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Si è svolto giovedì 9 aprile, nell’auditorium di Città metropolitana di Torino, l’atto conclusivo del progetto “aMare”. L'incontro ha segnato il traguardo di un percorso innovativo che ha coinvolto 12 classi di due agenzie formative (Engim e Ciofs) per un totale di 290 ragazzi e ragazze, mettendo al centro l’educazione sentimentale e la consapevolezza relazionale delle nuove generazioni. 
 

Promossa dalla Città metropolitana di Torino in sinergia con la Fondazione CRT e l’Associazione Oltre, l'iniziativa è nata con l'obiettivo di fornire alle nuove generazioni dei veri e propri strumenti per orientarsi tra i cambiamenti del corpo e le dinamiche, spesso fragili, delle relazioni contemporanee. In un contesto sociale in cui i riferimenti appaiono frammentati, il progetto ha saputo distinguersi per una metodologia basata sull'ascolto attivo, preferendo il dialogo e l’accompagnamento alla tradizionale lezione frontale. Questo approccio ha permesso di abbattere il muro dell’imbarazzo, dando spazio a domande autentiche su temi cruciali come il consenso e l’impatto dei social media sui legami affettivi.
 

Ad aprire la mattinata è stata Caterina Greco, consigliera della Città metropolitana delegata alle Politiche giovanili, che nei suoi saluti istituzionali ha sottolineato con forza il valore dell'operazione. "Con il progetto aMare – ha dichiarato la consigliera Greco – abbiamo voluto mettere al centro la voce delle nuove generazioni, offrendo loro uno spazio protetto dove esplorare la propria identità e il modo di relazionarsi con l'altro. Investire nell'educazione sentimentale non è stato solo un atto pedagogico, ma un impegno civico fondamentale". 
 

Il cuore dell'evento è stato rappresentato dalla restituzione dei lavori creativi realizzati dagli studenti durante l'anno, sotto il coordinamento di Elisabetta Ghione dell'associazione Oltre. Gli allievi e le allieve di E.N.G.I.M. Piemonte (sedi Artigianelli e San Luca) hanno presentato "Il Totem delle emozioni", un’opera collettiva che ha dato forma visibile ai vissuti interiori dei ragazzi. Successivamente, il linguaggio pubblicitario è diventato lo strumento di analisi per i ragazzi e le ragazze del CIOFS Maria Mazzarello di Torino, che hanno ideato tre spot dal titolo "Affettività cercasi" per riflettere sulla percezione esterna dei sentimenti. Il cinema ha poi dato voce al CIOFS Don Bosco di Beinasco, che ha realizzato il cortometraggio "L’amore a processo", un'opera che ha esplorato la complessità dei legami affettivi.
 

A legare insieme i diversi momenti della mattinata è intervenuta l’attrice Alessandra Campo, che ha ripercorso le tappe salienti del cammino dei ragazzi attraverso una suggestiva rilettura di Adamo ed Eva nel paradiso terrestre, reinterpretando i simboli della mela e del serpente per offrire nuove chiavi di lettura sui temi della tentazione, della scelta e della scoperta di sé. 
 

In chiusura, la giornata ha vissuto un momento di grande intensità simbolica con la consegna di una pianta di alloro alla Città metropolitana di Torino da parte della vicepresidente dell’associazione Oltre Silvia Boccardo. Il gesto, che aveva già inaugurato il progetto lo scorso ottobre, ha richiamato il mito di Dafne e la sua metamorfosi per sfuggire a un amore imposto. Un monito poetico che ha ribadito il messaggio cardine di tutto il percorso: l’amore autentico non può mai prescindere dalla libertà dell'altro. Con questo dono, il progetto "aMare" ha simbolicamente messo radici, testimoniando un impegno che promette di continuare a crescere nella coscienza civile dei giovani del territorio.

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Incontro all'ENGIM Artigianelli

Si è conclusa venerdì 27 marzo, nella sede ENGIM Artigianelli di corso Palestro a Torino, l’ultima tappa nelle scuole del progetto "aMare: navigare tra affettività e sessualità". Un percorso intenso che ha visto circa 300 studenti tra i 15 e i 17 anni delle agenzie formative Engim e CIOFS–FP Piemonte ETS mettersi in gioco per costruire una nuova consapevolezza emotiva.
Il momento centrale dell'incontro è stata la realizzazione di un "totem emozionale". Ragazzi e ragazze hanno lavorato insieme per dare forma fisica ai propri pensieri, incollando sulla struttura le frasi più significative e le riflessioni emerse durante il lavoro svolto nei sei incontri precedenti. Il totem diventa così un manifesto visivo del loro percorso di crescita, un mosaico di parole che racconta dubbi, scoperte e nuove consapevolezze. 
 

Promosso dalla Città metropolitana di Torino in collaborazione con la Fondazione CRT e l’Associazione Oltre, il progetto nasce per rispondere a un bisogno urgente: offrire ai ragazzi strumenti solidi per orientarsi tra i cambiamenti del corpo e le complessità delle relazioni, in un'epoca in cui i riferimenti sociali sono spesso frammentati.
Il percorso, articolato in sei incontri per classe, ha utilizzato una metodologia di ascolto e accompagnamento, lontano dalle lezioni frontali. Come sottolineato dagli esperti, l'obiettivo è stato abbattere il muro dell'imbarazzo per affrontare temi come il consenso, la gestione del rifiuto e l'uso dei social media.
 

