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Cittàmetropolitana di Torino

Alte Valli Cuore delle Alpi

L'unione montana dei comuni della Valle di Susa firma la carta di Budoia in occasione del lancio di Cuore resiliente

Una giornata da cartolina - cielo azzurrissimo e tanta neve intonsa a imbiancare le montagne- quella con cui venerdì 6 dicembre Casa Olimpia a Sestriere ha accolto l'evento di lancio di Cuore resiliente, il quarto progetto che fa parte del Piter (progetto Alcotra integrato tematico) Alte Valli Cuore delle Alpi.

Cuore resiliente - di cui è capofila la Città metropolitana e di cui sono partner Syndicat du Pays de Maurienne, la Communauté de Communes du Briançonnais, la Communauté de Communes du Pays des Ecrins; il Gruppo di azione locale Escartons e Valli Valdesi e la Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa di Torino - punta a rafforzare sicurezza e resilienza delle comunità delle Alte Valli, mettendo in rete competenze e soggetti rilevanti e definendo misure di mitigazione dei rischi naturali, in particolare quello idrogeologico, rafforzando la capacità del tessuto economico di prevenire il rischio e reagire agli eventi.

Perciò, le azioni previste intervengono in primis su imprese (e lavoratori) della filiera turistica, principale comparto economico e veicolo dell'immagine dell'area all'esterno, coinvolgendo anche residenti e turisti, con azioni materiali e immateriali che aumentino conoscenza e capacità di prevenzione dei rischi. Forte quindi la connessione con Cuore innovante, un altro dei progetti rivolto soprattutto al comparto economico delle zone montane e rurali: l'interazione fra i diversi progetti è peraltro una delle caratteristiche dei Piter (Piani integrati territoriali). Cuore resiliente ha un ambizioso programma che mette insieme indagini e monitoraggio dei rischi idrogeologici tipici delle zone montane -esondazioni, frane, valanghe - e buone pratiche che superino la differenze con cui le amministrazioni italiane e francesi affrontano le criticità.

"Stanno cambiando le condizioni climatiche" ha detto in apertura il vicesindaco metropolitano Marco Marocco "e di qui e di là del confine si deve far fronte alle stesse emergenze. Per il territorio è importante far crescere la resilienza e intervenire sulle condizioni di sicurezza dei cittadini, perché solo nella tranquillità ci si può concentrare bene sul lavoro e sullo sviluppo". Un concetto sottolineato da Maruzio Beria D'Argentina, presidente della Conferenza Alte valli, che ha fatto notare come elementi vissuti come critici possono invece diventare opportunità di sviluppo se si mettono in atto cambiamenti lungimiranti.

Inevitabile in quest'ottica condurre in parallelo un'attenta riflessione sulla crisi climatica e sui suoi effetti sui territori di montagna e rurali. Per questa ragione il programma della giornata è stata l'occasione per l'Unione montana dei comuni della Valle di Susa - fra le prime sul territorio della Città metropolitana -di aderire alla Carta di Budoia, un impegno proposto ai Comuni alpini nel 2017 a Budoia, in Friuli, dalla convenzione delle Alpi a favore del clima e in particolare affinché i comuni alpini si facciano parte attiva nell'adozione di strategie di adattamento al cambiamento climatico.

 

Far fronte alla crisi climatica in montagna: il lancio di Cuore resiliente

Anche per Cuore resiliente, il quarto progetto che fa parte del Piter (progetto Alcotra integrato tematico) Alte Valli Cuore delle Alpi, è arrivato il momento del "lancio", ovvero della presentazione ai cittadini e ai soggetti che saranno, direttamente e indirettamente, interessati al progetto.

L'appuntamento è per venerdì 6 dicembre 2019 alle 10 presso casa Olimpia a Sestriere. Sarà l'occasione per conoscere gli obiettivi di Cuore resiliente - di cui è capofila la Città metropolitana e di cui sono partner Syndicat du Pays de Maurienne, la Communauté de Communes du Briançonnais, la Communauté de Communes du Pays des Ecrins; il Gruppo di azione locale Escartons e Valli Valdesi e la Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa di Torino.

