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Cittàmetropolitana di Torino

Assistenza tecnica ai Comuni

La Città metropolitana continua nell'importante ruolo di vicinanza alle comunità locali, nel 2018 sono state 23 le richieste di assistenza tecnica ricevute dai Comuni, evase ed ultimate: riguardavano lo studio di fattibilità o la progettazione esecutiva di interventi per il miglioramento della viabilità, la manutenzione del territorio, la mobilità ciclo-pedonale, il riassetto idrogeologico, la valutazione dei danni provocati dagli incendi dell'ottobre 2017 ai fini della rendicontazione alla Regione.
Il bilancio 2018 del Servizio di assistenza tecnica agli Enti locali della Città metropolitana, nei numeri come nella qualità del lavori, è più che positivo e conferma il ruolo dell'Ente di area vasta a sostegno delle amministrazioni locali, soprattutto quelle dei piccoli centri, che dispongono di limitate risorse finanziarie e umane per progettare e dirigere lavori pubblici di grande importanza per i territori e per i cittadini che li abitano. Nel 2018 Comuni piccoli e grandi, da Ivrea a Cumiana, da Pinerolo a San Francesco al Campo, hanno risolto piccoli e grandi questioni tecniche grazie al supporto dell'Ente.

Maggiori informazioni e modalità operative su Assistenza tecnica ai Comuni.

 

La Città metropolitana in campo a favore delle comunità locali

Bosconero, progettata la nuova pista ciclopedonale di via Trieste

È passato un anno da quando il Comune di Bosconero ha richiesto all'allora Servizio assistenza tecnica della Città metropolitana la redazione di un progetto preliminare per due interventi di miglioramento e incremento della sicurezza per i pedoni e i ciclisti sulle vie Trieste e Cavalier Pagliassotti.
I tecnici di quella che ora è denominata Direzione azioni integrate con gli Enti locali, hanno progettato una nuova pista ciclo-pedonale a margine di via Trieste, sull'asse della Strada Provinciale 87 nel tratto compreso tra il km 10,650 e il km 11,000. Inoltre è stato progettato l'ampliamento del marciapiede di via Cavalier Pagliassotti nel tratto lungo la recinzione della scuola dell'infanzia. Il progetto di fattibilità tecnica ed economica di entrambe le richieste individua diverse soluzioni progettuali per i due interventi, che possono costituire due lotti funzionali eseguibili in tempi diversi.
L'amministrazione comunale di Bosconero ha successivamente optato per la realizzazione del primo intervento, relativo alla nuova pista ciclo-pedonale a margine di via Trieste. È previsto che la maggior parte della pista abbia una sede propria, delimitata lateralmente da cordoli in cemento e pavimentata con finitura in asfalto stesa su di uno strato di collegamento in tout-venant.
Il progetto definitivo-esecutivo prevede inoltre interventi di adeguamento delle infrastrutture esistenti, come la realizzazione di cavidotti per un'eventuale linea elettrica per l'alimentazione dell'illuminazione pubblica. Sono previsti una nuova segnaletica verticale e orizzontale oltre ad un attraversamento ciclopedonale nel punto in cui la pista incrocia una stradina di accesso ad alcune abitazioni e attività produttive.
Gli studi e gli elaborati esecutivi del primo lotto sono stati consegnati al Comune di Bosconero nel novembre scorso, consentendo agli amministratori di finanziare l'opera con risorse del bilancio 2018. L'avvio delle procedure d'appalto dei lavori consentirà di iniziare i lavori presumibilmente nella tarda primavera, con una spesa prevista di 69.814 Euro.

