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Lettere di Carlo Emanuele I e Vittorio Amedeo al governatore di Cavour

La guerra di successione di Mantova e del Monferrato, combattuta tra il 1628 e il 1631, vide contrapposte la Francia e la Repubblica di Venezia contro Carlo Emanuele I di Savoia e la Spagna, coinvolgendo profondamente il territorio piemontese. Dopo una prima penetrazione francese dal Monginevro e l'occupazione della fortezza di Pinerolo, le truppe del re di Francia proseguirono verso Casale Monferrato per liberarla dall'assedio.

La neutralità piemontese durò poco e agli inizi del 1630 un grosso corpo di spedizione francese valicò nuovamente le Alpi per costringere Carlo Emanuele a rispettare il trattato di Susa. I francesi occuparono Pinerolo e attaccarono Avigliana; poco dopo, un secondo esercito francese valicò le Alpi per congiungersi al precedente. In Bassa Valsusa l'esercito ducale, in cui combatteva anche Vittorio Amedeo, venne infine sconfitto.

Tutta la campagna piemontese, compresa tra lo sbocco delle vallate alpine e Carignano (dove nell'agosto del 1630 vi fu lo sfondamento dei francesi verso Casale), divenne territorio di occupazione. Il comando sabaudo seguiva con attenzione ogni spostamento degli eserciti e questo epistolario tra i vertici ducali e il governatore di Cavour, Giovanni Francesco Malopera, testimonia con cadenza quasi quotidiana la situazione di estrema emergenza nella quale operavano i protagonisti di un fatto storico epocale.

Ultimo aggiornamento
18 Feb 2026 - 14:19