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Cittàmetropolitana di Torino

Pitem Pa.C.E.

La Resistenza in Piemonte ha tante pagine, tanti racconti e tanti luoghi che fanno parte della grande storia della Liberazione.
Sabato 10 ottobre ad Alpette, piccolo centro alle pendici del Parco nazionale del Gran Paradiso, si è celebrata una storia locale eppure universale intrisa di emozione e di ricordi. In tanti sono saliti per l'inaugurazione di un'ala tematica della biblioteca del paese composta dai libri appartenuti a tre protagonisti delle Resistenza e poi della vita democratica piemontese e nazionale in diversi ruoli pubblici.
I figli di Franco Berlanda, Ugo Pecchioli ed Emilio Pugno - politici, amministratori locali, sindacalisti, professionisti - hanno inaugurato i locali che raccolgono il patrimonio famigliare donato ad Alpette, libri ed alcuni oggetti: dal tecnigrafo di Berlanda architetto ad una busta ritrovata nella cassaforte dell'on. Pecchioli che conteneva la firma e il nome di un amico partigiano, vergata alla vigilia della fucilazione per far riconoscere il proprio cadavere.
E poi hanno ricordato le figure dei loro padri in un teatro comunale affollato, dove l'emozione era palpabile.
Moderata da Franco Aceti, direttore dell'Ecomuseo di Alpette la giornata ha consentito di rileggere una pagina di storia locale che vide negli anni della Resistenza tra le montagne di Alpette il sacrificio di tanti e di tracciare un preciso impegno per continuare a valorizzare la memoria: lo hanno ribadito nei diversi interventi il sindaco di Alpette Silvio Varetto, il vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte Mauro Salizzoni, l'ex parlamentare Umberto D'Ottavio.
Anche Città metropolitana fa e farà la sua parte in questo impegno per la memoria, avendo inserito anche Alpette tra i luoghi del progetto sui sentieri resistenti l'interno del Piano tematico transfrontaliero Pa.C.E. finanziato dal programma transfrontaliero Alcotra.

Il monumento agli Svizzeri nel cimitero di Alpette
Il piccolo cimitero di Alpette racconta una pagina importante della storia della Resistenza piemontese.
Vi sono sepolti 30 partigiani della 77^ brigata Garibaldi; sono conservate anche le ceneri di Ugo Pecchioli, che i figli Laura e Vanni hanno voluto portare qui, tra le sue montagne.
All'ingresso sul muro una grande mano aperta alla pace - simbolo dell'architetto Le Corbusier – ricorda il valore degli "Svizzeri" come veniva chiamati il gruppetto di partigiani, in gran parte intellettuali, tra cui Franco Berlanda, Ugo Pecchioli, Saverio Tutino, Giulio Einaudi ed altri reduci tutti dalla Svizzera e finiti proprio ad Alpette per la guerra di Liberazione.
Una mano simbolica che proprio Franco Berlanda, in collaborazione con la Fondazione Giulio Einaudi, il nipote Malcolm Einaudi e l'architetto artista Maurizio Cilli, regalò pochi anni fa alla sua Alpette e che sarà presto terminata lungo tutto il muro di cinta del cimitero con un gioco grafico di mattoni simbolo ognuno dei quali ricorderà i personaggi eroi, della Resistenza.
Sabato 10 ottobre davanti al cimitero e poi dentro fra le tombe dei partigiani, ognuna con un garofano rosso, si è rinnovato il ricordo, si è riletta questa pagina di storia.


