Parco Naturale 5 Laghi di Ivrea
Comuni interessati: Borgofranco d’Ivrea, Burolo, Cascinette d’Ivrea, Chiaverano, Ivrea, Montalto Dora Superficie (ha): 1.705
Caratteristiche generali
Il sito è posto tra la città e la Serra di Ivrea, e occupa un’area collinare sulla sinistra idrografica della Dora Baltea. Dal punto di vista geologico si tratta di una zona molto peculiare, prossima alla linea del Canavese, elemento tettonico che segna la sutura tra le placche continentali europea ed africana dalla cui collisione nasce la catena alpina. Nella parte meridionale dell’area predominano rocce dioritiche molto scure provenienti da zone profonde della litosfera mentre più a nord, presso il Lago Pistono, si ritrovano lembi di coperture sedimentarie carbonatiche mesozoiche, intervallate a scisti varicolori argillosi e marnosi, arenarie e puddinghe (si veda IT1120003 Monte Fenera).
Laghi di Ivrea visti da sopra Bienca
Oltre ai cinque laghi (Sirio, Pistono o di Montalto, San Michele, Nero e Campagna), si incontrano numerose zone umide. La loro formazione risale al termine dell’ultima glaciazione, quella würmiana, quando le acque di scioglimento del ghiacciaio in ritirata riempirono le depressioni una volta occupate dal ghiaccio, dando origine agli ambienti lacustri e di torbiera attuali. Tra i rilievi rocciosi si trovano anche varie tipologie di zone umide derivate dall’interramento di antichi bacini lacustri. Esempio molto particolare è il cosiddetto “lago ballante” o “terre ballerine”, un’area torbosa di alcuni metri di spessore, boscata e parzialmente impaludata, risultante dal processo di interramento dell’antico Lago Coniglio, formatosi in una cavità scavata nella roccia dioritica; in questa zona il substrato impermeabilizzato da sedimenti fini lacustri non consente il drenaggio dell’area lasciando il terreno perennemente impaludato.
Lago nei pressi di Ivrea
Il paesaggio è prevalentemente boschivo: sulle colline prevalgono le formazioni a dominanza di castagno (Castanea sativa), mentre sui dossi rocciosi ben esposti si sviluppano querceti a prevalenza di rovere (Quercus petraea). Nelle fasce riparie e di interramento delle aree lacustri si trovano le formazioni igrofile degli acero-tiglio-frassineti e degli alneti, in stretta contiguità con fragmiteti e cariceti. Le zone non boscate sono occupate dall’alternanza di prati stabili, frutteti, vigneti e seminativi che, laddove abbandonati, sono stati colonizzati da boscaglie di betulla (Betula pendula) accompagnata dalla ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius). È da sottolineare infine l’estesa superficie occupata dagli agglomerati urbani e dalle infrastrutture viarie.
Ambienti e specie di maggior interesse
La posizione geografica del sito, assieme al clima e alla peculiare morfologia e geologia dell’area, concorrono a determinare condizioni idonee alla presenza di un’elevata eterogeneità ambientale e, di conseguenza, di un elevato numero di specie floristiche con caratteristiche ecologiche molto differenti. Gli habitat di interesse comunitario rilevati nel sito sono 11, di cui 4 si possono considerare di maggior importanza poichè prioritari ai sensi della D.H. Essi sono gli acero-tiglio-frassineti di forra (9180), i boschi ripariali igrofili di ontano nero (Alnus glutinosa), salice bianco (Salix alba), pioppo bianco (Populus alba) (91E0) e le praterie secche a Bromus erectus (6210) che ospitano orchidee rare nel Piemonte settentrionale come Anacamptis pyramidalis, Cephalanthera rubra, Orchis morio, Orchis papilionacea, Platanthera bifolia; è da segnalare la presenza di cenosi palustri a Cladium mariscus (7210), habitat raro in Piemonte. Di notevole pregio sono anche le comunità igrofile dei banchi sabbiosi (3270), dei fossi e canali (3260) e dei laghi eutrofici (3150). Sono altresì habitat di interesse comunitario le formazioni riparie a Salix eleagnos (3240), i prati da sfalcio (6510), alcuni lembi di formazioni arboree riconducibili al querco-carpineto (9160) ed i castagneti (9260); questi ultimi, tuttavia, essendo molto estesi sulle pendici collinari dell’anfiteatro morenico ed essendo per lo più gestiti a ceduo, non assumono una particolare rilevanza naturalistica.
Eleocharis carniolica
Tra le specie di elevato pregio floristico si segnala la presenza di Eleocharis carniolica (All. II e IV della D.H.), di Gladiolus palustris (All. IV della D.H.) e di numerosi elementi inseriti nella Lista Rossa italiana, quali Ludwigia palustris e Hottonia palustris, o in quella regionale come la felce Osmunda regalis. Infine, tra le emergenze floristiche, si ricordano ancora alcune specie termofile, legate per lo più alle formazioni erbose frammiste ad affioramenti rocciosi: Lonicera etrusca, Euphorbia seguierana, Fraxinus ornus, la rara Fumana ericoides e il bagolaro (Celtis australis), specie sporadica in Piemonte, che qui costituisce alcuni piccoli nuclei caratterizzati da esemplari di notevoli dimensioni; di notevole importanza è la presenza dell’arbusto mediterraneo Rhamnus alaternus, di cui il sito costituisce l’unica stazione piemontese nota.
Relativamente alla fauna bisogna sottolineare come nell’area dei Laghi d’Ivrea siano presenti numerose specie importanti, sia perché inserite negli allegati della Direttiva Habitat (D.H.), sia perché rare o estremamente localizzate a livello nazionale o regionale.
