Industria, sito archeologico di epoca romana a Monteu da Po
Conoscete "Industria", a pochi chilometri da Chivasso e da Torino, nel Comune di Monteu da Po?
E' l’area archeologica di una antica città romana del I secolo A.C., uno dei pochi siti archeologici presenti in Piemonte.
La Città metropolitana di Torino supporta l'amministrazione Comunale nell'impegno della valorizzazione di questo Patrimonio unico:
Il sito archeologico di Industria è gestito dal Ministero della Cultura che si occupa della sua tutela, ricerca e valorizzazione: la direttrice del sito è l'archeologa Sofia Uggé
La storia degli scavi
La storia degli scavi per riscoprire Industria è centenaria e dura ancora oggi con le ricerche archeologiche dell’Università della California (UCLA), dal momento che il sito di Monteu da Po presenta delle caratteristiche uniche nel suo genere, sia per la posizione fluviale, sia per la presenza di un tempio di Iside, culto egizio che da secoli attira la curiosità e l’attenzione di studiosi, mistici e appassionati. I primi scavi furono, infatti, commissionati da Carlo Emanuele II di Savoia alla metà del XVIII secolo per recuperare oggetti d'arte antica per le collezioni dell’attuale Museo di Antichità di Torino, portando a scoprire numerosi reperti in bronzo e metallo e la lastra iscritta in bronzo dedicata dal collegium pastophororum Industriensium, letteralmente “dei pastofori di Industria”, il nome degli antichi sacerdoti di Iside della città di Industria: in un solo oggetto una doppia scoperta, il nome del sito e la presenza di un culto raro e importante!
Il nome attribuito alla città dal fondatore romano rappresentava per antonomasia le attività che la animavano: la manifattura dei metalli (soprattutto il bronzo), il commercio, anche di schiavi, il porto fluviale. Industria venne fondata tra il 124 e il 123 a.C. (ben prima dell’antenata romana di Torino, Iulia Augusta Taurinorum) dal console Marco Fulvio Flacco nelle adiacenze del fiume Po e di un preesistente villaggio celto- ligure. Nello specifico, il villaggio antenato di Monteu da Po e di Industria era chiamato Bodincomagus, letteralmente un insediamento commerciale (magus, mercato) sul fiume Bodinco, nome celtico del Po, che manterrà anche in epoca romana la sua vocazione di luogo aperto, nell’ottima posizione alla confluenza tra Po e Dora Baltea, dove sin dai secoli precedenti si lavoravano i metalli e in particolare il ferro proveniente dalla Valle d’Aosta tramite la Dora, per essere poi commerciato attraverso il fiume Po in tutta la pianura padana. Sicuramente Industria raggiunse un grande sviluppo in tutta l’età imperiale romana e fu un centro vitale e frequentato da persone di origine diversa, con la multiculturalità tipica dell’Impero Romano.
A Industria, infatti, successive indagini archeologiche (sin dal XIX secolo a opera del conte Bernardino Morra di Lauriano) hanno individuato le strutture riconducibili a un tempio dedicato a Iside, ancora oggi visitabile nell’area archeologica di Monteu da Po, al cui culto si riferiscono anche i bronzetti votivi di grande pregio artistico rinvenuti dai primi scavi e conservati nel Museo di Antichità di Torino. Successive campagne archeologiche hanno poi restituito altre parti dell’area urbana fino alle ricerche attuali.
Il culto egizio di iside
La presenza del culto di Iside costituisce un unicum in tutta Italia, anche per l’antichità dell’introduzione a Industria (di poco successivo al tempio in Campo Marzio a Roma nel 41 a.C.), ma soprattutto per la posizione all’interno della città, un’eccezione rispetto alla tradizione romana di lasciare i culti stranieri al di fuori delle mura, ottenuta forse grazie all’influenza del patronus di industria a Roma (una specie di rappresentante locale), Caio Avillius Gavinius, esponente di una potente famiglia imprenditoriale nel settore della metallurgia dalla cultura fortemente ellenizzata ed esterofila.
I culti isiaci furono centrali per gli appassionati e i curiosi della storia di Torino sin dal ritrovamento nel 1567, nei pressi della chiesa della Gran Madre, di un’iscrizione dedicata alla dea Iside, episodio che diede l’impulso a quello che successivamente sarebbe diventato il primo nucleo della collezione del Museo Egizio di Torino. Su spunto di quel rinvenimento, infatti, lo storico di corte dei Savoia Filiberto Pingone, incaricato di scrivere una storia di Torino, inventò la tradizione delle origini egizie della città, non diversamente da altri signori rinascimentali contemporanei e ancor prima dalla stirpe “cesariana” con l’Eneide di Virgilio. Le origini mitiche dei Savoia e di Torino vennero riprese e consolidate più tardi dallo storico Emanuele Tesauro, rinsaldando il legame tra Torino e l’antico Egitto, tanto che si cominciarono a collezionare antichità egizie…
Il mito egizio di Torino deve molto allo zampino degli antichi abitanti di Industria, al santuario di Iside tuttora visitabile a Monteu da Po e allo story telling ante litteram che nelle epoche è sempre esistito.