Escursioni della memoria

Tre domeniche immerse nella natura ma anche nella storia dei sentieri resistenti, tre momenti di trekking turistico sui luoghi teatro della Resistenza, organizzati dall'Ecomuseo della Resistenza intitolato a Carlo Mastri e dalla Casa del Parco naturale del Colle del Lys.
La prima escursione della memoria è stata domenica 19 luglio, nel tratto fra il Colle del Lys e il Colle della Portia, a poco più di 1.300 metri di quota attraversando il percorso utilizzato dai partigiani della 17ª brigata Garibaldi "Felice Cima"; la seconda, domenica 16 agosto, si è sviluppata dal colle del Lys al colle dei Grisoni, ripercorrendo uno dei punti di confine tra le zone operative della III e della II divisione Garibaldi e tra quelle della 17ª brigata "Felice Cima" e della 20ª brigata "Eusebio Giambone"; la terza, domenica 13 settembre, dal colle del Lys a Mompellato, che rappresentò un punto di riferimento fondamentale per la 17ª brigata Garibaldi "Felice Cima", fino alla casa canonica il parroco don Evasio Lavagno ospitò madri, mogli e sorelle dei partigiani. Tutte le escursioni saro state accompagnate da una guida escursionistica dell'associazione Studio ArteNa - Arte e Natura e da uno storico del Comitato Resistenza Colle del Lys.
Queste escursioni della memoria fanno parte delle azioni del piano integrato tematico Pa.C.E. finanziato dal programma transfrontaliero Alcotra Italia Francia nel quale la Città metropolitana è impegnata per mettere in rete i sentieri resistenti. L'Associazione Colle del Lys, insieme ai Comuni di Coazze di Alpette, sono i focus sui quali è in corso un programma di sensibilizzazione e rilancio della memoria per le giovani generazioni attraverso programmi che tengano insieme nuove forme di comunicazione, valorizzazione dei siti naturalistici ed ambientali e patrimonio storico locale.

(14 settembre 2020)

Coazze e Alpette: le pagine di storia ritrovate

All'interno del piano tematico Pa.C.E. finanziato dal programma Alcotra Italia Francia la Città metropolitana di Torino è al lavoro con l'Ecomuseo Colle del Lys il Comune di Alpette e il Comune di Coazze per valorizzare i sentieri resistenti e metterli in rete, presentando pagine di storia locale.

COAZZE

In questo quadro, durante l'ultima riunione del gruppo di lavoro nei giorni scorsi c'è stata l'occasione per il vicesindaco di Coazze PierLuigi Dovis di sfogliare insieme ai partner un importante documento ritrovato da poco nell'archivio comunale: si tratta del registro stilato subito dopo la fine della seconda guerra mondiale con tutti i nomi e i dati dei partigiani che hanno combattuto nella Valle Sangone. Un documento carico di storia e di storie personali, di ricordi per molti, di episodi: accanto ai nomi dei partigiani, anche il loro destino. Fucilato, imprigionato, scomparso sono le parole più ricorrenti negli elenchi nei quali il vicesindaco di Coazze ha ritrovato tra gli altri suo padre e suo zio.

Il registro insieme ad altre testimonianze è parte dell'Ecomuseo della Resistenza di Coazze, un paese dove l'Ossario dei caduto ogni anno richiama la nostra memoria alla celebrazione del ricordo di chi ha combattuto per la libertà.

ALPETTE

Ad Alpette l'Amministrazione comunale è al lavoro per il 10 ottobre quando  in collaborazione anche con l'ANPI provinciale  di Torino si inaugurerà la nuova ala della biblioteca comunale nel ricordo di tre personaggi che hanno contribuito grandemente alla storia della Resistenza: Franco Berlanda, Ugo Pecchioli, Emilio Pugno. A loro saranno dedicati nuovi spazi.  

Le loro famiglie infatti hanno donato il patrimonio librario ad Alpette e l'Amministrazione ha in programma una intera giornata di riflessione e di racconto su cosa hanno vissuto su quelle montagne durante la guerra di liberazione. In particolare Berlanda e Pecchioli combatterono in Valle d'Aosta scendendo dalla Svizzera - e un disegno vicino al cimitero di Alpette lo ricorda - e poi tutti e tre furono uomini delle istituzioni essendo stati chi deputato, chi consigliere provinciale, chi consigliere comunale a Torino. 

Ce ne parlano il sindaco di Alpette Silvio VarettoFrancesco Aceti, direttore Polo Culturale Bibliotecario ed Ecomuseo di Alpette.

Il progetto Pitem Pa.C.E.

