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Cittàmetropolitana di Torino

RESOCONTO DELLE SEDUTE

SINTESI GIORNALISTICA

Consiglio metropolitano

26 febbraio 2020

Approvazione dello schema del DUP-Documento Unico di Programmazione 2020
Adozione dello schema del Bilancio di previsione 2020-2022 con i relativi allegati
Il capogruppo della lista Città di città ha chiesto il rinvio dell'approvazione del DUP e del Bilancio, stante l'impossibilità per il suo gruppo di esaminare nel dettaglio i documenti nei giorni precedenti la seduta. Il gruppo di centrosinistra ha scelto di non presentare emendamenti ma ha chiesto che venissero prese in considerazione le sue proposte sugli investimenti e in particolare sull'applicazione dell'avanzo di amministrazione.
La Sindaca metropolitana ha convenuto sulla sospensione della votazione e sul rinvio dell'esame del DUP e del Bilancio alla prossima seduta del Consiglio. √ą prevista la convocazione della Conferenza metropolitana per il 25 marzo, mentre il Consiglio si √® aggiornato a luned√¨ 2 marzo alle 12,30, per rispettare il termine del 31 marzo per l'approvazione definitiva del Bilancio.

Definizione amministrativa della proprietà del vecchio tracciato provinciale di via Villardora, tra il km 7+950 della Strada Provinciale 198 di Villar Dora ed il km 26+760 della Strada Statale 25 del Moncenisio, con attribuzione del tratto stradale al Comune di Sant'Ambrogio di Torino
La Deliberazione è stata brevemente illustrata dal Consigliere delegato ai lavori pubblici ed è stata approvata all'unanimità.

Proposte di modifica agli Statuti della società Environment Park spa e del Consorzio per gli insediamenti produttivi del Canavese
Il Consigliere delegato alla pianificazione strategica, sviluppo economico e attività produttive, ha spiegato che, per quanto riguarda l'Environment Park, la modifica adegua lo Statuto alle normative in materia, soprattutto nella parte che prevede l'apertura delle infrastrutture per la ricerca alle esigenze del territorio. Per quanto riguarda il Consorzio insediamenti produttivi del Canavese viene soppresso un fondo consortile mai effettivamente utilizzato. Il Consigliere delegato ha ricordato che si è esaurita la funzione di riqualificazione di siti produttivi e che dal nome del Consorzio, che ha cambiato vocazione operativa, sarà cancellata la parola Canavese, nella previsione di un'azione di promozione delle attività produttive nell'intero territorio metropolitano. Le due Deliberazioni sono state approvate all'unanimità.  
Mozione per l'intitolazione dell'auditorium della sede di corso Inghilterra ai cantonieri deceduti in servizio Giuseppe Rubino e Giuseppe Butera
La mozione è stata illustrata dal capogruppo della lista Città di città, che ha spiegato come il documento fosse scaturito da una sollecitazione delle organizzazioni sindacali. A seguito di una valutazione condivisa, il gruppo Città di città ha proposto che vengano ricordati tutti i caduti sul lavoro nell'Ente Provincia e nella Città metropolitana, con l'intitolazione di una sala attigua all'auditorium ai due cantonieri deceduti nel 2019 e di un'altra sala a tutti i dipendenti dell'Ente deceduti in servizio.
Il Vicesindaco metropolitano ha proposto che la Sala degli Stemmi venisse intitolata ad Emanuele Conti, deceduto nel 2011. La Sindaca ha proposto di verificare quante e quali persone siano decedute sul lavoro in un determinato arco temporale. Si è poi convenuto di intitolare una sala ai due dipendenti della Città metropolitana deceduti nel 2019 e un'altra ai caduti sul lavoro della Provincia di Torino. La mozione è stata quindi approvata all'unanimità nella versione condivisa dai gruppi presenti.

