Percorsi escursionistici

Descrizione delle tappe

Tappa 01

Descrizione escursionistica dettagliata della tappa e tempi di percorrenza

Inizio tappa: Colle del Piccolo Moncenisio - Rifugio (2110 m)

Fine tappa: Frazione San Giacomo - Comune di Giaglione (1136 m)

Difficoltà: E

Segnavia: 805

Tempo di percorrenza: 4 h 30 min / 5 h

Descrizione: dal Colle del Piccolo Moncenisio, presso l'omonimo rifugio in territorio francese, si raggiunge il Col Clapier (2477 m) in circa 2 ore di camminata in terreno dominato sulla destra dal massiccio dei Denti d'Ambin, oltrepassando il lago delle Sevine. Quindi, giunti al Col Clapier si scende lungo il Sentiero Balcone, trascurando a destra il bivio per Bivacco Vaccarone. Si lascia sulla destra un riparo in cemento e scendendo lungo il sentiero selciato dopo alcuni tornanti si incontra una casermetta. Ben presto si è sulla sterrata della Val Clarea (Sentiero Balcone) che si segue fino a fondo valle dove, in ambiente di bosco di latifoglie, si raggiunge la Frazione San Giacomo di Giaglione.

Da ricordare: il Col Clapier è il più antico passo franco-italiano, da cui pare transitò Annibale quando scese in Italia (il secondo in ordine di tempo è il Moncenisio, da cui passarono i Valdesi nell'Esilio che precedette il Rimpatrio nel 1686-87). In Frazione San Giacomo i Valdesi sostarono per la notte.

Presenza di fontane: non vi sono fontane lungo il percorso.

Tappa 02

Descrizione escursionistica dettagliata della tappa e tempi di percorrenza

Inizio tappa: San Giacomo di Giaglione (1136 m)

Fine tappa: Montagne Seu (1764 m)

