Villa Simeom
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Il patrimonio culturale
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Immaginate un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, ma dove il futuro sta già germogliando. Benvenuti a Villa Simeom, una perla dell'Ottocento adagiata sulle colline chieresi, nel Comune di Andezeno. La nuova puntata di Storie Metropolitane dedicata ai beni che aderiscono all’Associazione Dimore Storiche Italiane, racconta una tenuta che racchiude in sé l'eleganza dell'architettura d'epoca, una straordinaria eredità bibliografica e documentale e uno sguardo fortemente proiettato verso l'innovazione sostenibile e la tutela ambientale.
Oggi la villa, immersa in un parco secolare di oltre sette ettari e dotata di 600 metri quadri di sale affrescate, si presenta come un vivace centro culturale e divulgativo.
Edificata nel 1830 per volere di Alessandro Simeom, sindaco di Andezeno tra il 1890 e il 1891, e restaurata nel 1860, la dimora porta il nome di un antico casato radicato nel Chierese fin dal XIII secolo.
Fu però nel Novecento che la villa divenne il fulcro di un'impresa culturale di prim'ordine. Silvio Simeom (1884-1948), avvocato, appassionato cultore di storia e a sua volta primo cittadino di Andezeno nel secondo dopoguerra, strinse una profonda amicizia con il bibliofilo Vincenzo Armando, già bibliotecario del Duca di Genova e dell'Accademia delle Scienze di Torino. Da questo sodalizio nacque la "Raccolta Torinese Armando-Simeom", una vastissima e inestimabile collezione di volumi, documenti e memorie della storia subalpina.
Dopo la scomparsa di Silvio, la gestione passò al fratello Giacinto e successivamente all'erede Enrico De la Forest de Divonne. Nel 1975, l'allora sindaco di Torino Diego Novelli ne intuì lo straordinario valore istituzionale e promosse l'acquisizione della raccolta da parte del Comune di Torino, destinandola all'Archivio Storico cittadino, dove oggi è custodita e consultabile.
"La collezione Simeom – spiega l’attuale proprietario della dimora Andrea de la Forest de Divonne - è una splendida testimonianza della storia del nostro paese e ci lega fortissimamente al territorio. Nasce grazie alla collaborazione tra l'Armando e Silvio Simeom, avvocato appassionato di storia. Non avendo figli, Silvio lasciò villa e collezione in eredità a mio nonno Enrico."
Ma Villa Simeom non è soltanto memoria, la tenuta infatti rappresenta una tradizione che guarda al futuro senza però dimenticare le proprie radici. Questa visione si concretizza nel progetto “Rigenera”, un'iniziativa sperimentale condotta con l'omonima associazione APS, incentrata sull'agricoltura rigenerativa, sulla permacultura e sull'agroforestazione su oltre 1.300 metri quadri di orto e frutteto sinergici.
"Qualunque proprietario di dimora storica – illustra il proprietario della dimora - sa di essere un custode temporaneo. La dimora è un ponte tra quello che era ieri e quello che è oggi: deve da una parte reinventarsi per essere sostenibile, dall'altra prendere spunto dalle proprie origini."
La villa, infatti, nacque originariamente come "dimora di piacere" per la famiglia, ma al contempo manteneva un'attiva vocazione agricola, testimoniata dalla presenza storica dei vigneti. Durante la pausa forzata dovuta al Covid del 2020, la proprietà ha deciso di riallacciarsi proprio a quell'antica natura contadina, avviando il ripristino della vigna e sviluppando percorsi didattici e scientifici aperti a scuole, università e cittadinanza.
Oggi, tra arnie per la biodiversità, coltivazione di zafferano, monitoraggi chimici del terreno e attività di divulgazione, Villa Simeom dimostra come la tutela del patrimonio storico possa integrarsi con la transizione ecologica, offrendo al territorio metropolitano un modello replicabile di sviluppo sostenibile.

Data di pubblicazione
16 Set 2026
10:32

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