"Navigare tra affettività e sessualità – spiega Elisabetta Ghione, referente del progetto per l’Associazione Oltre -  è stata una navigazione lunga e importante. Abbiamo aiutato i ragazzi a uscire dall'imbarazzo, rispondendo a domande fatte con i loro termini, a volte forti, ma carichi di contenuti che meritano risposte vere. Hanno imparato che le relazioni di coppia sono uno spazio democratico: il rispetto e il vedere l’altro non come un oggetto o una proprietà sono le basi per una relazione sana."
 

Al centro del dibattito, la lotta contro la tossicità nelle relazioni e l'ansia da prestazione alimentata dal mondo digitale. Francesca Paschetta, psicologa e sessuologa del progetto, evidenzia come il confronto abbia fatto emergere il desiderio di libertà dei ragazzi: "Una delle domande più toccanti è stata posta da un ragazzo che ha scritto su un foglietto colorato Come ci si sente ad essere controllate? Un segno, questo, di una curiosità profonda su come evitare che una relazione diventi tossica. Abbiamo capito insieme che una donna vera è una donna libera: libera di vestirsi, di muoversi e di scegliere senza essere deviata dall'idea di qualcun altro."
Dalle testimonianze emerge anche la fatica del passaggio dal digitale al reale: "C'è una sorta di ansia da prestazione e di esposizione. Molti sono legati ai social, sono bravi a scrivere in chat, ma dal vivo non sanno come approcciarsi. Quando l’ansia diventa ingestibile ci si blocca, impedendo di essere autentici di fronte agli altri."

Avvio del progetto aMare

aMare: navigare tra affettività e sessualità è il progetto che Città metropolitana di Torino, insieme alla Fondazione CRT e all'Associazione Oltre aps, rivolge a 12 classi di due agenzie formative, il Ciof, sede di Torino "Maria Mazzarello" e di Beinasco "Don Bosco" e Engim, sedi di Torino "Artigianelli" e "San Luca".

L'obiettivo generale è accompagnare ragazzi e ragazze in un percorso di crescita consapevole sul tema dell'affettività e della sessualità, in un contesto sociale che presenta carenze di riferimenti significativi.

Il percorso fa anche riferimento al mito di Dafne e Apollo e proprio per questo motivo nella giornata introduttiva, che si è svolta nell'auditorium di Città metropolitana di Torino martedì 21 ottobre, l'attrice Alessandra Campo ha intrattenuto il pubblico con la rappresentazione scenica del mito greco, raccontato da Ovidio, e al termine della presentazione alle classi partecipanti è stata regalata una piantina di alloro che è rappresentazione simbolica di gloria, vittoria, pace e onore.

"Inizia oggi – ha dichiarato Caterina Greco, consigliera metropolitana delegata alle politiche giovanili, dando il benvenuto all'incontro – il progetto aMare, navigare tra affettività e sessualità. Un percorso rivolto in maniera particolare ai ragazzi che frequentano le agenzie formative del territorio per mettere al centro i rapporti tra pari, la loro sfera emotiva, i sentimenti e soprattutto le relazioni. Un progetto volto alla prevenzione di discrimazioni e di violenza".

"Fondazione CRT – ha spiegato Chiara Ventura dell'area ricerca e istruzione di Fondazione CRT, è orgogliosa di sostenere un progetto come questo. Il nostro ruolo è supportare il territorio, ma soprattutto aiutare le persone. Con Amare sosteniamo i giovani che, essendo i nuovi cittadini, saranno la struttura base della società di domani".

"Oltre a.p.s. – ha illustrato Silvia Boccardo, vicepresidente dell'associazione - è una realtà giovane, nata nel 2020, ma che ha già fondato le proprie basi su progetti per cercare di migliorare la società attraverso l'educazione. Il nostro nome già ci definisce: vogliamo andare oltre e non fermarci a quelle che sono le apparenze e gli stereotipi".

"Sono circa 300 – ha sottolineato Elisabetta Ghione dell'Associazione Oltre – i ragazzi e le ragazze tra i 15 e 17 anni coinvoilti nel progetto. Ogni classe affronterà sei incontri da un'ora. Le tematiche vanno dall'affettività al corpo che cambia, dalle relazioni alle emozioni semplici e complesse, dal sentimento della gelosia a quello del rifiuto, dal non piacere a sé stessi, al non piacere agli altri. Accanto a noi ci saranno una serie di tecnici che saranno a disposizione delle varie esigenze".

Al termine del percorso ogni istituto realizzerà un prodotto finale specifico: chi un cortometraggio (CFP Don Bosco); chi uno spot pubblicitario (CFP Maria Mazzarello); chi un totem emotivo (Engim Artigianelli e San Luca).

 
Data di pubblicazione
30 Mar 2026
16:00

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