Difficoltà: E lungo percorso con tratti impegnativi

Segnavia: 804; 804A; 740; 740A; 741; 718

Tempo di percorrenza: 9 h

Descrizione: da Frazione Grange Buttigliera si imbocca il sentiero che porta in tre quarti d'ora alla Borgata Tiraculo. Da qui si prosegue salendo per Grange Thullie sempre su sentiero, attraversando un bosco prima di castagno e poi di conifere; in altre due ore si è alla Grange Thullie. Al bivio si va a sinistra per i Quattro Denti (Sentiero Balcone), cima che si raggiunge in circa mezz'ora. Subito sotto Cima Quattro Denti, ignorando tutti i sentieri che portano verso valle, si prosegue a mezzacosta e tenendo la destra si arriva al Pertus di Colombano Romean (opera idraulica del 1533).
Si prosegue lo stretto sentiero che attraversa in quota un bosco di larici con bei panorami sul Forte di Exilles, Salbertrand e la conca di Oulx, dominata dal monte Chaberton, mantenendo sempre la stessa direzione fino ad arrivare all'Alpeggio di Clot Brun.
A questo punto il sentiero termina e s'imbocca verso valle la sterrata, sbarrata poco dopo con uno steccato rudimentale. Arrivati al tornante sottostante, si prosegue nel bosco con un sentiero.
Si attraversa un primo rio e poi un secondo. Il sentiero termina di lì a poco e una carrareccia su fondo erboso prende corpo ormai in prossimità di Grange della Valle. Si attraversa la borgata tra le case, superando due fontane e uscendo davanti a una chiesa. Si prosegue sulla sterrata che sale da S. Colombano verso il ponte sul Rio di Galambra che prende il nome dall'omonimo Vallone. A destra passando davanti alla Colonia Alpina Viberti lungo la sterrata si giunge in pochi minuti al Rifugio Levi Molinari, mentre a sinistra la sterrata diventa strada asfaltata in direzione Eclause. Questa lunga tappa può essere interrotta qui pernottando al Rifugio Levi Molinari, in tal caso si raggiungerebbe Montagne Seu al Rifugio Arlaud, spezzando lo tappa in due e allungando di un giorno la percorrenza dell'itinerario.
Se si prosegue, anziché salire a destra al rifugio, si attraversa il torrente Galambra sulla strada asfaltata: percorsi circa 200 metri s'imbocca a sinistra, davanti a uno slargo, il sentiero per Soullier, Margaria, Combes. Il sentiero che segue il tubo dell'acqua diviene una sterrata. Si passa sotto l'Alpe Soullier e trascurando due deviazioni, per Margaria superiore ci si dirige verso strada Combes (Via Alpina-Sentiero Balcone). Si esce dal bosco, si percorre un tratto di mulattiera delimitato da muretti di pietra e si inizia una svolta a ripide discese su Combes. Si passa tra le case di pietra di Combes fino ad incrociare la GTA. Alla fontana di Combes si gira a destra e ci si alza sulla GTA di circa 150 metri per arrivare a Eclause. Attraversata la borgata s'incrocia la strada che proviene dalle Grange della Valle e si prosegue sul sentiero GTA-Via Alpina. Appaiono Salbertrand e il Gran Bosco. Raggiunto Moncellier di sopra, si attraversa la rotabile asfaltata del Pramand e si giunge a Moncellier di sotto sempre camminando lunga la vecchia mulattiera fino ad arrivare alla piazza della chiesa di Salbertrand (1038 m); da qui si scende fino ad attraversare con un sotto passo la statale 24, poi si svolta sulla prima strada a destra che con un unico ponte attraversa sia la ferrovia che la Dora. Subito dopo il ponte si prende a destra seguendo una sterrata che costeggiando la Dora passa tra un'area giochi a destra e un campo sportivo a sinistra, si prosegue sotto un viadotto autostradale della A32 fino a raggiungere dopo 600 metri circa il ponte sulla Dora a destra detto delle Chenebieres. In questo punto si svolta a sinistra, dove dopo pochi metri si trova il Cippo e una bacheca che ricorda la battaglia contro i francesi per l'attraversamento del ponte, che determinò la buona riuscita dell'intera impresa.
La strada si snoda in leggera salita per circa 500 metri sino a raggiungere un'altra sterrata che proviene da Salbertrand, dove si svolta a sinistra attraversando un ponticello in legno sul torrente chiamato "Rio delle Gorge".
Dopo 50 metri a destra si trova la partenza del sentiero del GTA che con un dislivello di circa 750 metri porta a Montagne Seu attraversando le Grange d'Himbert.

Da ricordare: i Valdesi discesero verso Giaglione per trattare il passaggio verso Chiomonte, ma ad attenderli trovarono le truppe sabaude del Conte Losa di Susa che, infliggendo parecchie perdite all'avanguardia Valdese, la costrinse a una ritirata lungo il vallone del Tiraculo. Si narra che la salita fosse talmente dura che gli ostaggi "imploravano di essere privati della vita piuttosto di soffrire tanto".
Alla sera i Valdesi, benché esausti, affrontarono le truppe francesi del Marchese di Larray (2500 uomini) che presidiavano l'unico ponte sulla Dora. Evitando il fuoco francese buttandosi a terra, riuscirono a forzare il ponte e dopo averlo distrutto si inerpicarono sulle pendici del Genevris disperdendosi tra Seu e Monfol. Questa terribile ed estenuante tappa fu poi ricordata da Arnaud come "le jour très memorable".

Presenza di fontane: a Clot Brun, a Grange della Valle, a Combes, a Eclause, a Salbertrand.

