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Connettere l'ambiente quinta stagione

In questa puntata di Connettere l’ambiente, la troupe dei ragazzi del Servizio civile universale della Città metropolitana di Torino, ha affrontato il problema del fast fashon, ovvero il modello di consumo veloce di vestiti a basso costo e di scarsa qualità che comporta ingenti danni ambientali, in quanto a causa delle fibre sintetiche produce masse di rifiuti non riciclabili e determina lo sfruttamento della mano d’opera attraverso salari bassissimi, condizioni di lavoro spesso disumane.

Come si può combattere dunque questo fenomeno? Una delle soluzioni è cambiare prospettiva, magari ricorrendo a negozi di vintage o di vestiti usati che sanno dare valore ad ogni capo allungandone il ciclo di vita.

Elena la conduttrice della puntata ci porta a Torino a conoscere tre negozi diversissimi che hanno fatto del recupero una vera propria missione.

Il primo negozio si trova al quadrilatero dove incontriamo Cristina di ItsmadonnaVintage influencer e proprietaria dell’omonimo negozio che ci spiega la differenza tra usato e vintage, la sua filosofia rifiuta l'acquisto "al chilo". Ogni pezzo nel suo negozio è selezionato individualmente, spesso recuperato da soffitte polverose che sembrano uscite da un film.

Spostandoci verso borgo Santa Giulia, l'attenzione si sposta sui più piccoli. Nicole, di Seconda Manina, affronta uno dei settori a più alto tasso di spreco: l'infanzia. Spesso, per l'entusiasmo della nascita, si cade nello shopping compulsivo, acquistando capi che i bambini indosseranno una sola volta prima di cambiare taglia.

Tornando verso il Quadrilatero, scopriamo che il riuso può avere anche una profonda valenza sociale. Elisa coordina “Abito”, un progetto della San Vincenzo de Paoli che trasforma l'usato in uno strumento di inclusione. Abito non è una semplice distribuzione di indumenti, ma un emporio dove chi è in difficoltà economica può scegliere gratuitamente i propri capi.

Queste sono solo alcune delle voci di una Torino che resiste all'usa e getta. Scegliere l’usato significa rallentare, apprezzare la storia di un tessuto e capire che ogni nostra decisione d’acquisto ha un impatto sociale e ambientale. In fondo, dare una seconda vita a un capo è il modo più elegante per prendersi cura del futuro.

 

Inizia la quinta stagione, Life Minnow: una battaglia per salvare il fiume Po

Inizia la quinta stagione, Life Minnow: una battaglia per salvare il fiume Po

Parte la quinta stagione di Connettere l’ambiente, la web serie realizzata dai ragazzi del Servizio Civile Universale, dedicata ai progetti ambientali sul territorio della Città metropolitana di Torino. Nella nuova puntata, ci troviamo a bordo di una piccola barca sul fiume Po, a San Sebastiano Po, e con il giovane Nunzio andremo a scoprire il progetto Life Minnow. finanziato dall'Unione Europea, iniziativa che mira a proteggere la biodiversità del fiume, minacciata da specie invasive come il temibile pesce siluro il "Gigante Fuori Posto", come ci spiega Paolo Lo Conte, dell’unità funzione specializzata fauna e flora della Città metropolitana di Torino.

Il pesce siluro (Silurus glanis), pur essendo una creatura affascinante, rappresenta un grave pericolo per gli ecosistemi fluviali italiani. "È un pesce estremamente interessante, ma purtroppo fuori luogo nel fiume Po," continua Lo Conte.

A causa delle sue notevoli dimensioni, il siluro ha un impatto devastante sulle specie autoctone, predandole e alterando il delicato equilibrio naturale. La sua cattura e il suo contenimento sono diventati, quindi, una delle priorità del progetto.

Il progetto Life Minnow non si limita alla lotta contro le specie aliene, il progetto, coordinato dall'Università degli Studi di Torino, adotta un approccio a 360 gradi. Le attività principali includono: tutela delle specie native, il contenimento delle specie invasive effettuando campagne di cattura mirate, in particolare contro il pesce siluro, la creazione di passaggi per pesci come le scale di risalita ad esempio sul torrente Banna e poi la didattica che è una parte fondamentale del progetto cioè sensibilizzare il pubblico sull'importanza della biodiversità fluviale.

Il progetti Life Minnow si basa sulla stretta collaborazione tra diversi enti. Oltre alla Città Metropolitana di Torino, partecipano attivamente partner come l'Ente di gestione delle Aree Protette del Po piemontese, le province di Cuneo, Vercelli e Alessandria, e l'Istituto Delta.

 

Data di pubblicazione
10 Feb 2026
15:28

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