Il battello elettrico sul lago di Candia
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I 30 anni del Parco del lago di Candia

Nel 1995 venne istituita la prima area protetta provinciale in Italia

Quello del lago di Candia fu il primo parco naturale istituito da una Provincia italiana, quella di Torino. Era il 1995 e, nel terzo fine settimana del settembre 2025, le celebrazioni per il trentesimo compleanno dell'area protetta sono l'occasione per tracciare un bilancio e guardare avanti, grazie alla convenzione che la Città metropolitana di Torino (che ha raccolto l'eredità amministrativa della Provincia) e il Comune di Candia hanno rinnovato nel 2024.

Il lavoro di squadra cominciato il 1° marzo 1995 ha consentito di avviare e proseguire un'intensa attività di ricerca scientifica sull'habitat dello specchio d'acqua originato dal ritiro del Grande Ghiacciaio Baltico, finalizzata in primis a contrastare il grave fenomeno dell'eutrofizzazione, a tutelare la biodiversità e a migliorare l'habitat per le moltissime specie di alberi, arbusti, alghe, uccelli e pesci che vivono intorno e nel lago. Gli eventi di sensibilizzazione ambientale, le attività di divulgazione e di turismo didattico sono andati di pari passo con la sensibilizzazione dei portatori di interesse nella gestione a lungo termine dell'area protetta.

"Trent'anni di lavoro e di tutela sono un traguardo importante, perché insieme al Comune abbiamo costruito e rafforzato una progettualità condivisa, di cui si vedono i risultati" ha ricordato il vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo, visitando il parco nei giorni precedenti alle manifestazioni per il trentennale". La Città metropolitana continuerà ad essere al fianco della comunità locale e di tutti coloro che scelgono di trascorrere qualche ora di serenità, di sport o di studio in questo meraviglioso luogo". Da parte sua il sindaco di Candia, Mario Mottino, che in passato è stato anche Presidente del Parco del Lago di Candia, ha sottolineato che "per la nostra comunità il lago è una risorsa ambientale fondamentale, ma è anche un richiamo turistico e un motivo di orgoglio. Perché tutelare il lago significa anche difendere e tramandare un patrimonio di cultura popolare, legato alla tradizione della pesca e alle tecniche che i pescatori locali utilizzavano in passato. Senza dimenticare che, sul versante sportivo, Candia è stata una delle culle del canottaggio italiano, visto che nel nostro lago le prime gare risalgono al 1879".

I lavori più recenti

Tra i recenti lavori realizzati dalla Città metropolitana in riva al lago figura un camminamento in sicurezza, adatto anche a fruitori con capacità di movimento ridotte: partendo dall'area attrezzata in riva al lago e passando per la sede della società Canottieri Candia, il camminamento è stato ideato con la funzione di consentire di raggiungere la stazione e il paese utilizzando la strada Sottorivara. In via Giulichino, nell'area dell'ex campo sportivo, sono stati previsti un punto per la ricarica delle biciclette con pedalata assistita, un percorso salute, un'area picnic, uno spazio giochi per i bambini e un anfiteatro per spettacoli. I lavori sono stati finanziati dal progetto SUA-FSR, di cui è capofila il Comune di Ivrea. Il camminamento è utile anche per gli atleti che praticano il canottaggio e la canoa-kayak per raggiungere il campo di gara e di allenamento del lago. Lavori di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza hanno interessato anche l'area della palude e delle zone limitrofe. È stata inoltre definita la gestione della paratoia del canale Traversaro che collega il lago alla palude. La convenzione tra il Comune di Candia e la Città metropolitana agevola la collaborazione e la sinergia tra i due Enti. L'assegnazione all'amministrazione locale di un piccolo contributo della Città metropolitana per la manutenzione delle attrezzature turistiche e sportive nell'area attrezzata e in quella riservata ai canottieri è un segnale di rafforzata collaborazione istituzionale.

