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In occasione del Giorno della Memoria a Palazzo Cisterna la mostra su Jan Karski, testimone della Shoah e rappresentante dello Stato "segreto" polacco

È visitabile sino a venerdì 17 febbraio, dalle 10 alle 17 nei giorni feriali, la mostra dedicata a Jan Karski inaugurata il 30 gennaio a Palazzo Cisterna, nell’ambito delle iniziative per il Giorno della Memoria in onore delle vittime della Shoah.

La mostra rievoca la figura e le vicende di cui fu testimone e protagonista il corriere dello Stato "segreto" polacco e del Governo in esilio della Repubblica Polacca durante la Seconda guerra mondiale. Nel 1943 Jan Karski venne inviato presso i rappresentanti degli Alleati con la missione di raccontare il terrore seminato dai tedeschi in Polonia, compreso il genocidio degli ebrei. Karski fu tra i primi a informare il mondo sulla politica tedesca di sterminio sistematico degli ebrei. I suoi interlocutori, purtroppo, non compresero le dimensioni dell’immane tragedia che si stava consumando nella Polonia occupata dalle armate di Hitler.

Il settimanale americano "Newsweek" ha inserito Jan Karski nel novero delle figure eccellenti del XX secolo, riconoscendo la missione da lui compiuta durante la guerra come una delle pietre miliari nell’etica della civiltà. Dal libro di memorie intitolato "La mia testimonianza davanti al mondo. Storia di uno stato segreto" (Adelphi 2013) emerge l’incredulità persino degli esponenti del movimento sionista in Palestina e delle associazioni ebraiche statunitensi a fronte delle terribili notizie di cui Karski era portatore.

Le attività di formazione per insegnanti e studenti universitari

Alla mostra su Karski è abbinata un’attività didattica seminariale, promossa dai docenti Jörg Luther dell’Università del Piemonte Orientale e Sarah Kaminski dell’Università di Torino.

L’attività è iniziata giovedì 9 febbraio nella sala Consiglieri di Palazzo Cisterna e proseguirà giovedì 16. Il seminario è destinato agli insegnanti delle scuole primarie e secondarie del Piemonte e agli studenti universitari. La mostra su Jan Karski è parte integrante del progetto didattico internazionale "Memorie europee tra Ovest ed Est – elaborazioni in atto della Shoah", che interessa in particolare la Polonia, l’Italia e anche Israele. Il seminario è stato organizzato nell’ambito della quarta edizione del corso di Storia e didattica della Shoah organizzato dalla Rete Universitaria.

All’iniziativa collaborano i Dipartimenti di Giurisprudenza, Scienze politiche, economiche e sociali (Digspes) di Alessandria e di Studi umanistici di Vercelli, il Dipartimento di Studi umanistici dell’Università degli Studi di Torino, l’Ufficio scolastico regionale del Piemonte, con la collaborazione dell’Istoreto-Istituto Piemontese per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea "Giorgio Agosti", dell’Isral-Istituto per la Storia della Resistenza in Provincia di Alessandria "Carlo Gilardenghi".

Nella sessione didattica del 9 febbraio il professor Adolfo Mignemi, docente al Master Public History dell’Università di Modena e Reggio, ha tenuto una relazione su "La cura delle immagini storiche", con una serie di riflessioni sulla produzione, l’utilizzo, la manipolazione e l’impatto sull’opinione pubblica delle immagini terribili della persecuzione e dello sterminio degli ebrei.

Nel seminario è stato affrontato il tema della ricorrente incapacità di credere al racconto di atrocità così insopportabili. È tutt’altro che facile per gli insegnanti il compito di presentare correttamente le vicende della Shoah e le immagini che la raccontano. La professoressa Sarah Kaminski ha invece tenuto una relazione su "La storia della memoria tra Polonia e Israele", che ha evidenziato come, fino agli anni ’80 del XX secolo, nella stessa società israeliana vi sia stata una tendenza a mettere in secondo piano la tragedia della Shoah, forse per non riaprire una ferita dolorosa.

Come ha dimostrato la professoressa Kaminski, al di là delle innumerevoli storie di eroismo e degli espisodi di solidarietà verso gli ebrei, l’antisemitismo, i pregiudizi, le persecuzioni, le leggi razziali e i progrom sono stati per secoli una tragica realtà, in Polonia come in molti altri Paesi europei, Italia compresa. In Polonia la consapevolezza sul ruolo degli ebrei nella società polacca oggi si sta facendo strada, anche grazie all’istituzione del Museum of the History of Polish Jews di Varsavia.

Il professor Jörg Luther ha incentrato la sua relazione sul processo di distruzione dello Stato polacco e di completo asservimento della popolazione locale, finalizzato al dominio assoluto dei tedeschi sul territorio e allo sterminio totale degli ebrei. Il pericolo dell’intolleranza del diverso e dello straniero, ha sottolineato lo studioso tedesco, è tutt’altro che superato, mentre i teorici e i propugnatori della superiorità razziale e del nazionalismo non mancano mai in nessuna epoca storica.

Delle "Esperienze di didattica della Shoah in Piemonte" ha parlato Enrico Manera, ricercatore dell’Istoreto, rimarcando che la comunicazione agli allievi deve adattarsi alle diverse sensibilità e abilità dei bambini e dei ragazzi, senza urtare la loro sensibilità, ma sottolineando il pericolo derivante dall’intolleranza tra gruppo sociale e popoli. La Shoah diventa allora un capitolo fondamentale della storia dell’intolleranza e della sopraffazione di cui sono vittime le minoranze in ogni epoca e a tutte le latitudini. .

(10 febbraio 2017)