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Cittàmetropolitana di Torino

Avviata la Riflessione sulla programmazione dei fondi europei dopo il 2020

Benchè l'Italia sia tra i Paesi europei che riceve il maggior numero di risorse, è al penultimo posto - prima solo della Danimarca - per l'informazione sulla destinazione e l'utilizzo dei finanziamenti europei. Un gap di comunicazione che penalizza il nostro Paese e non aiuta a far crescere la consapevolezza delle opportunità che derivano dalla Unione Europea e da una corretta partecipazione ai programmi di sviluppo.

Se ne è parlato a Torino il 28 giugno durante un seminario di riflessione organizzato dalla Città Metropolitana di Torino di Torino sul tema della prossima programmazione europea dopo il 2020.
Il funzionario della European Commission DG Regio Francesco De Rose (responsabile per il programma FESR per il Piemonte) ha illustrato ad un tavolo di addetti ai lavori la proposta che verrà presentata al Consiglio europeo: Bruxelles sta valutando la scelta di raddoppiare ad esempio programmi come Erasmus con un +30 miliardi di euro e questo non può che essere visto positivamente, a vantaggio di quella “generazione europea” che il programma Erasmus ha creato nel tempo. Importante anche la proposta di aumentare gli investimenti in ricerca e innovazione del 50% e del 40% gli investimenti nel settore della sicurezza. Stanno però anche valutando una riduzione delle risorse alla politica agraria comune e della politica di coesione.

Nulla è deciso, per questo il vicesindaco della Città Metropolitana di Torino  Marco Marocco, il presidente di ANCI Piemonte Alberto Avetta e l'assessore regionale Alberto Valmaggia hanno sottolineato l'importanza che le istituzioni piemontesi portino a compimenti una riflessione per far sentire la loro voce agli europarlamentari.
Peraltro, già il European Committee of the Regions - Comitato delle Regioni ha lanciato - insieme ad importanti associazioni territoriali dell'Unione Europea - #CohesionAlliance (Alleanza per la coesione), un movimento di base aperto a tutti coloro che pensano che la politica di coesione dell'UE debba continuare a essere un pilastro del futuro dell'Unione. 
Centro del confronto, tra l'altro, la necessità di difendere l'idea di una politica di coesione più forte dopo il 2020. Un tema sul quale il Comitato delel Regioni - European Committee of the Regions è particolarmente impegnato insieme ad importanti associazioni territoriali dell'UE; è stato anche lanciato #CohesionAlliance - Alleanza per la coesione, un movimento di base aperto a tutti coloro che pensano che la politica di coesione dell'UE debba continuare a essere un pilastro del futuro dell'Unione. 

 

(28 giugno 2018)