La Città metropolitana è impegnata in un progetto transfrontaliero finanziato dal programma Alcotra Italia Francia. Si tratta del piano integrato tematico Pa.C.E., acronimo da intendersi in Patrimonio, Cultura, Economia, che ha come obiettivo generale quello di rendere il patrimonio diffuso una leva per lo sviluppo economico ed un fattore di coesione tra i territori: il raggiungimento di questo obiettivo viene proposto tramite la realizzazione di tre progetti singoli, di cui uno "Scoprire per Promuovere" vede l'intervento della Città metropolitana per coordinare la valorizzazione della memoria storica della Resistenza al nazi-fascismo, inserendo e mettendo a sistema appositi percorsi, italiani e francesi, in una prospettiva di turismo sostenibile.
L'obiettivo è di far emergere un patrimonio spesso poco conosciuto, ma che abbina contesti naturali e paesaggistici di grande pregio a memorie storiche che hanno profondamente segnato le popolazioni locali, e che sono state rilevanti per la costruzione dell'attuale democrazia.
Questo progetto, coordinato dalla Regione Autonoma Valle d'Aosta, oltre alla Città metropolitana di Torino vede nel partenariato anche il Centro di conservazione e restauro della Venaria Reale, la Regione Liguria, i dipartimenti francesi della Savoia e delle Alpi di Alta Provenza, la Città di Nizza ed GIP FIPAN.
Rivestirà particolare importanza l'attività propedeutica di un censimento delle risorse (siti, percorsi, ecomusei) sia nel territorio italiano che in quello francese, per giungere a creare una rete stabile di valorizzazione dei siti transfrontalieri di memoria della Resistenza. Infine, per il territorio metropolitano torinese, sarà realizzata una azione di promozione del percorso "Sentieri Resistenti", un cammino in 13 tappe che da Alpette giunge sino a Pian Prà, con la segnaletica di tutto il percorso ed una app per la fruizione da parte di escursionisti e turisti interessati a ripercorrere i sentieri della nostra storia recente.

Ossario di Forno di Coazze

Per la prima volta, all'Ossario dei caduti di Forno di Coazze quest'anno non si potrà celebrare come di consueto con una manifestazione che unisce ricordo, storia, commemorazione e testimonianza: il coronavirus impedisce in questo 2020 i raduni, ma non per questo l'eccidio di quel 10 maggio di sangue del 1944 non verrà ricordato.
L'Ossario si trova nella frazione di Coazze, a 1000 metri di quota nella valle principale del Sangone e fu inaugurato il 4 novembre 1945, per raccogliere i resti di tutti i partigiani caduti nella Valle: una scelta di Giuseppe Falzone, comandante della brigata "Sandro Magnone" della 43a Divisione autonoma "Sergio De Vitis", il monumento è un'aquila dalle ali spiegate, al centro una cappella con le lapidi di 98 partigiani.
Dal 1945 Forno di Coazze è luogo della memoria partigiana in Val Sangone e dal 2005 l'Ossario partigiano è stato dichiarato cimitero di guerra.
Pierluigi Dovis vicesindaco di Coazze con delega all'Ossario sottolinea il ricordo della Val Sangone tragicamente protagonista in quel maggio di sangue: "Quest'anno la commemorazione purtroppo avverrà nella forma che l'emergenza coronavirus impone - dice il vicesindaco - e domenica 9 maggio andremo il sindaco Paolo Allais ed io a depositare una corona d'allora al Sacrario e alla fossa comune lì accanto che contiene i resti di partigiani e civili tra cui anche molti stranieri (inglesi, russi, cecoslovacchi) che hanno combattuto in Valle per la nostra libertà partecipando alla Resistenza. Nella fossa comune ci sono i resti dei martiri del tragico maggio di sangue, 31 uomini trucidati il 16 maggio del '44. Li ricorderemo tutti a nome di tutti, grandi uomini che hanno combattuto per la libertà".

Piero Fassino, figlio del comandante Eugenio, è il presidente del Comitato per l'Ossario.