Tappa 03

Descrizione escursionistica dettagliata della tappa e tempi di percorrenza

Inizio tappa: Montagne Seu (1764 m)

Fine tappa: Pragelato - Granges (1546 m)

Difficoltà: E con alcuni tratti impegnativi

Segnavia: 720, 720A, 712, 712A, 741, 326, 326A (nuovo tracciato da accatastare concordato con comune di Pragelato), 325

Tempo di percorrenza: 6 h

Descrizione: da Montagne Seu si segue la strada carrozzabile per Monfol, che si raggiunge dopo circa un'ora e 15 minuti, con percorso pianeggiante, facendo però attenzione a non digradare verso Serre Gountard ma prendendo il sentiero G6 in una curva a gomito dopo circa un'ora dal Seu. Alla frazione Monfol è presente una bacheca informativa del Parco del Gran Bosco vicino a una fontana, dove si devia verso sinistra dalla strada principale inoltrandosi nell'abitato. Dopo circa un centinaio di metri si incrocia un sentiero a destra che arriva dalla frazione Gad, e si prosegue a sinistra verso monte seguendo il sentiero SNA G3. Si continua lungo il sentiero che si fa impegnativo e dopo circa 45 minuti dalla frazione Monfol si incrocia una strada carrozzabile detta dell'Enfer. La si attraversa continuando verso monte con il sentiero che dopo altri 40 minuti circa arriva nella località detta Ferro di Cavallo dove incrocia la strada per il col Blegier. In località Ferro di Cavallo si imbocca il carrareccia che scende verso destra in direzione dell'alpeggio della Laune (indicazione), dopo circa 20 minuti e dopo aver costeggiato dall'alto il lago omonimo, si giunge a un bivio dove verso destra si scende verso l'alpeggio raggiungibile in 10 minuti mentre il percorso svolta verso sinistra e riprende a salire su una stradina che dopo pochi metri si trasforma in sentiero, sino a giungere alla partenza dell'ormai in disuso skilift Costa Piana con annessa cabina elettrica. Si svolta verso sinistra riprendendo la salita lungo una stradina di servizio delle piste da sci e dopo circa 20 minuti si giunge sul colle di Costapiana (2320 m) dove si incrocia la carrozza bile per l'Assietta e dove è posta una bacheca di entrata del Parco del Gran Bosco.
Dal colle, dove i Valdesi scorsero per la prima volta le sospirate montagne natie, si imbocca verso Est il sentiero 326, si costeggia il rio Pomerol, lo si attraversa e si prosegue sul sentiero a mezza costa nel bosco di larici fino ad incontrare la pista forestale. Seguendo la pista si arriva a Borgata Allevè (1813 m). Da Allevè si segue il sentiero 325 e seguendo le indicazioni si raggiunge la Frazione. Granges ( 1546 m).

Presenza di fontane: zona attrezzata di Serre Blanche; Borgata Allevé.

Tappa 04

Descrizione escursionistica dettagliata della tappa e tempi di percorrenza

Inizio tappa: Pragelato - Granges (1546 m)

Fine tappa: Balziglia - Massello (1371 m)

Difficoltà: EE con alcuni tratti impegnativi in salita al Pis ed in discesa verso Balsiglia

