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Cittàmetropolitana di Torino

Assistenza tecnica ai Comuni

La Città metropolitana continua nell'importante ruolo di vicinanza alle comunità locali, nel 2018 sono state 23 le richieste di assistenza tecnica ricevute dai Comuni, evase ed ultimate: riguardavano lo studio di fattibilità o la progettazione esecutiva di interventi per il miglioramento della viabilità, la manutenzione del territorio, la mobilità ciclo-pedonale, il riassetto idrogeologico, la valutazione dei danni provocati dagli incendi dell'ottobre 2017 ai fini della rendicontazione alla Regione.
Il bilancio 2018 del Servizio di assistenza tecnica agli Enti locali della Città metropolitana, nei numeri come nella qualità del lavori, è più che positivo e conferma il ruolo dell'Ente di area vasta a sostegno delle amministrazioni locali, soprattutto quelle dei piccoli centri, che dispongono di limitate risorse finanziarie e umane per progettare e dirigere lavori pubblici di grande importanza per i territori e per i cittadini che li abitano. Nel 2018 Comuni piccoli e grandi, da Ivrea a Cumiana, da Pinerolo a San Francesco al Campo, hanno risolto piccoli e grandi questioni tecniche grazie al supporto dell'Ente.

Maggiori informazioni e modalità operative su Assistenza tecnica ai Comuni.

 

La Città metropolitana in campo a favore delle comunità locali

Valperga, piattaforme rialzate sugli attraversamenti e nuovi percorsi pedonali

L’abitato di Valperga è da alcuni mesi “a misura di pedone”, grazie al fatto che, per la messa a norma e in sicurezza della circolazione veicolare e pedonale, l’amministrazione comunale ha ritenuto necessario richiedere il sostegno progettuale della Città metropolitana. La richiesta ha fatto seguito alla positiva esperienza del 2016, quando i tecnici dell’allora Servizio assistenza tecnica agli Enti locali – oggi Direzione azioni integrate con gli Enti locali - svilupparono il progetto preliminare della scuola media comunale Arnulfi per un importo dei lavori di 3.475.000 euro. Le prime valutazioni delle condizioni di sicurezza della viabilità di accesso all’abitato di Valperga, rappresentata dalla Strada Provinciale 13 di Front con le sue due diramazioni, hanno reso evidente come alcune aree residenziali si fossero sviluppate lungo i tre rettilinei principali che confluiscono verso il centro del paese. In poco spazio i veicoli passano da un ambito percepibile come extraurbano ad un tratto urbano, caratterizzato da numerosi passi carrabili per l’accesso alle abitazioni private, che si affacciano sulla Provinciale 13; arteria che, peraltro, attraversa zone ad alta percorrenza pedonale in prossimità di stazioni, scuole o negozi.
Dopo la richiesta del Sindaco alla Città metropolitana affinché venissero affrontate le criticità, i primi studi sono stati condotti dal Servizio Viabilità della Città metropolitana, in quanto alcune intersezioni di strade comunali interessavano arterie provinciali. Lo studio concordato è stato redatto quindi come studio di fattibilità. 
Dopo l’approvazione dello studio e del relativo impegno di spesa da parte del Comune, l’amministrazione locale ha richiesto al Servizio assistenza tecnica Enti locali l’approfondimento dei livelli di progettazione, per ottenere un elaborato esecutivo. Nei primi mesi del 2017 Il Comune ha deciso di investire sulla sicurezza della viabilità, prevedendo una serie di interventi mirati migliorare la fruibilità delle strade, con l’introduzione di percorsi pedonali per una mitigazione della velocità dei veicoli e con la realizzazione di piattaforme rialzate con attraversamenti pedonali. Le piattaforme sono state realizzate con la nuova tecnica di stampa e resinatura “street print”, un processo che consente di creare vari tipi di colorazioni e figure sull’asfalto solitamente piatto e grigio. La nuova tecnica consente di migliorare la visibilità e la resistenza all’usura della segnaletica orizzontale. 
Il progetto dei tecnici dell’Area azioni integrate con gli Enti locali ha previsto tre aree d’intervento sulle direttrici principali della Strada Provinciale 13 di Front e delle sue diramazioni, via Busano, via Salassa e via Cuorgnè. 
Un tratto di marciapiedi è stato progettato e realizzato lungo via Busano, corredandolo con una piattaforma rialzata all’incrocio con via Villanova e con un’altra simile all’inizio del centro abitato. Una terza piattaforma rialzata è stata progettata e realizzata in via Mazzini, lungo la diramazione 4 della Provinciale 13 verso l’abitato di Salassa, nei pressi dell’istituto CIAC. Sulla piattaforma rialzata è stato previsto anche un attraversamento pedonale, vicino ad una fermata dei bus, ridisegnata per l’occasione. E’ stato inoltre previsto un marciapiede che collega l’uscita dell’istituto alla stazione ferroviaria. Un’ultima piattaforma rialzata, con relativo marciapiede, è stata posizionata all’incrocio di via Cuorgnè con via Massola. Il progetto ha inoltre previsto la modifica o la realizzazione ex novo di alcune rampe per disabili in vari altri marciapiedi e zone utili.
Gli interventi sulle principali arterie di accesso al paese permettono di ridurre notevolmente la velocità dei veicoli in transito, migliorando la sicurezza per i pedoni nelle zone più trafficate del paese. L’importo totale dei lavori è stato di 126.729,09 euro, dei quali 84.783,31 per le opere stradali e 30.845,78 per la segnaletica stradale.
La redazione delle tre fasi progettuali si è conclusa alla fine fine del 2017, mentre nel 2018 si sono aperti i cantieri. I lavori sono stati ultimati il 30 ottobre 2018 e sono stati seguiti da un tecnico della Direzione Azioni integrate della Città metropolitana, sia per quanto riguarda la direzione che per il collaudo finale delle opere, completato nel marzo scorso. 

