Salta ai contenuti


Cittàmetropolitana di Torino

Monitoraggio e diagnostica strutturale dei ponti

La Città metropolitana dialoga con il Politecnico e cura la formazione dei tecnici

Ingegneri progettisti e ingegneri incaricati della direzione dei lavori, esperti di infrastrutture stradali e ferroviarie e amministratori locali a confronto sul monitoraggio e la diagnostica strutturale applicata ai ponti: è accaduto martedì 11 giugno nell'Aula Magna del Politecnico di Torino, che ha ospitato un convegno su di un tema molto sentito dall'opinione pubblica: la sicurezza delle infrastrutture stradali e le garanzie che un adeguato monitoraggio di tali infrastrutture può offrire all'utenza e agli Enti proprietari delle strade.

L'iniziativa del Politecnico, del Centro Interdipartimentale per la Sicurezza di Infrastrutture e Costruzioni SISCON e dell'Ordine degli Ingegneri della provincia di Torino era patrocinata dalla Città Metropolitana di Torino, che ha partecipato con un saluto istituzionale affidato al Consigliere delegato ai lavori pubblici e infrastrutture, Antonino Iaria. "Il nostro Ente di area vasta non è certamente all'anno zero in tema di monitoraggio dei ponti. - ha sottolineato il Consigliere Iaria – Un centinaio dei mille ponti che sono presenti negli oltre 3.000 Km della rete stradale di nostra competenza ha una luce superiore ai 90 metri. (con il temine "luce" nelle costruzioni civili si identifica la dimensione maggiore degli elementi strutturali portanti orizzontali, o leggermente inclinati – Nd.R.) Stiamo investendo risorse nella progettazione di nuove opere e nella diagnosi visiva e strumentale delle infrastrutture esistenti, utilizzando anche nuove tecnologie come i droni. Investiamo sulla professionalità dei nostri tecnici, con corsi di formazione e momenti di approfondimento. Con il Politecnico abbiamo in corso di attuazione un protocollo d'intesa per la valutazione statica e sismica di manufatti realizzati alcuni decenni orsono, come il   cavalcavia di corso Grosseto a Torino".

La giornata di studio e approfondimento tecnico è stata organizzata per porre a confronto le esperienze americane e italiane in tema di procedimenti operativi per il controllo e la diagnostica delle opere d'arte. La riflessione si è soffermata su come si è operato sinora e su come procedere in futuro, riqualificando e valorizzando le competenze tecniche di diversi soggetti professionali e istituzionali e facendole dialogare sempre più tra di loro.
È un tema che interessa soprattutto le pubbliche amministrazioni che realizzano e gestiscono opere infrastrutturali e hanno la responsabilità della qualità della progettazione ed esecuzione dei lavori, del monitoraggio, della manutenzione delle opere esistenti e del loro miglioramento dal punto di vista statico e sismico. Nel convegno in programma al Politecnico si è parlato di una prevenzione da attuare in fasi successive e della modulazione degli interventi in base alla disponibilità di risorse.
Come ha sottolineato il professor Francesco Bellino, docente al Politecnico di Torino, un corretto monitoraggio può allungare la vita tecnica delle strutture, perché la manutenzione ordinaria non è sufficiente a rallentare il degrado delle infrastrutture. Occorre investire nella formazione e nell'aggiornamento dei tecnici, perché non basta posizionare sensori sui ponti: occorre sapere dove e come usarli e come elaborare ed interpretare i dati raccolti. L'ingegner Bruno Ifrigerio, coordinatore della Commissione strutture dell'Ordine degli Ingegneri della provincia di Torino, ha ricordato a sua volta che il Ministero delle Infrastrutture ha dato vita ad un gruppo di lavoro che elaborerà linee guida per il monitoraggio dei ponti. L'elaborazione di procedure standard non potrà però escludere una certa discrezionalità, affidata alla sensibilità dei tecnici.

