Famiglie nobili piemontesi (raccolta Claretta)
Balbiani, Scolari, Birago di Vische, Alfieri di Cortemiglia, Rignon, Confalonieri, Dal Pozzo della Cisterna, Benso di Cavour, Perrone, Provana, Incisa della Rocchetta e Roero di Monteu: di queste e altre famiglie nobili piemontesi (circa cinquecento in totale) la Raccolta Claretta conserva un’ampia messe di documenti. Insieme alle carte riguardanti i comuni e le abbazie della regione, il fondo conta complessivamente 1381 unità.
Il materiale, raccolto dal conte Gaudenzio Claretta, abbraccia circa quattro secoli di storia, dal XV al XIX secolo, sebbene alcuni documenti siano più antichi. Costituisce un archivio fondamentale sia per l'araldica sia per la storiografia subalpina. La principale fonte di Claretta fu l'abate Giuseppe Antonio Torelli, autore di una cospicua serie di zibaldoni derivanti da ricerche negli archivi familiari e dalle tavole genealogiche ivi custodite.
Fra i documenti si trovano anche appunti e minute riferibili ai lavori storici di Claretta, tra cui l'interessante memoria L'Archivio di Corte all'epoca della Rivoluzione Francese. In essa si narra dell'irruzione compiuta dai granatieri francesi nell'Archivio (ora di Stato) la notte del 20 dicembre 1798. Gaudenzio Claretta (Torino 1835-Roma 1900) fu uno storico e ricercatore appassionato di documenti inediti, guidato da un espresso amore per la verità.
Argomento privilegiato dei suoi studi fu la storia piemontese, con particolare attenzione alle comunità locali. Scrisse varie opere su Giaveno, luogo d'origine della sua famiglia, ma mostrò vivo interesse soprattutto per le vicende sabaude tra i secoli XVI-XVIII. Fra le sue opere principali si ricordano la Storia della reggenza di Cristina di Francia, duchessa di Savoia e la Storia del regno e dei tempi di Carlo Emanuele II, duca di Savoia, entrambe in tre volumi.
L’archivio custodisce cenni storici sulle abbazie e una ricca collezione di documenti familiari: testamenti, doti, lettere, compravendite, nomine e concessioni di terre. Spiccano inoltre numerose tavole genealogiche di notevole precisione, tra cui quella dei Dal Pozzo della Cisterna; l'archivio degli Scolari, signori di Maggiate, vi è conservato quasi integralmente.
Fra le curiosità si segnala l’Albergamento perpetuo del 19 aprile 1502, concesso dal priore Claudio di Montebello a favore di Antonio e Perroneto Ruberio in cambio di fiorini, grano e una gallina. Di rilievo anche la Relazione delle malattie che regnano in Giaveno (aprile 1787) e il permesso papale di leggere i libri proibiti concesso a Prospero Pastoris nel 1726. Le numerose pergamene includono una procura astigiana del 1340 e due bolle papali con sigillo plumbeo (1609-1623) relative alla famiglia Valfredi di Chieri.