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Cittàmetropolitana di Torino

EMERGENZA INCENDI: I TECNICI DELL'ENTE A DISPOSIZIONE DEI COMUNI PER LA STIMA DEI DANNI

Esaurito, peraltro con risultanze positive, il monitoraggio sui danni patiti dalla fauna selvatica nelle vallate alpine colpite dagli incendi del mese di ottobre, la Città metropolitana di Torino, su impulso del vicesindaco metropolitano, Marco Marocco, ha avviato un progetto di assistenza tecnica ai Comuni, per la valutazione e rendicontazione dei danni patiti dalle infrastrutture pubbliche e dal patrimonio forestale e su eventuali processi di dissesto idrolegologico conseguente agli incendi.

Il progetto riguarda in particolare i Comuni di Mompantero, Bussoleno, Chianocco, Venaus, Novalesa, Caprie, Locana, Ribordone, Sparone, Frossasco, Cantalupa e Cumiana e le rispettive Unioni Montane: “Valle Susa”, “Gran Paradiso” e “Del Pinerolese”.

Gli amministratori degli Enti locali hanno richiesto al vicesindaco Marocco l’intervento dei tecnici della Città metropolitana, per una valutazione preliminare dei danni, indispensabile per poter successivamente richiedere i contributi della Regione Piemonte per i territori colpiti dall’emergenza incendi.

Questa Città metropolitana ha messo in campo squadre di tecnici composte da geologi, esperti di opere pubbliche ed esperti di tecnica forestale.

Le opere pubbliche che in queste settimane vengono monitorate da questo Ente sono strade comunali e interpoderali, piste forestali, acquedotti e opere di sistemazione e messa in sicurezza dei versanti.

Il pericolo di dissesto idrogeologico in fase di valutazione è conseguente al passaggio del fuoco e al danneggiamento della copertura forestale, degli arbusti e dei pascoli alle quote più alte. Tale pericolo è particolarmente alto nei terreni già interessati a fenomeni di dissesto. I tecnici hanno il compito di valutare quale potrebbe essere l’effetto di intense pioggie primaverili sui versanti più colpiti agli incendi, quelli in cui una parte della vegetazione è stata incenerita e può andare incontro ad un processo di mineralizzazione, già constatato ad esempio in alcuni versanti a Mompantero.
Lo stato del terreno e la presenza di ceneri che possono volatilizzarsi in caso di vento sono parametri tenuti in grande considerazione nella valutazione in atto.  

(30 novembre 2017)