Rubiana, progetto per la nuova pinacoteca comunale, biblioteca e centro ricettivo

A Rubiana, con una spesa prevista di 1.560.000 euro, nascerà un nuovo polo culturale e ricettivo, che sarà un punto di riferimento per la bassa valle di Susa. Il Comune ha acquistato nel 2017 dalla confraternita delle Suore Nazarene un fabbricato ormai quasi completamente in disuso che in parte si affaccia sulla piazza Roma, il centro nevralgico del paese, dove sono presenti il palazzo comunale, la scuola primaria, gli ambulatori medici, alcuni negozi ed edifici religiosi. Il fabbricato è attualmente solo parzialmente utilizzabile e deve essere riqualificato. L'amministrazione comunale intende, appunto, trasformarlo in un polo culturale, comprendente una biblioteca e una pinacoteca. È prevista anche una struttura ricettiva con camere in affitto. Il Comune ha chiesto al Servizio assistenza tecnica della Città metropolitana, oggi Direzione azioni integrate con gli Enti locali, la realizzazione di uno studio di fattibilità per la ristrutturazione e il riutilizzo dell'immobile, risalente alla fine degli anni '60 e adiacente alla villa Querena. Il complesso edilizio comprende anche la casa Chirio risalente, come villa Querena, all'inizio del Novecento.
Il progetto di riqualificazione redatto dai tecnici della Direzione azioni integrate con gli Enti locali prevede:

  • la pinacoteca rinnovata, ampliata e dotata di depositi e laboratori-atelier posti a quote sfalsate e di due blocchi di servizi igienici
  • la biblioteca ampliata, con sale di lettura poste a quote sfalsate, due blocchi di servizi igienici, spazi anche esterni come il terrazzo a sud e nuovi depositi. Una parte dei locali recuperati potrebbero avere una diversa destinazione: ad esempio una ludoteca o salette per incontri, con accessi indipendenti
  • un servizio di affittacamere all'ultimo piano, valorizzando la posizione strategica e la visuale, con 6 camere da letto con servizi interni e la possibilità di pernottamento fino a 12 persone, spazi di soggiorno e pranzo e un ampio terrazzo.

È previsto che il complesso ristrutturato sia completamente fruibile da parte degli utenti diversamente abili, grazie all'ascensore comune che collegherà il piano sotterraneo al secondo piano. I piccoli dislivelli saranno superabili con piattaforme elevatrici o rampe; i servizi igienici saranno completamente accessibili.
L'intervento sulle facciate è progettato non solo con l'intenzione di riqualificare energeticamente l'edificio, ma anche di migliorarne l'inserimento nel contesto urbanistico di piazza Roma.
La parte adibita ad attività culturali si presenterà prevalentemente chiusa da vetrate continue, che in parte saranno dotate di frangisole e in parte avranno vetri solari riflettenti, sia per evidenziarne la funzione sia per curarne l'affaccio principale verso il giardino e la proprietà confinante della villa Querena. Il risultato sarà una facciata ad est, prevalentemente neutra, che meglio si accosta all'esistente. È previsto un volume vetrato su due piani che servirà per enfatizzare l'ingresso all'edificio dalla piazza, attualmente non presente. La parete cieca e chiusa dalla vetrata diventerà una vetrina promozionale delle attività svolte nel complesso. La riqualificazione energetica prevede un corretto isolamento dell'involucro e nuovi impianti più efficienti. Per aumentare il comfort degli utenti saranno previsti accorgimenti tecnici per garantire la buona traspirabilità dei materiali e la regolazione dell'umidità in eccesso grazie al ricambio d'aria naturale.

