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Da sabato 1 dicembre in vigore il nuovo sistema di allertamento

Da sabato 1 dicembre 2018 entra in vigore il nuovo sistema di allertamento

Da sabato 1 dicembre 2018 entra in vigore il nuovo sistema di allertamento approvato a fine luglio dalla Regione Piemonte, che cambia in modo sostanziale le procedure con cui Città metropolitana, Province e Comuni informano le autorità di protezione civile e la popolazione sui rischi connessi alle criticità meteo e idrogeologiche.

Il nuovo sistema ha reso necessaria una integrazione al Piano di emergenza della Città metropolitana, che è stata approvata dal Consiglio provinciale nella seduta del 28 novembre. Cambia così anche per la Città metropolitana l’emissione dei bollettini di allertamento, che saranno conformi alle nuove regole sia nelle comunicazioni che avvengono verso i Sindaci che verso i cittadini.

 

LE NOVITA'

Il nuovo sistema di allertamento, pur poggiando in modo sostanziale su quello messo a punto all’inizio degli anni Duemila, è nato dalla necessità di uniformarsi il più possibile a livello nazionale secondo le direttive del Dipartimento nazionale di protezione civile.

Il semaforo. Dal bollettino delle allerte meteoidrologiche emesso ogni giorno alle ore 13 dal Centro funzionale della Regione Piemonte ed elaborato dall’Arpa Piemonte, scompaiono i codici numerici 1, 2, 3 sostituiti definitivamente dai colori del semaforo: verdegialloaranciorosso a indicare il fenomeno atteso sul territorio.

La fase operativa. Al livello di criticità subentra l’idea di fase operativa, ovvero l’insieme di procedure che ogni autorità di protezione civile deve adottare sul proprio territorio in base alla gravità del rischio: si va dal normale controllo all’apertura delle sale operative (a livello comunale i Centri operativi comunali, Coc) a più complesse necessità che coinvolgono gli enti sovraordinati.

Ogni sindaco però può decidere di “cambiare” la propria fase operativa (per esempio di aprire un Coc anche se il bollettino annuncia allerta gialla) o di passare da una fase di preallarme a una di allarme sulla base di valutazioni che non necessariamente coincidono con quelle del bollettino, ma che vanno nella direzione della tutela delle persone.

La fase operativa che ciascun ente stabilisce sulla base delle valutazioni del “semaforo” deve essere comunicata agli altri operatori di protezione civile e alla popolazione: anche la Città metropolitana di Torino segnalerà la sua fase operativa, per esempio con la pubblicazione sul canale dedicato del sito web.

Cosa prevedono le fasi operative della Città metropolitana:

  • Attenzione
    1. Verifica con Unità di Crisi
    2. Verifica in efficienza e presenza delle risorse disponibili
    3. Comunicazione ai reperibili
    4. Comunicazione al proprio personale tecnico per i servizi urgenti
    5. Comunicazione agli Organi ed alle Strutture Provinciali
    6. Attivazione monitoraggi periodici (anche con volontariato)
    7. Verifica disponibilità Volontariato per il Servizio di sorveglianza sulla viabilità provinciale
  • Preallarme
    1. Verifica con Unità di crisi
    2. Attivazione risorse disponibili
    3. Comunicazione ai reperibili
    4. Comunicazione al proprio personale tecnico per i servizi urgenti
    5. Comunicazione agli organi e alle strutture provinciali
    6. Verifica opportunità attivazione della Sala operativa metropolitana, con turnazione a copertura (orario lavorativo, fino alle 22:00, oppure 24h)
    7. Attivazione monitoraggi periodici (anche con volontariato)
    8. Attivazione del volontariato per il Servizio di sorveglianza sulla viabilità provinciale
  • Allarme
    1. Verifica con Unità di crisi
    2. Attivazione risorse disponibili
    3. Comunicazione ai reperibili
    4. Comunicazione al proprio personale tecnico per i servizi urgenti
    5. Comunicazione agli organi e alle strutture provinciali
    6. Attivazione della Sala operativa metropolitana, con turnazione a copertura 24h
    7. Verifica in sede di CCS
    8. Rafforzamento monitoraggi periodici (anche con volontariato)
    9. Rafforzamento presenza volontariato per il servizio di sorveglianza sulla viabilità provinciale

 

Un unico bollettino per tutte le allerte

Altra novità del bollettino è che vengono unificati il bollettino di allerta meteo-idro e quello nivologico relativo al rischio valanghe, che prima erano mandati separatamente.

Non solo, ma la previsione dei bollettini non si limita alle consuete 24 ore, ma prova a disegnare gli scenari anche per il giorno successivo, in modo da consentire con un certo anticipo di prepararsi a scenari problematici.

Nel bollettino vengono inoltre considerati quei fenomeni estremi e rapidi causati da situazioni non facilmente prevedibili innescati da temporali e venti forti, che possono riguardare solo alcune porzioni del territorio.