Il patrimonio culturale
Patrimonio

Giuseppe Baruffi

Sono circa 650 le lettere indirizzate a Giuseppe Baruffi da personalità del mondo politico, letterario e soprattutto scientifico che costituiscono un piccolo, ma interessante archivio cronologicamente situato nei decenni centrali del XIX secolo.

Giuseppe Francesco Baruffi (1801-1875) nacque a Mondovì, figlio del notaio Pietro e di Margherita Gastone, cugina di quel Michele Gastone a capo, con altri, delle società segrete esistenti in Piemonte all'epoca della Restaurazione. Appassionato cultore di scienze naturali, egli svolse principalmente un'attività di divulgazione scientifica e modernizzazione in campo sociale ed economico, promuovendo battaglie contro istituzioni antiquate come le pratiche di quarantena nei porti e le complicate leggi doganali in vigore in Europa. Fu uno dei sostenitori del taglio dell'istmo di Suez e quale membro dell'Accademia e dell'Associazione agraria di Torino,  promosse l'ammodernamento del sistema agricolo. Insieme ad alcuni condiscepoli, Baruffi iniziò, sin dagli anni giovanili, a raccogliere e classificare esemplari di flora locale. Le schede risultanti da questo meticoloso lavoro, furono poi utilizzate dal Colla per il suo monumentale Erbarium Pedementanum.

Fra le opere che Baruffi pubblicò ricordiamo le Pellegrinazioni autunnali (edite fra il 1840 e il 1842), alcuni diari di viaggio (fu in Germania, Danimarca, Ungheria, Francia, Russia, Grecia, Turchia ed Egitto) e le Passeggiate nei dintorni di Torino (quindici opuscoli usciti fra il 1853 e il 1861). L'archivio raccoglie anche diverse minute di lettere del Baruffi e appunti per i saggi dati alle stampe.

Nel dettaglio, considerando la distinzione spesso impossibile dei corrispondenti fra letterati, politici e scienziati, vista l'inestricabile commistione dei ruoli, notiamo la presenza dei due fratelli D'Azeglio (Massimo e Roberto), di Vittorio Bersezio, Angelo Brofferio, Cesare Balbo e Cesare Cantù, Vincenzo Gioberti, Silvio Pellico, Federigo Sclopis e del poeta e scrittore politico francese, Alphonse de Lamartine. Interessanti e curiose le lettere, abbastanza numerose, che toccano la questione Canale di Suez, indirizzate al Baruffi da Jules Barthélemy-Saint-Hilaire (1805-1895), filosofo, giornalista e politico francese che nel 1855 divenne membro della commissione internazionale incaricata di studiare il progetto per il taglio dell'istmo di Suez. E ancora sullo stesso tema, le lettere ricevute da Clot-Bey, ovvero Antoine Barthélémy Clot (1793-1868), medico francese vissuto lunghi anni in Egitto.

Fra gli scienziati, Matteo Bonafous (con 30 lettere), il già citato Luigi Colla, botanico, Carlo Luciano Bonaparte, biologo, figlio del fratello di Napoleone, e il matematico astronomo e geodeta Giovanni Plana, di cui possiamo leggere una "Nota sulla fulgentissima cometa veduta da Torino la notte del 30 giugno 1861".

Ultimo aggiornamento
10 Dic 2025 - 15:36