Il progetto punta a rafforzare sicurezza e resilienza delle comunità delle Alte Valli, mettendo in rete competenze e soggetti rilevanti e definendo misure di mitigazione dei rischi naturali, in particolare quello idrogeologico, rafforzando la capacità del tessuto economico di prevenire il rischio e reagire agli eventi. Perciò, le azioni previste intervengono in primis su imprese (e lavoratori) della filiera turistica, principale comparto economico e veicolo dell'immagine dell'area all'esterno, coinvolgendo anche residenti e turisti, con azioni materiali e immateriali che aumentino conoscenza e capacità di prevenzione dei rischi.

Inevitabile in quest'ottica condurre in parallelo un'attenta riflessione sulla crisi climatica e sui suoi effetti sui territori di montagna e rurali. Per questa ragione il programma della giornata dedicherà un focus alla Carta di Budoia, un impegno proposto ai Comuni alpini nel 2017 a Budoia, in Friuli, a favore del clima e in particolare a farsi parte attiva nell'adozione di strategie di adattamento al cambiamento climatico.

PROGRAMMA 6 dicembre 2019

10/10,30
Accoglienza

10,30/11,00
Saluti istituzionali

  • Città metropolitana di Torino: vicesindaco Marco Marocco
  • Conferenza Alte Valli: presidente Maurizio Beria d'Argentina
  • Communauté de Communes du Briançonnais: vicepresidente Guy Hermitte
  • Gal Escartons e Valli Valdesi
  • Cna Torino: segretario Paolo Alberti
  • nione Montana del Pinerolese: Assessore Mauro Vignola
11/11,40
Presentazione del progetto a cura dei responsabili dei 4 WP: Città metropolitana di Torino, GAL Escartons e Valli Valdesi, Cna

11,45/12,30
Tavola Rotonda "Rischi naturali e cambiamenti climatici: scenari futuri e opportunità per i territori alpini"

  • Antonio Ballarin Denti - Fondazione Lombarda per l'Ambiente - cambiamenti climatici-la Carta di Budoia
  • Roberto Cremonini -Arpa Piemonte - prevenzione rischi naturali
  • Furio Dutto - Città metropolitana di Torino - resilienza dei territori
  • Isabelle Bonhomme- Ccb - Appréhender les risques sous une approche nouvelle

12,30/13,00
Sessione domande/risposte

Future Lab

La Città metropolitana, la Diaconia Valdese - Servizio giovani e territorio, i partners e il gruppo di lavoro costituito dai Consorzi Socio-Assistenziali Con.isa, CISS di Pinerolo e ASL TO3 nel quadro del progetto Interreg Piter Cuore delle Alpi - Cuore Solidale, finalizzato a migliorare l'accessibilità ai servizi sociali in aree montane e disagiate, realizza l'analisi dei bisogni sociali, attraverso il Future Lab, un metodo partecipativo basato sull'ascolto, che riflette sui limiti del presente e su come si possa affrontarli in un'ottica di visione futura.

Il seminario di avvio del progetto, mercoledì 20 novembre 2019, dalle ore 10.00, a Bussoleno, sala consigliare, via Traforo n. 62, dal titolo "Il futuro oggi". L'evento è aperto alla cittadinanza, prenotazioni entro venerdì 15 novembre. Locandina


Info

Diaconia Valdese
email: giovanieterritorio@diaconiavaldese.org
tel. 0121 91318

Riunito il Comitato di pilotaggio di Alte Valli Cuore delle Alpi

Intensa giornata di lavoro per i partner del progetto Alcotra integrato tematico (Piter) Alte Valli Cuore delle Alpi, che si sono ritrovati a Modane mercoledì 23 ottobre per il primo Comitato di pilotaggio, la cabina di regia in cui si attua il coordinamento strategico dei quattro progetti che lo compongono.

È stata anche l'occasione per salutare il rinnovo dei vertici della Conferenza Alte Valli (Chav), l'associazione transfrontaliera che dall'inizio degli anni Duemila lavora per la promozione del territorio transfrontaliero: alla presidenza è salito Maurizio Beria D'Argentine, sindaco di Sauze di Cesana, mentre la vicepresidenza sarà ricoperta da Jean Claude Raffin, sindaco di Modane, da Guy Hermitte, vicepresidente della Comunità di Comuni del Briançonnais e da Ombretta Bertolo, sindaco di Almese.