 

Gli impegni di Comune e Città metropolitana

Gli obiettivi che Città metropolitana e Comune di Candia hanno fissato nella convenzione che regola i rapporti tra i due Enti sono importanti: gestire, curare e mantenere gli habitat presenti e la dotazione di attrezzature; effettuare la manutenzione ordinaria delle proprietà comunali oggetto della convenzione e provvedere alla loro riqualificazione ambientale, anche grazie all'attrazione di finanziamenti europei, statali, regionali; coordinare le attività di tutela naturalistica e conservazionistica ambientale; realizzare attività formative sul campo per gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado; promuovere l'informazione ambientale e lo sviluppo culturale, formativo e sociale dei cittadini attraverso iniziative, incontri, conferenze e un'adeguata segnaletica informativa; sviluppare rapporti di collaborazione con Enti ed istituzioni pubbliche e private per la promozione e la valorizzazione dell'area protetta. Il Comune di Candia ha affidato alla Città metropolitana di Torino per dieci anni la manutenzione ordinaria di propri terreni, strutture e proprietà immobiliari nell'area protetta, affinché possano rispondere ai requisiti di naturalità, funzionalità e fruizione previsti dalle normative europee, nazionali e regionali. Il Comune ha concesso alla Città metropolitana il diritto di superficie trentennale sul Centro visite, mantenendo l'accesso all'area esterna della struttura e al bagno per iniziative didattiche, culturali, turistiche e ambientali, su richiesta alla Città metropolitana. Il Comune mantiene la disponibilità delle strutture e la responsabilità per la custodia, ad eccezione del Centro visite, che è sotto la responsabilità della Città metropolitana. L'Ente di area vasta si impegna a conservare gli habitat e i sistemi naturali presenti, ad elaborare e coordinare i progetti di valorizzazione naturalistica, di didattica ambientale e di promozione dell'area protetta, a curare la manutenzione ordinaria dei terreni comunali compresi nell'area protetta, dei sentieri, dei percorsi, delle aree di sosta attrezzate, delle passerelle, dei ponticelli e delle altre infrastrutture già presenti o che verranno realizzate in futuro con ulteriori progetti.

Il lago e la palude nati da un ghiacciaio preistorico

Non è certamente un caso se il Parco del lago di Candia è stato identificato come un elemento fondamentale della Rete Ecologica Metropolitana e Regionale. Sono trascorsi circa ventimila anni da quando il Grande Ghiacciaio Balteo, nel suo ritiro all'interno della Valle D'Aosta, trasformò la precedente pianura in una corona di colline con una depressione centrale, colmata da paludi e laghi: Sirio, San Michele, Viverone, Candia. Gli specchi d'acqua in cui si riflette oggi il paesaggio canavesano sono accomunati dalla stessa origine ma non dal medesimo destino: a differenza dei laghi non lontani, lo specchio d'acqua di Candia riverbera un paesaggio assai più integro, che si è mantenuto esente da eccessive interferenze antropiche. La scarsa edificazione sulle rive e la minor pressione turistica hanno permesso al bacino di conservare la sua naturalità, grazie alla quale il lago e la vicina palude sono una delle più importanti zone umide del Piemonte, non a caso inserita nell'elenco dei SIC-Siti di Importanza Comunitaria – oggi Zone Speciali di Conservazione - ai sensi della direttiva Habitat dell'Unione Europea. Il lago ha dato il nome al primo parco di interesse provinciale italiano, istituito nel 1995 su proposta dell'allora Provincia di Torino. I quasi 350 ettari del parco comprendono il lago, la palude e la paludetta. Situato fra Candia e Mazzè a una quota di 226 metri, il lago ha una superficie di 1,5 km quadrati e una profondità media di 4,7 metri. È alimentato da alcune sorgenti situate lungo la costa meridionale. Il deflusso avviene attraverso il canale Traversaro, zona di particolare interesse per la vegetazione. Oltre 400 sono le specie floreali presenti, fra le quali alcune varietà idrofile non comuni come il trifoglio fibrino, l'utricularia, la potentilla palustre e la rarissima violetta d'acqua (Hottonia palustris). Dal punto di vista faunistico la ricchezza maggiore è sicuramente rappresentata dall'avifauna. Situato sulla rotta sud-occidentale, il lago di Candia è un importante luogo di sosta per gli uccelli svernanti e di passo. Duecento le specie censite, tra le quali il tarabuso, il tarabusino, l'airone rosso e, in particolare, la moretta, che ha fatto del parco uno dei principali siti di nidificazione in Italia. Poche e vaghe sono le notizie storiche sulla fauna ittica. Sul lago insistono fin dal XVI secolo diritti di uso civico per la pesca professionale, unica fonte di sostentamento fino a pochi decenni or sono per decine di famiglie locali. Tra le specie presenti, la carpa, la tinca, il luccio, la scardola, il persico reale, il persico trota, il pesce gatto e il carassio (le ultime tre immesse). Il parco è interessante anche per gli spazi circostanti: boschi, canneti e prati. Lo si può visitare a piedi, in bicicletta o in barca.

Data di pubblicazione
18 Set 2025
10:26

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