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Cittàmetropolitana di Torino

57ª Edizione della Mostra della Ceramica

Dal 9 al 24 settembre a Castellamonte la 57a edizione della Mostra della Ceramica.

La chiave di lettura di questa edizione è METAMORFOSI, direttamente ispirata dall’incipit di Ovidio e vuole mettere al centro gli artisti locali e la materia prima, cioè la terra rossa vera e propria eccellenza castellamontese, sottolineando le tante sfaccettature di un’arte versatile, dalle produzioni più umili a quelle più prestigiose, dalle produzioni seriali alle opere uniche; con queste premesse e con una grande festa di pubblico, si è inaugurata sabato 9 settembre, con il classico taglio del nastro, la 57^ edizione della Mostra della Ceramica.
Tanto pubblico, tante autorità, tra cui il parlamentare Umberto D'Ottavio, il presidente del Consiglio regionale del Piemonte Mauro Laus, il presidente di Anci Piemonte Alberto Avetta, la consigliera delegata all'istruzione della Città metropolitana Barbara Azzarà e numerosi sindaci del Canavese insieme al sindaco di Castellamonte Pasquale Mazza. Non mancava nemmeno la banda. Dopo i discorsi, spazio alla visita delle opere: Palazzo Botton in particolare ha accolto curiosi ed appassionati per ammirare le famose stufe e le opere d'arte che il curatore Giuseppe Bertero ha illustrato con maestria.
I numeri della 57^ edizione sono importanti: 6 punti espositivi, tutti ad ingresso gratuito, 100 artisti rappresentati, 16 giorni di eventi tra concerti, convegni, sport e proposte gastronomiche.

A Palazzo Botton sono esposte le più belle ed interessanti stufe realizzate dagli attuali produttori locali e dove si potranno ammirare quelle ancora oggi ospitate nelle dimore reali dei Savoia e dei nobili del Piemonte, in Russia ed in numerose altre parti del mondo. Accanto ad esse le stufe d’autore, come quelle di Enrico Baj, Ugo Nespolo, Ugo La Pietra, William Sawaya e un omaggio a Fortunato Depero e per stimolare un originale confronto estetico e tecnologico, quelle di più attuale progettazione come le stufe Stack.
Mentre al Centro Congressi Martinetti, su due piani, le opere di artisti scultori/ceramisti, con un “racconto” segnato dalla creatività, dalla perizia tecnica, dalla continua ricerca, con artisti noti sia a livello nazionale che internazionale le cui opere compaiono presso mostre e musei in diversi Paesi del mondo.
Il Salone ospita inoltre i laboratori di alto e pregiato artigianato, in parte legato alla tradizione di Castellamonte, rivista e reinterpretata, e prodotti di design destinato alla casa e all’arredo e in ultimo, i “gioielli in ceramica da indossare”.
Infine al Liceo Artistico Statale “Felice Faccio”, punto imprescindibile nel percorso espositivo della mostra, l’istruzione e la formazione dei nuovi talenti nell’arte della ceramica e non solo. 
A queste sedi espositive si aggiungono quelle gestite e allestite da privati: la Casa museo Famiglia Allaria, la Casa Gallo - cantiere delle arti e il Centro Ceramico museo Fornace Pagliero. Ingresso gratuito in tutti i punti.

La mostra ha avuto una singolare anteprima, sabato 2 settembre in piazza Castello a Torino, l’artista ceramista Roberto Perino, accompagnato dal sindaco di Castellamonte Pasquale Mazza e dalla consigliera metropolitana Barbara Azzarà, ha offerto una dimostrazione sulla lavorazione e la foggiatura al tornio della terra rossa.

L'evento è organizzato dall’amministrazione comunale di Castellamonte, con il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali, della Regione Piemonte, della Città metropolitana di Torino e dell’Associazione italiana Città della Ceramica.


Castellamonte e la sua Ceramica

Quella della ceramica di Castellamonte è una storia che inizia da lontano.
Un artigianato legato soprattutto alla produzione delle stufe e stoviglierie, in cui si innesta la creatività artistica come elemento vitale.
Le proprietà refrattarie delle argille castellamontesi erano note sin dall’antichità.
Con esse in epoca romana si foggiavano le stoviglie da fuoco, nel medioevo si costruivano le tavelle per i forni da pane e, a partire dal XVI-XVII secolo - quando l’industria bellica avviò la produzione delle armi da fuoco - le terre locali iniziarono ad essere sempre più richieste dalle fonderie.

Tra il XVIII e XIX secolo sulle idee provenienti dall’America, Inghilterra e Francia gli artigiani castellamontesi svilupparono diverse tipologie di apparecchi per il riscaldamento che vedevano come elemento fondante l’impiego dell’argilla refrattaria locale. Nel giro di pochi decenni, Castellamonte divenne un punto di riferimento nazionale, grazie ai suoi prodotti che si contraddistinguevano per alcune caratteristiche che erano l’alta qualità della materia prima e la bellezza estetica, grazie alle sapienti mani dei suoi artigiani.

La terra era ottima per la lavorazione e la resistenza e questo portò la creazione di importanti fabbriche dai marchi conosciuti. Nel 1873 si contavano 20 fabbriche che impiegavano 600 operai su una popolazione di 8000 abitanti.
Tra tutti i prodotti, le stufe diventarono il simbolo di Castellamonte e lo sono ancora tutt’oggi. Esse sono l’evoluzione tecnica, tecnologica ed estetica degli antichi modelli che oltre ad essere oggetti estremamente funzionali, sono diventate un vero e proprio complemento d’arredo, alla cui ideazione hanno partecipato negli anni numerosi artisti e designer.

La Mostra della Ceramica di Castellamonte costituisce uno dei più tradizionali e conosciuti appuntamenti espositivi del Piemonte. Qui si presentano le migliori produzioni ceramiche degli artisti locali, le opere di famosi maestri nazionali ed internazionali ma si cerca anche di non dimenticare un passato fatto di botteghe e di artigiani dalle mani magiche che grazie alla terra rossa delle nostre colline davano vita a prodotti unici e bellissimi.

 

(04 settembre 2017)