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Cittàmetropolitana di Torino

PUMS

Va avanti il lavoro del comitato scientifico per la progettazione partecipata del PUMS, il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile. La sfida da vincere è quella di rivedere gli spazi della mobilità già esistenti, migliorare i collegamenti tra le varie aree metropolitane, potenziare il trasporto pubblico soprattutto nelle zone scarsamente abitate, migliorare le criticità della viabilità e la sicurezza della circolazione, implementare le piste ciclabili, e accogliere le nuove richieste di mobilità con particolare riferimento alle moderne tecnologie, come i monopattini elettrici.
La fase finale della messa a punto del PUMS, quella definita come orienteering strategico, rivolta ai rappresentanti e ai sindaci delle zone omogenee, oltre che ai presidenti delle Circoscrizioni torinesi, si compone di tre le tappe, con obiettivi differenti, ma tra loro complementari.

Il primo incontro in programma:

  • venerdì 16 aprile, dalle ore 14, "Verso l'adozione del Piano. Il lavoro svolto e gli scenari esplorativi (pdf 171 KB)
    l'incontro è volto a favorire la conoscenza dello stato di avanzamento del processo di redazione ed elaborazione dei diversi scenari esplorativi del Pums e della relativa rispondenza alle istanze emerse dal percorso partecipato.

Sono previsti anche un ciclo di incontri tematici per raccogliere osservazioni, spunti e suggerimenti in relazione alla costruzione dello scenario di piano, che dovrà contenere un mix degli interventi previsti all'interno dei differenti scenari esplorativi.
Infine, nella prima decade di maggio, si terrà un incontro finale volto a presentare lo scenario definitivo che sarà adottato dalla Sindaca metropolitana e successivamente sottoposto alla consultazione prevista per l'approvazione.


Il PUMS in breve

La Città metropolitana è l'ente competente per la redazione e approvazione del PUMS, che deve essere predisposto in un orizzonte temporale decennale e aggiornato con cadenza almeno quinquennale. Ovviamente il Piano deve essere coerente con la pianificazione territoriale e perseguire obiettivi di sostenibilità ambientale, sociale ed economica.
L'iter di elaborazione del PUMS si sviluppa attraverso fasi che prevedono la realizzazione di un percorso partecipativo, volto a garantire il coinvolgimento degli stakeholder e delle comunità che vivono e lavorano nelle diverse zone omogenee in cui è suddiviso il territorio metropolitano.
Al termine del percorso il PUMS sarà adottato dalla sindaca metropolitana Chiara Appendino entro il prossimo mese di marzo e sottoposto all'approvazione del Consiglio metropolitano.
Il Piano viene redatto acquisendo le conoscenze delle diverse discipline che regolano il governo del territorio e coinvolgendo i diversi attori istituzionali interessati. Un punto di partenza per l'elaborazione è il quadro conoscitivo dello stato di fatto dell'area metropolitana, delle sue caratteristiche orografiche, urbanistiche, socio-economiche e di strutturazione della rete infrastrutturale e trasportistica. La definizione del quadro conoscitivo viene conclusa con una analisi di tipo SWOT, finalizzata ad individuare i punti di forza e di debolezza, le opportunità e le minacce.
Il percorso partecipativo prende avvio con la costruzione del quadro conoscitivo e l'individuazione delle principali criticità evidenziate da cittadini e portatori di interesse coinvolti nella definizione degli obiettivi del Piano. L'individuazione degli obiettivi consente di delineare la loro gerarchia, ma anche le strategie e le azioni propedeutiche alla costruzione partecipata dello scenario di Piano.
A partire dal quadro conoscitivo e dall'individuazione degli obiettivi, si definiscono, anche attraverso il percorso partecipativo, le strategie e le azioni che costituiscono il punto di partenza per la costruzione degli scenari alternativi di Piano. L'adozione con atto della sindaca metropolitana dà anche avvio alla procedura di valutazione ambientale strategica, mentre la successiva approvazione da parte del Consiglio metropolitano dà avvio alla fase di progettazione e realizzazione degli interventi e permette di ampliare le opportunità di accesso ai finanziamenti per il trasporto.
Nell'ambito della redazione del PUMS e successivamente alla definizione dello scenario di Piano, devono essere definite le attività di monitoraggio obbligatorio da avviare a seguito dell'approvazione.