Segnavia: 216, 303

Tempo di percorrenza: 8 h

Descrizione: si parte dall'Hotel Passet di Pragelato in direzione dei Trampolini del Salto, lungo la strada asfaltata, fino al ponte. Da qui si imbocca la sterrata che corre lungo la sinistra orografica del Chi sonetto e la si percorre fino ad arrivare al ponte successivo, costruito per le Olimpiadi Invernali del 2006.
Hanno inizio i campi da golf (ci troviamo nella frazione di Traverses, prossimi al Plan, che in inverno ospita il Centro di Sci da Fondo). Si continua tenendo la sinistra orografica, a fianco del fiume, lasciandosi a sinistra il Plan con il suo Centro. La parte finale in leggera salita termina ormai a Pattemouche. Si passa sotto gli impianti del Clot de la Soma, a fianco della Locanda del Sole e del noleggio sci. Si arriva al parcheggio dei camper, all'imbocco del Parco Naturale della Val Troncea, e in una manciata di metri si raggiunge il ponte Das Itreit che segna l'accesso ufficiale, consentito solo ai veicoli con permesso di transito. Si lascia quindi la sinistra orografica per passare alla destra e dopo aver attraversato il ponte si risale sulla carrozzabile. Si passa poco dopo a sinistra di una passerella in legno di recente costruzione, fatta per attraversare il Torrente Chisone e visitare l'ex-mulino di Laval. Questo tratto in leggera salita attraversa un ponticello in legno e sbuca nel pianoro dove già si vede la casetta Informazioni e Controllo del Parco, con una fontana e l'incrocio con le indicazioni per Laval e Joussaud in salita.
Sempre su strada carrozzabile, si superano Laval e Joussaud (quest'ultimo non segnalato ma dove i Valdesi si fermarono per la notte prima di affrontare il Colle del Pis). Proseguendo ci si lascia a sinistra il Sentiero dei Forestali di Pragelato, zona di pascolo indicata da un vecchio cartello. Ormai prossimi al Clot de la Soma, si supera il Belotte, struttura ricettiva chiusa, in una zona molto ampia tipica degli impianti sciistici. Fatta una curva la strada sale decisa verso il monte: è l'unico tratto veramente impegnativo, ma di breve durata. Si sbuca sempre sulla carrozzabile degli impianti di risalita e, a mezza costa con un bel panorama a sinistra, si raggiungono in breve gli impianti del Clot de la Soma.
Da qui un paio di alberi ombreggiano il sentiero che conduce in Punta Clot de la Soma, attraverso un crinale breve ma ripido, impegnativo, che si stacca in maniera non netta dalla strada di servizio degli impianti e continua a salire in maniera dolce. Giunti in Punta al Clot si può ammirare ancora meglio il belvedere, poi si prosegue prima in piano sulla crestina e poi in discesa verso l'ultimo pilone degli impianti, sulla cui parete è stata verniciata la tabella Segnavia bianco/rosso.
Di fronte si vede già il Pilone commemorativo Enrietto, da costeggiare. A questo punto il sentiero fa un pianetto corto e poi sale verso l'alto molto deciso e irto, spiana leggermente attraversando un rio e poi riprende a salire sempre deciso a mezza costa.
Giunti a un piccolo tornante, si continua a destra, ormai al Col del Pis, a 2614, metri d'altitudine, un dislivello complessivo in salita di 1061 metri. A questo punto inizia il sentiero 216 contrassegnato per accedere a un'ampia vallata dal fondo di pietre o erba, passando sotto la mole del gruppo montuoso Morefreddo e Ruetas. Il sentiero permette di scendere velocemente e di raggiungere in breve un incrocio da cui si potrà avere accesso a una scorciatoia che si aggancia al sentiero 218/G11\. 1ale sentiero porta al Ricovero militare Moremout. che conduce in alto al Col dell'Albergian.
Si attraversano alcuni rii che confluiranno nel Torrente Germanasca di Massello e con qualche curva sempre in breve tempo si raggiunge l'incrocio ufficiale con cartello Segnavia.
Lasciatasi sulla sinistra questa diramazione, se ne trova un'altra poco dopo sulla destra. È il sentiero 217 che conduce al Colle dell'Arcano, sotto la mole ormai frontale del Bric di Mezzogiorno.
Già da questo punto verso valle si scorge un enorme omone di pietra, che si raggiunge in pochi minuti e alla cui destra si vedono le Berg. Valloncrò. Nelle vicinanze si trova una grossa spaccatura tra le rocce, che crea un canyon dal quale sbuca il corso d'acqua che dà origine alla grande Cascata del Pis, scalabile come cascata di ghiaccio in inverno. Ci si trova in zona Fun la Pla, dove il sentiero 216/GTA presenta un fondo pietroso da non sottovalutare; a mezza costa si attraversano tre rii che confluiscono nello stesso punto fino a giungere alle Bergerie Lauson.
Il sentiero quasi a ritroso ritorna verso il salto roccioso della Cascata con un fondo decisamente impegnativo, pietroso di medio e piccolo calibro, tutto in movimento. Fa inizialmente un lungo traverso e poi si proietta verso il fondovalle, con una discesa non così immediata.
Si passa una zona di pascolo. Percorrendo la sinistra orografica si arriva al Clot Mian, lo si attraversa passando tra le mura e poco dopo con qualche svolta e un cambio di pendenza si arriva a Balziglia. C'è un passaggio anch'esso stretto tra le mura delle prime case fino a giungere al ponte sulla strada asfaltata, segnalato dalla grande bacheca dedicata al GRV.

