Leonetto Cipriani
Un'ulteriore e interessante tessera del mosaico storico risorgimentale, ricostruibile dai documenti in possesso della biblioteca, è rappresentata dall'archivio del generale e conte Leonetto Cipriani. Figura non di primo piano dell'epoca, ma presente in alcuni snodi nevralgici delle guerre d'indipendenza, Cipriani nacque a Centuri, in Corsica, nel 1812 e vi morì nel 1888, dopo aver condotto un'esistenza dinamica e avventurosa di cui lasciò testimonianza nelle memorie Avventure della mia vita, pubblicate da Zanichelli nel 1934.
Imprenditore, militare e infine senatore del Regno, dopo aver seguito l'esercito francese ad Algeri, egli prese parte alla prima guerra d'indipendenza combattendo a Curtatone e a Novara. Durante la seconda guerra d'indipendenza divenne membro del quartier generale di Napoleone III e, nel 1859, partecipò al processo di annessione degli stati centro-italici in qualità di governatore generale della Romagna. Di tale incarico rende testimonianza il dispaccio in cui la Deputazione dell'assemblea delle Romagne chiede l'annessione, con la successiva risposta del re.
I documenti più significativi risalgono all'anno 1848, quando Cipriani fu Commissario Straordinario a Livorno e tentò di soffocare la sommossa dei circoli democratici, guadagnandosi l'appellativo di "tigre corsa", e al 1859, quando, nelle vesti di Governatore Generale, adottò misure repressive nei confronti dei cospiratori mazziniani.
Cipriani fu anche console del Regno Sardo in California agli inizi degli anni Cinquanta; la corrispondenza con il maggiore Alessandro Garbi risulta di notevole interesse per le preziose note di costume. Fra le carte conservate si trovano inoltre alcune lettere autografe di importanti personalità dell'epoca, quali Cavour, Mazzini e la celebre contessa Maria Walewska.