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Cittàmetropolitana di Torino

Giorno della Memoria 2018

In occasione del Giorno della Memoria, a Palazzo Dal Pozzo della Cisterna, in via Maria Vittoria 12 a Torino, sede storica di questa Città metropolitana, una mostra dedicata a Ludwik Zamenhof, polacco con radici ebraiche, iniziatore e instancabile promotore della lingua Esperanto: l'esposizione, aperta ufficialmente il 29 gennaio, è visitabile fino al 9 febbraio, dalle 9 alle 18 (chiuso sabato 3 e domenica 4 febbraio).

La mostra consiste in diciotto pannelli, con testi e didascalie in italiano e in esperanto: l'allestimento a Palazzo Cisterna è possibile grazie all'iniziativa dell'Ambasciata della Repubblica di Polonia a Roma, del Consolato onorario di Polonia in Torino, della Città metropolitana di Torino, della Federazione Esperantista Italiana, della Comunità Ebraica e della Comunità Polacca di Torino-Ognisko Polskie w Turynie e del Gruppo Studi Ebraici.
A completare la preparazione una sezione bibliografica curata dal Centro Esperanto di Torino, che comprende sia opere di letteratura originale in esperanto sia capolavori della letteratura mondiale tradotti in lingua internazionale, materiale didattico (manuali di grammatica e vocabolari) e materiale informativo sulla diffusione dell'esperanto nel mondo.

Questa Città metropolitana prosegue il filone culturale e storico inaugurato nel 2016 con la mostra "A rischio della propria vita" e proseguito nel 2017 con quella dedicata a Jan Karski.

A Torino, dal 15 gennaio fino al 19 febbraio, un calendario ricco di appuntamenti per celebrare la giornata:


Venerdì 26 gennaio a Torino fiaccolata da Porta Nuova a Le Nuove.

Il gonfalone della Città metropolitana alla fiaccolata in memoria dei prigionieri delle SS rinchiusi alle "Nuove" di Torino prima della deportazione in Germania.
Nell'ottantesimo anniversario delle vergognose leggi razziali (approvate con Regio Decreto Legge del 17 novembre 1938), nel settantesimo anniversario dell'entrata in vigore della Costituzione Italiana (1° gennaio 1948) e in occasione del Giorno della Memoria 2018 la Onlus "Nessun uomo è un'isola" di Torino ha onorato tutti i deportati italiani, ebrei e stranieri nei campi di concentramento e di sterminio nazisti; specialmente quelle donne e quegli uomini che furono rinchiusi dalle SS nel carcere "Le Nuove" e di cui si perse ogni traccia. Dei prigionieri rinchiusi dai nazifascisti nel penitenziario torinese non è possibile precisare nemmeno il numero, fatta eccezione per le 138 detenute israelite ricordate da Suor Giuseppina De Muro nella sua relazione sull'occupazione germanica del carcere tra il 1943 e il 1945, inviata il 26 febbraio 1946 al cardinale Maurilio Fossati. Alcuni registri di matricola delle "Nuove" durante la Guerra di Liberazione riportano nomi di prigionieri, politici e non, che furono deportati in Germania. Molti erano operai, artigiani; altri erano studenti, impiegati, laureati, militari, professionisti. Quasi tutti erano coniugati con figli. Tanti persero la vita, lasciando la famiglia priva di qualsiasi sostegno materiale e morale. Sono queste le storie tragiche che l'associazione "Nessun uomo è un'isola", che gestisce il museo del carcere "Le Nuove", ha voluto ricordare durante la fiaccolata organizzata venerdì 26 gennaio in corso Vittorio Emanuele II, con il patrocinio della Città metropolitana. Il ritrovo dei partecipanti è stato davanti alla lapide posta dall'ANED al binario 17 della stazione di Porta Nuova per ricordare i deportati in Germania. Dopo la deposizione di una corona d'alloro in memoria dei deportati il corteo ha percorso via Sacchi, il controviale di corso Vittorio Emanuele e via Paolo Borsellino. Lungo il corteo alcuni cartelloni hanno ricordato i deportati ignoti e dimenticati.

Questa Città metropolitana era presente con il suo gonfalone. In strada di Ronda il corteo, davanti alle fotoceramiche che ricordano le deportate, ha letto  alcune memorie scritte da donne sopravvissute con la testimonianza di Nedelia Tedeschi. Un omaggio floreale in onore di tutti i bambini italiani ed ebrei imprigionati alle "Nuove" e alle donne detenute e deportate nei lager nazisti. Nel vestibolo un ricordo di Suor Giuseppina De Muro e una testimonianza di Adriana Cantore. Nel famigerato "Braccio Tedesco" del primo piano l'appello dei deportati dimenticati e le testimonianze di Roberto Zargani e di Beppe Pastore. Davanti alla cella del Beato Giuseppe Girotti la testimonianza curata della professoressa Florinda Diena. L'appello dei deportati dimenticati anche nella cappella maschile del carcere con una testimonianza dei Coniugi Mario e Carla.
L'evento si è concluso alle 12 davanti alle celle dei condannati a morte, con la deposizione dei lumini e con la recita della preghiera del deportato.

 

(29 gennaio 2018)