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Cittàmetropolitana di Torino

Stambecchi in valle

"La Città metropolitana è disponibile a confrontarsi con l'amministrazione comunale di Balme sulle modalità per agevolare l'osservazione e lo studio scientifico dei numerosi stambecchi presenti in alta Val d'Ala. Poichè il Pian della Mussa è una Zona Speciale di Conservazione gestita dal nostro Ente, dobbiamo capire qual è il modo migliore per tutelare la specie e l'ambiente in cui vive e quali passi formali dovrà compiere il territorio, eventualmente con il nostro sostegno": con queste parole la consigliera metropolitana Barbara Azzarà, delegata all'ambiente e alla tutela della fauna e della flora, commenta le proposte del primo cittadino di Balme, Gianni Castagneri, nate dalla costatazione del fatto che, soprattutto in primavera, decine di persone arrivano nel paese della Val d'Ala per osservare gli stambecchi che scendono sino al centro abitato di Balme, sostando sulla strada provinciale 1 per leccare il sale che rilascia l'asfalto.

Come accade in altre vallate alpine europee, dalle Alpi Marittime alla Slovenia, molti turisti appassionati della natura arrivano a Balme per cercare di fotografare e filmare esemplari che non sono diventati domestici, ma che, complice il lockdown, hanno iniziato ad avventurarsi nei centri abitati. Gli amanti della fotografia naturalistica aspettano i branchi a Balme, ma salgono anche al Pian della Mussa per fotografare gli stambecchi nei prati in cui la neve ha da poco ceduto il passo al prato, catturando immagini suggestive della popolazione più numerosa tra quelle del territorio dell'area metropolitana non tutelate da parchi naturali.

Le rocce e i pascoli che da Ala di Stura salgono sino al Pian della Mussa sono da tempo l'habitat ideale per circa 1300 stambecchi suddivisi in numerosi branchi, che potrebbero essere censiti esattamente e studiati nelle loro caratteristiche morfologiche, nelle loro abitudini e nelle eventuali patologie.
Il sindaco Castagneri e il professor Ezio Ferroglio, direttore della Scuola di Agraria e Medicina Veterinaria dell'Università di Torino e assessore all'Agricoltura dell'Unione Montana delle Valli di Lanzo, ritengono possibile e auspicabile allestire dei punti di osservazione degli animali con l'utilizzo di binocoli, valorizzando e migliorando la fruibilità del sentiero degli stambecchi. È importante che, come in molti altri casi, la sensibilizzazione del pubblico che è certamente un'azione favorevole alla tutela, si svolga mediante la costruzione di un programma complessivo di attività, in primo luogo didattiche rivolte alle scuole, poi di coinvolgimento del pubblico generico (ad es. con progetti di citizen science) ed anche, ma non solo, portando le persone a vedere/fotografare gli animali con le attenzioni del caso e valutando gli elementi di disturbo ambientale

 

(21 maggio 2020)