Sistemazione idraulica e messa in sicurezza dell'Orco

Progettazione riguardante il torrente Orco: il programma generale di gestione dei sedimenti-stralcio del torrente Orco nel tratto tra Cuorgnè e Chivasso - approvato con una Delibera della Giunta regionale del 23 dicembre 2010 - individua i macro interventi necessari al miglioramento delle condizioni di sicurezza idraulica e dell'assetto morfologico e ambientale, secondo i criteri indicati dall'Autorità distrettuale del Po.
Il programma scaturisce da un accordo tra Agenzia Interregionale per il fiume Po, Autorità distrettuale del Po e Regione Piemonte, precedendo interventi di apertura o riapertura di alvei abbandonati dal torrente e di rinforzo o mantenimento delle opere di difesa idraulica. L'obiettivo è di realizzare un alveo pluricursale, che attutisca l'effetto delle piene. Il Programma generale è attuato mediante programmi operativi di intervento, redatti dalla Regione Piemonte.
Il primo programma prevede sul tronco 2 dell'Orco l'intervento 2-A4 nel Comune di Chivasso sulla sponda destra in prossimità dell'abitato di Pratoregio e l'intervento 2-A1 tra i Comuni di Montanaro e Chivasso dalla località Cascina Bruciata fino a monte dell'ansa in prossimità dell'abitato di Pratoregio.
Sul tronco 3 sono previsti l'intervento 3-A2 nel comune di Montanaro a monte dell'abitato di Cascina Bruciata e l'intervento 3-A1 a San Benigno Canavese a valle dell'attraversamento autostradale dell'A5 Torino-Aosta. Il tronco 7 è interessato dall'intervento 7-A1 a valle dell'abitato di Rivarolo Canavese.
Nel dicembre scorso la Regione e la Città metropolitana hanno stipulato una convenzione che individua l'Ente di area vasta come stazione appaltante e responsabile della progettazione degli interventi fino al livello esecutivo. Di tale progettazione si occuperà la Direzione Azioni Integrate verso gli Enti Locali, per quanto possibile servendosi di personale interno e, se necessario, affidando incarichi e consulenze esterne.

Cafasse, messa in sicurezza attraversamento pedonale tra la provinciale 1 e la 182

La Strada Provinciale 1 "Direttissima" delle Valli di Lanzo è una delle arterie più importanti del territorio metropolitano torinese: si snoda per più di 58 chilometri da Venaria Reale fino all'alta Val di Ala, toccando l'abitato di Balme e raggiungendo il Pian della Mussa.
La "1" è nota per il lungo tratto rettilineo, che occupa più della metà della sua lunghezza complessiva.
Tra il km 24+497 e il Km 24+560, nel territorio del Comune di Cafasse, l'intersezione a raso tra la Provinciale 1 e la Provinciale 182 di Varisella (km 0+277, via Monasterolo) è regolamentata da un complesso impianto semaforico, che è in grado di ottimizzare i veloci transiti veicolari lungo la 1 e le svolte a sinistra verso Varisella, che avvengono dal centro dell'incrocio.
Il punto debole di questa intersezione è la mancanza di un attraversamento pedonale in sicurezza tra i due lati della "Direttissima".
Nel 2017 il Comune di Cafasse ha chiesto al Servizio assistenza tecnica Enti Locali della Città Metropolitana di preparare un progetto di fattibilità tecnico-economica per la messa in sicurezza dell'attraversamento.
Gli uffici tecnici di quella che dal 1° gennaio scorso si chiama Direzione Azioni integrate con gli Enti locali hanno quindi riprogettato parzialmente l'area, con uno studio che prevede il rifacimento delle isole divisionali e la costruzione di alcuni tratti di marciapiede a delimitazione del nuovo passaggio pedonale.
Per contenere il costo di realizzazione nella cifra di 57.500 Euro, non sono state previste modifiche sostanziali alle dinamiche veicolari dell'incrocio: il progetto ha integrato il nuovo attraversamento senza cambiare l'attuale configurazione.
È prevista la modifica dell'attuale impianto, con l'installazione di sei semafori pedonali a tre luci dotate di pulsante di chiamata, l'adeguamento della regolazione e del calcolo dei cicli delle fasi semaforiche, della sequenza e della durata di accensione.
È ovviamente necessaria l'installazione di una nuova centralina elettronica che gestirà l'impianto.
Due nuovi portali pedonali luminosi renderanno l'attraversamento più sicuro nelle ore notturne, grazie ad uno sbraccio in acciaio che sosterrà una tabella retroilluminata a LED bifacciale con il simbolo "attraversamento pedonale".
È infine previsto il rifacimento totale della segnaletica stradale orizzontale e verticale, ormai vetusta e insufficiente.