Febbraio 2021: Pums, tra piano, sviluppo e la Carte della sostenibilità

A cavallo tra gennaio e febbraio 2021 il percorso di avvicinamento alla realizzazione del PUMS si è sviluppato attraverso una serie di incontri:

  • venerdì 29 gennaio dalle ore 10:30 Città metropolitana di Torino e Politecnico si sono incontrati per definire gli ultimi aspetti del contratto di ricerca e per il quaderno "Pums tra piano e progetto" sul territorio metropolitano;
  • lunedì 1° febbraio un incontro tra Citec e Città di Torino per approfondire idee sulla "Carta della Sostenibilità" per il territorio comunale di Torino;
  • martedì 9 febbraio dalle ore 14:30 Città metropolitana, Città di Torino, Citec e Politecnico in un meeting plenario si sono confrontati sulle prime idee e approfondimenti, elaborati in parallelo da Citec e Politecnico, dei contenuti del "Pums tra piano e progetto" e della "Carta della sostenibilità".

Novembre 2020: incontro con le zone omogenee

Venerdì 27 novembre la Città metropolitana ha organizzato online un incontro con le zone omogenee per avviare con il territorio la progettazione partecipata del PUMS, il piano urbano della mobilità sostenibile, raccogliendo le proposte di azioni da realizzare all'interno di uno strumento di pianificazione strategica previsto a livello nazionale da un decreto del 2017.

Le esigenze segnalate dalle zone omogenee nell'incontro del 27 novembre 2020
Il confronto nei tavoli dedicati alle singole zone omogenee è sceso nel dettaglio delle criticità vissute e segnalate dai cittadini, dagli amministratori locali e dai rappresentanti di associazioni e gruppi interessati al tema.
Il gruppo dedicato alla zona omogenea 1 Torino città è stato moderato dall'architetto Alessandro Mazzotta, uno dei componenti del comitato scientifico per la redazione del PUMS: il gruppo di lavoro così rivolto al capoluogo ha in parte risentito della mancanza di un ruolo della Città metropolitana nell'intervenire sulla programmazione in capo al Comune di Torino. La sfida del PUMS - come è stato ripetuto - è quella di rivedere gli spazi della mobilità esistenti, accogliendo le nuove richieste di mobilità con particolare riferimento alle nuove tecnologie: il riferimento all'uso e alla regolamentazione dei monopattini elettrici è stato centrale, così come il tema delle piste ciclabili.
A livello di zona omogenea 3 Torino Sud, il sindaco di Nichelino, Giampiero Tolardo, ha sottolineato l'esigenza di potenziare il trasporto pubblico locale e di prolungare la linea tranviaria 4 sino a Stupinigi, per valorizzare turisticamente la Palazzina di Caccia. Anche le zone 30, la viabilità ciclabile e i parcheggi intermodali sono tra le priorità segnalate dagli amministratori locali, come Ivan Marusich, sindaco di Volvera e portavoce della zona omogenea 3. Secondo Marusich la penalizzazione del trasporto privato e le limitazioni alla circolazione dei veicoli più inquinanti deve andare di pari passo con un servizio pubblico più efficiente e capillare. Antimo De Ruosi, assessore ai trasporti, viabilità e digitalizzazione del Comune di Nichelino, ha toccato i temi delle infrastrutture digitali e delle piattaforme di e-commerce locali, che potrebbero diminuire l'esigenza di mobilità garantendo l'estensione dello smart working e la tutela del commercio di prossimità. Ma ha anche citato tra le azioni che potrebbero migliorare il sistema della mobilità l'interramento di un tratto della ferrovia Torino-Pinerolo, la promozione del car sharing e l'adozione di biciplan per il sostegno alla mobilità ciclabile. Gianfranco Fiora, assessore all'urbanistica e allo sviluppo del territorio del Comune di Orbassano, ha toccato il tema dell'importanza della stazione delle linea ferroviaria SFM5 in prossimità dell'ospedale San Luigi. Ha anche fatto presente che la mobilità ciclabile potrebbe essere incentivata consentendo il trasporto delle biciclette su treni e autobus. Comune a diversi amministratori locali è poi la sottolineatura dell'esigenza di rivedere le tariffe del trasporto locale e l'impostazione degli abbonamenti nelle aree integrate con il sistema GTT.
Articolate sono le esigenze dei territori più distanti dalla prima cintura del territorio metropolitano. Ne è un esempio la zona omogenea 9 che raccoglie i 58 comuni dell'Eporediese, dove realtà industriali e di importanti dimensioni come Ivrea sono insieme a comuni piccoli e piccolissimi, situati in territori montani e rurali con poche risorse e pochi mezzi di comunicazione. L'esigenza pressante è quella di poter disporre di un parco mezzi rinnovato e di migliori servizi di trasporto pubblico che permettano di accedere con facilità alle strutture pubbliche come le scuole e i servizi sanitari, potenziando anche, specie per i comuni più grandi, il sistema di trasporti alternativo e ampliando le reti ciclabili, come ha fatto notare il viceportavoce Luigi Sergio Ricca, sindaco di Bollengo. I problemi di una zona come quella Eporediese devono però essere affrontati in una scala territorialmente più vasta che rafforzi la rete di interconnessioni, ha sottolineato Andrea Ardissone, vicepresidente di Confindustria Canavese).

