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Cittàmetropolitana di Torino

Positivi risultati per il progetto di cooperazione internazionale "Ragazzi in Gamb(i)a"

Un vero e proprio arrivederci quello che si sono scambiati in videoconferenza tra Ceres e Kalagi gli studenti delle scuole gemellate nel progetto di cooperazione internazionale "Ragazzi in Gamb(i)a" promosso dall'Associazione Morus Onlus di Ceres in collaborazione con la Città Metropolitana di Torino, il comune di Ceres e la scuola media dell'Istituto Comprensivo "Leonardo Murialdo".

Sei mesi di lezioni e di approfondimento: i giovani africani hanno imparato come e dove vivono i loro coetanei delle Valli di Lanzo e lo stesso è accaduto in Gambia, con la presenza di Marino Poma attivissimo promotore dello scambio ed il tutoraggio di alcuni ragazzi immigrati dall'Africa alle nostre montagne e perfettamente inseriti. Su tutti, Musa Jobe migrante gambiano che proprio a Kalagi aveva frequentato le scuole medie ed oggi è il vicepresidente della Morus Onlus, dopo essere arrivato a Ceres quattro anni fa al termine del suo viaggio.

L'istruzione e la conoscenza come semi per lo sviluppo, insomma.

Il progetto ha fatto registrare da febbraio a giugno un collegamento mensile audio-video tra le due scuole, tra gli studenti delle classi terze medie, con dialoghi in inglese

Giovedì 6 giugno a Ceres l'ultimo collegamento di un progetto che ha gettato un ponte di pace e di fratellanza tra i giovani del mondo.

La Città metropolitana ha seguito le fasi di questi mesi e non è mancata nemmeno all'evento finale, pronti come siamo per nuove progettualità da sostenere.

Nuova tappa nel progetto di cooperazione internazionale "Ragazzi in Gamb(i)a" che collega Ceres a Kalagi, e si propone l'obiettivo di informare e formare giovani studenti italiani ed africani sulla storia, la cultura, la geografia, l'attualità, i problemi e le opportunità dei rispettivi Paesi e delle diverse realtà.

Voluto e pensato da Marino Poma, presidente dell'associazione MorusOnlus, il progetto condiviso e sostenuto anche da Città metropolitana in questi giorni registra una nuova tappa nel percorso di scambio. Marino Poma con il tutor del progetto, Musa Jobe nato a Kalagi ed oggi pienamente integrato a Ceres, sono in Gambia.

E come a Ceres qualche mese fa avevamo assistito ad un collegamento skype tra studenti italiani ed africani che si erano scambiati informazioni sui rispettivi Paesi (mostrando anche la neve ai ragazzi di Kalagi) in questi giorni dal Gambia ci arrivano le immagini della missione e dei collegamenti virtuali con Ceres e le Valli di Lanzo.

Piccoli passi di una cooperazione internazionale concreta.


Ceres: il primo collegamento in Gambia

La storia parte da Torino, o meglio da Ceres, per arrivare in Gambia, Africa. A novembre il Presidente della MorusOnlus è stato in Gambia insieme ad una delegazione di ragazzi del CoroMoro per tirare le fila di un progetto di cooperazione internazionale, pensato in collaborazione con la Città metropolitana, da presentare per il finanziamento da parte della Regione Piemonte. Il programma non è stato finanziato, ma la MorusOnlus, con il suo attivissimo presidente Marino Poma, ha fortemente voluto ed autofinanziato il progetto "Ragazzi in gamb(i)a" per formare ed informare adolescenti di Ceres e di Kalagi dell'Africa sull'Italia, geografia, storia, attualità, problemi e opportunità.
Il tutor del progetto è Musa Jobe nato a Kalagi ed oggi pienamente integrato a Ceres: la prova vivente che l'accoglienza porta risultati positivi!

Oggi a Ceres la Città metropolitana non ha voluto mancare al primo collegamento Skype tra gli studenti piemontesi e gambiani; la consigliera delegata alle relazioni internazionali Anna Merlin - presente insieme al sindaco Davide Eboli, alla consigliera della Regione Piemonte Celestina Olivetti, alla dirigente scolastica Vilma Pont e tanti insegnanti - ha voluto sottolineare il valore della cooperazione ed ha confermato l'impegno del nostro Ente per sostenere questo progetto.

(08 febbraio 2019)

Che cos'è il Coro Moro

La storia del CoroMoro è davvero una storia particolare: una nascita casuale, non programmata collegata all'arrivo nel 2014 nelle valli di Lanzo a Ceres, Pessinetto e dintorni, di una decina di giovani migranti richiedenti asilo, partiti da Gambia, Senegal, Ghana e Costa d'Avorio.
Per imparare l'italiano, sono stati insegnati ai ragazzi dei canti popolari e ben presto si è passati a quelli della tradizione piemontese.
In dialetto piemontese o in franco provenzale, i coristi eseguono canzoni di montagna come "La montanara", "La bergera" e altri brani tipici. Ai giovani migranti nel tempo se ne sono uniti altri e il canto è diventato momento speciale di integrazione: da qui l'idea del CoroMoro che ora gira per tutta Italia riscuotendo grande attenzione soprattutto per il modello positivo ed unico che rappresenta. Una vera best practice.

 

(16 aprile 2019)