Incrocio tra le strade provinciali 13 e 720 nella Riserva della Vauda

Sarà più sicuro il tratto della strada provinciale 13 che dal centro abitato di San Francesco al Campo scorre in direzione del Comune di Front, soprattutto all'altezza del Km 6+955, dove è presente un tradizionale incrocio "a croce" con la Provinciale 720, che collega l'abitato di San Carlo Canavese al Comune di Rivarossa.
L'elevata velocità dei veicoli che transitano sul rettilineo della provinciale 13 è spesso causa di incidenti in prossimità dell'incrocio con la 720, soprattutto nei periodi in cui la nebbia incombe sul basso Canavese o in caso di maltempo.
L'amministrazione comunale di San Francesco ha richiesto al servizio Viabilità della Città metropolitana l'adozione di accorgimenti tecnici per ridurre la velocità dei veicoli e diminuire l'incidentalità.
Il servizio Assistenza tecnica enti locali – oggi Direzione Azioni integrate con gli enti locali – una volta ricevute le richieste dal Comune previste dall'iter, ha provveduto nel 2018 a redigere gli studi di progettazione utili per appaltare l'esecuzione dei lavori, che è avvenuta nell'appena trascorso mese di gennaio, per un importo di 140.000 euro.
Oltre allo studio dei tre livelli progettuali – preliminare, definitivo, esecutivo - la Direzione Azioni integrate con gli Enti locali curerà la direzione lavori e il collaudo finale.
I progettisti della Città metropolitana hanno scelto di realizzare una rotatoria compatta a quattro bracci, con un diametro di 44 metri, tenendo presenti i vari vincoli di proprietà e gli obiettivi da perseguire: riduzione della velocità, moderazione e fluidificazione del traffico, riduzione del rischio di incidentalità con la regolarizzazione delle immissioni nella rotatoria.
Le aree necessarie all'ampliamento e alla modifica dell'incrocio sono di proprietà del Demanio militare ed è stato pertanto necessario acquisire l'assenso alla realizzazione dell'opera da parte dell'Ufficio tecnico territoriale della Difesa.
A seguito di una verifica preliminare, potrebbe inoltre essere necessaria la bonifica bellica dell'area, che è adiacente a uno storico campo d'istruzione militare istituito nel 1838 dal re Carlo Alberto.
È interessante notare che i Savoia crearono campi di esercitazione sull'altopiano delle Vaude sin dal 1781.
Dal 1992 la Regione Piemonte ha protetto la zona, istituendo la Riserva naturale integrata della Vauda.
L'elevato pregio ambientale dell'area ha comportato un'attenzione progettuale particolare all'uso dei materiali e alla loro forma.
Ad esempio, per la delimitazione della rotatoria e delle isole spartitraffico è stata utilizzata una tipologia di cordolo in cemento con un particolare profilo curvo, denominato "olandese".
Oltre a essere visivamente più gradevole dei manufatti tradizionali, il cordolo curvo non presenta superfici potenzialmente taglienti in caso di contatto accidentale con i pneumatici dei veicoli, con vantaggi in termini di sicurezza.

