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Cittàmetropolitana di Torino

Gli investimenti del triennio 2015-2017 per la viabilità e l’edilizia scolastica

Insieme al Bilancio di previsione 2015, il Consiglio Metropolitano convocato lo scorso 16 luglio ha approvato anche la bozza dei Piani triennali di investimento sull'edilizia scolastica e sulla viabilità stradale.

Il consigliere delegato al Bilancio Mauro Carena, illustrando il documento contabile, ha ricordato che le spese correnti sono in calo da alcuni anni, mentre rispetto al 2014 è previsto lo stanziamento di 2 milioni di euro in più per la manutenzione ordinaria dell'edilizia scolastica e di 4,6 milioni in più per la viabilità. Inoltre, è stato deciso un incremento delle spese di investimento in manutenzione straordinaria delle scuole e delle strade, arrivando a 20 milioni di euro nonostante l'impossibilità di contrarre nuovi mutui derivante dal superamento del Patto di stabilità nel 2014. “Nel piano degli investimenti sono inserite opere già cantierabili nel corso dell'anno - ha detto Carena - e vi è già l'indicazione di alienazioni del patrimonio di edilizia scolastica per 52 milioni nel 2016 e per 56 milioni nel 2017, al fine di reperire risorse per nuovi investimenti”.

Il patrimonio di infrastrutture stradali che la Città Metropolitana gestisce comprende 3.050 Km di strade extraurbane, di cui oltre il 50% in territorio montano. Il piano triennale di interventi prevede risorse per oltre 7 milioni di Euro per opere di messa in sicurezza.
Molto positivi i dati sulla incidentalità: nel periodo 2002-2013 il numero degli incidenti con feriti sulle strade del territorio provinciale torinese è molto diminuito, scendendo dagli 8.816 del 2002 ai 5.882 del 2013 e, nello stesso periodo, il numero dei morti è passato 192 a 123.

Il patrimonio di edilizia scolastica della Città Metropolitana di Torino comprende un milione di metri quadrati di superficie, divisi tra 91 istituti scolastici superiori e 120 plessi che ospitano 84mila studenti in 3600 aule e 180 palestre, mentre sono 4 i milioni di metri cubi di volume riscaldato. La popolazione scolastica è prevista in aumento, l'età media dei complessi edilizi è elevata (il 75% degli edifici scolastici ha più di 30 anni di vita mentre il 33% ne ha più di 50), la distribuzione territoriale è da rivedere (dismissione di piccole sedi sparse a favore di poli concentrati), i costi di gestione sono troppo elevati (10 milioni l'anno per il riscaldamento e la manutenzione degli impianti termici, 4,5 milioni l’anno di consumi elettrici) e le normative di sicurezza sono sempre più rigorose e difficili da rispettare. Il costo per adeguare la maggior parte degli edifici alle esigenze attuali ammonta a 160 milioni di euro. Occorre una valutazione su quanto è recuperabile e quanto invece deve essere dismesso e sostituito da strutture costruite ex novo: spesso non risulta conveniente ristrutturare certi edifici, non solo per i costi, ma anche perché costruiti sulla base di un modello culturale superato, mutuato da caserme e ospedali.

 

(21 luglio 2015)