Studenti protagonisti di un bando per le scuole (...)
Saranno gli studenti e le studentesse i protagonisti di un bando con il quale Città metropolitana di Torino destina 300mila euro di risorse proprie a progetti per migliorare concretamente la vita quotidiana nelle scuole del nostro territorio.
Ogni istituto potrà presentare una sola proposta, con il vincolo di costruirla a partire dalle esigenze della comunità scolastica e dal confronto diretto con gli studenti.
Il bando per il 2026 è riservato in via sperimentale alle scuole superiori di Torino.
Le candidature dovranno essere presentate a Città metropolitana entro il prossimo 15 giugno indicando per ora la descrizione dell’idea progettuale ed una stima dei costi.
“Ci aspettiamo progetti per il miglioramento degli spazi scolastici interni ed esterni, la riqualificazione delle aree comuni dedicate ad attività di socialità e aggregazione, l’acquisto di arredi per le aule, il potenziamento dell’accessibilità degli edifici scolastici e degli ambienti didattici – commenta la consigliera metropolitana delegata all’istruzione e alle politiche giovanili Caterina Greco - ma anche progetti di innovazione digitale e tecnologica per strumenti informatici e soluzioni digitali sviluppate a partire dalle idee di studenti e studentesse, compreso l’utilizzo di tecnologie legate alle nuove frontiere del digitale e dell’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di rendere la scuola più moderna e inclusiva”.
“Abbiamo discusso di questo bando con la Consulta provinciale degli studenti – aggiunge Caterina Greco – perché vogliamo rafforzare il ruolo attivo dei giovani nella vita a scuola, partendo dalle loro esigenze quotidiane e dalle loro idee per migliorare gli ambienti scolastici”.
Sul territorio metropolitano torinese sono attualmente 90.356 gli studenti delle scuole superiori suddivisi in 4.492 classi in 235 Edifici 4.503 aule
“Le risorse sono messe a disposizione dal bilancio di Città metropolitana di Torino per incidere concretamente sulla partecipazione attiva dei nostri giovani, in un’ottica di crescita della responsabilità nell’uso degli spazi scolastici condivisi” conclude Caterina Greco.