Locandina per il 21 marzo 2026
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Da tutta Italia a Torino contro le mafie


Si è svolto il 21 marzo il lungo corteo che ha attraversato il centro di Torino fino a piazza Vittorio, un momento di testimonianza dell’impegno delle istituzioni italiane contro le mafie e di vicinanza alle famiglie delle vittime. Grazie a don Luigi Ciotti, a Libera Piemonte e ad Avviso Pubblico – Enti locali e Regioni contro mafie e corruzione – per aver scelto Torino come sede della XXXI Giornata nazionale.

La Città metropolitana di Torino ha partecipato con il suo gonfalone, il sindaco Stefano Lo Russo e numerosi sindaci, consiglieri e consigliere metropolitani. Il sindaco ha sottolineato come la Giornata rappresenti "un momento di riflessione e partecipazione collettiva che parla a tutto il Paese» e ha ricordato che «la lotta alle mafie si costruisce ogni giorno, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nei quartieri, nelle associazioni". Al suo fianco, il vicesindaco Jacopo Suppo ha aggiunto con entusiasmo che erano "50.000 cuori in marcia per ricordare le vittime innocenti e rinnovare l’impegno per un’Italia libera", sottolineando così la partecipazione attiva della città e del territorio.

Anche le consigliere hanno voluto testimoniare l’importanza della giornata. La consigliera metropolitana Caterina Greco ha evidenziato che "Torino ha dimostrato di essere una comunità viva, capace di trasformare la memoria in impegno concreto", mentre la consigliera Sonia Cambursano ha ricordato come, "undici anni dopo, il cuore e l’impegno rimangono gli stessi, a fianco di Avviso Pubblico e nella lotta contro mafie e corruzione".

Leggere i nomi delle vittime, tra silenzio e commozione, ha reso palpabile l’importanza di ricordare e continuare a lavorare per la legalità: una giornata che ha confermato Torino come città di partecipazione, memoria e impegno collettivo.

Programma 21 Marzo 

 In vista della XXXIesima Giornata della Memoria e dell’impegno con Libera Piemonte e  Avviso Pubblico in programma a Torino per sabato 21 marzo.
⚠️informazioni logistiche per gli amministratori del territorio.
Sabato 21 marzo ritrovo dalle ore 8:00 a Torino,  in piazza Solferino. Partenza del corteo prevista per le ore 9:00.
🇮🇹 Gli amministratori locali sono pregati di partecipare in fascia, possibilmente con il Gonfalone del proprio Comune o ente.
La loro presenza è prevista all’inizio del corteo, dopo i familiari delle vittime innocenti di mafia.
ℹ️ L’arrivo in piazza Vittorio è previsto per le 11:00, quando inizierà la cerimonia di lettura dei nomi delle vittime.
🖥 Per agevolare l’organizzazione occorre compilare il form predisposto da Libera cliccando sul link 
https://libera.limesurvey.net/588759

I sindaci con don Luigi Ciotti

Emozione nell'aula del Consiglio metropolitano, gremita di sindaci e sindache per ascoltare martedì 24 febbraio le parole di Don Luigi Ciotti fondatore di Libera Piemonte che ha ricostruito la storia della nascita del 21 marzo, giornata in ricordo delle vittime di tutte le mafie.

"Il 21 marzo 2026 manifestazione nazionale torna a Torino dopo 20 anni e tutto il territorio metropolitano è tutto mobilitato" dice il vicesindaco Jacopo Suppo: “Il 21 marzo sarà la festa dei valori e della legalità, il forte coinvolgimento del territorio sarà il segreto del successo. Dobbiamo condividere valori fondamentali e ribadire il nostro impegno per la legalità”

Roberto Montà presidente di Avviso Pubblico. Enti locali e Regioni contro mafie e corruzione ha sottolineato l'importanza di intitolare in ogni Comune strade e vie alle vittime anche meno conosciute di tutte le mafie: “Avviso pubblico cammina con gli Enti locali per affermare la legalità. Grazie ai Sindaci e a don Luigi Ciotti per l’impegno e per aver raccolto l’appello dei familiari delle vittime, che chiedono di are delle città luoghi in cui la memoria sia conservata e riconosciuta, ad esempio con la toponomastica. La questione è attuale e concreta”. Montà ha ricordato come sia in aumento il consumo di droga e i proventi siano investiti nell’economia legale. “Dobbiamo imparare a raccontare la minaccia costituita della mafia e dalla corruzione ai giovani, dobbiamo riconnettere le relazioni con i cittadini e trasformare i fiumi di denaro in impegno e risorse per la legalità”.