Nichelino, la medioevale Cascina San Quirico rinascerà come "Casa delle Associazioni"

All’inizio del mese di febbraio il Comune di Nichelino ha presentato alla Direzione azioni integrate con gli Enti locali della Città metropolitana una richiesta di assistenza tecnica per la redazione del progetto di fattibilità di una Casa delle Associazioni che l’amministrazione comunale intende realizzare nel quartiere San Quirico. Una volta realizzata, la nuova struttura sarà messa a disposizione di alcune delle associazioni di volontariato e culturali presenti sul territorio nichelinese. Il documento di fattibilità delle alternative progettuali è documento è stato studiato e sviluppato in poco più di due mesi. Il nuovo Codice dei Contratti lo prevede come primo passo per la valutazione e la programmazione delle opere pubbliche più impegnative. Lo scopo di un livello di progettazione che è ancora embrionale è infatti l’analisi e la discussione di più soluzioni alternative, per poter individuare quella che presenta il miglior rapporto tra costi e benefici per la collettività, in relazione alle esigenze da soddisfare e alle prestazioni da fornire. Il documento di fattibilità consente all’amministrazione comunale di inserire lo stanziamento dei fondi necessari nel Programma triennale dei lavori pubblici. L’esigenza primaria del Comune di Nichelino è quella di rilocalizzare le otto Associazioni attualmente ospitate nel centro di via Damiano Chiesa, un fabbricato realizzato all’inizio degli anni '70, che dovrà essere al più presto smantellato a causa della presenza di amianto. Il nuovo fabbricato dovrà garantire lo stesso numero di sale presenti nella sede attuale, oltre a un locale polivalente agevolmente fruibile. Per ampliare l’offerta di attività praticabili nella nuova sede, il Comune ha chiesto ai progettisti della Città metropolitana di prevedere un auditorium per convegni con una capienza di 150-200 posti, una cucina annessa al locale polivalente con la possibilità di preparare pasti in occasione di feste e uno spazio da adibire a deposito. L’alternativa progettuale A è sufficiente a sostituire il centro in via di demolizione con l’aggiunta degli spazi aperti al pubblico e costituisce l’intervento “minimo” prevedibile da parte dell’amministrazione di Nichelino. Vi è poi un’ipotesi B, che prevede la possibilità di soddisfare le esigenze di spazio di altre associazioni attualmente prive di una sede adeguata, portando a venti il numero delle sale concesse. In entrambe le ipotesi progettuali il nucleo di sale e spazi aperti ai cittadini costituisce il lotto principale dell’intervento, denominato Lotto I, che include tutte le sistemazioni esterne delle aree di pertinenza: aree di sosta, percorsi viari, pavimentazione della corte interna, aree verdi. Il progetto prevede nel Lotto II una foresteria con 8-10 camere e annessa club-house. La differenza tra l’ipotesi A e l’ipotesi B risiede nella localizzazione sul lotto. L’ipotesi è più compatta dal punto di vista della planimetria e prevede una spesa di 3.564.152,23 euro. L’ipotesi B è più completa ed economicamente impegnativa, perché prevede uno stanziamento di 4.644.860,92 euro.
L’area individuata dall’amministrazione comunale nichelinese per la realizzazione dell’intervento è un ampio isolato in zona San Quirico, sul sedime dell’omonima cascina e sul terreno di pertinenza, attualmente di proprietà comunale. I fabbricati della Cascina San Quirico sono assai datati e in stato di completo abbandono e in pessime condizioni di conservazione, tanto da risultare irrecuperabili e da costituire un pericolo per la pubblica incolumità. La demolizione decisa dal Comune è già stata eseguita in parte ed è in programma per la parte restante. Ai progettisti della Direzione azioni integrate con gli Enti locali è stato richiesto di impostare il progetto di fattibilità sulla falsariga dell’impianto generale della vecchia cascina, per mantenerne la memoria e l’impronta, valorizzando anche il tracciato storico della via San Quirico, che definisce il limite settentrionale del lotto, e che con il suo andamento irregolare è ancora oggi riconoscibile a tratti nel tessuto urbano di Nichelino. I corpi di fabbrica preesistenti, di diverse proporzioni e altezze in quanto aggiunti in fasi successive, occupavano la porzione settentrionale del lotto, con un impianto approssimativamente “a L” che definiva una corte interna. La porzione meridionale del lotto consiste invece in un giardino o orto, cinto da un muro di pietra anch’esso di vecchia costruzione.
Il progetto approntato dalla Direzione Azioni Integrate con gli Enti Locali rispecchia pienamente l’impianto storico, valorizzando la corte interna come fulcro principale dell’attività, il tracciato altomedievale della via San Quirico con la piccola chiesa omonima e soprattutto l’ampio giardino a sud del lotto, un vero polmone verde nell’area residenziale, protetto dal suo muro di cinta in pietra. Le tecniche e i materiali prescelti sono dichiaratamente contemporanei: lo schema planimetrico è stato studiato per essere compatibile con una struttura in X-LAM, una tecnologia di prefabbricazione basata sull’impiego di grandi pannelli in legno a strati incrociati incollati, che concilia rapidità di esecuzione e sostenibilità ambientale, oltre ad avere ottime prestazioni in termini di sicurezza antisismica, prevenzione incendi, prestazioni energetiche e comfort abitativo.
La veste architettonica nasce proprio dall’incontro tra gli elementi caratterizzanti delle vecchie cascine piemontesi e l’uso di materiali e tecniche contemporanei. Il filo conduttore è l’uso di lamelle in legno per la realizzazione di velette frangisole, dei parapetti di balconi e terrazzi e persiane scorrevoli, dando un’immagine unitaria pur nella diversa caratterizzazione delle porzioni del fabbricato.

