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Cittàmetropolitana di Torino

Un incontro a Palazzo Cisterna su Helena d'Orleans: giovedì 8 marzo

La Biblioteca di storia e cultura del Piemonte Giuseppe Grosso è, nella realtà torinese, un organo specializzato nel raccogliere, conservare e favorire la consultazione del materiale documentario pubblicato in Italia, all'estero o inedito sulla storia, la letteratura, l'arte, l'archeologia, l'economia, il costume e le tradizioni popolari del Piemonte e degli antichi Stati Sardi (Savoia, Genovese, Chiablese, Delfinato, Valle d'Aosta, Sardegna, ecc.); pertanto rappresenta un punto di riferimento essenziale per l'intera area regionale, grazie all'intrinseco valore culturale e testimoniale delle sue raccolte e di alcune preziosità.

A tal proposito la Biblioteca raccoglie numerosi volumi dove le donne di un epoca ormai passata, hanno saputo distinguersi con la loro modernità e sensibilità; per la Giornata internazionale della donna, giovedì 8 marzo alle ore 17, nella sala consiglieri di Palazzo Cisterna, gli Amici della Cultura dedicano il loro consueto incontro mensile a Helena d'Orleans, una donna moderna, sensibile e gran viaggiatrice che abitò a lungo a Palazzo dal Pozzo della Cisterna in seguito al matrimonio, avvenuto nei pressi di Londra il 25 giugno 1895, con il duca Emanuele Filiberto di Savoia Aosta, primogenito di Amedeo, Duca d'Aosta e di Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna.

Sempre impegnata in opere di assistenza, fondò infatti l'Opera nazionale di assistenza all'Italia redenta, fu anche una viaggiatrice colta e appassionata che documentò i suoi viaggi, oltre che con minuziosi diari, anche con delle belle e suggestive immagini nel deserto.
Tutto il materiale relativo ai viaggi di Elena d'Aosta si trova proprio a Palazzo Cisterna e più precisamente all'interno del Fondo Campini custodito, appunto, nella Biblioteca di storia e cultura del Piemonte Giuseppe Grosso.

Nel 2003 la Biblioteca storica "Giuseppe Grosso" acquisì il fondo librario "Campini", proveniente dalla biblioteca della duchessa Elena d'Orléans, e così denominato da Otto Campini, marito in seconde nozze della duchessa.
Il Fondo consta di circa 3.500 opere, pubblicate a partire dal XVI secolo, con una sezione di volumi autografati dalla stessa Elena d'Orléans. Il suo nucleo centrale consiste in una folta documentazione sugli aspetti geografici, etnografici ed antropologici dell'Africa centro-settentrionale. In questo contesto di particolare pregio sono i diari inediti, dattiloscritti e corredati da numerose fotografie originali dell'epoca, testimonianza storica dei viaggi della duchessa Elena in Africa iniziati nel 1907 e proseguiti negli anni Venti e Trenta del secolo scorso. Da segnalare anche alcune opere pubblicate dalla duchessa, come Voyages en Afrique (Milano, 1913), Vers le soleil qui se lève (Ivrea, 1918), Attraverso il Sahara. Giornale di viaggio, gennaio-marzo 1933 (Roma, estratto dalla "Nuova Antologia", 1935).
Un'occasione dunque unica per approfondire la conoscenza di Elena d'Orleans nelle stesse sale in cui lei abitò e fece crescere i suoi due figli Amedeo, nato nel 1898, e Aimone, nato due anni dopo, nel 1900.

 

(05 marzo 2018)