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Cittàmetropolitana di Torino

LabRom

Superare gli insediamenti informali Rom e Sinti

Dopo il convegno "LabRom. Laboratori sulla questione Rom in Italia" nel novembre 2022, era stato proposto dall'Associazione 21 luglio in collaborazione con gli uffici della Città metropolitana di Torino un percorso di approfondimento sul tema rivolto ai Comuni che nel corso di questi ultimi due anni sono stati coinvolti, anche solo temporaneamente, dal fenomeno. Per proseguire il lavoro avviato e per avviare il percorso di coprogettazione si è volta, con i Comuni interessati, una riunione venerdì 3 marzo.

Carlo Stasolla, in rappresentazione dell'Associazione 21 luglio, ha ricordati che l'organizzazione si occupa da tempo delle periferie estreme, e che ha elaborato linee guida per il superamento dei Campi rom rivolte ai Comuni e da tempo lavora a questo obbiettivo sia coordinando direttamente le attività sia con consulenze. Sul sito Il paese dei campi è a disposizione un aggiornamento in tempo reale sugli insediamenti Rom e Sinti in Italia.

Bench√© in Italia la presenza di Rom e Sinti sia fra le pi√Ļ basse in Europa, ha spiegato Carlo Stasolla, coordinatore dell'associazione 21 luglio, √® avvertita sempre come un problema di conflitto sociale grave: anche se la maggior parte non vive nei Campi, solo dal 2018 si √® maturata la consapevolezza che non solo vanno chiusi ma occorre un superamento della logica stessa del campi. Un problema che affligge i Comuni sono i campi informali , spesso insediati nelle periferie delle zone rubane o in prossimit√† di attivit√† agricole.

La voce √® quindi passata ai Comuni ‚Äď fra gli interventi Cumiana, Lein√¨, Nichelino e Cisa 12 in rappresentanza di un gruppo di comuni d'area, Pinerolo, Rivalta, Rivara, San Carlo Canavese, Torrazza Piemonte, Volpiano- che oltre a offrire una "fotografia‚ÄĚ aggiornata della realt√† della presenza di Rom e Sinti nel loro Comune hanno condiviso le difficolt√† che incontrano nella gestione: la paura di dover affrontare sanzioni perch√© impossibilitati a rispettare le indicazioni nazionali, i problemi abitativi di Rom e Sinti che non possono esser risolti con i posti disponibili nelle case popolari, le difficolt√† nell'accompagnamento alla soluzione di i problemi anagrafici e burocratici, la mancanza di fondi, la diffcolt√† dei piccoli Comuni ad accedere a fondi europei.

A tutti ha risposto la consigliera delegata alle politiche sociali della Città metropolitana Valentina Cera, che ha ringraziato i Comuni che hanno fornito un quadro preciso delle loro situazioni per definire la raccolta dati d'area vasta e capire quale tipo di supporto può offrire la Città metropolitana..

"Vogliamo essere‚ÄĚ ha detto Cera "con il supporto dell'esperienza dell'Associazione 21 luglio un luogo di interlocuzione con i Comuni, per poi passare a una nuova fase propositiva. I finanziamenti vengono da Enti sovraordinati e noi possiamo coordinare i Comuni nelle richieste per accedere a fondi regionali cos√¨ come nell'interlocuzione con il Comune di Torino. Non solo, ma ci sono i progetti europei, a cui non sempre √® facile per i Comuni meno grandi accedere, mentre la Citt√† metropolitana ha un'ottima esperienza nell'europrogettazione: siamo a disposizione per proposte e partnership; questo tavolo rester√† aperto e dar√† a tutti, anche grazie alla collaborazione con l'Associazione 21 luglio, di affrontare anche i problemi immediati e concreti".


Città metropolitana di Torino a fianco dei Comuni per integrare chi vive nei campi

Contributi contro le discriminazioni
 

Dal 2018 in Italia non vengono pi√Ļ allestiti campi rom.

Le strategie per i Comuni partono da un presupposto pi√Ļ inclusivo di cittadinanza, che vede i campi non come assembramenti di specifiche etnie, ma come vere e proprie baraccopoli nelle citt√†, spesso abitate non solo da Rom e Sinti ma anche da altri invisibili e persone ai margini.

√Č questa la strategia che ha utilizzato in modo virtuoso il Comune di¬†Moncalieri, con un approccio partecipato e trasparente che ha consentito di chiudere l'esperienza del campo di strada Brandina, l'ultimo rimasto sul territorio, oggi¬†adibito a parcheggio: lo ha raccontato l'assessore¬†Silvia Di Crescenzo¬†soffermandosi sul confronto aperto con tutta la cittadinanza, sull'individuazione di alloggi in tutti i quartieri a cui le famiglie Rom, dopo un anno trascorso in un campo provvisorio, hanno avuto accesso.

"L'obiettivo non deve esser chiudere i campi con la ruspa" ha detto l'assessore Di Crescenzo "ma occuparsi di queste persone come di tutti gli altri cittadini, fragili o meno, e farlo senza nascondersi".

Una strategia che sta percorrendo anche la Città di Collegno, da tempo impegnata nel superamento e nella chiusura del campo della Berlia: l'assessore alle politiche sociali Maria Grazia De Nicola e la dirigente comunale Elena Acciari hanno spiegato che una parte importante del lavoro ha riguardato la regolarizzazione documentale delle persone presenti nel campo nomadi: basti pensare che l'impossibilità di essere registrati all'anagrafe comporta l'esclusione da molti diritti civili e di accesso ai servizi pubblici

Il confronto sulle strategie utilizzate dai territori per favorire l'approccio inclusivo si è svolto mercoledì 9 novembre in Città metropolitana di Torino con il convegno "LabRom. Laboratori sulla questione Rom in Italia" organizzato dall'Associazione 21 luglio.

La tappa torinese di LabRom, che si replica su scala nazionale in altre città metropolitane italiane, è stata un'occasione per confrontarsi fra amministrazioni pubbliche e organizzazioni sulle nuove strategie nazionali di  inclusione dei Rom e dei Sinti e sui diritti dell'infanzia e politiche sociali.

Si sono confrontati la consigliera della Città metropolitana delegata alle Politiche sociali e di parità Valentina Cera, l'assessore alle politiche sociali, alle pari opportunità e alle politiche abitative del Comune di Torino Jacopo Rosatelli, alcuni Comuni della cintura metropolitana da tempo impegnati sul tema con il rappresentante di Associazione 21 luglio Carlo Stasolla e Alessandro Maiocchi dell'Asgi.

Collegato online il referente dell'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri Roberto Bortone,

"La Città metropolitana di Torino ha in agenda una riunione con alcune decine di Comuni per comprendere le singole e diverse problematiche locali, un primo passo - spiega la consigliera metropolitana delegata alle politiche sociali e di parità Valentina Cera - per una studio e una  fotografia reale e documentata del nostro territorio. Le buone pratiche degli uni possono servire anche agli altri, ma una strategia globale su scala metropolitana è indispensabile per il superamento dei campi in una logica di cittadinanza diffusa. Non vogliamo discriminare, ma includere".

(09 novembre 2022)


(06 marzo 2023)