Tra i soggetti che hanno partecipato all'incontro è stato effettuato un sondaggio online, per capire quali sono le esigenze più sentite nei territori delle 11 zone omogenee. I soggetti che hanno risposto alle domande del sondaggio, sono perlopiù rappresentanti di pubbliche amministrazioni, il 59% del totale; ma non mancano imprenditori, rappresentanti di associazioni di categoria e Onlus, rappresentanti del mondo accademico. Le zone della cintura di Torino e quelle delle aree esterne montane e rurali rappresentano il 69% del totale dei partecipanti al sondaggio. Le politiche considerate come prioritarie sono quelle che puntano al miglioramento delle infrastrutture sostenibili e contemporaneamente ad incentivare l'intermodalità, scelte dal 72% dei partecipanti al sondaggio. Il 53% degli intervistati ritiene che occorra ripensare le città, avvicinando i servizi ai cittadini, secondo il principio della "città a 15 minuti". Non mancano però coloro che sottolineano come sia necessario potenziare il mobility management e incentivare lo smart working. Per il 30% dei partecipanti al sondaggio l'intermodalità dovrebbe essere agevolata modificando o introducendo politiche tariffarie integrate. Ma il mix di azioni deve prevedere anche la promozione e l'educazione alla mobilità pedonale e ciclabile verso scuole e luoghi di lavoro, così come una riprogettazione degli spazi urbani che avvicini i servizi alla popolazione. L'intermodalità necessita di adeguate infrastrutture: lo ha segnalato il 30 % degli intervistati. Tra le priorità vi sono anche lo sviluppo della mobilità ciclabile comunale e intercomunale, il miglioramento dell'accessibilità al trasporto pubblico locale su strada e il potenziamento dell'offerta di quello ferroviario.

- Le linee di azione delle zone omogenee. Istant report, 27 novembre 2020 (pdf 366 KB)

(03 dicembre 2020)

Ottobre 2020: inconto con la Regione Piemonte

Dopo il lungo periodo di lockdown, la Città metropolitana riavvia la progettazione partecipata del Pums, il Piano urbano della mobilità sostenibile.
Venerdì 9 ottobre a Torino, nella nostra sede di corso Inghilterra, un evento in presenza ha consentito di confrontarsi anche con Regione Piemonte sul tema della conoscenza del territorio.
L'incontro è stato aperto con i saluti della Città metropolitana, portati dal vicesindaco Marco Marocco, il quale, riferendosi alle funzioni di coordinamento e di propulsione dell'ente di area vasta, ha parlato della necessità di un cambiamento di visione su tutte le questioni legate alla mobilità, soprattutto dopo la crisi generata dalla pandemia. In rappresentanza della Regione era presente il dirigente del settore pianificazione trasporti Ezio Elia.
Al centro dell'attenzione c'era la progettazione partecipata dei Piani regionali (PrMoP e PrLog) e il quadrante del Piemonte costituito dal territorio metropolitano di Torino: obiettivo della giornata, un approfondimento della conoscenza del territorio, con le sue potenzialità e le sue criticità, verificando se la fotografia di quadrante, costruita sulla base dei dati socio-economici, territoriali e di mobilità disponibili, corrisponde alla percezione che ne hanno i diversi attori locali.
L'analisi di questi dati è stata la materia dell'intervento di Cristina Bargero, ricercatrice di Ires Piemonte. Numeri che in gran parte hanno messo in evidenza la debolezza del territorio, che la diffusione del coronavirus ha messo ulteriormente in crisi, a partire dal declino demografico: meno 45mila abitanti nell'ultimo decennio, per un territorio che non attrae più popolazione dall'esterno. Un tasso di disoccupazione che è più elevato della media piemontese, anche a causa della crisi dell'automotive, e un export in calo. Tuttavia, in una parte del Piemonte che comunque conta 200mila imprese attive e che fornisce il 43% del fatturato dell'intera regione, a offrire una performance positiva è la meccanica di precisione, che dell'export costituisce il 30%. Anche il turismo dal 2019 ha registrato un calo dopo anni di crescita, e i dati del 2020 non porteranno certamente un'inversione di tendenza. In crescita, purtroppo, è la cassa integrazione in deroga: a settembre spesi ben 100 milioni di euro per questo ammortizzatore sociale.
Infine i dati sui pendolari: in una regione che registra più di mezzo milione di spostamenti quotidiani, Torino è il polo di attrazione della gran parte di essi. Solo il 13% dei pendolari, però, utilizza il trasporto pubblico locale, benché con un livello di soddisfazione più alto che negli altri quadranti: è molto alta la diffidenza, causa coronavirus, verso questo tipo di vettore della mobilità, e infatti si registra un aumento della mobilità in auto e anche a piedi.
Fotografia confermata dagli attori del territorio, che in maggioranza hanno invocato forti investimenti pubblici nel settore del trasporto locale, in modo da aumentare l'offerta e, di conseguenza, spostare la domanda. (Richieste condite da una preoccupazione: quella che il calo di utenza di questi mesi segnati dalla paura del contagio finisca per indurre un taglio permanente ai finanziamenti). Insufficienza dell'offerta che è tra le cause, è stato fatto notare da più parti, dello spopolamento di molte zone del Piemonte, quadrante metropolitano compreso. Ma non solo trasporto pubblico locale: diversi interventi hanno auspicato una più sviluppata intermodalità con la mobilità dolce, in particolare la bicicletta e il monopattino elettrico.

