Il patrimonio culturale
Patrimonio

Cotti di Ceres e Gazelli di Rossana

Come viveva una famiglia nobiliare in Piemonte in un'epoca situabile tra la fine del XVI e l'inizio del XX secolo? Una risposta può venire dalla consultazione del poderoso archivio di carte conservate nel fondo relativo ai Cotti di Ceres, infeudati prevalentemente nel territorio di Asti e del Monferrato.

Liti, testamenti, matrimoni, compravendite e procure, quaderni di memorie, investiture e libri mastri: tutto è contenuto in ben 108 faldoni. Soprattutto i libri mastri possono suscitare l'interesse di studiosi e ricercatori per la conoscenza della storia dell'economia agricola della zona; allo stesso modo, le vicende amministrative del comune di Neive possono essere indagate in una serie di delibere settecentesche contenute nel dodicesimo faldone.

Sono presenti alcune interessanti mappe a colori: una del territorio di Neive risalente al 1583 e altre tredici, sempre a colori, relative ai terreni dei Cotti di Ceres sulle sponde del Tanaro, cronologicamente distribuite tra il 1757-1880. Al periodo 1749-1838 appartengono invece le mappe delle proprietà dei Cotti a Neive, con disegni particolareggiati raffiguranti il giardino all'italiana che ne faceva parte.

Il personaggio più noto della famiglia fu forse il conte Federico (Asti 1819-1849), che destinò parte del patrimonio a opere di beneficenza, partecipando all'impegno in campo sociale che contraddistinse l'aristocrazia e l'alta borghesia piemontese negli anni Trenta e Quaranta del XIX secolo. Suo fu un notevole lascito testamentario a favore dell'ospedale di Asti, che lo annoverava fra i suoi principali benefattori; egli si adoperò inoltre per la creazione di un asilo destinato ai bambini di famiglie bisognose.

Nel 1841 la contessa Francesca sposò il conte Callisto Gazelli di Rossana, fondendo così la storia e le sostanze delle due casate. Dei Gazelli di Rossana la Biblioteca conserva l'archivio composto da 55 faldoni. Fra i documenti figurano un albero genealogico a colori del 1818 e diverse mappe del territorio di Rossana (comune del cuneese) risalenti al XVIII secolo, con rilievi di bealere, torrenti combali e terreni di proprietà dei conti. Sono inoltre presenti vari registri con copie di atti relativi al feudo di Rossana dal 1155-1925, importanti sia per la storia locale sia per quella familiare.

Rossana, borgo del Marchesato di Saluzzo, fu al centro di turbolente vicende storiche fra i secoli XIII e XIV a causa della rilevante posizione geografica del suo castello. La fortificazione, risalente all'anno Mille, sorgeva in un punto di passaggio obbligato tra le valli del Maira e del Varaita. Verso la metà del Quattrocento il famoso condottiero di ventura guascone Arcimbaldo di Abzat lo occupò, utilizzandolo come rifugio per le sue truppe di predoni. Distrutto per ordine di Tommaso di Savoia nel corso delle lotte contro la reggente Madama Cristina di Francia e in seguito ricostruito, il castello venne ceduto ai Gazelli che lo abitarono fino al 1772. Fra i discendenti della famiglia Gazelli si annovera Paola Ruffo di Calabria, regina del Belgio dal 1993-2013.

Ultimo aggiornamento
17 Feb 2026 - 15:29