Un 25 aprile virtuale per non dimenticare

Un 25 aprile senza celebrazioni non vuole significare una festa della Liberazione in tono minore anzi, questa ricorrenza segnata dalle restrizioni del coronavirus ha stimolato iniziative virtuali che, nei giorni tradizionalmente dedicati al ricordo degli eroi della Resistenza contro il nazifascismo, attraverso una lunga maratona web collega online tutti coloro i quali sentono forte il dovere del ricordo, della testimonianza, della raccolta delle memorie.
Per questo anche la Città metropolitana - che proprio il 25 aprile del 2005 ha avuto l'onore di ricevere sul suo gonfalone dall'allora capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi la medaglia d'oro al merito civile per il contributo offerto dal territorio e dalle sue popolazioni alla Guerra di liberazione nazionale e alla Resistenza - si sta impegnando in un progetto transfrontaliero finanziato dal programma Alcotra Italia Francia.
Si tratta del piano integrato tematico Pa.C.E, acronimo da intendersi in Patrimonio, Cultura, Economia, che ha come obiettivo generale quello di rendere il patrimonio diffuso una leva per lo sviluppo economico ed un fattore di coesione tra i territori: il raggiungimento di questo obiettivo viene proposto tramite la realizzazione di tre progetti singoli, di cui uno "Scoprire per Promuovere" vede l'intervento della Città metropolitana per coordinare la valorizzazione della memoria storica della Resistenza al nazi-fascismo, inserendo e mettendo a sistema appositi percorsi, italiani e francesi, in una prospettiva di turismo sostenibile.
Si tratta di far emergere un patrimonio spesso poco conosciuto, ma che abbina contesti naturali e paesaggistici di grande pregio a memorie storiche che hanno profondamente segnato le popolazioni locali, e che sono state rilevanti per la costruzione dell'attuale democrazia.
Questo progetto, coordinato dalla Regione Autonoma Valle d'Aosta, oltre alla Città metropolitana di Torino vede nel partenariato anche il Centro di conservazione e restauro della Venaria Reale, la Regione Liguria, i dipartimenti francesi della Savoia e delle Alpi di Alta Provenza, la Città di Nizza ed GIP FIPAN.

"Abbiamo individuato sul nostro territorio – spiega il vicesindaco metropolitano Marco Marocco - tre importanti siti di memoria storica con i loro ecomusei, Alpette, Coazze e Colle del Lys, per realizzare insieme a loro azioni di valorizzazione e promozione dei percorsi oltre ad una regia coordinata transfrontaliera per la comunicazione dei principali siti della Resistenza".
Rivestirà particolare importanza l'attività propedeutica di un censimento delle risorse (siti, percorsi, ecomusei) sia nel territorio italiano che in quello francese, per giungere a creare una rete stabile di valorizzazione dei siti transfrontalieri di memoria della Resistenza.
Infine, per il territorio metropolitano torinese, sarà realizzata una azione di promozione del percorso "Sentieri Resistenti", un cammino in 13 tappe che da Alpette giunge sino a Pian Prà, con la segnaletica di tutto il percorso ed una app per la fruizione da parte di escursionisti e turisti interessati a ripercorrere i sentieri della nostra storia recente.

Abbiamo chiesto una videotestimonianza ai protagonisti e agli amministratori dei territori coinvolti dal nostro progetto Alcotra dedicato ai sentieri della Resistenza:
- Città metropolitana di Torino: intervento del vicesindaco Marco Marocco
- Ecomuseo di Alpette per la Resistenza: intervento del sindaco Silvio Varetto
- Comitato Resistenza Colle del Lys: intervento della presidente Amalia Neirotti
- Sentieri Resistenti: intervento del curatore Marco Sguayzer
- Museo della Resistenza della Brigata Lys di Perloz, Valle D'Aosta: intervento dell'assessore Solange Soudaz

Abbiamo anche voluto aggiungere contributi sulla memoria di luoghi, fatti, pagine di storia vicine a noi
- Centro di documentazione della Benedicta Parco della Pace: intervento di Massimo Carcione

Videodocumenti di avvenimenti vissuti nel nostro territorio
- 2 luglio 1944, l'eccidio del Colle del Lys: video teaser di Tatjana Callegari
- Non li dimenticheremo mai: lettere di Partigiani condannati a morte, di Franco Senestro
- Dal diario di Ercole Pistono, testimonianza del nipote Paolo Pistono


 

(12 ottobre 2020)