"Uno dei punti di forza di questo Piter è che il territorio si avvale di una lunga esperienza di collaborazione portata avanti dalla Conferenza delle Alte Valli, una collaborazione che affonda le radici ai primi Intereg negli anni Novanta" ha mandato i suoi saluti per l'apertura dell'incontro Marco Marocco, vicesindaco della Città metropolitana, che per un impegno istituzionale improvviso non ha potuto partecipare. "Il Piter Cuore delle Alpi non è il primo passo di un progetto di integrazione transfrontaliera, è una strategia che più che al presente deve guardare al futuro, realizzando azioni che possano esser trampolino di lancio per i progetti del dopo - e io credo sia nostro compito da subito iniziare a immaginarli e prepararli."

Un concetto che è stato ripreso in molti interventi, a cominciare da quello di Jean Claude Raffin, che in quanto  vice presidente del Syndicat Pays de la Maurienne è capofila del Piter Cuore della Alpi. "Con questo Comitato di pilotaggio assicuriamo una governance completa del progetto, che ricordiamo è partita in diverse tranche: il progetto di comunicazione complessivo, Cuore solidale e Cuore dinamico hanno preso il via lo scorso ottobre e già hanno cominciato a lavorare, mentre Cuore resiliente e Cuore innovante sono stati approvati in step successivi e iniziano ora il loro percorso".

I "Cuori" che compongono il Piter affrontano in modo integrato quattro temi che caratterizzano la vita delle comunità montane e rurali dai due lati della frontiera italo-francese: la mobilità sociale e dei trasporti, lo sviluppo economico delle realtà imprenditoriali, i rischi legati alla fragilità del territorio. L'obiettivo è offrire occasioni di sviluppo e aumentare la qualità della vita per chi ci vive e chi vorrebbe andarci a vivere, migliorare i servizi per i turisti senza rinunciare a proteggere un ambiente di per sé tanto bello quanto delicato come la montagna e quindi che puntare a una montagna "intelligente e sostenibile".

Nel discutere i progetti già avviati e quelli ai blocchi di partenza i capofila dei diversi Cuori - la Città metropolitana è capofila per il Cuore resiliente e per il Cuore solidale- hanno messo l'accento su come le azioni di ciascun progetto intersechino in modo trasversale quelle degli altri, con una modalità innovativa che affronta l'obiettivo nella sua complessità e che punta a fare di questo Piter una occasione per vere ricadute sul territorio e il punto di partenza per sviluppare progetti futuri.

Cuore delle Alpi, si insedia il Comitato di pilotaggio

Gli amministratori delle Alte Valli Cuore delle Alpi si ritrovano mercoledì 23 ottobre a Modane per il comitato di pilotaggio del piano integrato territoriale CuoredelleAlpi  finanziato nella programmazione Italia Francia ALCOTRA.

Parleremo della costruzione di strategie comuni tra gli enti territoriali dell'area transfrontaliera con Marco Marocco vicesindaco della Città Metropolitana di Torino, Jean Peyrony direttore della MOT, la Mission Opérationnelle Transfrontalière, i sindaci dei due territori, i tecnici al lavoro sul piano in materia di protezionecivile mobilita sostenibile  inclusione sociale  innovazione 