 

LA CITTÀ METROPOLITANA HA COSTITUITO L'UFFICIO PONTI E OPERE D'ARTE

La rete stradale gestita dalla Città Metropolitana di Torino si estende per circa 3.000 km in un territorio di 6.821 Km quadrati, metà del quale montano e collinare. Circa 550 km sono stati trasferiti dall'Anas all'allora Provincia di Torino nel 2001 e costituiscono la gran parte della rete stradale principale, sulla quale gravano il traffico maggiore e gravitano i centri più importanti.
Nel luglio 2018 la Città metropolitana ha adottato un piano di riassetto organizzativo interno, che ha portato dal 1° gennaio 2019 ad una organizzazione gestionale interna costituita da due Direzioni Viabilità e ad una suddivisione territoriale in 10 Unità Operative e 25 Circoli.
Lungo le strade provinciali sono presenti circa 1000 opere di scavalco tra viadotti, ponti, ponticelli e opere minori, gallerie. Circa 100 ponti hanno una luce superiore a 90 metri. Nell'analisi eseguita per conto del Ministero delle Infrastrutture sono state analizzate le 86 opere principali di attraversamento della rete idrografica del bacino del Po.
Nell'ambito del processo di riorganizzazione è stata prevista l'istituzione di uno specifico Ufficio ponti e opere d'arte all'interno della Direzione Coordinamento Viabilità - Viabilità 1 con il compito di:

  • gestire l'archivio di ponti, viadotti e gallerie (le cosiddette "opere d'arte") comprensivo dei piani Manutentivi progettuali
  • definire protocolli e modalità per le attività di verifica ispettiva periodica
  • coordinare le visite ispettive delle strutture con i vari uffici della manutenzione ordinaria e straordinaria delle Direzioni Viabilità e curare l'archiviazione delle visite
  • raccogliere le informazioni e le necessità al fine di definire e redigere il piano manutentivo ordinario base e il piano delle esigenze finanziarie per manutenzioni straordinarie e riparative, con l'individuazione dei criteri di priorità per i successivi inserimenti nel Bilancio e le richieste di finanziamento ad Enti terzi
  • redigere il piano delle esigenze finanziarie per la programmazione degli interventi di demolizione e ricostruzione ove necessario
  • coordinare il monitoraggio delle strutture esistenti (ove necessario) e le verifiche preliminari strutturali
  • coordinare e diffondere la cultura ispettiva e manutentiva presso gli uffici interni, prevedendo momenti formativi ad hoc
  • effettuare sopralluoghi specifici, anche urgenti.

 

LE ATTIVITÀ IN CORSO

  • recupero dei progetti, studi, materiale informatico e/o cartaceo da digitalizzare, riguardante i manufatti storici e di recente realizzazione
  • censimento completo di tutte le opere e creazione di un database delle opere d'arte, completo di tavole di progetto, disegni, foto, ispezioni, interventi eseguiti e da eseguire, valutazione dello stato di degrado
  • inserimento, aggiornamento e integrazione dei dati nell'archivio informatizzato della Città metropolitana. Confronto con gli studi già svolti dall'Ente negli anni passati sulle opere d'arte stradali per le diverse finalità di analisi e approfondimento
  • valutazioni e indagini di primo livello, in particolare per le opere di attraversamento, volte a valutare la sicurezza e vulnerabilità dal punto di vista strutturale (visivo) e idraulico (relazioni per le aste fluviali di maggiore importanza). Le valutazioni integrate permettono di definire un quadro iniziale delle priorità nell'approfondimento delle indagini delle opere a maggiore vulnerabilità
  • completamento della documentazione delle infrastrutture stradali con l'integrazione di analisi e indagini strutturali o documentazione specialistica utile o necessaria: relazioni idrauliche, di calcolo strutturale dei  nuovi interventi, di collaudo, ispettive-fotografiche periodiche, rilievi dello stato di degrado e geometrici con tecnologie laser scanner 3D, riprese ispettive con droni
  • acquisizione e implementazione di un software dedicato per la gestione e l'archiviazione dei dati, delle schede conoscitive delle opere, del monitoraggio programmato e dello stato di degrado dei manufatti
  • definizione e aggiornamento degli elenchi delle opere che necessitano di interventi di recupero o adeguamento strutturale e/o funzionale tecnologico, definendo i fabbisogni finanziari da indicare nei piani programmatici futuri
  • coordinamento e collaborazione alla progettazione ed esecuzione degli interventi strutturali necessari, anche mediante attività di direzione lavori e collaudo.

