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Cittàmetropolitana di Torino

FASSINO ALLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO “CIELI SU TORINO”: “LE OLIMPIADI COME PUNTO DI SVOLTA E OCCASIONE DI RISCOPERTA DELL’ORGOGLIO DI UNA CITTÀ”

“Le Olimpiadi del 2006 sono state allo stesso tempo un punto d’arrivo e un punto di partenza nel profondo processo di cambiamento a cui Torino è andata incontro a partire dall’inizio degli anni ’90. I Giochi Invernali del 2006 sono stati un formidabile acceleratore della trasformazione urbanistica, sociale e culturale”: lo ha sottolineato il Sindaco metropolitano Piero Fassino intervenendo a Palazzo Cisterna alla presentazione del libro “Cieli su Torino”, in cui 20 tra scrittori e giornalisti interpretano i luoghi, i settori e le situazioni in cui la città è maggiormente cambiata, prima e dopo le Olimpiadi.

Nel volume curato dal regista e autore teatrale Renzo Sicco si descrive la metropoli che cambia, ma anche quel territorio che eravamo abituati a chiamare “Provincia”, osservato attraverso occhi attenti e premurosi e raccontato con storie che legano presente e passato. Come ha sottolineato il Sindaco Fassino, “la città della grande industria automobilistica è diventata una capitale dell’innovazione e della tecnologia, un polo universitario internazionale, una destinazione turistica attrattiva, una capitale del cibo e della riflessione sull’alimentazione. Non siamo più da tempo una città ad una sola vocazione, mentre le nostre vallate alpine hanno compiuto grandi passi per migliorare la loro immagine, la loro notorietà, la loro infrastrutturazione sportiva e quindi la loro attrattività turistica”.

Fassino ha tracciato un parallelo fra Torino e Barcellona, un’altra metropoli che, grazie alle Olimpiadi, ha avviato un processo di trasformazione non ancora esaurito. “Le Olimpiadi, - ha osservato il Sindaco metropolitano - sollecitano i territori che le ospitano a misurarsi con il resto del mondo e mobilitano energie che  possono essere preziose anche dopo i grandi eventi: si pensi ai volontari di Torino 2006. Con le Olimpiadi il nostro territorio ha imparato a fare squadra per raggiungere grandi obiettivi. Cittadini e amministratori locali hanno riscoperto l’orgoglio di appartenere a quel territorio”.

La presentazione di “Cieli su Torino” si è volta a Palazzo Cisterna alla vigilia del decimo anniversario dell’inaugurazione delle Paralimpiadi di Torino 2006. A questo proposito, la Consigliera metropolitana delegata alla cultura, al turismo e allo sport, Barbara Cervetti, ha sottolineato che “nel febbraio e nel marzo del 2006 era difficile immaginare che Torino sarebbe diventata la quarta destinazione turistica tra le città d’arte italiane e che sulle piste delle nostre montagne olimpiche avrebbero regolarmente trascorso le loro settimane bianche russi, norvegesi, turchi, svedesi e danesi. Così come era difficile immaginare che gli sport paralimpici avrebbero avuto una visibilità mediatica che, almeno in Italia, è partita proprio da quei Giochi Paralimpici che Torino e le sue vallate organizzarono con il massimo della professionalità”. “Torino è cambiata tanto in dieci anni, - ha ricordato la Consigliera Cervetti - così come sono cambiate le vallate olimpiche, che hanno imparato l’arte dell’accoglienza. Ed è cambiata anche la nostra cultura sportiva, che ha iniziato a considerare come un qualcosa di normale e di acquisito il fatto che i disabili pratichino lo sport, di base ed agonistico”.

Sulla crescita della cultura sportiva collegata alla pratica amatoriale e agonistica dei disabili si è soffermata Tiziana Nasi, Presidente della Federazione Italiana Sport Invernali Paralimpici, che nel 2006 guidò il Comitato Organizzatore delle Paralimpiadi. “Quelle gare trasmesse in tv, quell’entusiasmo del pubblico, quei titoli in prima pagina sulle vittorie dei nostri atleti, - ha spiegato Nasi – hanno fatto crescere il nostro movimento sportivo di base e convinto molti genitori di giovani disabili a portare i loro figli negli impianti e sulle piste per provare a praticare le più diverse discipline”.    

Il giornalista e scrittore Darwin Pastorin, uno degli autori di “Cieli su Torino”, ha spiegato perché lui, tifoso juventino (ma anche cantore di molti miti del pallone), ha raccontato nel libro l’atmosfera che si respirava intorno e dentro allo Stadio Filadelfia, monumento della storia del Torino che sta finalmente rinascendo e recuperando un ruolo di simbolo del calcio cittadino. “In quel tempio del tifo granata, - ha ricordato Pastorin - ascoltare i vecchi tifosi parlare di Capitan Valentino Mazzola e della sua squadra mi ha fatto capire quanto quel Torino fosse importante per l’Italia del dopoguerra: ridava speranza agli italiani e lanciava nel mondo l’immagine positiva di un Paese che stava rinascendo”.

“Cieli su Torino” è stato ripubblicato per i tipi dell’ editrice Claudiana in una versione aggiornata, a dieci anni da una prima edizione che nacque appunto nell’anno dello straordinario successo delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi. Nel 2016 “Cieli su Torino” è arrivato alle stampe in una versione “metropolitana” che, attraverso lo specchio letterario, offre occasione per guardare ad una Città legata indissolubilmente al territorio che la circonda, da Pinerolo ad Ivrea.

 “Ogni città è un caleidoscopio di piazze e strade, di monumenti e case, di storia e storie. – spiega il curatore Renzo Sicco - Torino lo è da sempre, più di molte altre, visto il suo passato di duplice capitale, del Regno Sabaudo e d’Italia. Ma due guerre mondiali, il fascismo, il prezzo del benessere della ricostruzione e del miracolo economico l’avevano ingrigita, almeno fino al vento olimpico del febbraio 2006, che ne ha svelato il passato agli occhi del mondo, inaugurando un futuro con nuovi ritmi e tempi. In ‘Cieli su Torino’ alcuni scrittori che a vario titolo l’hanno conosciuta ne ripercorrono l’antica e la nuova toponomastica, luoghi scomparsi o del tutto rinnovati, gusti e profumi, personaggi di primo piano e gente comune, cittadini orgogliosi di una città ormai amata da molti. Renzo Sicco, regista e autore teatrale, dal 1989 è direttore artistico di Assemblea Teatro, una tra le più attive realtà culturali del Paese, per cui ha scritto e diretto oltre cinquanta spettacoli. Per l’editrice Claudiana ha pubblicato “Il funerale di Neruda” (con Luis Sepúlveda), “Fuochi” (con Marina Jarre) e “Orfana di figlio. I giovedì delle Madres de Plaza de Mayo” (con Massimo Carlotto e Taty Almeida).

Gli autori che hanno scritto per “Cieli su Torino”:
Fabio Arrivas, Giuseppe Culicchia, Laura Curino, Erri De Luca, Andrea Demarchi, Giacomo Di Girolamo, Elvio Fassone, Gian Luca Favetto, Fabio Geda, Gero Giglio, Marina Jarre, Davide Longo, Laura Mancinelli, Alessandro Perissinotto, Enrico Remmert, Gianni Romeo, Darwin Pastorin, Gabriele Romagnoli, Alberto Salza, Younis Tawfik.


(10 marzo 2016)