Il ponte della Bertenga a Torre Pellice

A Torre Pellice cittadini e amministratori locali hanno ben vivi nella memoria i danni e l'angoscia provocati dal Pellice quando, nel 2008, 2010 e 2011, uscì dall'alveo ordinario, danneggiando in parecchi tratti le strade del fondovalle, con scalzamenti, erosioni del sedime e danneggiamento dei ponti, primo fra tutti quello della Bertenga.
A monte del ponte, sia sulla sponda destra che su quella sinistra, la furia delle acque provocò l'erosione della massicciata stradale e la riattivazione di quello che i tecnici chiamano il "paleoalveo", cioè l'alveo che il torrente occupava secoli o millenni fa.
I due accessi al ponte, già messi a dura prova dagli eventi alluvionali del maggio 2008 e dell'ottobre-novembre 2010, crollarono nel novembre 2011, isolando le frazioni dell'inverso di Torre Pellice dal capoluogo e dagli altri Comuni della valle.
L'alluvione del novembre 2011, seppur di intensità non eccezionale, causò il crollo definitivo di una struttura che gli eventi precedenti avevano pesantemente compromesso.
L'amministrazione comunale decise di ricostruire un nuovo ponte, adeguato idraulicamente e strutturalmente alla situazione creata dalle tre alluvioni succedutesi in quattro anni.
Risale al luglio del 2013 la stipula di una convenzione tra Regione Piemonte, Provincia di Torino e Comune di Torre Pellice con cui si coordinavano delle attività volte alla realizzazione dell'opera, determinandone i tempi e i costi di attuazione e le modalità del finanziamento.
Le opere nel suo complesso sono state progettate dall'allora Servizio assistenza tecnica agli Enti locali - oggi Direzione Azioni integrate Enti locali - e suddivise in due lotti funzionali strettamente connessi.
Il primo lotto comprendeva le opere strutturali del nuovo ponte a tre campate lungo 143 metri: le fondazioni, le pile, le spalle, l'impalcato a struttura mista in acciaio corten e la soletta in calcestruzzo armato.
L'impalcato poggia sulle opere d'arte sottostanti tramite isolatori elastomerici, che servono ad attenuare gli effetti dei terremoti sull'impalcato, disaccoppiando le frequenze del sisma trasmesse alle pile e alle spalle dalle frequenze della struttura dell'impalcato, per evitare fenomeni di risonanza.
Il primo lotto prevedeva poi le opere stradali: rilevati di accesso all'impalcato, barriere, asfalti e urbanizzazioni.
Nel lotto erano comprese anche le opere di disallineo e ricalibratura dell'alveo, le mantellate antierosive per la difesa idraulica dei rilevati, le scogliere di difesa spondale a protezione delle spalle del ponte, la demolizione della vecchia infrastruttura.
Il cantiere è stato consegnato alla ditta appaltatrice il 28 agosto 2017.
Al netto del ribasso, l'importo dei lavori è di 2.300.000 Euro.
I lavori sono stati completati al 70%, ma sono attualmente sospesi per la redazione di una perizia di variante, che si è resa necessaria a seguito di fenomeni imprevisti causati da una recente piena del Pellice.
La struttura del ponte è completata, ma rimangono da eseguire le opere di finitura stradale: asfalti, sicura e sottofondi.
La chiusura del cantiere è prevista per il prossimo mese di aprile.
La Direzione azioni integrate con gli Enti locali ha in carico la progettazione esecutiva e la direzione lavori del secondo lotto, il cui completamento è stato reso possibile dall'utilizzazione del ribasso del 30,37% rispetto all'importo a base d'asta del primo.
Il lotto prevede le opere accessorie di completamento dell'opera e di naturalizzazione delle aree: completamento delle difese spondali, ripristino del parco della Bertenga sulla sponda sinistra del Pellice, realizzazione di un'area attrezzata, naturalizzazione della sponda sinistra sotto il muro di cinta del cimitero, rimozione del guado provvisorio, ripristino definitivo dell'alveo nella sua configurazione di progetto finale.

A misura di pedone un centro abitato più sicuro a Villanova Canavese

Marzo 2015: l'amministrazione comunale di Villanova Canavese si rivolge all'allora Servizio Assistenza Tecnica Enti Locali della Città metropolitana - oggi Direzione Azioni Integrate Enti locali - per chiedere un supporto progettuale al fine di mettere in sicurezza la viabilità del centro abitato.
L'amministrazione di Villanova ha previsto tra i suoi obiettivi prioritari la razionalizzazione della viabilità e la pedonalizzazione del centro abitato tra la stazione ferroviaria e la piazza centrale del paese.
Il Servizio Assistenza Tecnica avvia uno studio preliminare suddiviso in tre lotti.
Il lotto A, per una spesa di 79.999 Euro a carico del Comune, riguarda la sistemazione a rotatoria dell'intersezione tra la Strada Provinciale 724 e via Levanne, già prevista dal Piano Regolatore comunale nell'ambito della realizzazione di un nuovo insediamento abitativo, con un ulteriore incremento degli spazi pedonali. Il progetto razionalizza inoltre l'accesso ai parcheggi pubblici e istituisce un senso unico di circolazione in via Europa. Il potenziamento dell'illuminazione e il rifacimento del condotto irriguo migliorano la funzionalità delle opere progettate.
Il lotto B riguarda una serie di accorgimenti per la riduzione della velocità dei veicoli e l'istituzione di un senso unico alternato a vista nel tratto della Provinciale 724 adiacente a via dell'Industria.
Il lotto C è finalizzato alla messa in sicurezza del tratto della Provinciale 724 in prossimità del centro cittadino, all'alteza di piazza IV Novembre, con l'inserimento di una "chicane" e la sistemazione pedonale delle aree adiacenti.
In una fase successiva il Comune di Villanova Canavese ha richiesto al Servizio di Assistenza Tecnica un approfondimento progettuale riguardante il solo lotto "A", con la redazione dei progetti definitivo ed esecutivo, la direzione dei lavori e il collaudo finale dell'opera.
Il Comune è riuscito ad ultimare gli altri due lotti con la collaborazione degli uffici tecnici e autorizzativi della Città metropolitana.