 

Il punto sulla sicurezza ad agosto 2018

Dopo la tragedia di Genova del 14 agosto, il consigliere metropolitano con delega alle infrastrutture e ai lavori pubblici Antonino Iaria è intervenuto per evitare che si creassero falsi allarmi sulle strutture di proprietà della Città metropolitana. "È  importante rassicurare la popolazione e ribadire da parte nostra che è necessaria una nuova stagione di investimenti in merito alla diagnostica innovativa sui manufatti esistenti, in modo da programmare risorse certe per la loro manutenzione. La Città metropolitana ha messo in bilancio nel 2018 circa 300 mila euro a questo scopo, e sta avviando la gara pubblica per l'affidamento dei servizi di diagnostica e monitoraggio di tutte le altre strutture edilizie e viarie di sua competenza nel territorio metropolitano. Stiamo anche lavorando con la Commissione bilancio e lavori pubblici del Consiglio metropolitano per chiedere maggiori risorse per questi settori".

Intanto il vicesindaco della Città metropolitana Marco Marocco ha girato a tutti i sindaci del territorio una nota del Ministero Infrastrutture e Trasporti che dispone una ricognizione dello stato di salute delle infrastrutture stradali, ferroviarie e idrauliche che richiedono interventi urgenti. La comunicazione, inviata anche ai presidenti di Regioni e Province oltre che ai sindaci, chiede di trasmettere entro il primo settembre un'apposita scheda contenente "informazioni utili a inquadrare il livello di ammaloramento e degrado, indicando le priorità per la loro messa in sicurezza".

Ponte Preti

Nei giorni successivi al crollo del ponte Morandi sono tornate in primo piano le preoccupazioni relative al viadotto noto come ponte Preti di Strambinello sulla strada provinciale 565. "Benché Il ponte Preti sia una struttura ben diversa dal ponte di Genova, perché è un ponte ad arco in cemento armato normale e non precompresso, e monitorato in continuo dal nostro servizio Viabilità, ci tengo a ricordare che abbiamo programmato da tempo l'intervento di rettifica della sede stradale della provinciale 565 di Castellamonte con la realizzazione di un nuovo ponte".
La Città metropolitana ha avanzato in diverse occasioni la richiesta di finanziamento per quest'opera, richiesta motivata non dalla presenza di problemi strutturali immediati del viadotto, che al momento non sono stati rilevati e non sono visibili, ma dalla necessità di adeguare e migliorare quell'infrastruttura, che rappresenta un punto critico per la viabilità poiché causa un restringimento della Sp 565 creando difficoltà al regolare scorrimento del traffico.
Il servizio Viabilità della Città metropolitana fa sapere che il progetto per questa variante è già pronto, ed è stato presentato al Ministero nell'ambito della discussione sull'ipotizzato ritorno all'Anas di una serie di strade di interesse nazionale, tra cui appunto la Sp 565, con la richiesta di un finanziamento di 20 milioni di euro.

Gli interventi su altri ponti di Canavese e Valli di Lanzo

Ponte di Robassomero sulla Stura di Lanzo lungo la Sp 18

Il ponte sulla Stura di Lanzo è un'opera recente, i sali utilizzati durante la stagione invernale possono provocare negli anni degli ammaloramenti della parte superficiale del calcestruzzo, ma è un'azione progressiva con cicli ultradecennali, per i quali si può ovviare con interventi programmati di manutenzione ordinaria. Interventi già effettuati e che certamente verranno rimessi in calendario a tempo debito.
Inoltre nel 2018, la Città metropolitana ha messo a bilancio 980mila euro per interventi di manutenzione straordinaria della briglia in alveo a valle dello stesso ponte, i lavori saranno eseguiti nel 2019.

Gli interventi dell'ultimo biennio a Villanova Canavese, Ala di Stura e Viù

La Città metropolitana ha sempre tenuto alta l'attenzione nei confronti dei ponti e delle altre infrastrutture viarie, come è evidente prendendo in considerazione gli altri interventi già finanziati e realizzati nel corso dell'ultimo biennio nella zona delle Valli di Lanzo. Tra questi ricordiamo:

  • Sp 724 in Comune di Villanova Canavese: interventi realizzati tra il 2015 e il 2018 per il consolidamento della soglia del ponte sulla Stura di Lanzo; spesa di un milione di euro e stanziamento ulteriore di un milione e mezzo di euro;
  • Sp 1 in Comune di Ala di Stura: consolidamento e ristrutturazione del ponte di acciaio sulla Stura di Lanzo, spesa di 150mila euro, intervento eseguito nel biennio 2016-2017;
  • Sp 32 in Comune di Viù, località Fucine: consolidamento e ristrutturazione del ponte in muratura, spesa di 230mila euro, intervento eseguito nel biennio 2016-2017.

 

(11 giugno 2019)