La vicesindaca del Comune di Torino Michela Favaro ha sottolineato quanto Torino sia onorata di tornare ad ospitare l’evento nazionale vent’annoi dopo, “nella città dove è nata Libera, dove ha iniziato ad operare don Ciotti, a Torino città medaglia d’oro della Resistenza”

Andrea Turturro di Libera Piemonte ha sottolineato “intitolare luoghi alle vittime meno note e conosciute di tutte le mafie segna un percorso, così come è fondamentale occuparsi per la messa a disposizione delle comunità locali dei beni sequestrati alle mafie: purtroppo la capacità di riutilizzo in Piemonte è solo del 23%, troppo bassa rispetto ad altre Regioni. Il percorso è complicato e occorre sinergia”

“Sono emozionato di incontrarvi” ha detto don Ciotti rivolgendosi alle decine di sindaci e sindache ed ha ricordato come Libera e il 21 marzo nascano dal suo rapporto con Giovanni Falcone. Poi ha parlato dell’allarme per la moltiplicazione delle droghe, dei disturbi dell’alimentazione, dei suicidi e delle dipendenze dal gioco d’azzardo e dal Web, ha ricordato le parole di don Sturzo quando diceva che la mafia sarebbe risalita a nord e oltre le Alpi, constatando quanto puntualmente si sia avverata la profezia.

“Tutte le vittime hanno un nome e il diritto di essere chiamati con il loro nome. Da lì nasce la giornata della memoria e dell’impegno, una giornata che abbraccia tutti e il loro dolore” ha detto don Ciotti invitando i sindaci a mobilitarsi per essere tutti insieme il 21 marzo a Torino.

Il programma centrale dell'edizione torinese prevede il via venerdì 20 marzo con una veglia ecumenica di raccoglimento con i familiari delle vittime innocenti delle mafie, alle 18 presso la Cattedrale di piazza San Giovanni a Torino.

Sabato 21 marzo si aprirà con un corteo per le strade di Torino (partenza piazza Solferino ore 9, arrivo piazza Vittorio ore 11) e, nel pomeriggio, seminari tematici, spettacoli e attività sportive in piazza.
"Mai come in questo momento storico - aggiunge don Luigfi Ciotti - sentiamo forte il bisogno di stringerci accanto alle centinaia di familiari che arriveranno da tutta Italia e anche dall'estero. E quindi importante esserci: metterci la faccia, il cuore e la voce. Vogliamo che siano tante le voci che si uniscono nel momento della lettura dei nomi: quell'elenco che, purtroppo, continua ad allungarsi e che ci richiama ogni anno alla necessità di trasformare il ricordo in impegno quotidiano contro mafie, corruzione e ogni forma di violenza criminale.

Torna la Biennale della Legalità ad Alpignano

Il programma della seconda edizione della Biennale della Legalità, organizzata da Associazione Calabresi per la Legalità - APS ETS, si è concluso nel percorso che ha accompagnato il territorio verso la marcia nazionale della Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, in programma il 21 marzo a Torino e promossa da Libera Piemonte e Avviso Pubblico. Enti locali e Regioni contro mafie e corruzione hanno partecipato con lo slogan “Fame di verità e giustizia”.

Ad Alpignano, nel pomeriggio, si è parlato di “I care. Curare e prendersi cura. La cura come rivoluzione politica in un mondo di solitudine”, nell’incontro con l’autore Riccardo Sollini. 
La consigliera della Città metropolitana di Torino, Caterina Greco, ha ricordato come la legalità si costruisse ogni giorno non solo contrastando i comportamenti scorretti, ma soprattutto attraverso la prevenzione, il dialogo e la capacità di creare contesti sicuri, inclusivi e accoglienti, in cui nessuno si sentisse solo o escluso. Essere presenti ha significato condividere un impegno comune di memoria, responsabilità e legalità.

Un momento particolarmente toccante è stato il ricordo di Lea Garofalo: all’interno della Casa della Legalità sono state presentate le sue scarpe, confiscate alla mafia e donate all’associazione dalla sorella Marisa Garofalo. Un simbolo forte, concreto, che ha raccontato una storia di coraggio e di giustizia.

Lea, donna calabrese, non ha mai avuto una casa: per questo il gesto della sorella ha assunto un valore ancora più profondo. Quelle scarpe hanno rappresentato memoria viva e testimonianza, diventando uno strumento di impegno per le nuove generazioni.

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Data di pubblicazione
24 Feb 2026
18:03

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