In programma incontri di progettazione partecipata del Pums, con le zone omogenee o raggruppamento di zone, con lo scopo di raccogliere le proposte di azioni da realizzare:

(25 novembre 2020)

Coinvolgimento, condivisione e confronto con i territori

Migliorare i collegamenti tra le varie aree della Città metropolitana di Torino, prevedendo direttrici tangenziali oltre a quelle radiali che convergono verso il capoluogo, potenziare il trasporto pubblico nelle aree scarsamente abitate, differenziare e separare il traffico urbano e quello extraurbano, migliorare i nodi critici della viabilità e del trasporto pubblico, la sicurezza della circolazione, i comportamenti e le abitudini quotidiane di chi si sposta con i mezzi privati: sono alcuni dei temi emersi nella prima fase di consultazione dei rappresentanti istituzionali, propedeutica alla redazione delPUMS, il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, la cui elaborazione e successiva attuazione sono previste in tutta Italia da un decreto ministeriale. Il PUMS è un piano strategico di medio e lungo termine, che dovrà essere aggiornato ogni cinque anni, essere coerente con la pianificazione territoriale, perseguire obiettivi di sostenibilità ambientale, sociale ed economica.


Il coinvolgimento dei territori e dei portatori di interesse

L'iter per la definizione del Piano è partito nello scorso mese di febbraio, con un primo incontro tra amministratori locali e tecnici esperti in materia. I successivi incontri di presentazione del processo di costruzione del Piano si sono svolti il 13 maggio a Rivarolo per la Zona omogenea 8 Canavese occidentale e per la Zona 9 Eporediese, il 14 maggio a Pinerolo per la Zona 5 Pinerolese e la 6 Valli di Susa e Sangone, il 20 maggio a Chieri per la Zona 11 Chierese-Carmagnolese e il 19 giugno nella sede di Città metropolitana a Torino per la Zona 7 Ciriacese-Valli di Lanzo e la 10 Chivassese. In autunno è stato istituito un Comitato scientifico, composto da esperti dell'Università e del Politecnico di Torino, dell'Università Cattolica di Milano e dell'Universidad Politecnica de Catalunya, che sta accompagnando il percorso di redazione partecipata, che prevede più fasi e terminerà nel 2021 con l'approvazione del Piano da parte del Consiglio metropolitano.

La prima fase del processo verte sulla definizione degli obiettivi e il Comitato scientifico si è concentrato sulla produzione di contributi utili ad illustrare meglio le ragioni del Piano e le sue finalità. Il Comitato sta affrontando i punti fondamentali su cui si concentrerà il Piano: il sostegno a modalità e mezzi di trasporto a minore impatto ambientale ed economico-sociale, per aumentare la vivibilità del territorio e il benessere degli utenti; l'adeguamento delle infrastrutture per ridurre l'incidentalità stradale e proteggere pedoni e ciclisti; la revisione del sistema di mobilità in funzione dei nuovi poli attrattori, collocati sempre più nella cintura di Torino e sempre meno all'interno della città; il ripensamento degli spazi della mobilità esistenti, cercando di aumentare la loro qualità ambientale con le soluzioni innovative che l'attuale tecnologia offre; il continuo e accurato monitoraggio della pianificazione, per valutare la reale efficacia delle strategie e delle azioni messe in campo.


