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Cittàmetropolitana di Torino

PUMS

Il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile nasce dal confronto e dall'ascolto delle esigenze dei territori

Migliorare i collegamenti tra le varie aree della Città metropolitana di Torino, prevedendo direttrici tangenziali oltre a quelle radiali che convergono verso il capoluogo, potenziare il trasporto pubblico nelle aree scarsamente abitate, differenziare e separare il traffico urbano e quello extraurbano, migliorare i nodi critici della viabilità e del trasporto pubblico, la sicurezza della circolazione, i comportamenti e le abitudini quotidiane di chi si sposta con i mezzi privati: sono alcuni dei temi emersi nella prima fase di consultazione dei rappresentanti istituzionali, propedeutica alla redazione delPUMS, il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, la cui elaborazione e successiva attuazione sono previste in tutta Italia da un decreto ministeriale. Il PUMS è un piano strategico di medio e lungo termine, che dovrà essere aggiornato ogni cinque anni, essere coerente con la pianificazione territoriale, perseguire obiettivi di sostenibilità ambientale, sociale ed economica.


Il coinvolgimento dei territori e dei portatori di interesse

L'iter per la definizione del Piano è partito nello scorso mese di febbraio, con un primo incontro tra amministratori locali e tecnici esperti in materia. I successivi incontri di presentazione del processo di costruzione del Piano si sono svolti il 13 maggio a Rivarolo per la Zona omogenea 8 Canavese occidentale e per la Zona 9 Eporediese, il 14 maggio a Pinerolo per la Zona 5 Pinerolese e la 6 Valli di Susa e Sangone, il 20 maggio a Chieri per la Zona 11 Chierese-Carmagnolese e il 19 giugno nella sede di Città metropolitana a Torino per la Zona 7 Ciriacese-Valli di Lanzo e la 10 Chivassese. In autunno è stato istituito un Comitato scientifico, composto da esperti dell'Università e del Politecnico di Torino, dell'Università Cattolica di Milano e dell'Universidad Politecnica de Catalunya, che sta accompagnando il percorso di redazione partecipata, che prevede più fasi e terminerà nel 2021 con l'approvazione del Piano da parte del Consiglio metropolitano.

La prima fase del processo verte sulla definizione degli obiettivi e il Comitato scientifico si è concentrato sulla produzione di contributi utili ad illustrare meglio le ragioni del Piano e le sue finalità. Il Comitato sta affrontando i punti fondamentali su cui si concentrerà il Piano: il sostegno a modalità e mezzi di trasporto a minore impatto ambientale ed economico-sociale, per aumentare la vivibilità del territorio e il benessere degli utenti; l'adeguamento delle infrastrutture per ridurre l'incidentalità stradale e proteggere pedoni e ciclisti; la revisione del sistema di mobilità in funzione dei nuovi poli attrattori, collocati sempre più nella cintura di Torino e sempre meno all'interno della città; il ripensamento degli spazi della mobilità esistenti, cercando di aumentare la loro qualità ambientale con le soluzioni innovative che l'attuale tecnologia offre; il continuo e accurato monitoraggio della pianificazione, per valutare la reale efficacia delle strategie e delle azioni messe in campo.


Condividere gli obiettivi prioritari

Nel corso del Forum che si è tenuto mercoledì 18 dicembre nella sede di corso Inghilterra della Città metropolitana di Torino il confronto tra Comitato scientifico, rappresentanti istituzionali e portatori di interesse ha avuto questi temi come elementi di partenza, attraverso una prima fase assembleare ed un successivo lavoro per gruppi, con l'obiettivo di condividere tra istituzioni, organizzazioni, associazioni e imprese del territorio gli obiettivi prioritari da perseguire all'interno di ciascuna delle undici Zone omogenee che compongono la Città metropolitana. I risultati del Forum saranno sviluppati durante le fasi successive di elaborazione del Piano, prima in strategie per raggiungere gli obiettivi delineati e infine in azioni ed interventi da adottare.

Introducendo i lavori, il Consigliere metropolitano delegato alla pianificazione strategica, Dimitri De Vita, ha ricordato che la Città di Torino si è già da tempo incamminata sulla strada della redazione di un PUMS. L'intero territorio si è affidato alla Città metropolitana per realizzare un'indagine conoscitiva preliminare all'ideazione di un sistema di trasporto pubblico locale che, oltre alle rete radiale con al centro Torino, preveda linee tangenziali tra diversi territori esterni alla conurbazione torinese. Anche perché, come hanno fatto notare alcuni esperti chiamati a far parte del Comitato scientifico del PUMS, i nuovi poli di attrazione extra-torinesi necessitano di un sistema di trasporto e di un'organizzazione della mobilità che si adatti alle loro nuove esigenze. Senza dimenticare che il PUMS deve affrontare le fragilità dei territori più lontani dal capoluogo e dagli altri centri urbani.

Come ha ricordato il Consigliere De Vita, il territorio metropolitano sconta una diminuzione di ben 56 milioni in pochi anni nell'ammontare delle risorse nazionali erogate a sostegno del trasporto pubblico locale: un gap che occorrerà recuperare anche e soprattutto grazie allo strumento del PUMS. La redazione del Piano occuperà l'intero 2020, per approdare nei primi mesi del 2021 all'approvazione definitiva da parte del Consiglio metropolitano. Il coinvolgimento dei territori periferici e dei rappresentanti delle Zone omogenee è ritenuto fondamentale dagli amministratori della Città metropolitana. Per questo le Zone hanno identificato tecnici di loro fiducia, per rappresentare le esigenze dei territori in una Città metropolitana che, comprendendo una grande area urbana, alcune città importanti e ampi territori rurali, collinari e montani, è un unicum in Italia, se non in Europa. Il PUMS sarà uno strumento di pianificazione sovraordinato ai piani del traffico comunali e potrà prevedere una serie di nuove infrastrutture necessarie per la sua attuazione. Il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture ha messo a disposizione fondi sia per la redazione dei PUMS che per la loro realizzazione. È possibile attingere a risorse per la progettazione delle opere infrastrutturali ritenute indispensabili, per la redazione dei piani per la logistica e di quelli per l'accessibilità e l'intermodalità. La redazione del PUMS è oggetto di una interlocuzione con la Regione Piemonte, in particolare con il Settore pianificazione e programmazione trasporti e infrastrutture, a sua volta impegnata nella redazione dei piani strategici regionali per la mobilità delle persone e delle merci.


Maggio - giugno 2019: avvio dell'iter sul territorio

Mercoledi 8 maggio a Palazzo Cisterna, la Città metropolitana ha avviato l'iter del PUMS con un primo incontro tra amministratori locali e tecnici esperti in materia. Poi gli incontri di presentazione si sono svolti il 13 maggio a Rivarolo con la zona 8 Canavese occidentale e zona 9 Eporediese; il 14 maggio a Pinerolo con zona 5 Pinerolese e zona 6 valli di Susa e Sangone; il 20 maggio a Chieri con la zona 11 Chierese-Carmagnolese ed infine il 19 giugno nella sede di Città metropolitana a Torino  con zona 7 Ciriacese-valli di Lanzo e zona 10 Chivassese.
Ora tocca agli uffici di Città metropolitana raccogliere dati sul territorio ed elaborare le proposte.

 

(19 dicembre 2019)