A Mezzenile e Pessinetto si balla la courenta
Nelle Valli di Lanzo si chiama courenta oppure courenda. In italiano è la corrente, una danza dalle multiformi varianti, ancora viva e in trasformazione continua dove è praticata tradizionalmente. Di origini rinascimentali, il suo nome proviene dal latino currere, correre (courir in francese, da cui courante, e corrente in italiano), movimento che rappresenta la prima figura di questa antica danza popolare, a coppie e con varianti in cerchio collettivo. È rimasta in uso in alcune valli delle Alpi Occidentali, in particolare – oltre che nelle Valli di Lanzo – nella Val Vermenagna e nella Val Varaita. Ancora dibattuta la provenienza, se francese o italiana, se di corte o popolare.
La XII edizione di “Courenta mai”, festival dedicato alla courenta nelle diverse varianti, anche cantate, e alle altre danze delle minoranze linguistiche, si svolgerà, con il patrocinio della Città metropolitana di Torino, in due date: sabato 9 maggio a Mezzenile, al castello del Conte Francesetti, e venerdì 19 giugno a Pessinetto, all’osteria L’Circul.
Sabato 9 le danze, è il caso di dirlo, si apriranno alle 15 con una serie di concerti e di laboratori in
giro per il paese, a cura dei gruppi musicali Blu L'Azard (Flavio Giacchero, Marzia Rey, Luca Teghillo, Pierluigi Ubaudi) e Lo Stivale che Balla (Massimiliano Aquilino, Romana Barbui, Michele Cavenago), con la partecipazione dei bimbi del gruppo Li Magnà 'd Viù. La serata comincerà alle 21, ancora con il gruppo di canto spontaneo dei bambini di Viù, seguito dal ballo serale. Concluderà la giornata una jam session aperta e libera tra musiche della tradizione francoprovenzale e di quella occitana.
Venerdì 19 giugno il programma prevede, a partire dalle 21, il concerto “Un saluto ai viaggiatori”, che gli organizzatori definiscono un momento dedicato alla biodiversità linguistica e musicale. Si esibiranno Flavio Giacchero (clarinetto basso, sax soprano, cornamuse, elettronica, voce), Marzia Rey (violino, voce) e Luca Percivalle (visual): in uno spazio sospeso creato dalla musica a bordone, strumenti come cornamuse e sax dialogano con l'elettronica e visual per affrontare temi universali: la figura della donna, la guerra, le migrazioni.
Tutti pronti a ballare, allora, al motto di Fì alà ënt ‘oou mes a eunvità ël fìë a balà (Ragazzi andate in centro a invitare le ragazze a ballare).