Pessione, una variate per alleggerire l'abitato dal traffico pesante diretto alla Martini & Rossi

Su richiesta del Comune di Chieri, a partire dall’autunno 2018 l’allora Servizio assistenza tecnica agli Enti locali della Città metropolitana - ora Direzione azioni integrate con gli Enti locali – ha iniziato e terminato lo studio di fattibilità tecnico-economica per la realizzazione di una nuova strada che, partendo dall’innesto sulla Provinciale 128 al km 5+635 con direzione sud-ovest, si ricollega alla 128 evitando l’attraversamento dell’abitato della frazione di Pessione di Chieri. Nel gennaio 2018 l’amministrazione comunale aveva richiesto alla Città metropolitana di assumersi la responsabilità della progettazione dell’opera, del coordinamento della sicurezza, della direzione dei lavori e del collaudo. Il progetto di fattibilità recentemente consegnato dai tecnici dell’Ente di area vasta alla Città di Chieri prevede due lotti funzionali che il Comune, attuatore e beneficiario, ha inserito in un accordo di programma con la Regione Piemonte per la ripartizione degli importi di finanziamento dell’opera. Il centro abitato di Pessione è attualmente gravato da un 'intenso traffico di mezzi pesanti lungo la provinciale 128. Sono mezzi perlopiù diretti (o provenienti) allo stabilimento della Martini & Rossi. Da tempo l’amministrazione comunale chierese era alla ricerca di una soluzione per deviare il traffico pesante su di una viabilità alternativa, che consenta oltretutto di migliorare l’accessibilità alla zona industriale garantendo nel contempo un significativo beneficio in termini di sostenibilità ambientale e di sicurezza stradale.
Il nuovo tracciato, percorrendo aree a destinazione agricola, verrebbe interconnesso a nord alla viabilità provinciale grazie ad una intersezione a rotatoria sulla Provinciale 128 e a sud-ovest su Via Castelguelfo. A completamento dell’opera è prevista la costruzione di un’ulteriore rotatoria di svincolo, per consentire una migliore accessibilità del traffico pesante diretto al sito in cui è prevista un’espansione dell’insediamento produttivo della Martini & Rossi. È previsto che la variante di Pessione prosegua nel secondo lotto nuovamente su aree agricole, sino a strada Fortemaggiore e che scavalchi la sede ferroviaria della linea Torino-Genova, per poi riconnettersi alla Provinciale 128. È stata la società RFI-Rete Ferroviaria Italiana a manifestare la necessità di costruire un nuovo cavalcavia, poiché quello esistente è considerato inadeguato al transito delle nuove sagome limite dei vagoni ferroviari. La realizzazione della variante di Pessione è dunque l’occasione per costruire una nuova infrastruttura con un notevole risparmio di spesa, in quanto i costi del manufatto di scavalcamento della ferrovia sarebbero a carico di RFI. L’opera assumerebbe un interesse sovracomunale e per la Città di Chieri sarebbe l’occasione per la riqualificazione urbana della frazione.
Il primo lotto della variante comporta una spesa già finanziata di 750.000 Euro e prevede il congiungimento della Provinciale 128 a via Castelguelfo con una nuova strada e con la sistemazione della viabilità poderale di collegamento da via Castelguelfo a strada Fortemaggiore. Sono inoltre previsti interventi di completamento, per un ulteriore importo da finanziare di 335.000 Euro, con la costruzione della rotatoria su via Castelguelfo, di una pista ciclo-pedonale in affiancamento e della viabilità di accesso al nuovo piazzale della Martini & Rossi.
Il secondo lotto attualmente è finanziato solo parzialmente da parte del Comune di Chieri, che per gli esercizi finanziari 2019 e 2020 ha previsto una spesa di 520.000 Euro per il naturale prolungamento stradale fino al nuovo cavalcavia della ferrovia realizzato da RFI, per poi ricongiungersi alla Provinciale 128 oltre la linea Torino-Genova, con una bretella stradale che collega il tracciato sino all’attuale posizione del cavalcaferrovia.
Per garantire una migliore connessione con il sistema viabile e contemporaneamente sgravare il centro abitato di Pessione dal traffico pesante nel progetto di fattibilità tecnico-economica redatto dai tecnici della Direzione azioni integrate è stata valutata la realizzazione dell’intera infrastruttura viaria, concentrando tuttavia l’aspetto progettuale sul primo lotto, già oggetto di finanziamento, con la realizzazione di una nuova viabilità già in grado di soddisfare parzialmente le esigenze del territorio Chierese.