Cuore solidale e Cuore dinamico presentati a Pinerolo

Inclusione sociale e mobilità sostenibile sono elementi strategici per lo sviluppo di una montagna intelligente, che sia polo d'attrazione per l'economia, il turismo e la qualità della vita. Sono in effetti questi i temi chiave di Cuore dinamico e Cuore solidale, due dei progetti che, insieme a Cuore innovante e Cuore resiliente, compongono il Piano integrato territoriale (Piter) "Cuore delle Alpi" finanziato con oltre 7 milioni di euro nell'ambito dei progetti Interreg Alcotra 2014\2020.
Cuore solidale e Cuore dinamico sono stati presentati a Pinerolo, con la partecipazione di tutto il partnenariato italo francese - ben 10 gli enti che partecipano in rappresentanza delle comunità transfrontaliere - e dei numerosi stakeholder.
Mobilità sociale e mobilità sostenibile sono temi strettamente connessi: da un lato occorre puntare l'attenzione alle fasce deboli dei territori montani e rurali dal punto di vista dei servizi socio sanitari e di iniziative che promuovano l'inclusione, dall'altro è importante facilitare gli spostamenti. Molte le buone pratiche sviluppate sul tema della mobilità sociale e trasportistica già presenti in Italia e in Francia e che i due progetti del Piter vogliono connettere e prendere come punto di partenza per creare un territorio attrattivo sia per i residenti di oggi e di domani che per il turismo.

 

Sintesi della giornata

Dopo i saluti del sindaco di Pinerolo Luca Salvai, che ha sottolineaato come molte delle azioni previste nell'ambito dei progetti del Piter non solo fanno anche parte del programma di mandato, ma sono consone a iniziative già avviate, come lo Sportello di prossimità che è stato aperto in sinergia con la Città metropolitana di Torino per quanto riguarda le problematiche connesse alla pubblica tutela: "Una iniziativa che contrasta la perdita di un sevizio importante come la presenza del Tribunale e in perfetta sintonia con gli obiettivi di Cuore solidale".

La capacità dei progetti come Cuore solidale e Cuore dinamico di avviare un processo di unificazione fra i territori italo francesi, separati non tanto geograficamente quanto dai diversi approcci amministrativi, è stata rilevata anche da Jean Claude Raffin, vice presidente del Syndicat Pays de la Maurienne e capofila del Piter Cuore della Alpi e del progetto Cuore Dinamico. "Il territorio transfrontaliero è una realtà già da molti anni, perché la Conference des Hautes Vallèes (Chav) ha saputo creare nel tempo una solida collaborazione. Pur con le dovute differenze, i destini dei nostri territori sono profondamente legati: ieri una frana ha interrotto la linea ferroviaria Parigi-Milano, un problema provocato da un rischio naturale che si ripercuote su entrambe i Paesi"

Maurizio Beria d'Argentina, vice presidente della Conference des Hautes Vallèes ha fatto notare che questo Piter è la dimostrazione che sempre più, guardando al futuro, i territori devono sapere proporre progetti legati alle necessità specifiche senza attendere gli input dall'Unione europea, ma sperimentando politiche diverse di attribuzione dei fondi al territorioe armonizzando gli aspetti amministrativi.

Dimitri De Vita, consigliere delegato allo Sviluppo montano, relazioni e progetti europei e internazionali, pianificazione strategica, sviluppo economico, attività produttive, trasporti della Città metropolitana si è detto convinto del successo di questo progetto, ma ha ammonito a dare continuità alle attività anche a progetto concluso: "Una volta strutturata l'attività bisognerà trovare il modo che il testimone venga raccolto dai singoli territori" ha detto "La volontà degli amministratori deve essere perseguire la strada che si è tracciata. Con il Piter si è però compiuto un atto fondamentale per il territorio, abbiamo gettato le basi per il futuro".

La mattinata è proseguita con una tavola rotonda tecnica dedicata a "La montagna domani: quale mobilità per tutti?". Un confronto aperto in cui sono stati presentati i progetti sia di inclusione sociale che di mobilità sostenibile mettendo in rilievo gli elementi di connessione, e messe in parallelo le differenti esperienze in tema di mobilità di prossimità e a chiamata e sui vincoli e le sfide che in Italia e in Francia occorre vincere per mantenere la montagna viva e vivibile. A corollario, nel pomeriggio il lavoro è proseguito con due seminari tecnici sulle esperienze in merito alle Fondazioni e alle Cooperative di comunità. Si è parlato delle Fondazioni a partire dal quadro giuridico e dai metodi di lavoro con i rappresentanti delle Fondazioni di comunità del canavese e di Mirafiori a Torino, e poi si con le testimonianze pratiche delle esperienze delle Cooperative di Comunità - la Comunity Confcooperative e la Volpe e il mirtillo di Ormea, ma anche con le considerazioni del Vescovo di Pinerolo Derio Oliviero e del moderatore della tavola valdese Eugenio Bernardini.

