natrix natrix), e una piccola popolazione della salamandra pezzata (Salamandra salamandra), la cui peculiarità è di essere del tutto separata dalle popolazioni dei rilievi prealpini, che ne costituiscono il tipico habitat.
    Per quanto riguarda la fauna vertebrata è interessante la presenza di alcuni piccoli mammiferi come lo scoiattolo (Sciurus vulgaris), il ghiro (Glis glis) e il moscardino (Muscardinus avellanarius).

Comune del Parco

    Cavour

    La cittadina di Cavour si trova all’imbocco della Valle Po, al confine tra le province di Torino e Cuneo, in una zona posta a cerniera tra le valli alpine e la pianura, lungo vie usate per i commerci sin dai tempi più lontani.
    Fra le varie attività artigianali e commerciali, si è andata affermando quella gastronomica, con conseguente incremento del turismo; fra le tipicità locali carni doc, salumi e mele
    A partire dal 1980, in autunno, si svolge “TUTTOMELE”, famosa rassegna sulle mele, sul turismo agricolo e sull’attrezzatura per la frutticultura; si tratta di una spettacolare mostra-mercato di oltre 500 varietà di questi frutti, con percorsi didattici, stand commerciali, bande musicali, gruppi folkloristici e…frittelle di mele.
    Abbazia di Santa Maria Posta ad 1 km dal centro abitato di Cavour, fu fondata nel 1037 da Landolfo, Vescovo di Torino, sulle rovine di un precedente edificio religioso risalente all’VIII secolo, forse distrutto dai Saraceni. Nel 1592, durante la guerra fra il duca Carlo Emanuele I di Savoia e il regno di Francia, venne distrutta. Fu riedificata all’inizio del 1700 nello stile barocco proprio dell’epoca, meno imponente rispetto all’edificio originale. In tempi recenti l’Abbazia è stata oggetto di un’attenta opera di recupero e restauro. Si sono così realizzati spazi espositivi, una sala per conferenze e il Museo Archeologico di Caburrum, che raccoglie reperti locali di varie epoche, dalla preistoria al medioevo.
    Dal punto di vista artistico il cuore di tutto il complesso è rappresentato dalla cripta, per la cui costruzione sono stati impiegati materiali provenienti dalle rovine romane e longobarde; in particolare l’altare, formato da un capitello posto sul basamento di una colonna romana di fine fattura, è ritenuto di particolare pregio.

Archivio Eventi

Tutto mele 2016
37° edizione TUTTOMELE

dal 5 al 13 novembre 2016 a Cavour - Mostra mercato di frutticoltura, gastronomia e artigianato


Come si arriva
Cavour piccola

Con mezzi propri, da Torino: A55 Torino-Pinerolo; circonvallazione di Pinerolo; SS 589

Con mezzi pubblici, da Torino: Autolinee “La Cavourese” www.cavourese.it

oppure: www.cittametropolitana.torino.it/trasporti/persone/index.shtml