Da ricordare: i Valdesi vengono accolti con freddezza dagli abitanti della Val di Pragelato, dove dopo l'editto di Nantes il culto riformato è vietato. I Valdesi sostano per la notte nelle baite di Joussaud e proseguono il cammino incontrando e giustiziando alcuni soldati piemontesi. Intanto la marcia rallenta: alle baite di Ortiaré si impadroniscono di 600 pecore e si accampano per passare la notte.

Presenza di fontane: a Joussaud nel Parco Val Troncea al bivio che sale per Clot della Somma; Balziglia; la Val Germanasca dopo il Colle del Pis è ricchissima di ruscelli e torrenti di acqua fresca.

Tappa 05

Descrizione escursionistica dettagliata della tappa e tempi di percorrenza

Inizio tappa: Balziglia - Massello (1371 m)

Fine tappa: Ghigo di Prali (1448 m)

Difficoltà: T

Segnavia: 237, 237A, 237B, 200

Tempo di percorrenza: 7 h 40 min

Descrizione: il percorso parte dallo spiazzo in prossimità di Balziglia, dove si può lasciare l'auto. Si scende per una strada asfaltata sino alla borgata Piccolo Passet. dove si svolta a sinistra su sentiero, in direzione delle Gole e del mulino del Piccolo Passet. Superato il mulino si prosegue su una carrareccia, si oltrepassa il torrente Germanasca e si raggiunge la strada provinciale asfaltata in prossimità della borgata Reynaud, dove si può visitare una Scuola Valdese Beckwith. Si prosegue sulla provinciale sino al bivio per Salza. si ignorano la deviazione per Campo la Salza (strada asfaltata) e per la Galleria Gianna (sentiero) e si giunge alla Borgata Didiero, sede del Comune di Salza.
Oltrepassata la sede comunale si prosegue per alcune centinaia di metri sino al bivio, su strada sterrata, per il Colletto delle Fontane. Da qui si segue lo sterrato per alcune centinaia di metri e poi si prende a destra, su sentiero. Da questo bivio il sentiero taglia svariate volte la strada sterrata, fino a confluire sulla stessa appena al di sotto del colle. Giunti al colle si trova una fontana, posta al centro di un quadrivio di sterrati. Si prosegue dal colle passando sul prato nel quale è stata realizzata un'area attrezzata, e si sale fino a raggiungere il colle di Serrevecchio.
Dal colle si scende per sentieri e vecchie mulattiere, attraversando le borgate Serrevecchio e Bounous, fino a giungere a Rodoretto. Si percorre quindi la strada asfaltata che passa a sinistra dell'abitato, fino a raggiungere un bivio: si ignora la stradina asfaltata che si inoltre nel vallone di Rodoretto e si percorre lo sterrato che si abbassa verso il torrente. Giunti al ponte in pietra, ignorando alcune varianti su sentiero, si prosegue su sterrata fino a giungere al bivio con il sentiero principale, che si percorre fino al Colle Galmont tagliando numerose volte una pista forestale.
Dal colle Galmonte si supera una piccola asperità e poi si giunge a un secondo colle dove si incontra ancora la pista foresta le. Da qui si svolta a sinistra e si prosegue su sentiero e dopo circa un km si confluisce una pista sterrata che si segue fino alla borgata Cugno, poco oltre la quale il fondo diventa asfaltato. Si prosegue fino al bivio con la provinciale di fondovalle e dopo pochi minuti si giunge a Ghigo di Prali.
L'ambiente naturale è misto e rimane sempre sotto quota 2000, si alternano prati incolti con boschi di latifoglie, di conifere o misti, da notare in particolare l'Abete Bianco e il Faggio presenti in particolare in Val Germanasca che non ritroveremo altrove.

