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Cittàmetropolitana di Torino

Abbattiamo i muri del silenzio

L' Istituto Jacopo Bruno Beccari di Torino ha ospitato, giovedì 10 maggio, la quarta edizione del concorso enogastronomico-culturale "Abbattiamo i muri del silenzio", dedicato alle vittime della lotta alla mafia e patrocinato da questa Città metropolitana.
La competizione enogastronomica tra gli studenti è stato il punto di arrivo di un percorso formativo e di educazione alla legalità condiviso con altri due istituti alberghieri, il "Cascino" di Palermo e il "Moccia" di Nardò. Nel percorso didattico che ha preceduto il concorso, gli studenti hanno partecipato a una serie di incontri di formazione sui temi dell'impegno civico e della difesa della legalità.
Nella sfida finale del concorso studentesse e studenti si sono confrontati in due delle articolazioni che caratterizzano la struttura degli istituti alberghieri:  servizi di sala bar - sezione in cui ha vinto l’Istituto Moccia, servizi di accoglienza turistica - primo classificato l’Istituto Cascino, cucina - primo il "Moccia" e pasticceria - primo l’Istituto Beccari.

Alla premiazione delle classi vincitrici era presente la Consigliera metropolitana delegata all'istruzione, insieme ai rappresentanti delle scuole, delle associazioni e degli enti che promuovono attivamente la difesa della legalità.

Dopo aver intitolato l'edizione del 2017 al procuratore Bruno Caccia, ucciso dalla 'ndrangheta nel 1983, gli organizzatori dell'iniziativa hanno significativamente dedicato il premio 2018 a Renata Fonte, assessore alla cultura e alla pubblica istruzione del Comune di Nardò (Lecce), assassinata da due sicari con tre colpi di pistola il 3 marzo del 1984 mentre ritornava nella sua abitazione.
Dai tre livelli di giudizio sono stati individuati e condannati gli esecutori materiali, gli intermediari e il mandante di primo livello, Antonio Spagnolo. Quest'ultimo, collega di partito di Renata e primo dei non eletti alle elezioni amministrative, avrebbe dato ordine di uccidere per risentimento nei confronti di Renata Fonte. Accanto a un'avversione personale di Spagnolo, la sentenza di primo grado della Corte d'Assise di Lecce dichiara la presenza di personaggi non identificati, che avrebbero avuto obiettivi non raggiungibili con l'elezione di Renata Fonte: la costruzione di un villaggio turistico sull'area naturalistica di Porto Selvaggio.

Al "Beccari" era presente in qualità di componente della giuria del concorso la figlia di Renata Fonte, Viviana Matrangola, già responsabile del settore internazionale di "Libera memoria". "Per gli studenti degli istituti alberghieri il concorso è un’occasione per coniugare la loro professione futura con un’etica, una disciplina e una cultura dell’appartenenza al proprio territorio, ha sottolineato Viviana Matrangola, la figura di mia madre è stata scelta per il suo impegno al servizio del proprio territorio, inteso come ecologia della bellezza: la bellezza che ritroviamo in ciò che esprimono questi ragazzi".

 

(10 maggio 2018)