Messa in sicurezza con nuova rotatoria per la Statale 25 e gli incroci a Sant'Ambrogio di Torino

Marzo 2016: il Sindaco di Sant'Ambrogio di Torino chiede il supporto al Servizio assistenza tecnica agli Enti locali della Città metropolitana per la mitigazione della velocità sulla Statale 25 del Moncenisio al km 28 nel centro abitato e per il miglioramento e la messa in sicurezza dell'incrocio tra la Statale e la strada comunale via Susa.
Inizia una trattativa tra il Comune, la Città metropolitana e l'ANAS, Ente proprietario della "25" e competente per la manutenzione ordinaria e straordinaria.
Dopo la redazione di un progetto preliminare da parte degli uffici tecnici metropolitani, la trattativa fra i tre Enti prosegue, grazie alla determinazione del Sindaco di Sant'Ambrogio, concretizzandosi con la firma di una convenzione che consente l'avvio della progettazione definitiva ed esecutiva.
Il 12 dicembre scorso il Servizio assistenza tecnica della Città metropolitana consegna il progetto esecutivo per la realizzazione di una rotatoria di tre bracci , affiancata da un percorso ciclo-pedonale rialzato a sud.
A nord della rotatoria è è prevista la costruzione di una doppia strada laterale di servizio, con innesto nella rotatoria stessa, per consentire l'accesso in sicurezza alle vicine abitazioni e ai fondi agricoli.
Il progetto esecutivo prevede una spesa di 467.107,59 Euro, interamente a carico di ANAS spa, che ha già stanziato i fondi necessari.

Messa in sicurezza della Provinciale 43 di Canischio nell'abitato di San Colombano Belmonte

Nell'autunno 2018 è stato ultimato e trasmesso al Comune il progetto esecutivo di una piattaforma rialzata con marciapiedi e opere connesse all'interno del centro abitato di San Colombano Belmonte, lungo la Strada Provinciale 43 di Canischio.
L'esigenza di mitigare l'eccessiva velocità delle autovetture provenienti da Cuorgnè sul rettilineo d'ingresso al paese, era già stata evidenziata nel 2015 quando i tecnici degli uffici del Servizio assistenza tecnica agli Enti locali della Città Metropolitana avevano elaborato due progetti preliminari in altrettante zone a rischio per la sicurezza stradale.
Con il successivo impegno finanziario l'amministrazione comunale ha optato per la progettazione del solo secondo lotto, che riguarda il rallentamento del traffico sulla Provinciale 43 all'ingresso del paese.
L'opera è ha già superato la fase di consegna del cantiere all'azienda appaltatrice e costerà 49.960 Euro.
I progettisti della Città metropolitana hanno previsto una piattaforma stradale di 15 metri realizzato con asfalto stampato e resinatura, fiancheggiata da un marciapiede propedeutico alla futura realizzazione di un attraversamento pedonale.
Il progetto redatto dal Servizio assistenza tecnica agli Enti locali comprende inoltre la realizzazione di 150 metri di camminamento pedonale e il posizionamento di una barriera di sicurezza stradale a protezione di un'area destinata ad accogliere il pubblico in occasione di eventi, in prossimità della piazza principale di San Colombano.

 

(05 marzo 2019)