Foglizzo, progetto per la copertura del fosso sulla provinciale 82 di Montalenghe

Il Comune di Foglizzo nel 2018 ha chiesto all'allora Servizio assistenza tecnica della Città metropolitana la predisposizione di uno studio di fattibilità tecnica ed economica di alcuni interventi per il miglioramento della viabilità e della sicurezza stradale nel centro abitato. Tra le priorità vi era l'allargamento della banchina della Strada Provinciale 82 di Montalenghe, dal centro abitato fino al confine comunale, con la sistemazione del fosso a margine della carreggiata. L'intervento sul tratto fino all'incrocio di via Rodallo intorno al km 10 è ritenuto necessario in quanto la banchina lambisce la sommità di un fossato piuttosto pronunciato, che rappresenta un pericolo, sia per la circolazione veicolare che per i pedoni diretti verso il centro del paese, che non possono usufruire di un marciapiede o di un camminamento sicuro. Nel progetto presentato al sindaco di Foglizzo, il tecnico della Direzione Azioni integrate con gli Enti locali ha studiato e computato due soluzioni tecniche. Entrambe prevedevano l'allargamento della banchina stradale sulla Provinciale 82. La prima soluzione, più semplice ed economica, prevedeva una spesa di 21.500 Euro per la copertura del fossato e la realizzazione di un camminamento a raso a fianco del sedime stradale, senza protezioni particolari. La seconda soluzione prevedeva lavori per 36.000 Euro, per recuperare uno spazio dedicato ai pedoni senza il rischio di sconfinamento dei veicoli sul camminamento tracciato. È previsto un marciapiede rialzato e cordolato in calcestruzzo per meglio proteggere i pedoni. In attesa della decisione dell'amministrazione la Direzione azioni integrate sta preparando una relazione paesaggistica semplificata e la richiesta del nulla osta autorizzativo al Servizio Viabilità della Città metropolitana.

Bosconero, progettata la nuova pista ciclopedonale di via Trieste

È passato un anno da quando il Comune di Bosconero ha richiesto all'allora Servizio assistenza tecnica della Città metropolitana la redazione di un progetto preliminare per due interventi di miglioramento e incremento della sicurezza per i pedoni e i ciclisti sulle vie Trieste e Cavalier Pagliassotti.
I tecnici di quella che ora è denominata Direzione azioni integrate con gli Enti locali, hanno progettato una nuova pista ciclo-pedonale a margine di via Trieste, sull'asse della Strada Provinciale 87 nel tratto compreso tra il km 10,650 e il km 11,000. Inoltre è stato progettato l'ampliamento del marciapiede di via Cavalier Pagliassotti nel tratto lungo la recinzione della scuola dell'infanzia. Il progetto di fattibilità tecnica ed economica di entrambe le richieste individua diverse soluzioni progettuali per i due interventi, che possono costituire due lotti funzionali eseguibili in tempi diversi.
L'amministrazione comunale di Bosconero ha successivamente optato per la realizzazione del primo intervento, relativo alla nuova pista ciclo-pedonale a margine di via Trieste. È previsto che la maggior parte della pista abbia una sede propria, delimitata lateralmente da cordoli in cemento e pavimentata con finitura in asfalto stesa su di uno strato di collegamento in tout-venant.
Il progetto definitivo-esecutivo prevede inoltre interventi di adeguamento delle infrastrutture esistenti, come la realizzazione di cavidotti per un'eventuale linea elettrica per l'alimentazione dell'illuminazione pubblica. Sono previsti una nuova segnaletica verticale e orizzontale oltre ad un attraversamento ciclopedonale nel punto in cui la pista incrocia una stradina di accesso ad alcune abitazioni e attività produttive.
Gli studi e gli elaborati esecutivi del primo lotto sono stati consegnati al Comune di Bosconero nel novembre scorso, consentendo agli amministratori di finanziare l'opera con risorse del bilancio 2018. L'avvio delle procedure d'appalto dei lavori consentirà di iniziare i lavori presumibilmente nella tarda primavera, con una spesa prevista di 69.814 Euro.

