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Cittàmetropolitana di Torino

Biblioteca storica "Giuseppe Grosso"

Da qualche tempo la Biblioteca di Storia e Cultura del Piemonte "Giuseppe Grosso" ha mosso i primi passi sulla strada della digitalizzazione del suo patrimonio. Dopo la recente scansione di 19 libri della Biblioteca appartenenti al Fondo dei cosiddetti Piemontesi e al Fondo Carlo Ignazio Giulio, testi che sono ora consultabili e sfogliabili su Byterfly, la piattaforma per la conservazione e la fruizione di oggetti digitali sviluppata dal CNR-IRCrES, l'occasione del lavoro agile, seppur obbligata, è parsa propizia ai dipendenti della Biblioteca per dedicarsi a informatizzare gli inventari, in origine cartacei, di una parte dei 50 archivi storici, il cui materiale è appunto identificato e descritto in repertori eseguiti in gran parte precedentemente l'epoca informatica, limitazione che fino a ieri permetteva solo la consultazione diretta in sede.

Sono consultabili online le informazioni presenti nei seguenti fondi archivistici storici:

  • Anton Maria Mucchi

    Una raccolta di 328 lettere e cartoline postali inviate al pittore Anton Maria Mucchi e ai suoi famigliari da personalità di spicco dell'ambiente artistico-culturale fra l'Otto e il Novecento, fino agli anni della seconda guerra mondiale, con l'eccezione di una lettera datata 1967 indirizzata al figlio e alla nuora di Mucchi dal sacerdote e poeta David Maria Turoldo.

  • Carlo Mario Zuccarelli

    Si tratta dell'inventario, eseguito all'inizio degli anni 2000 dall'architetto Bruno Signorelli, dell'archivio di Carlo Mario Zuccarelli (1887-1972), ingegnere torinese che la biblioteca ha avuto in dono dal figlio dell'ingegnere, grazie alla mediazione di Casimiro Debiaggi. Nel complesso rappresenta un panorama d'eccezione sulle dinamiche anche più dirette e minute della storia edilizia della Torino dagli anni '10 del '900 fino al 1974, visto attraverso le carte di una personalità per nulla secondaria di questa storia.

  • Carrone di San Tommaso

    Il personaggio più notevole è costituito da Felice, sindaco di Sommariva Perno nel 1839, studioso e scrittore, pubblicò le Tavole genealogiche della Real Casa di Savoia, fu autore anche di vari articoli di viaggi, racconti e novelle; tra le carte di famiglia, troviamo lettere indirizzate a noti personaggi dell'epoca, quali Cibrario, Mosca, Cesare Saluzzo, Litta, Romani, con i quali Felice intratteneva corrispondenza, oltre a un ricco carteggio con la mamma, Enrichetta Guasco di Bisio, la marchesa infatti teneva in Torino un salotto frequentato da letterati e artisti famosi fra i quali Cibrario, Giordani, Promis, Marocchetti e molti altri.

  • Cotti di Ceres e Gazelli di Rossana

    Le storie intrecciate di due famiglia nobiliari in Piemonte: dei Cotti di Ceres un archivio di ben 108 faldoni, carte infeudate, prevalentemente nel territorio di Asti e del Monferrato, in un'epoca situabile tra la fine del XVI e l'inizio del XX secolo, liti, testamenti, matrimoni, compravendite e procure, quaderni di memorie, investiture, libri mastri e interessanti mappe a colori; dei Gazelli l'archivio è composto da 55 faldoni, registri e copie di atti relativi al feudo di Rossana, borgo del marchesato di Saluzzo, dal 1155 al 1925, tra cui un bell'albero genealogico a colori del 1818 e diverse mappe del territorio che fu al centro di turbolente vicende storiche fra XIII e XIV secolo per la rilevante posizione geografica del suo castello, risalente all'anno Mille.

  • Domenico Berti

    Intellettuale e politico la cui parabola di vita si sviluppa interamente nel XIX secolo, svolse parte della sua carriera di professore universitario a Torino; la prima parte del suo archivio contiene appunti preparatori a diversi suoi libri ed altri che vertono sulle figure di Copernico, Galilei, Campanella. Nei suoi appunti emerge sempre il tema da lui molto sentito della libertà di coscienza. Nella seconda parte sono raccolti i carteggi con varie personalità dell'epoca, fra cui Desiderato Chiaves, Agostino De Pretis e Quintino Sella, e alcune figure femminili di spicco, come la scrittrice ed educatrice Giulia Molino Colombini, la poetessa Erminia Fuà Fusinato e la scrittrice Dora Melegari.

  • Famiglie nobili piemontesi (raccolta Claretta)

    Storico e ricercatore, Gaudenzio Claretta (1835-1900) fu un vero appassionato di documenti spesso inediti, l'argomento privilegiato dei suoi studi fu prevalentemente la storia piemontese, e mostrò vivo interesse soprattutto per le vicende sabaude dal XVI al XVIII secolo. Nel fondo sono conservati un’ampia messe di documenti di molte famigli nobili piemontesi, tra cui Balbiani, Scolari, Birago di Vische, Alfieri di Cortemiglia, Rignon, Confalonieri, Dal Pozzo della Cisterna, Benso di Cavour, Perrone, Provana, Incisa della Rocchetta, Roero di Monteu, e altri riguardanti comuni ed abbazie della regione, per un totale di 1381 carte contenute in 22 faldoni.

  • Ordine Mauriziano

    Riguarda l'ordine cavalleresco di Casa Savoia che ha origine dalla fusione dell'Ordine cavalleresco e religioso di San Maurizio con l'Ordine per l'assistenza ai lebbrosi di San Lazzaro. L'archivio raccoglie materiale relativo alla storia dell'Ordine Mauriziano dal 1605 ca. a fine '800.

  • Parenti: raccolta autografica

    Il grande bibliofilo, bibliografo ed editore Marino Parenti morì nel 1963, e pochi anni dopo l'intero fondo fu acquistato dall'allora Provincia di Torino, perché ritenuto coerente con l'indirizzo originario dell'istituzione, ossia di documentare assieme alla storia del Piemonte, la storia italiana del periodo risorgimentale. La raccolta autografica si tratta in gran parte di lettere, caratterizzate dalla particolare importanza, in certi casi, degli autori o dei destinatari, una rassegna di nomi un po' decontestualizzata perché volta a formare una sorta di casuale galleria di illustri personaggi, della politica, delle lettere e dell'arte.

 

(26 maggio 2020)