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Cittàmetropolitana di Torino

Distribuzione dell'acqua in Libano.

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Questa Città metropolitana, rappresentata dalla consigliera delegata alle relazioni internazionali Anna Merlin, dal 3 all'8 novembre è stata in Libano a Beirut per un incontro istituzionale nell'ambito del progetto di cooperazione internazionale "SHWM - Safe Health and Water Management" in corso nella zona di Wadi Khaled, realizzato con il finanziamento della Autorità d'Ambito ATO3 e di United Nations Development Programme - UNDP.

La delegazione è composta tra gli altri anche dalla Città di Torino, dal Cocopa, da ANCI Piemonte e da SMAT.
E' presente anche Fatima Chkeir libanese di origine e consigliera comunale a Grugliasco.

Il progetto prevede interventi per un migliore accesso all’acqua potabile nel nord del Libano, la revisione degli impianti idrici esistenti, il rinforzo  delle competenze degli amministratori e la formazione specifica per i tecnici libanesi: per questo è presente un tecnico della Smat, Alessandro Rupini; inoltre la delegazione sta verficando la realizzazione di un serbatoio e impianto idrico efficiente nel comune di Wadi Khaled.
Si prevede anche il coinvolgimento e la sensibilizzazione della cittadinanza ad un corretto utilizzo dell’acqua.

 

Una cisterna dell'acqua nel comune di Wadi Khaled

Procedono i lavori di costruzione di un serbatoio e di impianto idrico capaci di far fronte al rifornimento di acqua nel villaggio di Hnaider, nel nord del Libano: sono due punti-chiave del progetto Safe Health and Water Management nell'area composta da 8 comuni, raggruppati nell' Unione dei Comuni di Wadi Khaled, dove l'afflusso massiccio di profughi dalla Siria ha aumentato il numero dei residenti nella zona e aggravato la già precaria situazione idrica della zona, che è fra le più povere del paese.

Il progetto, che ha una durata di due anni e un budget di 500 mila euro, è finanziato con il fondo per la cooperazione internazionale dell'Autorità d'Ambito Torinese ATO3 e cofinanziata dai partner italiani e libanesi: il Comune di Torino, il Coordinamento Comuni per la Pace Co.Co.Pa., l'United Nations Development Programme  e supportato dal Ministro degli Affari sociali Libano; ed è il proseguimento di un intervento di cooperazione analogo realizzato nel 2005 nel sud del Libano con il coinvolgimento degli stessi partner territoriali.

La metodologia del  progetto prevede un approccio partecipativo alla pianificazione e alla gestione delle risorse idriche sia per uso agricolo che per uso civile e la messa in atto di soluzioni innovative, attraverso le seguenti principali attività (oltre alla costruzione del serbatoio e all'implementazione della rete idrica): mappatura, controllo e riduzione delle perdite di acqua degli impianti idrici esistenti; rinforzo delle competenze degli amministratori e tecnici locali nell'elaborazione di piani di gestione delle acque; realizzazione di una formazione specifica per i tecnici libanesi; sensibilizzazione e coinvolgimento della cittadinanza relativamente al corretto utilizzo dell'acqua.

In questo quadro, lo scorso marzo una delegazione libanese formata da tecnici e da amministratori è venuta a Torino e  ha partecipato a un intenso programma di visita e di formazione (realizzata in collaborazione con la Smat).

L'UNDP sta portando avanti i lavori sia per quanto riguarda la rete idrica (complessivamente, una linea di 4mila metri che servirà 200 abitazioni e annessi), sia per la costruzione del grande serbatoio che avrà un'altezza di 20 metri e una capacità di 100 metri cubi. L'80% della cisterna è già stata portata a termine e le previsioni sono di concluderla nella pria metà di agosto. 

(01 agosto 2017)

 

(21 novembre 2017)