Mozione sull'istituzione del Difensore civico territoriale
La mozione è stata illustrata da una Consigliera del gruppo Città di città, che ha letto i passaggi salienti del testo, ricordando che l'istituzione richiede una modifica dello Statuto dell'Ente. Il Difensore civico, ha spiegato la Consigliera, è un'autorità amministrativa indipendente e di garanzia, eletta dai Consigli comunali, provinciali e regionali per tutelare i diritti e gli interessi legittimi, a garanzia di efficienza, imparzialità, correttezza e buon andamento della pubblica amministrazione. Il Difensore esercita la propria funzione in piena autonomia e indipendenza, nel solo rispetto delle leggi ed è tenuto a presentare all'organo che lo ha eletto una Relazione annuale sull'attività. Il suo intervento è gratuito e può ricevere e dar seguito ad istanze provenienti da cittadini singoli, comitati, associazioni, persone giuridiche, stranieri e apolidi, residenti e dimoranti. Al Difensore il cittadino potrà rivolgersi, come già avviene in Regione, per sottoporre eventuali reclami nei confronti della pubblica amministrazione. All'avvento del nuovo Difensore, i Comuni, che hanno visto abolita l'analoga autorità nei propri territori per effetto di una legge del 2010, potranno convenzionarsi con l'Ente metropolitano e tornare a fruire di una preziosa funzione.
Il Vicesindaco metropolitano si è detto favorevole alla mozione, facendo riferimento ad un confronto avvenuto nella Commissione Statuto nel 2015, concernente il funzionamento e i costi dell'ufficio del Difensore civico. Secondo il Vicesindaco non è però sufficiente rendere gratuita la funzione per renderla percorribile, perché l'Ente ha difficoltà a garantire il servizio di segreteria persino a supporto delle direzioni dei vari dipartimenti. Le normative nazionali non consentono di varare un piano assunzionale adeguato e ci sono problemi anche con il personale impegnato a garantire le funzioni delegate dalla Regione. A giudizio del Vicesindaco la creazione di un'eventuale segreteria del Difensore civico dovrà essere supportata dall'esterno. La Consigliera che aveva illustrato la mozione ha chiesto che vengano valutate la fattibilità dell'istituzione del Difensore civico e l'impegno di personale e risorse che comporta. Una modifica dello Statuto che vada nel senso dell'istituzione del Difensore civico creerebbe una situazione in cui si dovrebbe valutare il costo del servizio e trovare una soluzione. Il Consigliere delegato alle attività produttive ha auspicato che, una volta modificato lo Statuto, il Difensore civico possa reperire le risorse per istituire una propria segreteria. La mozione è stata approvata all'unanimità.  