Rubiana, progetto per la nuova pinacoteca comunale, biblioteca e centro ricettivo

A Rubiana, con una spesa prevista di 1.560.000 euro, nascerà un nuovo polo culturale e ricettivo, che sarà un punto di riferimento per la bassa valle di Susa. Il Comune ha acquistato nel 2017 dalla confraternita delle Suore Nazarene un fabbricato ormai quasi completamente in disuso che in parte si affaccia sulla piazza Roma, il centro nevralgico del paese, dove sono presenti il palazzo comunale, la scuola primaria, gli ambulatori medici, alcuni negozi ed edifici religiosi. Il fabbricato è attualmente solo parzialmente utilizzabile e deve essere riqualificato. L'amministrazione comunale intende, appunto, trasformarlo in un polo culturale, comprendente una biblioteca e una pinacoteca. È prevista anche una struttura ricettiva con camere in affitto. Il Comune ha chiesto al Servizio assistenza tecnica della Città metropolitana, oggi Direzione azioni integrate con gli Enti locali, la realizzazione di uno studio di fattibilità per la ristrutturazione e il riutilizzo dell'immobile, risalente alla fine degli anni '60 e adiacente alla villa Querena. Il complesso edilizio comprende anche la casa Chirio risalente, come villa Querena, all'inizio del Novecento.
Il progetto di riqualificazione redatto dai tecnici della Direzione azioni integrate con gli Enti locali prevede:

  • la pinacoteca rinnovata, ampliata e dotata di depositi e laboratori-atelier posti a quote sfalsate e di due blocchi di servizi igienici
  • la biblioteca ampliata, con sale di lettura poste a quote sfalsate, due blocchi di servizi igienici, spazi anche esterni come il terrazzo a sud e nuovi depositi. Una parte dei locali recuperati potrebbero avere una diversa destinazione: ad esempio una ludoteca o salette per incontri, con accessi indipendenti
  • un servizio di affittacamere all'ultimo piano, valorizzando la posizione strategica e la visuale, con 6 camere da letto con servizi interni e la possibilità di pernottamento fino a 12 persone, spazi di soggiorno e pranzo e un ampio terrazzo.

È previsto che il complesso ristrutturato sia completamente fruibile da parte degli utenti diversamente abili, grazie all'ascensore comune che collegherà il piano sotterraneo al secondo piano. I piccoli dislivelli saranno superabili con piattaforme elevatrici o rampe; i servizi igienici saranno completamente accessibili.
L'intervento sulle facciate è progettato non solo con l'intenzione di riqualificare energeticamente l'edificio, ma anche di migliorarne l'inserimento nel contesto urbanistico di piazza Roma.
La parte adibita ad attività culturali si presenterà prevalentemente chiusa da vetrate continue, che in parte saranno dotate di frangisole e in parte avranno vetri solari riflettenti, sia per evidenziarne la funzione sia per curarne l'affaccio principale verso il giardino e la proprietà confinante della villa Querena. Il risultato sarà una facciata ad est, prevalentemente neutra, che meglio si accosta all'esistente. È previsto un volume vetrato su due piani che servirà per enfatizzare l'ingresso all'edificio dalla piazza, attualmente non presente. La parete cieca e chiusa dalla vetrata diventerà una vetrina promozionale delle attività svolte nel complesso. La riqualificazione energetica prevede un corretto isolamento dell'involucro e nuovi impianti più efficienti. Per aumentare il comfort degli utenti saranno previsti accorgimenti tecnici per garantire la buona traspirabilità dei materiali e la regolazione dell'umidità in eccesso grazie al ricambio d'aria naturale.

Sistemazione idraulica e messa in sicurezza dell'Orco

Progettazione riguardante il torrente Orco: il programma generale di gestione dei sedimenti-stralcio del torrente Orco nel tratto tra Cuorgnè e Chivasso - approvato con una Delibera della Giunta regionale del 23 dicembre 2010 - individua i macro interventi necessari al miglioramento delle condizioni di sicurezza idraulica e dell'assetto morfologico e ambientale, secondo i criteri indicati dall'Autorità distrettuale del Po.
Il programma scaturisce da un accordo tra Agenzia Interregionale per il fiume Po, Autorità distrettuale del Po e Regione Piemonte, precedendo interventi di apertura o riapertura di alvei abbandonati dal torrente e di rinforzo o mantenimento delle opere di difesa idraulica. L'obiettivo è di realizzare un alveo pluricursale, che attutisca l'effetto delle piene. Il Programma generale è attuato mediante programmi operativi di intervento, redatti dalla Regione Piemonte.
Il primo programma prevede sul tronco 2 dell'Orco l'intervento 2-A4 nel Comune di Chivasso sulla sponda destra in prossimità dell'abitato di Pratoregio e l'intervento 2-A1 tra i Comuni di Montanaro e Chivasso dalla località Cascina Bruciata fino a monte dell'ansa in prossimità dell'abitato di Pratoregio.
Sul tronco 3 sono previsti l'intervento 3-A2 nel comune di Montanaro a monte dell'abitato di Cascina Bruciata e l'intervento 3-A1 a San Benigno Canavese a valle dell'attraversamento autostradale dell'A5 Torino-Aosta. Il tronco 7 è interessato dall'intervento 7-A1 a valle dell'abitato di Rivarolo Canavese.
Nel dicembre scorso la Regione e la Città metropolitana hanno stipulato una convenzione che individua l'Ente di area vasta come stazione appaltante e responsabile della progettazione degli interventi fino al livello esecutivo. Di tale progettazione si occuperà la Direzione Azioni Integrate verso gli Enti Locali, per quanto possibile servendosi di personale interno e, se necessario, affidando incarichi e consulenze esterne.

