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Cittàmetropolitana di Torino

La scuola simbolo della lotta partigiana di Corio non sarà venduta.
L’annuncio del Consigliere Carena dopo un incontro a Cudine con sindaci e Anpi

"L’edificio scolastico situato nella frazione Cudine di Corio non sarà alienato e continuerà ad essere utilizzato come simbolo della lotta partigiana e sede dell’Ecomuseo minerario di Balangero e Corio e del museo etnografico".

Lo ha annunciato il Consigliere delegato al Patrimonio della Città Metropolitana di Torino Mauro Carena durante un incontro che si è svolto nella mattinata di giovedi 10 settembre in un’aula della piccola scuola dedicata alle vittime del genocidio del 23 agosto 1944 in cui persero la vita 27 partigiani, molti dei quali appartenenti al’Arma dei Carabinieri.
Oltre ai sindaci di Corio Maria Susanna Costa Frola e di Coassolo Franco Musso, erano presenti i rappresentanti dell’Anpi, fra i quali la vicepresidente provinciale Chiara Acciarini e il vice coordinatore di zona Stefano Bona, e gli operatori di associazioni locali.

La scuola, inaugurata nel 1973 e di proprietà dell’Anpi, è stata utilizzata per cinque anni. In seguito l’edificio è stato donato alla Provincia di Torino con i vincoli giuridici e morali per poter dare continuità all’opera di memoria fortemente sentita in tutta la zona.
Per il suo inserimento in un percorso museale sono stati attivati accordi con associazioni locali e con la RSA, la società incaricata del risanamento e lo sviluppo ambientale dell’ex miniera di amianto di Balangero.

"La popolazione ha sempre sentito l’edificio come una cosa propria - è stato spiegato durante l’incontro - la decisione di porla in vendita ha destato sorpresa e preoccupazione".
"Il nuovo ente, la Città Metropolitana - ha spiegato il Consigliere Carena - ha considerato alcune proprietà non strategiche e ha deciso di identificarle come beni alienabili. L’iniziativa non è da ritenersi un’operazione per fare cassa ma per dar vita a nuovi investimenti in tutto il territorio.
Il caso della scuola di Cudine verrà nuovamente considerato e il bando, tenuto conto dei tempi tecnici, sarà escluso dall’elenco dei beni oggetto di bando di vendita. Vi sono valori da tutelare, memorie da conservare. Presto organizzeremo un nuovo incontro per stabilire come rilanciare le attività ospitate nell’edificio visitato da centinaia di ragazzi".

(11 settembre 2015)