Entra nel vivo il PES Piano dell'economia sociale
Il piano metropolitano per l'economia sociale è entrato nella sua fase attuativa.
Torino è la seconda Città metropolitana in Italia con Bologna e prime in Europa ad avere declinato le linee guida dell’Europea a livello locale nel Piano dell’economia sociale.
Approvato nel maggio dello scorso anno, il piano redatto in collaborazione con la Camera di commercio di Torino è nato con l’ambizione di favorire l’economia sociale ed esaltarne la capacità di fungere da motore di crescita equa e sostenibile, rispondendo in modo sistemico alle grandi sfide del nostro tempo.
Mercoledì 20 maggio si è tenuto l’incontro con i responsabili e le responsabili delle Centrali uniche di Committenza delle stazioni uniche appaltanti, per promuovere il social procurement, cioè la strategia tramite cui organizzazioni pubbliche e private utilizzano il proprio budget di acquisto per generare un impatto sociale.
Oltre a considerare prezzo e qualità, si selezionano fornitori che promuovono l'inclusione lavorativa di categorie svantaggiate, il benessere della comunità e la sostenibilità.
L’incontro è stato declinato con particolare attenzione al tema degli appalti pubblici.
“Lavoriamo – spiega la consigliera metropolitana delegata allo sviluppo economico Sonia Cambursano - per fare entrare all'interno dei regolamenti di funzionamento degli appalti pubblici il social procurement quindi come modalità alternativa e a volte anche preferenziale per poter dare una spinta reale all'economia sociale”.
“Si stima che a livello europeo il valore degli appalti pubblici superi duemila miliardi di euro - sottolinea Raffaella Scalisi di Torino Social Impact – La Città metropolitana avvia nell'ambito del Piano metropolitano dell’economia sociale un'esperienza pilota per integrare nelle stazioni appaltanti della pubblica amministrazione del territorio elementi di impatto sociale negli appalti. Quindi coinvolgere fornitori sociali, ma anche integrare criteri di premiabilità per appalti che hanno e contemplano nell'esecuzione anche il monitoraggio dell'impatto sociale”.
All’incontro è intervenuto anche il segretario generale della CCIAA Guido Bolatto che ha ricordato l’alto numero di coinvolgimento nel Piano dell’economa sociale sul nostro territorio di attori pubblici e privati, profit e non profit – circa 430 - riuniti per rafforzare il sistema locale e qualificarlo come uno dei migliori posti al mondo per fare impresa e finanza di impatto.
Una realtà che a cuore i temi dell’impatto sociale e dello sviluppo sostenibile e inclusivo.