Il patrimonio culturale
Patrimonio

Marino Parenti

La Raccolta Parenti è un insieme bibliografico e archivistico, ma anche grafico e fotografico, giunto alla Biblioteca nel 1966 grazie all'opera di mediazione di Luigi Firpo. Il grande bibliofilo, bibliografo e editore Marino Parenti morì nel 1963 e, pochi anni dopo, l'intero fondo fu acquistato dalla Provincia di Torino. L'acquisizione fu decisa poiché il materiale era ritenuto coerente con l'indirizzo originario dell'istituzione, ossia documentare, insieme alla storia del Piemonte, la storia italiana del periodo risorgimentale

Archivi

L'archivio di Marino Parenti, giunto alla Biblioteca nel 1966 insieme al materiale bibliografico, comprende una raccolta autografica voluta dallo stesso Parenti a scopo collezionistico. Include inoltre un epistolario in cui sono conservate, in ordine alfabetico, le lettere scambiate dal bibliofilo, bibliografo e letterato in decenni di lavoro e in contesti diversi, nonché una cospicua mole di materiali svariati legati alle numerose funzioni da lui rivestite in campo editoriale e culturale.

L’archivio è costituito da 48 faldoni, di cui 41 inventariati tra il 2004 e il 2005 e 7 di addizione inventariata nel 2015. Il fondo non possedeva alcuna inventariazione preventiva, né era strutturato secondo un ordine prestabilito. Tuttavia, attraverso un complesso lavoro documentario, Parenti stesso aveva individuato una serie di categorie di appartenenza:

  1. carte relative al Centro studi manzoniani di Milano;
  2. materiale relativo agli studi manzoniani di Parenti;
  3. una raccolta iconografica e di documenti antichi proveniente dal mercato antiquario;
  4. attività del Parenti in qualità di critico d'arte;
  5. partecipazioni cinematografiche;
  6. collaborazione dello stesso con la RAI, e molto altro.
Autografi

Gli autografi rappresentano uno dei numerosi rami nei quali si articola la sezione archivistica di Marino Parenti. Egli creò questa collezione grazie a occasionali ritrovamenti sul mercato antiquario, ambito a cui non fu estraneo anche per ragioni professionali. Si tratta in gran parte di lettere, preziose per l'importanza degli autori o dei destinatari, in cui prevale il gusto della scoperta, il pregio estetico, la curiosità e la rarità. La rassegna dei nomi risulta in parte decontestualizzata, poiché volta a formare una sorta di galleria casuale di illustri personaggi della politica, delle lettere e dell'arte.

Tra le personalità notevoli figurano Graziadio Ascoli, Daniello Bartoli, Vittorio Bersezio, Leonardo Bistolfi, Arrigo Boito, Massimo Bontempelli, Antonio Canova, Luigi Capuana, Giosuè Carducci, Carlo Cattaneo, Camillo Benso di Cavour, Collodi, Crispi, Gabriele d'Annunzio, Edmondo De Amicis, Alexandre Dumas, Antonio Fogazzaro, Ugo Foscolo, Pietro Giordani, Victor Hugo, Alessandro Manzoni, Giulio Mazarino, Giuseppe Mazzini, Vincenzo Monti, Giovanni Papini, Giovanni Pascoli, Ippolito Pindemonte, Luigi Pirandello, Marco Praga, Giovanni Prati, Giacomo Puccini e Lorenzo Stecchetti, nonché alcuni papi e regnanti.

L'archivio fu inventariato nel 1967 da Aldo di Ricaldone con criteri che sono stati mantenuti nella revisione del 2020. Quest'ultimo intervento si è limitato ad aggiornare formule lessicali desuete senza modificare l'organizzazione originale del materiale, restituendo un inventario accessibile online con l'indice dei nomi aggiornato alla numerazione attuale. Una parte del materiale, segnalata chiaramente nell'inventario, non è presente fisicamente nella raccolta poiché è custodita nel settore Rari Parenti della biblioteca.

Epistolario

L'epistolario del bibliografo, editore e saggista Marino Parenti è stato ritrovato nel 1998 nelle cantine della Provincia di Torino, dove era rimasto confinato fin dal 1964, anno dell'arrivo dell'imponente raccolta appartenuta allo studioso. Probabili motivi di prudenza politica furono all'origine di questa rimozione, che al momento del ritrovamento appariva ormai del tutto antistorica. L'emersione del copioso materiale ha permesso di scoprire la rete di interessi, relazioni e scambi di Parenti, una trama ampia e ramificata sviluppatasi in un arco temporale che va dagli anni Venti agli anni Sessanta del Novecento.

Una rapida lettura dell'elenco rivela nomi di personalità di grande rilievo, quali Riccardo Bacchelli, Dino Buzzati, Emilio Cecchi, Luigi Einaudi, Carlo Emilio Gadda, Giovanni Gentile, Corrado Govoni, Enrico Falqui, Curzio Malaparte, Thomas Mann e Mario Praz. L'analisi della corrispondenza chiarisce appieno il grande intreccio di rapporti, sia con i vecchi amici e compagni di strada dei tempi del Bagutta, sia con i soggetti intervenuti durante tutta la vita lavorativa di Parenti.

L'epistolario rivela infatti il ruolo di un intellettuale organico, ben radicato nel complesso delle iniziative guidate dal suo mentore Giovanni Gentile e attivo in seguito, fino alla fine, nella casa editrice Sansoni, gestita da Federico Gentile dopo le grandi difficoltà del periodo bellico e immediatamente postbellico. Il panorama è ampio ed è stato analizzato nel volume a più mani intitolato Un uomo di lettere. Marino Parenti e il suo epistolario, a cura di Angelo d'Orsi e pubblicato a Torino nel 2001 dall’allora Provincia di Torino.

Ultimo aggiornamento
23 Feb 2026 - 12:18