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#storiemetropolitane La storia di Volpiano raccontata nel De Bello Canepiciano

La storia di Volpiano raccontata nel De Bello Canepiciano

La nuova puntata di #storiemetropolitane, la rubrica della Città metropolitana di Torino dedicata al racconto delle eccellenze del territorio, ci invita a un viaggio emozionante, un balzo indietro di sette secoli nel cuore pulsante del Medioevo piemontese.

A Volpiano, tra i resti di un castello di cui sono parzialmente conservati solo gli antichi bastioni e un inaspettato pianoro panoramico, rivive una storia poco conosciuta ma fondamentale: l'epopea della Guerra del Canavese e la conquista del territorio da parte del Marchese Giovanni II Paleologo.

Siamo agli inizi del '300, quando Volpiano fu teatro di aspre battaglie tra Guelfi e Ghibellini. Per secoli feudo dell'Abbazia di Fruttuaria, il castello, residenza degli abati, divenne un obiettivo cruciale. Una storia minuziosamente narrata nel manoscritto "De Bello Canepiciano", come ci rivela Emanuele De Zuanne, consigliere della Città metropolitana di Torino e presidente del Consiglio comunale di Volpiano, che in occasione della rievocazione storica veste i panni del Gastaldo.

Nel 1339, il giovane Marchese Giovanni II di Monferrato, Paleologo della casata Ghibellina e di Bisanzio, espugnò il castello con uno stratagemma, facendone il quartier generale delle sue azioni militari e, come le fonti storiche rivelano, il luogo della sua morte nel 1372. Un destino, quello di Giovanni II, indissolubilmente legato a Volpiano.

L'appuntamento con la storia, fatta di guerra, nobiltà e vita quotidiana medievale, prende vita grazie alla rievocazione storica "1339 - De Bello Canepiciano", giunta all'ottava edizione e in programma il 4 e 5 ottobre.

L'evento, organizzato con grande dedizione dalla Proloco di Volpiano, dall'associazione Tavola di Smeraldo e dal Comune, è il frutto di un meticoloso lavoro di ricerca filologica.

"Senza la ricerca – spiega Emanuele De Zuanne, sottolineando l'importanza di questo rigore storico – non si avrebbero elementi attendibili per costruire un evento di questo genere".

"Il mio ruolo di Gastaldo – prosegue De Zuanne – cioè di amministratore dei beni personali del Marchese, è un esempio di come ogni dettaglio, dal vestiario alle conferenze storiche che accompagnano la manifestazione, sia curato per offrire uno spaccato veritiero del XIV secolo".

L'essenza della manifestazione, che Volpiano si appresta a regalare, è un'esperienza immersiva come bene racconta Mirta Toninato, dell'Associazione Tavola di Smeraldo, descrivendo il notevole sforzo organizzativo e la passione che spinge i soci a mettere in scena una rappresentazione così importante.

"Durante i giorni di festa – sottolinea la rappresentante della Tavola di Smeraldo – Volpiano si trasforma. Ogni insegna, ogni cartello stradale, ogni modernità viene coperta con teli di juta; quintali di paglia vengono sparpagliati per le vie del paese; tutte le vie del centro storico e i palazzi vengono vestiti con i colori caratteristici dei borghi. Tutti accorgimenti che permettono di trasportare lo spettatore nelle vie di un borgo trecentesco".

È proprio questa atmosfera ciò che rende il De Bello Canepiciano un evento di rilevanza nazionale, capace di attrarre visitatori da tutta Italia e che, di edizione in edizione, è cresciuto in termini di partecipazione e di visibilità.

Il culmine dello spettacolo, sempre molto scenografico, è rappresentato dai tornei di combattimento. Le piazze di Volpiano ospiteranno l'entusiasmante disciplina Buhurt, il combattimento in armatura completa medievale, con il prestigioso Torneo delle Alpi, ormai riconosciuto a livello europeo come Master della categoria.

Un'esperienza unica per rivivere una pagina di storia medievale locale poco conosciuta.

Data di pubblicazione
2 Ott 2025
11:07

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