Cafasse, messa in sicurezza attraversamento pedonale tra la provinciale 1 e la 182

La Strada Provinciale 1 "Direttissima" delle Valli di Lanzo è una delle arterie più importanti del territorio metropolitano torinese: si snoda per più di 58 chilometri da Venaria Reale fino all'alta Val di Ala, toccando l'abitato di Balme e raggiungendo il Pian della Mussa.
La "1" è nota per il lungo tratto rettilineo, che occupa più della metà della sua lunghezza complessiva.
Tra il km 24+497 e il Km 24+560, nel territorio del Comune di Cafasse, l'intersezione a raso tra la Provinciale 1 e la Provinciale 182 di Varisella (km 0+277, via Monasterolo) è regolamentata da un complesso impianto semaforico, che è in grado di ottimizzare i veloci transiti veicolari lungo la 1 e le svolte a sinistra verso Varisella, che avvengono dal centro dell'incrocio.
Il punto debole di questa intersezione è la mancanza di un attraversamento pedonale in sicurezza tra i due lati della "Direttissima".
Nel 2017 il Comune di Cafasse ha chiesto al Servizio assistenza tecnica Enti Locali della Città Metropolitana di preparare un progetto di fattibilità tecnico-economica per la messa in sicurezza dell'attraversamento.
Gli uffici tecnici di quella che dal 1° gennaio scorso si chiama Direzione Azioni integrate con gli Enti locali hanno quindi riprogettato parzialmente l'area, con uno studio che prevede il rifacimento delle isole divisionali e la costruzione di alcuni tratti di marciapiede a delimitazione del nuovo passaggio pedonale.
Per contenere il costo di realizzazione nella cifra di 57.500 Euro, non sono state previste modifiche sostanziali alle dinamiche veicolari dell'incrocio: il progetto ha integrato il nuovo attraversamento senza cambiare l'attuale configurazione.
È prevista la modifica dell'attuale impianto, con l'installazione di sei semafori pedonali a tre luci dotate di pulsante di chiamata, l'adeguamento della regolazione e del calcolo dei cicli delle fasi semaforiche, della sequenza e della durata di accensione.
È ovviamente necessaria l'installazione di una nuova centralina elettronica che gestirà l'impianto.
Due nuovi portali pedonali luminosi renderanno l'attraversamento più sicuro nelle ore notturne, grazie ad uno sbraccio in acciaio che sosterrà una tabella retroilluminata a LED bifacciale con il simbolo "attraversamento pedonale".
È infine previsto il rifacimento totale della segnaletica stradale orizzontale e verticale, ormai vetusta e insufficiente.

Incrocio tra le strade provinciali 13 e 720 nella Riserva della Vauda

Sarà più sicuro il tratto della strada provinciale 13 che dal centro abitato di San Francesco al Campo scorre in direzione del Comune di Front, soprattutto all'altezza del Km 6+955, dove è presente un tradizionale incrocio "a croce" con la Provinciale 720, che collega l'abitato di San Carlo Canavese al Comune di Rivarossa.
L'elevata velocità dei veicoli che transitano sul rettilineo della provinciale 13 è spesso causa di incidenti in prossimità dell'incrocio con la 720, soprattutto nei periodi in cui la nebbia incombe sul basso Canavese o in caso di maltempo.
L'amministrazione comunale di San Francesco ha richiesto al servizio Viabilità della Città metropolitana l'adozione di accorgimenti tecnici per ridurre la velocità dei veicoli e diminuire l'incidentalità.
Il servizio Assistenza tecnica enti locali – oggi Direzione Azioni integrate con gli enti locali – una volta ricevute le richieste dal Comune previste dall'iter, ha provveduto nel 2018 a redigere gli studi di progettazione utili per appaltare l'esecuzione dei lavori, che è avvenuta nell'appena trascorso mese di gennaio, per un importo di 140.000 euro.
Oltre allo studio dei tre livelli progettuali – preliminare, definitivo, esecutivo - la Direzione Azioni integrate con gli Enti locali curerà la direzione lavori e il collaudo finale.
I progettisti della Città metropolitana hanno scelto di realizzare una rotatoria compatta a quattro bracci, con un diametro di 44 metri, tenendo presenti i vari vincoli di proprietà e gli obiettivi da perseguire: riduzione della velocità, moderazione e fluidificazione del traffico, riduzione del rischio di incidentalità con la regolarizzazione delle immissioni nella rotatoria.
Le aree necessarie all'ampliamento e alla modifica dell'incrocio sono di proprietà del Demanio militare ed è stato pertanto necessario acquisire l'assenso alla realizzazione dell'opera da parte dell'Ufficio tecnico territoriale della Difesa.
A seguito di una verifica preliminare, potrebbe inoltre essere necessaria la bonifica bellica dell'area, che è adiacente a uno storico campo d'istruzione militare istituito nel 1838 dal re Carlo Alberto.
È interessante notare che i Savoia crearono campi di esercitazione sull'altopiano delle Vaude sin dal 1781.
Dal 1992 la Regione Piemonte ha protetto la zona, istituendo la Riserva naturale integrata della Vauda.
L'elevato pregio ambientale dell'area ha comportato un'attenzione progettuale particolare all'uso dei materiali e alla loro forma.
Ad esempio, per la delimitazione della rotatoria e delle isole spartitraffico è stata utilizzata una tipologia di cordolo in cemento con un particolare profilo curvo, denominato "olandese".
Oltre a essere visivamente più gradevole dei manufatti tradizionali, il cordolo curvo non presenta superfici potenzialmente taglienti in caso di contatto accidentale con i pneumatici dei veicoli, con vantaggi in termini di sicurezza.

