Giuseppe Manno
L’archivio ha essenzialmente un valore autografico legato al suo possessore, il barone Giuseppe Manno. Brillante avvocato di antica famiglia sarda, nato ad Alghero nel 1786 e morto a Torino nel 1868, Giuseppe Manno fu segretario di Carlo Felice e ricoprì la carica di presidente del Senato dal 1849 al 1855, per poi divenire ministro di Stato dal 1859. Fu inoltre padre dell'autorevole storico Antonio Manno. La sua opera maggiore è la Storia della Sardegna dai più antichi tempi alla morte di Carlo Emanuele III (pubblicata tra il 1825 e il 1827), seguita nel 1842 dalla Storia moderna della Sardegna dall'anno 1775 al 1799. Uomo di solida cultura umanistica, Manno conosceva sia il francese sia l’inglese e suonava il violino.
Le carte del suo archivio e quelle relative al figlio Antonio sono conservate in parte presso la Biblioteca di Storia e Cultura del Piemonte Giuseppe Grosso e in parte nelle sedi del Consiglio regionale della Sardegna a Cagliari, della Biblioteca Comunale di Sassari, dell'Archivio di Stato e della Biblioteca Reale di Torino. Si tratta di lettere di vari personaggi, tra cui storici, letterati, politici e scienziati quali il conte Federigo Sclopis, Amedeo Avogadro, Carlo Botta, Angelo Brofferio, Camillo Cavour, Luigi Cibrario, James Hudson, Silvio Pellico, Giovanni Plana, Carlo Promis, Urbano Rattazzi, Prospero Viani, Giampietro Vieusseux e René de Chateaubriand.
Fra le curiosità si segnala anche una lettera di Dora d'Istria, pseudonimo della duchessa Helena Koltsova Massalskaya (nata Elena Ghika), intellettuale considerata la Mary Shelley dell'Europa orientale.