Trattare l'ombra
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Percorsi ed esperienze con autori di violenza di genere

Affrontare il lato oscuro per generare un cambiamento: è questa la riflessione che ha animato il convegno "Trattare l'Ombra: percorsi ed esperienze con autori di violenza di genere", che si tenuto mercoledì 29 ottobre nell'Auditorium metropolitano.

L'evento, organizzato dalla Città metropolitana di Torino in collaborazione con ASL Città di Torino e la Rete Azione Cambiamento (RAC), ha rappresentato un momento importante di confronto e riflessione sulla strategia necessaria per contrastare efficacemente la violenza contro le donne.

Il convegno si inserisce nel solco di un lungo percorso di azioni adottato dalla Città metropolitana di Torino per il contrasto alla violenza maschile sulle donne. Questa strategia si fonda sulla consapevolezza che, per mettere fine al fenomeno, non è sufficiente occuparsi solo delle vittime, ma è indispensabile promuovere un cambiamento che coinvolga direttamente gli uomini che agiscono violenza. Da questa consapevolezza il 26 settembre 2023, la Città metropolitana ha adottato il nuovo Protocollo che riguarda il Tavolo per la promozione del cambiamento degli autori di violenza di genere.

"Il focus sugli uomini autori di violenza – ha dichiarato in apertura dei lavori Rossana Schillaci, consigliera metropolitana delegata alle politiche sociali e di parità - non è un'alternativa all'impegno per le vittime, ma ne è un complemento indispensabile per un contrasto strutturale del fenomeno. L'obiettivo è quello di promuovere un nuovo modello di mascolinità che superi preconcetti e stereotipi, attraverso programmi di ascolto e trattamento per aiutare gli autori ad acquisire maggiore consapevolezza sulle proprie azioni."

Alessandra Pauncz, presidente della Rete Relive, la Rete Nazionale per la presa in carico degli autori di violenza, e direttrice esecutiva della Rete Europea WWP EN (Rete Europea per il Lavoro con gli Autori di Violenza Domestica), ha evidenziato come i Centri per Uomini Autori di Violenza (CUAV) siano luoghi di potenziale cambiamento.

"Quando parliamo di violenza – ha spiegato Alessandra Pauncz - parliamo di un fenomeno complesso. Abbiamo la donna che subisce violenza, abbiamo i bambini che assistono alla violenza, abbiamo l'uomo, autore di violenza. Per riuscire a essere capaci di incidere, dobbiamo riuscire a lavorare su tutti questi soggetti e per far questo dobbiamo essere in rete. Un CUAV da solo non può fare una rilevazione del rischio corretta, non può fare un intervento corretto, non può creare anche quel cambiamento sociale necessario a modificare i comportamenti. Quindi è centrale che i centri lavorino all'interno di un sistema e all'interno di una rete".

"In Italia – ha proseguito la Pauncz – la normativa che regolamenta questi centri per maltrattanti è in una fase di grandi cambiamenti non ancora stabilizzati che comportano norme contraddittorie con competenze che variano dal Dipartimento Pari Opportunità al Ministero della Giustizia".

"C'è un grosso lavoro da fare – ha concluso la direttrice della rete Wwp EN – e per far questo occorre che le istituzioni ci ascoltino perché la posta in gioco è altissima".

All'organizzazione del convegno Trattare l'ombra ha partecipato attivamente la RAC, la Rete Azione Cambiamento che funge da coordinamento permanente sul territorio, traducendo l'impegno istituzionale in azioni concrete, attraverso l'offerta di percorsi di ascolto e accoglienza per gli autori di violenza.

"La nostra esperienza all'interno della rete RAC – ha illustrato Marco Foglino della Fondazione Gruppo Abele  - ci ha dato la possibilità, prima di tutto, di avere a disposizione uno spazio per la riflessione. L'acronimo RAC racchiude la A di azione che presuppone che alla base delle nostre azioni ci sia un pensiero". "Città metropolitana – conclude Foglino – attraverso la rete garantisce che il nostro impegno nell'accogliere gli autori di violenza abbia maggior risonanza e maggior efficacia."

Il convegno si è concluso con la tavola rotonda "L'Enigma della Cura", moderata da Pierluigi Allosio , che ha visto il confronto tra diverse realtà operative come l'Ufficio di Servizio Sociale per Minorenni di Torino, la Casa Circondariale "Lorusso e Cutugno", l'Ufficio Esecuzione Penale Esterna, il Gruppo Abele e il Centro Studi sul trattamento dell'Agire Violento, a conferma che il trattamento degli autori di violenza è un processo complesso che richiede l'integrazione di servizi e competenze diverse.

Data di pubblicazione
29 Ott 2025
09:48