Biblioteca Storica

Collezione di copioni teatrali

La Biblioteca dispone di una raccolta di 232 unità di copioni teatrali, in parte manoscritti, in parte dattiloscritti, che vennero acquistati nel marzo del 1966 da Fortunato Rivetti, che li aveva collezionati ed ordinati in serie numerica.
Il timbro di proprietà di Rivetti si sovrappone in molti casi a quelli di alcune Compagnie teatrali, in particolare a quella di Romolo Solari , capo comico della Compagnia Piemontese, a cui sembra appartenessero, almeno in parte, originariamente.
Si rintracciano anche altre indicazioni di provenienza, come la Compagnia Teatro Comico Piemontese Giovanni Biondi o la Compagnia di varietà diretta da Bogino Vittorio.
Ci si trova quindi di fronte ad una curiosa testimonianza di come questi importantissimi testi passassero di Compagnia in Compagnia, distribuiti agli attori, riscritti, rilegati alla meglio con copertine cartonate destinate ad usurarsi velocemente. Il loro stato di conservazione rivela l'utilizzo continuo, per generazioni. Sono testi trascritti o composti tra gli ultimi decenni dell'ottocento e gli anni '30, ed esclusivamente appartenenti al filone del teatro comico dialettale piemontese.
Gli autori maggiormente ricorrenti sono Vittorio Actis, Vittorio Bersezio, Enrico Gemelli, Alfredo Mariani, Carlo Alfredo Occhetti, Luigi Pietracqua, Oreste Poggio, Mario Valabrega, Giovanni Zoppis. Le loro commedie facevano evidentemente parte del repertorio consueto di queste Compagnie e non tutti i testi sono oggi conosciuti e rappresentati.
Testimoniano di un'arte solo apparentemente "senza tempo", che è forse limitante considerare defilata e confinata al di fuori della storia, nell'angolo occupato da un pubblico ancorato ad una tradizione statica e senza scampo.
Sono testi che andrebbero letti, al contrario, come specchio di un mondo, contingente e storicizzabile, che li ha creati e di cui si è nutrito. Un altro facile assioma, che ciò che è creato per il gusto medio popolare non sia autenticamente popolare, può forse essere oggi discusso, proprio attraverso queste espressioni teatrali, le quali, pur avendo tutte un autore, riflettono in modo nitido contesti di autenticità espressiva nei quali era calato, culturalmente, l'autore stesso.
Dietro questi facili testi, schematici o complessi nella trama e nel numero dei protagonisti, si nascondono numerose problematiche, tanto più evidenti oggi che quel mondo rivelato dal teatro dialettale si è allontanato dalla percezione ordinaria del pubblico, anche il più "conservatore".


Ultimo aggiornamento: 26 gennaio 2021