Da ricordare: passata la notte a Massello i Valdesi scendono la Val Germanasca fino a Prali. A Ghigo scoprono che il tempio valdese è stato trasformato in chiesa cattolica e buttano le immagini sacre dalla finestra; Arnaud predica alla truppa, che la chiesa piccolissima, non può contenere.

Presenza di fontane: Didiero, Rodoretto, Colletto delle Fontane.

Tappa 06

Descrizione escursionistica dettagliata della tappa e tempi di percorrenza

Inizio tappa: Ghigo di Prali (1448 m)

Fine tappa: Bobbio Pellice (734 m)

Difficoltà: E

Segnavia: 207, 125

Tempo di percorrenza: 7 h 30 min

Descrizione: dall'abitato, passato il ponte di Ghigo di Prali, si segue la strada asfaltata passando a fianco dell'Hotel Miramonti e delle casse degli impianti sciistici. Si lascia a sinistra il sentiero che porta ai 13 Laghi e poco più avanti sulla destra l'imbocco che conduce al campeggio. Di lì a poco si giunge a un incrocio nei pressi della Borgata Giordano, dove termina la strada asfaltata e inizia la sterrata. In questo tratto iniziale la pendenza si fa sentire in maniera discreta. Si passa nelle borgate di La Rabiera, l'Albergia, e si prosegue in piano fino a Filharia e Selle da Val. Si prosegue dritto ignorando l'incrocio che a sinistra porta a Miandette. Poco dopo Selle da Val, dove un vecchio vagone sopra un muretto di pietre recintato rappresenta la realtà passata di queste zone, la carrareccia si restringe diventando sentiero.
Dopo un paio di rii si arriva al Ponte del Rio, un grosso ponte che attraversa un corso d'acqua abbondante. Pochi metri più avanti si giunge a un incrocio che conduce a destra al Vallone delle Miniere e al Passo di Brard e a sinistra al sentiero per il Colle Giulian.
A parte il primo tratto nel bosco, la vegetazione è abbondante e invade il sentiero più volte. Non ci sono più incroci, se non sotto il Colle dove a sinistra un sentiero porta ai Ric. Perrucchetti. Caratteristico il Colle in parte su un muretto a secco, la cui traccia a destra e relativi cartelli indicano per il Passo di Brard, Colle Gran Guglia e Rif. Lago Verde. Mentre per proseguire verso Bobbio Pellice o anche Villanova la discesa è diretta, frontale sulle Bergerie Giulian.
Dalle Bergerie Giulian, punto d'incrocio anche della sterrata GTA che scende a Villanova, per prateria, zona pascolo, in diagonale a mezza costa si scende velocemente, attraversando diversi rii, inclusi il rio Brard che scende dall'omonimo Passo. Sempre a mezza costa di fronte alla Guglietta il sentiero perde quota veloce sino ad arrivare nell'unico punto in cui bisogna fare attenzione, a causa del passaggio in una zona franosa tra due rii. Da qui il sentiero entra nel bosco e a mezza costa continua veloce fino a Prapic.
Si prosegue fino a Giaussaramont d'Amont dove il sentiero termina ed inizia la strada sterrata che porta a Serre Cruel; poi la strada diviene asfaltata alternata a tratti sterrati fino a Podio e da lì alla stele di Sibaud per scendere a Bobbio Pellice.
Ambiente naturale: boschi misti salendo; salici, noccioli e rododendri nell'ultimo tratto in salita e nel primo in discesa, faggi scendendo verso la Guglia.

Da ricordare: a Sibaud l'11 settembre 1689 i Valdesi approvarono le regole del loro comandante Arnaud impegnandosi in un giuramento di reciproca fedeltà fra soldati e ufficiali per continuare la lotta verso la libertà che sarebbe durata altri 9 mesi.

Presenza di fontane: nel tratto da Ghigo di Prali a miande Alberge.