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Cittàmetropolitana di Torino

Racconti da Palazzo Cisterna

In questi mesi a causa dell'emergenza sanitaria, tutte le iniziative della Città metropolitana, comprese quelle previste a Palazzo Cisterna hanno subito annullamenti o variazioni.
Tra le iniziative inevitabilmente saltate nel corso di questo periodo, ci sono state anche le visite guidate del sabato mattina animate con passione dai Gruppi storici.
Siamo "restati a casa", come era necessario e doveroso fare, ma non per questo abbiamo smesso di raccontare, anzi. Abbiamo approfittato di questa chiusura forzata e dell'assenza di pubblico, per entrare dove solitamente non è possibile farlo riscoprendo particolari che spesso sfuggono o sui quali non si ha l'occasione di soffermarsi quanto meriterebbero. L'abbiamo fatto con la rubrica "Veniamo noi da voi" che settimana dopo settimana, ha dato vita ad un corposo e insolito ritratto del Palazzo attraverso i suoi approfondimenti. Nei giorni in cui scriviamo queste righe, non possiamo sapere cosa succederà nei prossimi mesi, ci auguriamo senz'altro di poter nuovamente accogliere il pubblico tra le sale di Palazzo Cisterna e ricominciare a raccontarne, dal vivo, la storia.
In attesa che questo accada e come suggerimento di lettura per la pausa estiva, vi proponiamo questo viaggio speciale alla riscoperta di Palazzo Cisterna, del suo portone in ferro battuto la cui storia incrocia quella della famiglia Biondi di Firenze, dei busti in marmo che in mezzo ai timpani spezzati delle porte accolgono all'ingresso e non solo, del suo scalone monumentale da sempre biglietto da visita e spesso scenografia utilizzata anche dal cinema e dai Gruppi storici , degli stucchi settecenteschi della manica di ponente e delle sale affrescate da Francesco Gonin . E nel salire al piano nobile , attraverso una luce che spesso brilla per la sua assenza, non passano inosservate le coloratissime vetrate cattedrale . Ogni ambiente qui racchiude qualche "tesoro", come i quadri di Pietro da Cortona e Francesco Romanelli , i tondi di Gregorio De Ferrari , i ritratti delle principesse Dal Pozzo nella Sala delle Donne e i numerosi dipinti collocati nel Corridoio delle Segreterie. E ancora, sul lato opposto, il Belvedere e la Sala Marmi con la "Battaglia di Villafranca" dipinta da Raffaele Pontremoli e il "Ghiacciaio del Monte Bianco" di Giuseppe Camino che ci porta in qualche modo a parlare del Duca degli Abruzzi . Da qui un ultimo affaccio sul Belvedere prima di lasciare il Palazzo e osservarlo, ritratto alle spalle della cancellata di via Carlo Alberto, attraverso un'acquaforte di Xavier De Maistre.


Veniamo noi da voi, i racconti di Palazzo Cisterna

 

(21 agosto 2020)