Valdo ed Edoarda Fusi
Nel corso del 2004 la Biblioteca Grosso acquisiva in lascito, disposto con testamento olografo da Edoarda Biglio (vedova di Valdo Fusi), un corpus di libri, documenti e stampe antiche che costituivano l’intera biblioteca di famiglia. La raccolta consta di circa 2000 volumi quasi esclusivamente moderni, una cinquantina di stampe e centinaia di fogli quotidiani e periodici. Un paragrafo a sé stante meritano le 200 unità archivistiche composte da lettere, cartoline, fotografie e appunti manoscritti.
Il copioso archivio di Valdo è stato integrato con numerose carte redatte da Edoarda per diffondere, con grande impegno, una maggior conoscenza postuma del marito: un ulteriore atto d'amore nei confronti di una personalità originale, creativa, sensibile e di specchiata linearità, sia politica sia ideologica. L’epistolario di Valdo rivela molti aspetti inediti della sua attività, alcuni dei quali decisamente all’avanguardia per l’epoca, come la sua coscienza ecologista ante litteram e le battaglie contro il consumo del suolo, l'inquinamento e la distruzione del patrimonio artistico.
Si distinguono i documenti relativi alla guerra partigiana e quelli riferibili al cosiddetto "periodo svizzero", vissuto prima come rifugiato e poi come degente in seguito a un terribile incidente in Val Formazza e alla difficile operazione che gli salvò la vita. L'intreccio delle vicende personali dei corrispondenti e dello stesso Fusi costruisce una storia che va molto oltre quanto da lui narrato nelle opere pubblicate. Risulta inedita la ricostruzione che emerge dall'epistolario romano con la famiglia ai tempi della prima legislatura, così come è altrettanto importante la documentazione relativa alle numerose cariche ricoperte da Valdo a Torino negli anni successivi (Ente per il Turismo, Presidenza dell'Ordine Mauriziano, ecc.). Sono testimoniati capillarmente anche i numerosi scritti e interventi oratori che contribuiscono alla costruzione della sua immagine pubblica operata da Edoarda.
L'ordinamento dell'archivio è tendenzialmente cronologico e comprende un primo blocco relativo a Valdo Fusi, un secondo relativo a Edoarda e un terzo alla famiglia Biglio-Gerbi. Particolarmente ricca e significativa è la sezione dedicata alle fotografie.