Il ponte della Bertenga a Torre Pellice

A Torre Pellice cittadini e amministratori locali hanno ben vivi nella memoria i danni e l'angoscia provocati dal Pellice quando, nel 2008, 2010 e 2011, uscì dall'alveo ordinario, danneggiando in parecchi tratti le strade del fondovalle, con scalzamenti, erosioni del sedime e danneggiamento dei ponti, primo fra tutti quello della Bertenga.
A monte del ponte, sia sulla sponda destra che su quella sinistra, la furia delle acque provocò l'erosione della massicciata stradale e la riattivazione di quello che i tecnici chiamano il "paleoalveo", cioè l'alveo che il torrente occupava secoli o millenni fa.
I due accessi al ponte, già messi a dura prova dagli eventi alluvionali del maggio 2008 e dell'ottobre-novembre 2010, crollarono nel novembre 2011, isolando le frazioni dell'inverso di Torre Pellice dal capoluogo e dagli altri Comuni della valle.
L'alluvione del novembre 2011, seppur di intensità non eccezionale, causò il crollo definitivo di una struttura che gli eventi precedenti avevano pesantemente compromesso.
L'amministrazione comunale decise di ricostruire un nuovo ponte, adeguato idraulicamente e strutturalmente alla situazione creata dalle tre alluvioni succedutesi in quattro anni.
Risale al luglio del 2013 la stipula di una convenzione tra Regione Piemonte, Provincia di Torino e Comune di Torre Pellice con cui si coordinavano delle attività volte alla realizzazione dell'opera, determinandone i tempi e i costi di attuazione e le modalità del finanziamento.
Le opere nel suo complesso sono state progettate dall'allora Servizio assistenza tecnica agli Enti locali - oggi Direzione Azioni integrate Enti locali - e suddivise in due lotti funzionali strettamente connessi.
Il primo lotto comprendeva le opere strutturali del nuovo ponte a tre campate lungo 143 metri: le fondazioni, le pile, le spalle, l'impalcato a struttura mista in acciaio corten e la soletta in calcestruzzo armato.
L'impalcato poggia sulle opere d'arte sottostanti tramite isolatori elastomerici, che servono ad attenuare gli effetti dei terremoti sull'impalcato, disaccoppiando le frequenze del sisma trasmesse alle pile e alle spalle dalle frequenze della struttura dell'impalcato, per evitare fenomeni di risonanza.
Il primo lotto prevedeva poi le opere stradali: rilevati di accesso all'impalcato, barriere, asfalti e urbanizzazioni.
Nel lotto erano comprese anche le opere di disallineo e ricalibratura dell'alveo, le mantellate antierosive per la difesa idraulica dei rilevati, le scogliere di difesa spondale a protezione delle spalle del ponte, la demolizione della vecchia infrastruttura.
Il cantiere è stato consegnato alla ditta appaltatrice il 28 agosto 2017.
Al netto del ribasso, l'importo dei lavori è di 2.300.000 Euro.
I lavori sono stati completati al 70%, ma sono attualmente sospesi per la redazione di una perizia di variante, che si è resa necessaria a seguito di fenomeni imprevisti causati da una recente piena del Pellice.
La struttura del ponte è completata, ma rimangono da eseguire le opere di finitura stradale: asfalti, sicura e sottofondi.
La chiusura del cantiere è prevista per il prossimo mese di aprile.
La Direzione azioni integrate con gli Enti locali ha in carico la progettazione esecutiva e la direzione lavori del secondo lotto, il cui completamento è stato reso possibile dall'utilizzazione del ribasso del 30,37% rispetto all'importo a base d'asta del primo.
Il lotto prevede le opere accessorie di completamento dell'opera e di naturalizzazione delle aree: completamento delle difese spondali, ripristino del parco della Bertenga sulla sponda sinistra del Pellice, realizzazione di un'area attrezzata, naturalizzazione della sponda sinistra sotto il muro di cinta del cimitero, rimozione del guado provvisorio, ripristino definitivo dell'alveo nella sua configurazione di progetto finale.