Atto di indirizzo relativo alla partecipazione in SITAF spa conseguente all'indizione della gara da parte della società FCT Holding spa, in controllo totalitario del Comune di Torino, per la vendita della quota di partecipazione nella medesima società in ottemperanza alla sentenza del Consiglio di Stato numero 7393 del 2019.
Il documento approvato dal Consiglio impegna il Vicesindaco metropolitano a richiedere nuovamente alla società FCT Holding, che ha pubblicato il bando per la vendita della partecipazione azionaria della Città di Torino, di attendere la conclusione dell'iter decisionale della Città Metropolitana, dell'ANAS spa e del Governo finalizzato al mantenimento del controllo pubblico sulla concessionaria dell'autostrada A32 Torino-Bardonecchia. L'atto di indirizzo impegna inoltre il Vicesindaco metropolitano a verificare se il controllo pubblico su SITAF possa essere mantenuto attraverso la stipula di patti parasociali tra Città Metropolitana e ANAS, da perfezionare con l'approvazione del Consiglio metropolitano prima dalla conclusione della gara per la vendita delle quote detenute da FCT Holding. Infine l'atto di indirizzo impegna il Vicesindaco metropolitano a verificare, in assenza delle condizioni necessarie per la stipula di un patto parasociale con ANAS, se sussistano comunque le condizioni per assicurare alla Città Metropolitana l'esercizio di un ruolo di controllo della SITAF. La Deliberazione di indirizzo è stata brevemente illustrata dal Vicesindaco metropolitano, il quale ha spiegato che ANAS non ha risposto alla Città metropolitana che chiedeva la sottoscrizione di un patto per mantenere la maggioranza pubblica nella compagine societaria. Una delle Consigliere del gruppo Città di città ha giudicato come discutibile la scelta della Sindaca metropolitana di non partecipare al voto in quanto la Città di Torino ha messo in vendita le sue quote in SITAF. L'esponente del gruppo di centrosinistra ha chiesto la votazione della Deliberazione per punti, in modo da non ritrovarsi in una condizione di difficoltà su due dei tre impegni richiesti al Vicesindaco metropolitano. Un altro Consigliere di Città di città ha chiesto se l'atto di indirizzo comporta la richiesta alla FCT di una sospensione della procedura di vendita delle quote azionarie in capo alla Città di Torino, quali valutazioni si possono fare sull'atteggiamento dell'ANAS e sulle conseguenze delle sue scelte. Ha chiesto inoltre di capire se l'Ente può escludere un commissariamento ad acta per garantire l'ottemperanza alla sentenza del Consiglio di Stato.
Un altro esponente del gruppo di centrosinistra ha rilevato che la mancata risposta da parte di ANAS ha un significato politico e che è in gioco la credibilità della Città metropolitana, che non è considerata da taluni come un interlocutore determinante. Lo stesso Consigliere ha rilevato che la SITAF è un centro di potere, sottolineando che ha costruito la seconda canna del traforo del Frejus senza opposizione politica. Secondo l'esponente della lista Città di città, se non viene garantito un ruolo politico e strategico, non ha senso che esista la Città metropolitana. Torino ci deve essere nella Città metropolitana ma, a giudizio del Consigliere, la sindaca non può fare fughe in avanti. "Ci interessa essere presenti in una società importante e in un'autostrada che accoglierà prossimamente tutti i TIR che non passeranno dal Monte Bianco?" ha chiesto l'esponente della lista Città di città.
Dallo stesso gruppo sono venute le considerazioni di un altro Consigliere, che ha rilevato il carattere strategico della partita e la convergenza delle forse politiche sull'esigenza di garantire il controllo pubblico sulla SITAF e su di un'infrastruttura di rilevante importanza economica, con importanti ricadute per la salvaguardia della sicurezza. Il capogruppo della lista Città di città ha auspicato che venga riconosciuto il ruolo del Consiglio metropolitano per la tutela degli interessi del territorio, giocato in solitudine e, a suo avviso, senza la partecipazione della Sindaca, che ha accelerato la scelta di pubblicare il bando per la vendita delle azioni della SITAF. Il capogruppo ha poi sottolineato la scarsa capacità dei rappresentanti del territorio metropolitano in Parlamento di fare sistema e difendere gli interessi del territorio stesso, perché si poteva ipotizzare un contributo statale alla Città metropolitana per consentirle di acquistare le quote che garantirebbero il controllo pubblico. A giudizio della lista Città di città, occorrono passi rapidi per verificare se vi sono le condizioni per recuperare un rapporto con l'ANAS e per prendere decisioni conseguenti, con la partecipazione di tutti i gruppi e dei rappresentanti politici del territorio.
Il Vicesindaco ha accolto la richiesta di votare per punti e ribadito la scadenza del 28 febbraio per l'assunzione di decisioni sul rapporto con l'ANAS. Ha inoltre precisato che in Parlamento è stata depositata una risoluzione nella Commissione Ambiente che impegna il Governo a contribuire a mantenere il controllo pubblico sulla SITAF. Su sollecitazione del capogruppo della lista Città di città, il segretario generale ha fornito delucidazioni tecniche sugli effetti della Deliberazione, che comporta l'invio di una lettera all'ANAS e la valutazione su eventuali patti parasociali con un soggetto privato, che devono comunque essere approvati e perfezionati prima del 13 marzo. La Corte dei Conti ha posto come "paletto", al fine del mantenimento di una partecipazione azionaria in un società che eroga un servizio pubblico, una consistenza della partecipazione stessa tale da consentire il controllo o l'influenza dominante sulla partecipata.
Il segretario generale ha spiegato che il termine entro il quale la Città di Torino doveva ottemperare alla sentenza del Consiglio di Stato, fissato al 25 febbraio, è scaduto. Solo se i ricorrenti che hanno ottenuto la pronuncia del Consiglio di Stato a loro favorevole chiedono l'ottemperanza della sentenza, con la eventuale nomina di un commissario ad acta, la sentenza stessa produrrà i suoi effetti. Solo un intervento del Governo può consentire comunque ad ANAS e Città di mantenere il controllo pubblico sulla società, eventualmente partecipando alla gara per la vendita delle azioni detenuta dalla Città di Torino. In caso contrario, la conclusione di un accordo per un patto parasociale con un soggetto privato deve comunque avvenire entro il 13 marzo, data in cui si concluderà la preselezione dei soggetti interessati a partecipare alla gara per la vendita delle azioni detenuta dal Comune; questo per consentire alla Città metropolitana di mantenere una consistente forza contrattuale a fronte dell'eventuale contraente privato. Come richiesto, la Deliberazione è stata votata per punti. Sul primo e sul terzo punto si è astenuta la Consigliera del gruppo Città di città che aveva preannunciato durante il dibattito tale presa di posizione. Sul secondo punto si è registrata l'unanimità.