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Cittàmetropolitana di Torino

RAGAZZI IN GAMB(I)A

La solidarietà come in un circuito positivo va e ritorna, ne sono la riprova otto ragazzi della associazione Morus onlus, migranti che in questi ultimi anni hanno trovato casa e accoglienza nelle Valli di Lanzo ed ora hanno deciso di mettersi al lavoro per ripagare simbolicamente chi ha teso loro la mano. A Ceres hanno immediatamente trasformato la loro sartoria "Il MoroStyle" da laboratorio artigianale specializzato in capi realizzati con stoffe africane in un laboratorio per produrre mascherine protettive, che poi vengono consegnate a domicilio ad ogni residente.

I ragazzi della Morus onlus sono conosciuti per il loro impegno, cantano in un coro anche canti piemontesi e sono protagonisti del progetti di cooperazione con il Gambia grazie al gemellaggio tra gli alunni di Ceres ed i coetanei di Kalagi.

Animatore di tutto questo è Marino Poma, presidente della Morus onlus, che in questa videodichiarazione sintetizza la scelta dei ragazzi dicendo che "la solidarietà, la mano tesa, l'aiuto reciproco sono concetti importanti che solo chi è stato rifiutato può capire a fondo; questi ragazzi sono passati attraverso la guerra, la dittatura, la fuga verso il futuro, mille esperienze fino all'arrivo nelle nostre Valli e finalmente ad un progetto di accoglienza".

Per questo oggi restituiscono con generosità delle mascherine, un simbolo in questa emergenza da covid19.
Sono loro stessi a spiegarci come le realizzano, le cuciono, le stirano e le regalano, in questo video che hanno realizzato per Città metropolitana.


Le videoconferenze tra gli studenti di Ceres e Kalagi

Un vero e proprio arrivederci quello che si sono scambiati in videoconferenza tra Ceres e Kalagi gli studenti delle scuole gemellate nel progetto di cooperazione internazionale "Ragazzi in Gamb(i)a" promosso dall'Associazione Morus Onlus di Ceres in collaborazione con la Città Metropolitana di Torino, il comune di Ceres e la scuola media dell'Istituto Comprensivo "Leonardo Murialdo".

Sei mesi di lezioni e di approfondimento: i giovani africani hanno imparato come e dove vivono i loro coetanei delle Valli di Lanzo e lo stesso è accaduto in Gambia, con la presenza di Marino Poma attivissimo promotore dello scambio ed il tutoraggio di alcuni ragazzi immigrati dall'Africa alle nostre montagne e perfettamente inseriti. Su tutti, Musa Jobe migrante gambiano che proprio a Kalagi aveva frequentato le scuole medie ed oggi è il vicepresidente della Morus Onlus, dopo essere arrivato a Ceres quattro anni fa al termine del suo viaggio.

L'istruzione e la conoscenza come semi per lo sviluppo, insomma.

Il progetto ha fatto registrare da febbraio a giugno un collegamento mensile audio-video tra le due scuole, tra gli studenti delle classi terze medie, con dialoghi in inglese

Giovedì 6 giugno a Ceres l'ultimo collegamento di un progetto che ha gettato un ponte di pace e di fratellanza tra i giovani del mondo.

La Città metropolitana ha seguito le fasi di questi mesi e non è mancata nemmeno all'evento finale, pronti come siamo per nuove progettualità da sostenere.

Nuova tappa nel progetto di cooperazione internazionale "Ragazzi in Gamb(i)a" che collega Ceres a Kalagi, e si propone l'obiettivo di informare e formare giovani studenti italiani ed africani sulla storia, la cultura, la geografia, l'attualità, i problemi e le opportunità dei rispettivi Paesi e delle diverse realtà.

Voluto e pensato da Marino Poma, presidente dell'associazione MorusOnlus, il progetto condiviso e sostenuto anche da Città metropolitana in questi giorni registra una nuova tappa nel percorso di scambio. Marino Poma con il tutor del progetto, Musa Jobe nato a Kalagi ed oggi pienamente integrato a Ceres, sono in Gambia.

E come a Ceres qualche mese fa avevamo assistito ad un collegamento skype tra studenti italiani ed africani che si erano scambiati informazioni sui rispettivi Paesi (mostrando anche la neve ai ragazzi di Kalagi) in questi giorni dal Gambia ci arrivano le immagini della missione e dei collegamenti virtuali con Ceres e le Valli di Lanzo.

Piccoli passi di una cooperazione internazionale concreta.

Ceres: il primo collegamento in Gambia

La storia parte da Torino, o meglio da Ceres, per arrivare in Gambia, Africa. A novembre il Presidente della MorusOnlus è stato in Gambia insieme ad una delegazione di ragazzi del CoroMoro per tirare le fila di un progetto di cooperazione internazionale, pensato in collaborazione con la Città metropolitana, da presentare per il finanziamento da parte della Regione Piemonte. Il programma non è stato finanziato, ma la MorusOnlus, con il suo attivissimo presidente Marino Poma, ha fortemente voluto ed autofinanziato il progetto "Ragazzi in gamb(i)a" per formare ed informare adolescenti di Ceres e di Kalagi dell'Africa sull'Italia, geografia, storia, attualità, problemi e opportunità.
Il tutor del progetto è Musa Jobe nato a Kalagi ed oggi pienamente integrato a Ceres: la prova vivente che l'accoglienza porta risultati positivi!

Oggi a Ceres la Città metropolitana non ha voluto mancare al primo collegamento Skype tra gli studenti piemontesi e gambiani; la consigliera delegata alle relazioni internazionali Anna Merlin - presente insieme al sindaco Davide Eboli, alla consigliera della Regione Piemonte Celestina Olivetti, alla dirigente scolastica Vilma Pont e tanti insegnanti - ha voluto sottolineare il valore della cooperazione ed ha confermato l'impegno del nostro Ente per sostenere questo progetto.

(08 febbraio 2019)

Che cos'è il Coro Moro

La storia del CoroMoro è davvero una storia particolare: una nascita casuale, non programmata collegata all'arrivo nel 2014 nelle valli di Lanzo a Ceres, Pessinetto e dintorni, di una decina di giovani migranti richiedenti asilo, partiti da Gambia, Senegal, Ghana e Costa d'Avorio.
Per imparare l'italiano, sono stati insegnati ai ragazzi dei canti popolari e ben presto si è passati a quelli della tradizione piemontese.
In dialetto piemontese o in franco provenzale, i coristi eseguono canzoni di montagna come "La montanara", "La bergera" e altri brani tipici. Ai giovani migranti nel tempo se ne sono uniti altri e il canto è diventato momento speciale di integrazione: da qui l'idea del CoroMoro che ora gira per tutta Italia riscuotendo grande attenzione soprattutto per il modello positivo ed unico che rappresenta. Una vera best practice.

 

(10 aprile 2020)