A misura di pedone un centro abitato più sicuro a Villanova Canavese

Marzo 2015: l'amministrazione comunale di Villanova Canavese si rivolge all'allora Servizio Assistenza Tecnica Enti Locali della Città metropolitana - oggi Direzione Azioni Integrate Enti locali - per chiedere un supporto progettuale al fine di mettere in sicurezza la viabilità del centro abitato.
L'amministrazione di Villanova ha previsto tra i suoi obiettivi prioritari la razionalizzazione della viabilità e la pedonalizzazione del centro abitato tra la stazione ferroviaria e la piazza centrale del paese.
Il Servizio Assistenza Tecnica avvia uno studio preliminare suddiviso in tre lotti.
Il lotto A, per una spesa di 79.999 Euro a carico del Comune, riguarda la sistemazione a rotatoria dell'intersezione tra la Strada Provinciale 724 e via Levanne, già prevista dal Piano Regolatore comunale nell'ambito della realizzazione di un nuovo insediamento abitativo, con un ulteriore incremento degli spazi pedonali. Il progetto razionalizza inoltre l'accesso ai parcheggi pubblici e istituisce un senso unico di circolazione in via Europa. Il potenziamento dell'illuminazione e il rifacimento del condotto irriguo migliorano la funzionalità delle opere progettate.
Il lotto B riguarda una serie di accorgimenti per la riduzione della velocità dei veicoli e l'istituzione di un senso unico alternato a vista nel tratto della Provinciale 724 adiacente a via dell'Industria.
Il lotto C è finalizzato alla messa in sicurezza del tratto della Provinciale 724 in prossimità del centro cittadino, all'alteza di piazza IV Novembre, con l'inserimento di una "chicane" e la sistemazione pedonale delle aree adiacenti.
In una fase successiva il Comune di Villanova Canavese ha richiesto al Servizio di Assistenza Tecnica un approfondimento progettuale riguardante il solo lotto "A", con la redazione dei progetti definitivo ed esecutivo, la direzione dei lavori e il collaudo finale dell'opera.
Il Comune è riuscito ad ultimare gli altri due lotti con la collaborazione degli uffici tecnici e autorizzativi della Città metropolitana.

Messa in sicurezza con nuova rotatoria per la Statale 25 e gli incroci a Sant'Ambrogio di Torino

Marzo 2016: il Sindaco di Sant'Ambrogio di Torino chiede il supporto al Servizio assistenza tecnica agli Enti locali della Città metropolitana per la mitigazione della velocità sulla Statale 25 del Moncenisio al km 28 nel centro abitato e per il miglioramento e la messa in sicurezza dell'incrocio tra la Statale e la strada comunale via Susa.
Inizia una trattativa tra il Comune, la Città metropolitana e l'ANAS, Ente proprietario della "25" e competente per la manutenzione ordinaria e straordinaria.
Dopo la redazione di un progetto preliminare da parte degli uffici tecnici metropolitani, la trattativa fra i tre Enti prosegue, grazie alla determinazione del Sindaco di Sant'Ambrogio, concretizzandosi con la firma di una convenzione che consente l'avvio della progettazione definitiva ed esecutiva.
Il 12 dicembre scorso il Servizio assistenza tecnica della Città metropolitana consegna il progetto esecutivo per la realizzazione di una rotatoria di tre bracci , affiancata da un percorso ciclo-pedonale rialzato a sud.
A nord della rotatoria è è prevista la costruzione di una doppia strada laterale di servizio, con innesto nella rotatoria stessa, per consentire l'accesso in sicurezza alle vicine abitazioni e ai fondi agricoli.
Il progetto esecutivo prevede una spesa di 467.107,59 Euro, interamente a carico di ANAS spa, che ha già stanziato i fondi necessari.

Messa in sicurezza della Provinciale 43 di Canischio nell'abitato di San Colombano Belmonte

Nell'autunno 2018 è stato ultimato e trasmesso al Comune il progetto esecutivo di una piattaforma rialzata con marciapiedi e opere connesse all'interno del centro abitato di San Colombano Belmonte, lungo la Strada Provinciale 43 di Canischio.
L'esigenza di mitigare l'eccessiva velocità delle autovetture provenienti da Cuorgnè sul rettilineo d'ingresso al paese, era già stata evidenziata nel 2015 quando i tecnici degli uffici del Servizio assistenza tecnica agli Enti locali della Città Metropolitana avevano elaborato due progetti preliminari in altrettante zone a rischio per la sicurezza stradale.
Con il successivo impegno finanziario l'amministrazione comunale ha optato per la progettazione del solo secondo lotto, che riguarda il rallentamento del traffico sulla Provinciale 43 all'ingresso del paese.
L'opera è ha già superato la fase di consegna del cantiere all'azienda appaltatrice e costerà 49.960 Euro.
I progettisti della Città metropolitana hanno previsto una piattaforma stradale di 15 metri realizzato con asfalto stampato e resinatura, fiancheggiata da un marciapiede propedeutico alla futura realizzazione di un attraversamento pedonale.
Il progetto redatto dal Servizio assistenza tecnica agli Enti locali comprende inoltre la realizzazione di 150 metri di camminamento pedonale e il posizionamento di una barriera di sicurezza stradale a protezione di un'area destinata ad accogliere il pubblico in occasione di eventi, in prossimità della piazza principale di San Colombano.

 

(07 maggio 2019)