L'evento di lancio a Bardonecchia

Una montagna sostenibile e intelligente: è questo l'ambizioso obiettivo di "Cuore delle Alpi" il piano integrato territoriale (Piter) finanziato nell'ambito dei progetti Interreg Alcotra 2014\2020 che è stato presentato, il 22 gennaio, al Palazzo delle Feste di Bardonecchia.

Il piano, che ha un finanziamento FEsr di oltre 7 milioni di euro, si propone di rendere la montagna una destinazione intelligente, accessibile e attrattiva per i nuovi residenti, per le attività produttive e i turisti, garantendo insieme un'elevata qualità della vita per chi vive nelle Alte Valli, riducendo il rischio che si trasformino in un luogo di passaggio. Quattro i temi su cui si fonda: innovazione imprenditoriale dedicata al turismo di montagna, resilienza intesa come prevenzione dei rischi naturali, mobilità sostenibile, inclusione sociale.

Numeroso il partenariato che vede per il versante francese il Syndacat Pays de Maurienne che avrà il ruolo di capofila del progetto, la Communauté de Communes du Briançonnais, la Communauté de Communes du Pays des Ecrins, la Communauté de Communes Porte de Maurienne, Communauté des Communes Maurienne Galibier. Il territorio metropolitano direttamente coinvolto è quello geograficamente compreso nelle Unioni Montani Comuni Olimpici Via Lattea; Alta Valle di Susa; Val di Susa; Val Sangone; Pinerolese; Valli Chisone e Germanasca.

 

L'evento di presentazione

Dopo i saluti di Francesco Avato, sindaco di Bardonecchia e della consigliera della Città metropolitana Anna Merlin, delegata ai progetti europei, sono intervenuti per la Conferenza della Alte Valli il presidente Jean-Claude Raffin, sindaco di Modane e i vicepresidenti Maurizio Beria D'Argentine, sindaco di Sauze di Cesana, Ermanno Marocco, assessore dell'Unione montana del Pinerolese e Guy Hermitte, vicepresidente della Comunità di Comuni del Briançonnais.

Anna Merlin ha sottolineato l'importanza di un lavoro che nasce "dal basso" e che vuole costituire un trait d'union indispensabile fra città e montagna: "Cuore delle Alpi prende le mosse dall'assunto coraggioso che le montagne sono una risorsa immensa sotto tutti i punti di vista, e che il loro rilancio -economico e sociale- è un modo di intendere lo sviluppo in maniera innovativa, che non concentra il benessere in modo tradizionale nei grandi centri urbani e in prossimità alle grandi imprese, ma immagina una rete fatta di nodi di pari importanza, indipendentemente dalle dimensioni e dalle concentrazioni, e tutti capaci di produrre opportunità e benessere" ha sottolineato. Negli interventi di Raffin, Marocco, Beria d'Argentine e Hermitte, forte è emerso il valore del lavoro svolto in quasi vent'anni dall'associazione Conferenza delle Alpi, che ha creato le basi per un sereno confronto transfrontaliero e contribuirà a far sì che il Piter abbia una reale ricaduta sui territori coinvolti.

La mattinata è proseguita con un focus sui singoli progetti: la Città metropolitana di Torino è capofila del progetto Cuore solidale, che mira ad affrontare il problema della mobilità sociale, sviluppando servizi a chiamata, sperimentando soluzioni per le persone che sono più isolate come gli assistenti di borgata e i luoghi condivisi; e di Cuore resiliente, che interviene sulla sicurezza del territorio e sulla capacità di conoscere i rischi e contrastarli all'interno della comunità residente, dagli imprenditori turistici agli studenti; mentre Cuore innovativo si concentra sull'imprenditorialità legata al turismo alla quale vuole mettere a disposizione strumenti innovativi; e infine Cuore delle Alpi mobilità che punta a incentivare una mobilità sostenibile e connettiva attraverso al sperimentazione dei servizi oggi a disposizione, da quelli a chiamata a quelli sharing.

 

(9 dicembre 2019)