Condividere gli obiettivi prioritari

Nel corso del Forum che si è tenuto mercoledì 18 dicembre nella sede di corso Inghilterra della Città metropolitana di Torino il confronto tra Comitato scientifico, rappresentanti istituzionali e portatori di interesse ha avuto questi temi come elementi di partenza, attraverso una prima fase assembleare ed un successivo lavoro per gruppi, con l'obiettivo di condividere tra istituzioni, organizzazioni, associazioni e imprese del territorio gli obiettivi prioritari da perseguire all'interno di ciascuna delle undici Zone omogenee che compongono la Città metropolitana. I risultati del Forum saranno sviluppati durante le fasi successive di elaborazione del Piano, prima in strategie per raggiungere gli obiettivi delineati e infine in azioni ed interventi da adottare.

Introducendo i lavori, il Consigliere metropolitano delegato alla pianificazione strategica, Dimitri De Vita, ha ricordato che la Città di Torino si è già da tempo incamminata sulla strada della redazione di un PUMS. L'intero territorio si è affidato alla Città metropolitana per realizzare un'indagine conoscitiva preliminare all'ideazione di un sistema di trasporto pubblico locale che, oltre alle rete radiale con al centro Torino, preveda linee tangenziali tra diversi territori esterni alla conurbazione torinese. Anche perché, come hanno fatto notare alcuni esperti chiamati a far parte del Comitato scientifico del PUMS, i nuovi poli di attrazione extra-torinesi necessitano di un sistema di trasporto e di un'organizzazione della mobilità che si adatti alle loro nuove esigenze. Senza dimenticare che il PUMS deve affrontare le fragilità dei territori più lontani dal capoluogo e dagli altri centri urbani.

Come ha ricordato il Consigliere De Vita, il territorio metropolitano sconta una diminuzione di ben 56 milioni in pochi anni nell'ammontare delle risorse nazionali erogate a sostegno del trasporto pubblico locale: un gap che occorrerà recuperare anche e soprattutto grazie allo strumento del PUMS. La redazione del Piano occuperà l'intero 2020, per approdare nei primi mesi del 2021 all'approvazione definitiva da parte del Consiglio metropolitano. Il coinvolgimento dei territori periferici e dei rappresentanti delle Zone omogenee è ritenuto fondamentale dagli amministratori della Città metropolitana. Per questo le Zone hanno identificato tecnici di loro fiducia, per rappresentare le esigenze dei territori in una Città metropolitana che, comprendendo una grande area urbana, alcune città importanti e ampi territori rurali, collinari e montani, è un unicum in Italia, se non in Europa. Il PUMS sarà uno strumento di pianificazione sovraordinato ai piani del traffico comunali e potrà prevedere una serie di nuove infrastrutture necessarie per la sua attuazione. Il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture ha messo a disposizione fondi sia per la redazione dei PUMS che per la loro realizzazione. È possibile attingere a risorse per la progettazione delle opere infrastrutturali ritenute indispensabili, per la redazione dei piani per la logistica e di quelli per l'accessibilità e l'intermodalità. La redazione del PUMS è oggetto di una interlocuzione con la Regione Piemonte, in particolare con il Settore pianificazione e programmazione trasporti e infrastrutture, a sua volta impegnata nella redazione dei piani strategici regionali per la mobilità delle persone e delle merci.

(19 dicembre 2019)

Maggio - giugno 2019: avvio dell'iter sul territorio

Mercoledi 8 maggio a Palazzo Cisterna, la Città metropolitana ha avviato l'iter del PUMS con un primo incontro tra amministratori locali e tecnici esperti in materia. Poi gli incontri di presentazione si sono svolti il 13 maggio a Rivarolo con la zona 8 Canavese occidentale e zona 9 Eporediese; il 14 maggio a Pinerolo con zona 5 Pinerolese e zona 6 valli di Susa e Sangone; il 20 maggio a Chieri con la zona 11 Chierese-Carmagnolese ed infine il 19 giugno nella sede di Città metropolitana a Torino  con zona 7 Ciriacese-valli di Lanzo e zona 10 Chivassese.
Ora tocca agli uffici di Città metropolitana raccogliere dati sul territorio ed elaborare le proposte.

 

(12 aprile 2021)