Il sito occupa una posizione geografica decisamente favorevole all’avifauna migratrice poichè si trova allo sbocco di una grande vallata alpina, la Val d’Aosta, e nel contempo lungo la rotta migratoria che segue il margine meridionale delle Alpi. Sono segnalate circa 90 specie; tra le 15 elencate in All. I della D.U. risultano nidificanti il tarabusino (Ixobrychus minutus), il falco pecchiaiolo (Pernis apivorus), il nibbio bruno (Milvus migrans), il succiacapre (Caprimulgus europaeus), il martin pescatore (Alcedo atthis) e l’averla piccola (Lanius collurio). Sono state individuate con certezza 23 specie di mammiferi e si ritiene probabile la presenza di altre 9, in quanto segnalate in contesti geograficamente vicini ed ecologicamente simili. Le specie di importanza comunitaria sono numerose: oltre al moscardino (Muscardinus avellanarius, All. IV), ben 9 chirotteri, tra i quali si ricordano Rhinolophus ferrumequinum (All. II e IV), Rhinolophus hipposideros (All. II e IV) e Myotis blythi e/o Myotis myotis (All. II e IV).
Pelobates fuscus insubricus.
Lycaena dispar
Anche l’erpetofauna risulta ricca di specie: 8 di rettili e ben 10 di anfibi, questi ultimi favoriti dalle numerose zone umide presenti sul territorio. La specie più rara è sicuramente il pelobate fosco (Pelobates fuscus insubricus, All.II e IV, prioritaria) la cui conservazione è una delle finalità del sito. Sono attualmente note alcune popolazioni formate da un buon numero di individui, che si riproducono in aree collinari, un contesto atipico per la specie, che solitamente predilige le aree planiziali. Stesso discorso va fatto per la rana di Lataste (Rana latastei, All. II e IV), legata ai residui boschi planiziali e ripari.
Non particolarmente rilevante l’ittiofauna, composta da una ventina di specie, 7 delle quali alloctone introdotte in tempi recenti; interessante è la presenza del persico reale (Perca fluviatilis) e del luccio (Esox lucius), oltre che del cobite (Cobitis taenia) e del vairone (Leuciscus souffia), due specie incluse nell’All. II della D.H. e abbastanza diffuse in regione.
Per ciò che riguarda gli invertebrati sono da segnalare alcune stazioni del gambero di fiume (Austropotamobius pallipes, All. II e IV), specie che colonizza rivi, ruscelli ed immissari di alcuni laghi. Tra i coleotteri, oltre a Lucanus cervus (All. II) e Cerambyx cerdo (All. II e IV), è di rilievo la presenza di Pygoxyon obesum, coleottero pselafide segnalato in Piemonte solo in due località; interessanti anche i popolamenti di coleotteri carabidi delle zone umide, tra cui meritano un cenno Agonum versutum, segnalato in pochissime località italiane, e Anthracus transversalis, molto raro. Sempre tra gli insetti si ricordano i lepidotteri Callimorpha quadripunctata (All. II, prioritaria), Lycaena dispar (All. II e IV), specie delle zone umide, la magnifica Zerynthia polixena (All. IV), presente ove vegetano le piante nutrici (Aristolochia spp.), e Melitæa britomartis, non ritrovata negli ultimi anni e forse estinta, segnalata in Italia solo in Piemonte, Lombardia e Friuli.
Stato di conservazione e minacce
Le minacce sono legate sostanzialmente alla notevole pressione turistica, dovuta alla presenza di laghi balneabili, alla vicinanza della città di Ivrea e all’espansione urbanistica, che ha visto negli ultimi anni la costruzione di intere zone industriali e commerciali. Ulteriori problematiche alla salvaguardia degli ambienti di interesse comunitario sono imputabili all’abbandono delle pratiche colturali e pastorali tradizionali ed agli interventi di manutenzione lungo le sponde dei corpi idrici. La caccia non crea invece particolari problemi perchè la quasi totalità della superficie del sito coincide con un’Oasi di protezione della fauna.
Cenni sulla fruizione
Esistono sentieri e carrarecce percorribili a piedi, in bicicletta o a cavallo. Il Lago Pistono è lambito dalla Via Francigena, l’antica strada d’età medioevale che dai valichi del Piccolo e Grande San Bernardo conduceva in Italia.
Cartina scaricabile dei sentieri all'interno del parco
L'Area protetta
- Istituzione: Legge Regionale del 08/04/2024, n. 13
- Gestione: Città Metropolitana di Torino
- Sede legale e amministrativa: Corso Inghilterra 7 - 10138 Torino
- Numero verde Sala operativa Gev: 800 167761
- Fax: 011 8614272
- Superficie: 1.705 ha
- E-mail: inviare a Ufficio Aree Protette
Come si arriva
Per impostare il tragitto visualizza la mappa ingrandita
con mezzi propri da Torino:
- Autostrada A5 Torino-Ivrea-Aosta uscita Ivrea e a questo punto seguire le indicazioni per Ivrea e quindi per uno dei comuni interessati dal parco.
- Autostrada A4 Torino-Milano uscita Chivasso centro (senza pedaggio), seguire per Ivrea e quindi per uno dei comuni interessati dal Parco
Con mezzi pubblici:
- Dalla stazione Torino P.N. parte il treno per Ivrea-Aosta, scendere a Ivrea e utilizzare bus locali per uno dei comuni interessati dal parco.
Argomenti
Video
Connettere l'ambiente:: i 5 laghi Ivrea
Il Glossario ambientale dei 5 laghi di Ivrea
Comunità consultiva del Parco dei 5 Laghi di Ivrea